martedì 3 marzo 2015

Egildo Moro, un partigiano di Mestrino

Il partigiano Romo

Egildo Moro, partigiano combattente









Così ha voluto essere ricordato sulla pietra tombale, che si è chiusa su di lui oggi, al termine di una breve e significativa cerimonia civile.
Compagni, amici e studiosi ne hanno ricordato la figura di combattente, capace di assumersi pesanti e delicate responsabilità, ma di indole modesta e riservata, che ne ha fatto un uomo senza alcuna tentazione di primeggiare o di "apparire".
Particolarmente toccante la testimonianza di un amico e compagno combattente, che ha sottolineato il tradimento attuale degli ideali della resistenza, trasferiti nella carta Costituzionale, che adesso si vuole stravolgere. "Se potessero risorgere tutti i morti per la libertà, come gli spiegheremmo che il loro sacrificio è stato inutile? come giustificheremmo i nostri errori, le nostre incertezze e le nostre debolezze del dopo resistenza?"
Le parole di Bella ciao lo hanno accompagnato negli ultimi metri.




Note biografiche (da anpimirano.it)
Egildo Moro “Romo”, nato nel 1922, partigiano combattente della Brigata Gramsci sulle Vette Feltrine, vicecomandante di Paride Brunetti “Bruno”, ci ha lasciato il 28 febbraio.
Romo fu uno dei primi ad aderire al movimento partigiano. Partito da Padova dopo l’8 settembre del 1943, aderì subito al gruppo “Luigi Boscarin” in Val Mesaz. Durante i 20 mesi della guerra di Liberazione partecipò alle azioni con diverse brigate, sempre con ruoli di organizzazione interna e di combattente in prima linea.
Romo è stato sempre coerente con le idee, gli obbiettivi e le speranze della Resistenza e fino all’ultimo ha ribadito che rifarebbe le stesse scelte di vita.
Nel dopoguerra, quando iniziò la persecuzione nei confronti dei compagni partigiani, Romo è stato un punto di riferimento per i fuoriusciti nei paesi dell’est. Ciò è testimoniato dall’attestato rilasciatogli da Arrigo Boldrini “Bulow” nel 1984:
“L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – ANPI conferisce il diploma di benemerenza a Egildo Moro in riconoscimento della preziosa opera di solidarietà svolta a favore dei partigiani perseguitati negli anni del dopoguerra per fatti connessi con la lotta di Liberazione Nazionale. Il Presidente Arrigo Boldrini”
L’ultimo desiderio di Romo è quello di voler essere ricordato come “Partigiano Combattente”.

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