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mercoledì 30 gennaio 2019

Nave Diciotti, 2

Sea Watch III, la storia si ripete


Un ministro è svincolato dalla legge? 




segue da: Nave Diciotti, 1



Inizia lo scaricabarile tra Salvini e Malta; si arriva  così al terzo giorno di stallo, a mezzo miglio da Lampedusa.
  • Il 19 sera il comando generale delle capitanerie ordina alla Diciotti di dirigersi a Pozzallo, dove la nave arriva dopo 12 ore di navigazione.
  • Il 20 agosto con quello che dall’esterno appare  puro sadismo la Diciotti viene spostata a 20 miglia da Catania; dopo sette ore viene ordinato di entrare a Catania, dove alle 23.49 attracca ma con l’ordine di “non calare la passerella e lo scalandrone”.
  • 22 agosto, dopo due giorni di selfie  e ostentato celodurismo, su istanza scritta del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei minori, viene autorizzato lo sbarco dei soli minori non accompagnati.
  • Il 24 agosto l’IMCRR di Roma invia la terza richiesta di POS al dipartimento per le “libertà civili” del ministero degli Interni.
  • Il 25 agosto, nel pomeriggio,  ulteriore assunzione di responsabilità del comandante di nave Diciotti che attiva il Medevac per altri 6 migranti in stato di salute preoccupante. Solo a tarda notte viene autorizzato lo sbarco di tutti i naufraghi. Sì, naufraghi, questo piccolo dettaglio non va dimenticato; non vanno chiamati clandestini e neppure migranti irregolari: sono naufraghi, naufraghi del mare e dell’assenza di umanità. In realtà,  senza scomodare alcun sacro principio, in questa vicenda surreale, giocata esclusivamente per tenere alta la tensione del “popolo” sembra che sia naufragato anche il semplice buonsenso e il senso della misura, della proporzionalità tra mezzi e fini e in fin dei conti anche il nesso logico tra causa ed effetto.
Quadro normativo di riferimento: il procedimento di sbarco e le competenze amministrative.
Questo è l’argomento, molto complesso,  trattato nella seconda parte della relazione del Tribunale.
Si tratta di un aggrovigliato intreccio di accordi internazionali e di protocolli nazionali, che viene riportato integralmente di seguito.
Per chi ha fretta basta soffermarsi sulla definizione di POS: 
 "una località dove le operazioni di soccorso si considerino concluse e dove: 
a)la sicurezza dei sopravvissuti o la loro vita non sia più minacciata; 
b) le necessità umane primarie (come cibo, alloggio e cure mediche) possano essere soddisfatte;
c) possa essere organizzato il trasporto dei sopravvissuti nella destinazione vicina o finale."

Da leggere sicuramente le due ultime pagine dove viene richiamato puntualmente nell'individuazione del POS la responsabilità del dipartimento per le libertà civili e per l'immigrazione, che fa capo al Ministero dell'Interno. 


In questi giorni con l'obiettivo di disinnescare le contraddizioni tra i due contraenti del "contratto" di governo, il presidente del Consiglio va dichiarando di essere stato non succube del bullismo di Salvini, come tutti avevano pensato, ma addirittura complice, con tutti i componenti del governo. Cadrà così l'ultimo velo fasullo della diversità, per mere considerazioni di conservazione del potere, ma in coerenza, va ammesso, con le esternazioni di chi, ancora all'opposizione, ha iniziato la guerra alle ONG, definendole "taxi del mare".  












  Segue..

lunedì 28 gennaio 2019

Nave Diciotti, 1

I profughi durante la pacchia nel porto di Catania



Processo a Salvini







Un amico avvocato mi ha inviato la copia integrale della relazione del tribunale di Catania, sezione "reati ministeriali" sul caso Salvini/Diciotti,  trasmessa al Procuratore della Repubblica affinchè chieda l'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro degli Interni.   
Nonostante io non sia un esperto di diritto, ho fatto quello che dovrebbero fare (e in gran parte non faranno) i 315 senatori che tra qualche mese saranno chiamati a decidere sulla procedibilità, valutando in maniera insindacabile se l'inquisito abbia agito per la tutela di un interesse dello Stato costituzionalmente rilevante ovvero per il perseguimento di un preminente interesse pubblico nell'esercizio della funzione di governo.

Non lo faranno, non perché non abbiano una coscienza etica o perché non sappiano leggere (vabbè alcuni sì..) ma perché si atterranno a mere considerazioni di carattere politico, ad accordi tra i gruppi, a scambi di favori o in taluni casi alle indicazioni dei sondaggi o peggio alla velina inviata dalla ditta.

Devo ammettere che non è stata una lettura facile, si tratta di ben 53 pagine ma ne è valsa la pena.
Ripercorriamo innanzitutto la tempistica degli eventi e sfatiamo alcune notizie fasulle circolate sui media. 
La nave U. Diciotti (l'ammiraglio Diciotti fu un eroe della marina che non aderì alla repubblica di Salò) il 16 agosto 2018 salva in zona SAR maltese 190 migranti, che sono stati trattenuti a bordo della stessa sino al 26 agosto per un'intera settimana dopo l'attracco della nave al porto di Catania.
Il tribunale dei ministri di Palermo con precedente provvedimento aveva escluso responsabilità del ministro per il periodo intercorrente tra il momento del salvataggio e il 19 agosto, opponendo la propria incompetenza territoriale per i fatti successivi,  dal 20 al 25 (quando, cioè la nave era attraccata al porto di Catania).
La Procura, immagino il procuratore capo Carmelo Zuccaro (quello  che sostiene di avere le prove della complicità delle ong con i trafficanti, ma di non poterle utilizzare in giudizio: cioè non ce le ha..), in prima battuta, il 29 ottobre, chiede di disporre l'archiviazione "per infondatezza della notizia di reato". 
Il tribunale dei ministri, per giungere alla definitiva deliberazione,  espleta ulteriori indagini preliminari,  assumendo a s.i.t. (sommarie informazioni testimoniali) il  Questore, il Prefetto e il Comandante della Capitaneria di Porto di Catania, nonché il Capo di Gabinetto del Ministero dell’Interno ed il Vice Capo di  Gabinetto Vicario del Ministero. 
Fatto questo, rimanda per il parere gli atti alla Procura, che il 26 novembre reitera l'istanza di archiviazione.  Nel contempo il ministro dell'interno, occupatissimo con nutella, salcicce, pizzate e cambi di felpa, non chiede di essere sentito ne deposita memorie scritte. 

Salvini non è indagato per aver fatto il bullo con Malta.

Facciamo parlare i giudici: 


Quindi il tribunale dei ministri, obtorto collo come si vedrà in seguito, accoglie le motivazioni dell'archiviazione del tribunale di Palermo per il periodo passato in mare sino al 19 agosto, ma per i giorni successivi ci va giù pesante. In altre parole, Salvini non è imputato per il sia pur controverso braccio di ferro con Malta, ma per l'inutile ulteriore vessazione, messa in atto dopo l'attracco, nei confronti di persone stremate ed inermi.  I poveri senatori dovranno arrampicarsi sugli specchi per sostenere che quei poveracci rappresentassero un pericolo per la sicurezza dello stato o che il "felpa" abbia tutelato un "interesse dello Stato  costituzionalmente rilevante". 

Ricostruzione dei fatti avvenuti in mare.
Conviene ripercorrerli, perché anche se dopo è avvenuto di peggio, non sono certo da sottovalutare. Ancora non era stata dichiarata guerra alla Francia, nè alla Germania, nè all'Olanda; il muso duro con Malta era solo l'inizio..

  • 14 agosto, primo allarme alla centrale operativa italiana (IMRCC). Un barcone in grosse difficoltà, dopo un fallito tentativo di intervento della guardia costiera libica sta per entrare in area SAR (search and rescue) maltese;
  • nella notte tra il 14 e il 15 agosto IMRCC allerta la capitaneria di Lampedusa del possibile arrivodel barcone in acque SAR italiane. Nel frattempo Malta, interpellata dagli italiani di IMRCC iniziava a prendere tempo facendo sapere che non si trattava di intervento SAr, in quanto il natante non era in imminente pericolo di affondamento.
  • IMRCC, preso atto dell'atteggiamento attendista di Malta provvedeva a preparare i mezzi di soccorso e a richiedere  preventivamente il POS (place of safety) al dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero degli Interni. 
  • 16 agosto, di notte, tra le 3 e le 4 del mattino il barcone inizia ad affondare e la guardia costiera italiana decide l'intervento anche se in acque SAR maltesi, stante l'immediato pericolo. Alle 4 di notte, ultimato il salvataggio, le due motovedette della guardia costiera, visto il continuo peggioramento delle condizioni del mare riparavano sotto costa a Lampedusa e iniziavano il trasbordo dei naufraghi su nave Diciotti (143 uomini, 10 donne e 37 minori).
  • Alle 10 del mattino il comandante Kothmeir di nave Diciotti ordina il trasferimento a terra di 13 migranti in gravi condizioni di salute.  
  • Inizia a questo punto la controversia con Malta per l'indicazione del POS.
Fermiamoci un attimo e provate ad immaginare innanzitutto le condizioni dei naufraghi, scampati ai lager libici, scampati all'annegamento, salvati fortunosamente (immaginate operazioni di salvataggio  in acque agitate) caricati su due fragili e oscillanti motovedette, poi trasferiti su una nave solo un po' più grande. Se non avete ancora vomitato solo all'idea poco ci manca.. Ma immaginate anche il coraggio, la professionalità e l'ansia degli uomini del salvataggio, del comandante che deve prendersi lui la responsabilità delle prime decisioni, che potrebbe ritenere concluso il suo compito e invece si trova ad assistere a dispetti da bulli.. e siamo appena al terzo giorno. Segue qui

martedì 15 gennaio 2019

Una storia italiana



Cervelli in fuga



Mi sono imbattuto qualche giorno fa in una lettera a Concita De Gregorio, pubblicata su Repubblica venerdì 11 Gennaio. Poichè non tutti leggono i "giornaloni" (cit.) e non tutti, fortunati loro, frequentano la suburra del web, la pubblico qui per farla conoscere ad un'altra piccola fetta di lettori.
La lettera è particolarmente coinvolgente per chi si è incrociato con questo problema, ma oltre ad essere una perfetta sintesi della storia del nostro paese, che nessun trattato storico o sociologico potrebbe rendere altrettanto bene, concentra in sé l'altissimo valore di un trattato di etica.   
Ho voluto ricopiarla manualmente evitando il facile copia e incolla che pur facilitandomi, mi avrebbe impedito di ripercorrerne i temi e riviverne pienamente l'attualità, seppure con un groppo a fatica contenuto. 

"Sono un medico chirurgo in pensione da qualche mese. Sono nato a Montecilfone, un paesino del Molise, popolato da un gruppo  etnico arberesh e famoso come epicentro del terremoto dello scorso anno. 
Mio padre, in difficoltà economiche, negli anni 60' ha dovuto lasciare la famiglia e partire. E' stato sarto in Germania per 17 anni. Insieme a mio fratello, di qualche anno più piccolo, ho vissuto, come tanti altri ragazzi, un periodo della vita senza la presenza di un padre. Era mamma che gestiva la famiglia alternando affetto e rigore.
Sin da giovanissimo sono stato ossessionato da un sogno: diventare medico.
All'epoca l'università era accessibile solo dal liceo. A quattordici anni decisi che quella sarebbe stata la mia strada. Ero conscio che con le poche risorse della mia famiglia, l'impresa sarebbe stata a dir poco titanica.
Mia madre e tutti i parenti rimasti in paese cercarono di farmi cambiare idea.
Dopo mesi di discussione e qualche punizione, mia madre scrisse a papà.
Lui inviò indietro la mia fiducia sulle mie capacità e la mia testardaggine e posticipò il suo ritorno a casa così da avere soldi per pagare la mia università.
Con la sua assistenza lontana mi sono  rapidamente trovato in mano l'agognata laurea in Medicina.
Impegno e determinazione avevano portato i frutti sperati e trasformato quello che era solo un sogno in una splendida realtà.
Ho trovato lavoro presso la Chirurgia di Ascoli Piceno, dove ho operato per gli scorsi quarant'anni.
Ho sposato Grazia, insegnante della scuola primaria, e ho due figlie: la prima ha il nome di mio padre, è medico e lavora come anestesista a Liverpool, la seconda, ingegnere civile, sta svolgendo un dottorato di ricerca ad Edimburgo.
Come il nonno, anche loro fuori dall'Italia e lontane dalla loro famiglia. Sono tornate entrambe, anche se in tempi differenti, durante queste feste di Natale che sono rapidamente terminate.
Questa mattina, sveglia alle quattro, ho accompagnato una delle mie due figlie all'aeroporto, domani accompagnerò l'altra.
Ai controlli di sicurezza, a salutare i figli in partenza per i luoghi di lavoro o di studio in Italia e all'estero.
Ho guardato i loro occhi e vi ho scorto un misto di soddisfazione e di tristezza.
Oggi, come tutti gli altri giorni, leggo che il reddito di cittadinanza verrà erogato a tutti quei figli che, senza un posto di lavoro, sono rimasti a casa. Sarò un po' assonnato, ma mi sento confuso. Dovrei forse suggerire alle mie figlie di tornare, perché ci sarò uno Stato che le assisterà o devo, ancora una volta, fare affidamento sulla saggezza di padre e suggerire loro che il guadagno e le soddisfazioni si raggiungono solo con il sudore della fronte?"

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La nuova migrazione italiana -1

mercoledì 26 dicembre 2018

Populismo o fascismo?







Nuovi ducetti crescono 








Il populismo è quella cosa con la quale o senza la quale la.... resta tale e quale.
(Definizione goliardica) 

Il populismo è l'anticamera del fascismo (definizione retrò)

Il populismo consiste nell'appellarsi al popolo per raggiungere obiettivi che non migliorano affatto la vita del popolo, ma che si rivelano esclusivo vantaggio (politico, elettorale, economico) di chi li persegue. (Definizione del populismo contemporaneo italiano).



Gli storici e i politologi ci spiegano che il termine populismo ha mille significati diversi, a seconda delle epoche e dei contesti. Anche la nostra Costituzione, per estensione si potrebbe definire populista (Art. 1- La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione).
Nell'accezione giornalistica corrente si dà del populista a quei leader che poco o nulla hanno del populismo socialisteggiante dell'ottocento o di un Maduro o di un Peron, ma che ugualmente tentano di accreditarsi come interpreti della volontà e delle aspirazioni del popolo. 
Si definiscono avvocato del popolo, si affacciano mussolinianamente ad un balcone, si vestono in divisa e dichiarano al mondo che il popolo è con loro. Quello dei "sessanta milioni di italiani sono con me"  si spinge un po' oltre e, nonostante la sua educazione da buona borghesia e da liceo classico, sbraca sovente e si atteggia a novello duce, che "se ne frega".
Piccoli ducetti crescono per solleticare le caratteristiche stratificatesi nei secoli nel perfetto italiano medio: l'eterna attesa che qualcuno da fuori gli risolva i problemi, il substrato reazionario da uomo d'ordine e di apparenza, da buon cattolico che in privato sa farsi gli affari propri, del cretino che ha fatto le scuole alte e magari ha rimediato una laurea, ma cretino resta perchè non va oltre la sua microspecializzazione. E sentirsi rappresentato ed interpretato da cretini di successo, piace all'italiano medio, al popolo forgiato dalle televisioni berlusconiane e  dall'insipienza della sinistra, poi "istruito" dalle magnifiche iperboli grilline del sacro blog ed ammesso democraticamente alla piazza mediatica, (vedi leoni da tastiera ) . 

Piace perchè non si sente più cretino dei leader, anzi si sente proprio come loro: approssimativo, bugiardo, voltagabbana, fedifrago, mammone, evasore, furbetto, ma gran lavoratore, amante della salsiccia e del tortellino, della divisa, che non potrà indossare perchè bocciato al concorso, di buon cuore purchè lontano dagli occhi, esperto di tutto, come si usava una volta al bar per le formazioni e le tattiche calcistiche e adesso per i vaccini e lo spread. (Questo lo dice lei!)  

Mi accorgo che più o meno nella ricostruzioni dei caratteri che in questo momento di pessimismo mi appaiono dominanti, ho ripercorso alcune delle caratteristiche del fascismo eterno, citate da U. Eco letto qualche anno fa. L'ho ripreso in mano e mi piace riprendere le parole conclusive di Eco :
"Sarebbe confortevole per noi se qualcuno si affacciasse sulla scena del mondo e dicesse: "Voglio riaprire Auschwitz, voglio che le camicie nere sfilino ancora in parata sulle piazze italiane!" Ahimè la vita non è così facile. L'ur-fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l'indice su ognuna delle sue nuove forme- ogni giorno in ogni parte del mondo. Do ancora la parola a Roosvelt (il discorso sul fascismo eterno fu pronunciato in inglese alla Columbia Univerity): " Oso dire che se la democrazia americana cessasse di progredire come una forza viva, cercando giorno e notte con mezzi pacifici, di migliorare le condizioni dei nostri cittadini, la forza del fascismo crescerà nel nostro paese" (4 novembre 1938)..      

L'idea di Eco di un fascismo strisciante e mimetizzato sotto svariate forme, le cui caratteristiche intrinseche richiamano però quelle del vero fascismo, ha avuto anche molte critiche tra cui quelle di Alberto De Bernardi nel suo nuovo saggio sul fascismo. 
De Bernardi su Radio Radicale

Recentemente Simonetta Fiori gli ha risposto su  Repubblica.

E’ legittimo evocare oggi il fantasma del fascismo? Di fronte al sovranismo xenofobo che occupa lo spazio politico italiano ha senso richiamare l’esperienza storica del regime mussoliniano? L’abuso della parola “fascismo” – con il risvolto grottesco dei fascistometri e dei giochi di società – sollecita la giusta reazione di molti studiosi che ci richiamano a una corretta interpretazione della storia. È evidente che al di là delle assonanze il paragone non regge: troppo distante il collasso dello Stato liberale negli anni Venti del XX secolo dalla crisi della democrazia nel XXI secolo riconducibile alla globalizzazione dell’economia e del mercato. L’allarme fascista suonato a vanvera – obiettano questi storici – finisce per annacquare la carica totalitaria del ventennio nero. E quando per ”fascista” si intende tutto ciò che è sgradevole, siamo completamente fuori dalla storia. Già nel 1946 George Orwell lamentava che «la parola fascismo ha perso significato, designando semplicemente qualcosa di indesiderabile». La citazione è contenuta in un intelligente saggio ora pubblicato da Donzelli, Fascismo e antifascismo, ad opera di Alberto De Bernardi, che ha presieduto fino al giugno scorso l’Istituto storico nazionale della Resistenza. De Bernardi appartiene al novero degli studiosi che respinge con fondati argomenti l’accostamento del fascismo storico all'attuale governo giallo-verde. Ma la sua critica si allarga anche all'uso metastorico del fascismo praticato da Umberto Eco nel suo Eternal Fascism – il discorso tenuto alla Columbia University nel 1995 – secondo il quale esistono degli archetipi come l’esaltazione del sangue e della  terra, il disprezzo per la cultura, il razzismo, la paura del diverso, l’antiparlamentarismo, l’irrazionalismo, l’antipacifismo, che come un fiume carsico circolano nei bassifondi della storia europea. A De Bernardi questa teoria dell'”Ur fascismo”, del “fascismo originario ed eterno”, appare di grande potenza simbolica tuttavia rischiosa, soprattutto nell'enfasi retorica e nei riflessi ideologici condizionati che possono derivarne («se ogni avversario di oggi è la reincarnazione di quello del passato, quale strategia si mette in atto per sconfiggerlo?»). Ma non rinuncia a farne oggetto di un’interpretazione storica: la percezione così diffusa del fascismo è comunque un fatto di cui lo studioso non può non tenere conto. E la sua spiegazione del perché questi fantasmi resistano tenacemente nell'immaginario di intellettuali, scrittori, giornalisti è affidata a un lungo periplo intorno al fascismo e all'antifascismo nella memoria pubblica italiana, con un approdo conclusivo: la difficoltà della storiografia e delle culture democratiche di fare i conti con la complessità dell’esperimento totalitario. Una difficoltà dispiegata in due direzioni diverse e opposte: sia nel protratto disconoscimento della modernità del regime mussoliniano sia nel suo annacquamento in banale governo autoritario. Quindi la colpa del passato che non passa, secondo De Bernardi, non è da attribuire solo a coloro che defascistizzano il fascismo, ma anche a chi agita la bandiera dell’eterna Resistenza, indicando piste false nel segno di un uso distorto della storia. L’auspicio finale è che la parola fascismo esca dal dibattito politico e che anche l’antifascismo si risolva pienamente in “una democrazia senza aggettivi” (in apertura De Bernardi definisce l’antifascismo un “di più etico-politico” di cui non hanno bisogno i paesi di più matura tradizione democratica come Germania, Francia o Stati Uniti). A parte la raffigurazione a tratti caricaturale dell’antifascismo e della sinistra intellettuale – non è solo quella che pascola tra i robivecchi ripetendo luoghi comuni sulla maledizione antropologica degli italiani: proprio nella storiografia italiana De Bernardi dovrebbe aver trovato più di una smentita – il nodo insoluto del saggio di De Bernardi risiede nella mancata risposta a una domanda. Oggi l’Italia rischia di battere un nuovo primato esprimendo nel ministro Salvini il leader europeo del populismo sovranista xenofobo che minaccia Bruxelles. Così come negli anni Venti del secolo precedente abbiamo inventato il fascismo esportandolo nel mondo. E negli anni Novanta abbiamo dato avvio al primo esperimento europeo di populismo telecratico con il volto sorridente di Berlusconi. Un fervore innovativo – nell'ambito della politologia – che pone una questione storiografica: esiste un filo rosso tra queste diverse esperienze politiche? Non esiste affatto, trattandosi di fenomeni storici incomparabili, ma allora come spiegare la nostra persistente inventiva nel segno della fragilità democratica? E siamo sicuri che il razzismo di oggi non abbia nulla a che fare con quello dei padri fascisti colonizzatori e con il nostro mancato esame di coscienza? In attesa che gli storici provino a darci una risposta convincente, ci teniamo stretto “il fascismo eterno” di Umberto Eco. Sarà pure rischioso navigare con le tavole metastoriche, ma è difficile non vedervi riflesso il buio di oggi.



giovedì 24 maggio 2018

Il matrimonio del secolo



IL CONTRATTO, I TESTIMONI E IL PD NASCOSTO IN SACRESTIA.








Sono un pentastellofobo della prima ora  e un buonista in servizio permanente effettivo, con un ragguardevole palmarès di insulti in rete, di troll nei commenti di fb, di occhiuti followers,  di vaghe intimidazioni dai fans di entrambi i novelli sposi e dai loro amici. Ciononostante ho letto sino in fondo il "contratto", in buona compagnia: oltre ai forzati della carta stampata e dell'informazione in rete, sono stati con me sicuramente quel 6%  che su russò l'ha bocciato e tante altre persone di buon senso preoccupate per il futuro dell'Italia e qualcuno anche per i propri risparmi. Attenzione! non fidatevi di Emiliano che lo giudica interamente sottoscrivibile anche dal PD (a proposito c'è ancora il PD?) e leggetevelo anche voi qui.  
I bei tempi prima del matrimonio.
Una cosa positiva però va riconosciuta: mai un compitino di copia e incolla è stato così ben confezionato e tanto discusso.
Al punto che tutto è già stato scritto da esperti e da meno esperti, da grandi e medi giornalisti, da analisti e ovviamente dai tuttologi della rete. Voglio solo aggiungere, a futura memoria,  per gli ingenui possibilisti, per gli  incauti  aperturisti e per gli specialisti del salto sul carro dei vincitori: io ve lo avevo detto!
Ma perchè mi sono sottoposto a questa inutile fatica di Sisifo? Perchè sono preoccupato: del mio futuro breve o lungo che sia, per la sorte delle  idee in cui ho creduto, per la sorte del paese in cui ho vissuto sinora e di cui ascolto l'inno con una vaga commozione e senza la tentazione di mettermi le mani nel naso o di grattarmi non dico dove. 
In realtà, alla fin fine, la cosa è stata divertente, a cominciare dall'esordio da avvocaticchi, in cui si autenticano come se fossero dei perfetti sconosciuti, le firme dei due sposini che hanno invaso per sei mesi gli schermi, i social e  le pagine dei giornaloni. Al confronto il papi era un dilettante e vespa un onesto cronista.
Per il resto, cosa dire? mi è sembrato un compitino da terza media, con l'inserimento di qualche frase difficile e un po' contorta, probabilmente frutto di copia e incolla: avrebbe potuto essere, nello stile, il programma di una lista civica in un piccolo comune; i contenuti purtroppo, non riguardano gli orari dei bus la pulizia delle strade e le cacche dei cani,  ma sono molto più pesanti e gravidi di conseguenze sulla vita di tutti (...ammesso che qualcuno sia in grado di realizzarne anche una sola minima parte, come per la verità succede di solito).
Compagno di corso

Mai dichiarazione di intenti è stata così generica e questo potrebbe far pensare che la manina dell'illustre contrattologo, ora aspirante premier, ci sia stata veramente: meglio essere generici, avrà detto così poi rompono meno. Poche eccezioni a questa, per altro, sensata ipotetica raccomandazione. Le pietre miliari delle campagne elettorali degli ormai ex fidanzati, flat tax, reddito di cittadinanza, rimpatri di mezzo milioncino di migranti, espulsione dai nidi dei bimbi "stranieri", non potevano certo mancare, altrimenti i fedelissimi, ingenui per quanto siano e pronti ad ogni giravolta,  avrebbero subito mangiato la foglia.   
Che fare, quindi? senza scomodare la teoria  leninista dell'organizzazione e la strategia del partito rivoluzionario del proletariato, non rimane altro, per me, che occupare  con più vigore di prima la nicchia di azione sociale che mi sono ritagliata in questi anni: l'impegno civile, sociale, culturale, la coltivazione della memoria e del bello, la sollecitazione delle menti più giovani. Chi volesse saperne di più può seguire me e gli altri don chisciotte in questo blog.  

domenica 6 maggio 2018

Stile Lercio. Riprende il dialogo con Salvini

Dal  Patto del Nazzareno al Patto  dell' Uovo Sodo. 
Svelato il luogo segreto degli incontri.






A poche ore dalla conclusione della quarta tornata di incontri al Quirinale e del probabile nulla di fatto, i cavalli vincenti del neopoltronismo borbonico e padano, dopo aver preso atto che non "esistono le condizioni politiche e programmatiche" (trad. "non c'è trippa per gatti") si sono incontrati per riprendere il dialogo presso una sede sin qui segreta, di cui possiamo ora svelarvi l'esatta ubicazione: Piazza san Domenico Maggiore 19 .


Per superare quelle che all'elettorato  appaiono erroneamente come insormontabili contrapposizioni e contraddizioni è stata compiuta una scelta di campo molto netta, in grado di soddisfare entrambe le tifoserie: il pragmatismo del nord e la lotta a gli sprechi della curva pentastellata. I vertici hanno infatti deciso di concentrarsi unicamente sulla condivisione delle spese per la prossima mossa comune: la passeggiata su Roma per ottenere finalmente l'incarico di formare un governo. 

Subito convocato un team di  esperti economici, guidati da Lorenzo Fioramonti per il m5s e  da Claudio Borghi Aquilini per la lega. Gli esperti, dopo una approfondita analisi, scartata l'opzione minoritaria della requisizione delle Frecce Rosse e Bianche, hanno riconosciuto la totale impossibilità di acquisire biglietti Trenitalia a tariffa super economy per gruppi superiori a dieci e soprattutto in mancanza di una data certa e condivisa dell'evento. 

I leghisti, infatti, preferirebbero il 28 Ottobre   per l'alto valore simbolico ed evocativo: qualcosa insomma che superi il vetusto rito dell'ampolla. 
I pentastellati, contrari nel metodo, ma non nel merito di cui non afferrano a pieno le significative analogie,  obiettano che tale scadenza giungerebbe ad elezioni già celebrate e comunque loro preferirebbero  con altrettante valide motivazioni ideologiche e socio-culturali il 19 settembre.

La commissione paritetica ha quindi unanimemente ripiegato sull'uso dei pullman, scontrandosi anche qui con la pesante problematica dell'incremento dei costi autostradali e dei prezzi delle corriere. 

Ricercandone la cause, tutti, in spirito di piena e approfondita collaborazione scientifica, hanno concordato sul fatto che i primi sono fortemente lievitati a causa dell'introduzione dell'euro, mentre i secondi sono cresciuti del 50% a causa del calo verticale delle gite scolastiche conseguenza primaria della "buona scuola" renziana. Gli esperti pentastellati  hanno  sottolineato anche che una parte della responsabilità  la portano pure i parroci del nord che non organizzano più viaggi a Pietrelcina e Pompei, subito zittiti dagli esperti della lega che hanno portato ampia documentazione sulla flessione dei viaggi a sant'Antonio. 

Tutti d'accordo, comunque, sull'uso dei pullman, nonostante la fastidiosa assonanza con le manifestazioni CGIL a piazza san Giovanni, e sulla necessità di ripartire le spese, perché la Casaleggio associati, non essendo un'opera di beneficenza, nell'incertezza di accaparrarsi le prebende del nutrito manipolo di onorevoli, non sgancia un euro e lo stesso è costretta a fare la tesoreria leghista, che per i noti motivi non possiede nulla di non sequestrato.

Gli esperti di sicurezza presenti in commissione  hanno inoltre evidenziato la necessità di pagare il pullman  ai 50 uomini  della scorta del presidente Fico oltre che ai 1000 membri delle scorte ai neoparlamentari, necessarie per fronteggiare le eventuali sollevazioni popolari che potrebbero seguire al terzo stipendio percepito senza fare nulla. 

Insomma una spesa enorme in partenza, che inciderebbe molto pesantemente su entrambi i gruppi se, malauguratamente si presentassero a Roma separatamente, senza tentare di strappare condizioni più favorevoli ai padroncini dei mezzi, per altro equamente suddivisi nei due rispettivi elettorati. Concordato a margine dell'incontro riservatissimo anche l'affitto di un traino comune per le felpe di Salvini e i thigt funerari di Di Maio.

Per far digerire il patto  ai militanti, gli esperti di marketing e comunicazione di entrambi gli schieramenti hanno infine concordato di riprendere le bordate comuni contro l'euro, i pidioti mafiosi, le cooperative rosse, i clandestini, i taxi del mare,  gli euroburocrati, Giorgio Napolitano, mamma Renzi, i vaccini obbligatori, la stampa di regime e gli intellettuali, ridotti al semplice rango  di insegnanti.

Concorde il parere sul nome da assegnare al nuovo accordo, che  ha anche profonde implicazioni politiche e non solo economiche. Dopo aver scartato i troppo caratterizzati "patto della luganega",  "patto della sfogliatella" e "patto del maritozzo", sentito il parere dei rispettivi gruppi parlamentari, tutti hanno convenuto sull'uovo sodo
apprezzato anche per il modesto costo alla buvette parlamentare. I neoeletti hanno lamentato infatti i notevoli ritardi nella corresponsione degli stipendi e non avendo loro redditi da garantiti, il massimo che si possono permettere è quello.  
Gli uffici propaganda di entrambi gli schieramenti si sono dichiarati entusiasti della scelta proletaria, vedendo in essa un ulteriore mossa per sottrarre al PD anche i voti degli anziani frequentatori dei circoli ARCI.  

giovedì 5 aprile 2018

Lo sfogo di un ex pentastellato ex grillino.


Gli ex sono sempre i peggiori nemici.






Non tutti hanno l'aplomb del buon Pizzarotti, che ci ride su e costruisce un mitico pesce d'aprile, sostenendo di essere stato chiamato da Salvini e Di Maio con la proposta di presentare il suo nome a Mattarella come presidente del consiglio. Lui si era riservato di accettare dopo aver sentito la moglie...
Tanti ci sono cascati, tantissimi lo hanno accusato di blasfemia; capita nei movimenti integralisti!

Altri ex, invece, rimasti gravemente scottati e delusi, scrivono, scrivono, scrivono... denunciando la propria verità. Si sa, quei macigni che durante l'innamoramento e la passione dei sensi, non venivano visti o, se intravisti, considerati semplici e correggibili difettucci, al momento della rottura appaiono nella loro amara e insostenibile pesantezza.

Ecco lo sfogo, sicuramente esagerato (o no?) di un ex,  incattivito, uno dei tanti che  in rete comunicano al mondo di aver ritrovato la libertà e la dignità.
So che la macchina della propaganda, alla maniera collaudata di Goebbels non ammette dubbi nelle menti della massa, che da nord a sud si è incolonnata dietro al pifferaio magico; confido che i tra due-trecento lettori giornalieri, qualcuno si ponga qualche dubbio...almeno sulla liceità delle passioni totalizzanti... 

Dal profilo FB di PIERO ZR FRANCIOSO

(ex attivista m5s, ha lasciato il movimento da poco più di un mese; non aveva ancora assistito all'elezione della zia di Moubarack)

Non mi interessa quanti mi piace prenderà questo post ma quanti sono i pazzi disposti a ricominciare tutto da zero.
Ho dedicato gli ultimi 7 anni della mia vita ad un sogno, una speranza. Quella speranza e quel sogno non ci sono più, anzi oggi mi sono reso conto che in realtà non sono mai esistiti. E’ stato tutto finto, programmato all’interno di una srl che ha usato la buona fede delle persone per rubargliela e servirsene per il loro intento. Sostituire il sistema con un altro sistema, il loro.
Per farlo hanno avuto bisogno di Beppe Grillo altrimenti oggi Casaleggio junior sarebbe il consulente informatico di Mercatone Uno e se Casaleggio padre fosse vivo avrebbe la gestione del sito di Potere al Popolo con un contratto di 3 mesi.
Oggi Beppe parla con un linguaggio da 5 per mille, dice delle cose, ne vuol far capire altre, ne sottintende altre, un po’ usa l’ironia un po’ lo dice direttamente ma non ti lascia mai sicuro del confine tra i vari linguaggi. Dai suoi ultimi video arrivano messaggi ben precisi, ma lui non ha le palle per dirlo a chiare lettere.
Caro Beppe, la colpa è anche mia, sono stato complice, ho prestato il mio impegno e la buona fede ad un progetto fasullo, per anni. Tu però, caro Beppe, vuoi prenderti un pezzettino più grande di responsabilità?
Ci hai messo 13 anni a capire dove ti hanno portato e come hanno usato soprattutto te? Oppure ci stai ancora prendendo per il culo facendo la finta opposizione interna per dare una sponda, un recinto di contenimento e una falsa speranza di cambiamento interno ai tanti attivisti, portavoce e cittadini delusi da quanto avvenuto negli ultimi mesi all’interno del partito del blog delle stelle?
Sei complice di tutto questo ancora adesso o ne sei fuori? Te ne sei scappato lasciando tutto nelle mani di una srl milanese e 4 nani di referenti in giro per l’Italia a fare da server per la rete dei segnalatori e vuoi cavartela con 3 video di merda in cui dici e non dici, denunci e non denunci e alla fine non fai capire un cazzo se non a chi già aveva capito tutto? Il 5 per mille lascialo perdere. Parla ai 995 che ancora ci credono, che ancora oggi vengono usati, vengono presi per il culo mentre tu fai i video su youtube. Se non lo fai sei complice, sei parte dell’esperimento e ti piace pure. Se invece non hai le palle per farlo apertamente, allora lascia stare, fai i tuoi spettacoli ancora per qualche anno e poi magari trova una bella isoletta dove passare la vecchiaia.
Noi qua abbiamo da ricostruire un Paese, e, prima di costruire, dobbiamo rimuovere le macerie che ci state lasciando, macerie culturali, morali e politiche. Macerie che sono anche più difficili da rimuovere di quelle fatte di mattoni e cemento. Ma non ti preoccupare Beppe, ci saranno le persone per farlo.
Le andrò a cercare una ad una e, anzi, ti dico di più, ci ritroveremo da soli, ci rimboccheremo le maniche e ricominceremo daccapo.
Senza una srl a gestire tutto, senza uno staff invisibile ma onnipotente, senza una rete di delatori che si scannano tra loro, senza fare leva sul basso livello culturale della media degli italiani per “gestirlo”. Non useremo i copia incolla con la foto della Debora Caprioglio, dicendo questa è la cugina della Boldrini, guadagna millemillamilioni di euro al mese lavorando al senato, se anche tu sei indignato: CONDIVIDI. Ecchecavolo neanche un po’ di sana cultura, del soft porno ci volete lasciare?
Non prenderemo per il culo la brava gente manipolando le parole, l’informazione. Non diremo che con 23 milioni di euro sono state create 8.000 nuove aziende e 17.000 mila posti di lavoro.
Qua, vicino casa mia, stanno per inaugurare la nuova chiesa della parrocchia, mia moglie ha contribuito partecipando a vari spettacoli teatrali e organizzando il presepe vivente per raccogliere fondi, ma non si sogna di dire che la chiesa l’ha costruita lei. Non chiameremo il fondo del ministero dell’economia e delle finanze “fondo microcredito 5 stelle”.
Dovevamo fare la rivoluzione culturale, ricordi? Sì che lo ricordi. I parlamentari dovevano guadagnare 2.500 euro e restituire tutto il resto, ricordi? Sì immagino di sì, io ci ho messo la faccia nel 2013 andando in giro a dirlo a tutti quelli che incontravo. Poi sono diventati 3.500 e va bene, possono anche diventare 5.000 netti più le spese, non importa. Basta che la finiamo di raccontare la cazzata che la politica si può fare senza soldi, quando poi i vari staff della comunicazione tra camera, senato, parlamento europeo e regioni hanno usato e usano milioni e milioni di euro pubblici per sè stessi.
Qua è tutto comunicazione, ma comunicazione di cosa? Per creare leader e prodotti di marketing al servizio della srl di Milano, per creare veri e propri miti seguiti e osannati da orde di fan invasati con i quali non si può nemmeno parlare, che ti assalgono con frasi fatte e copia incolla del cavolo che gli escono dalle orecchie?
Per cosa sono stati usati decine di milioni di euro in comunicazione se non abbiamo uno straccio di linee guida per la politica degli enti locali? Dove sta la spina dorsale del cambiamento che doveva partire dai territori se i poveri consiglieri comunali sono totalmente abbandonati a se’ stessi?
Con tutti questi milioni di euro pubblici, che cosa abbiamo comunicato se non c’è più un tema sul tavolo, non c’è un progetto a cui appassionarsi?
E il caro vecchio blog trasformato nella versione on line di novella 2000? Che tristezza.
Abbiamo messo la faccia per farvi fare questo?
Bene anzi male, chiedo scusa, voglio la mia faccia indietro, me la riprendo. Non voglio che la mia faccia sia associata ad un progetto politico che ha alimentato l’odio sociale, che ci ha messi gli uni contro gli altri, che ci ha indotto a ritenere che un elettore del PD è un pidiota e un elettore di Forza Italia un corrotto mafioso. Ma stiamo scherzando?
Conosco tanta brava gente di ogni colore politico, la comunicazione, però, e la srl di Milano ci hanno addestrato all’odio tra noi, tanto da creare pericolose fratture sociali. Ci volevate come i testimoni di Geova che si riuniscono tra loro, si sposano tra loro e non hanno relazioni con nessuno che non sia della loro religione?
Quando è giunto il momento hanno usato quello stesso odio contro noi stessi, alle ultime parlamentarie ci hanno lasciato scannare gli uni con gli altri. Una guerra tra poveri per fare fuori gli ultimi che potevano ancora alzare la mano e dire: scusate non sono d’accordo.
Una epurazione e una purga di triste memoria storica. Come se non bastasse, i fottuti dovevano anche diventare carcerati perché questo avete fatto. Gli avete appiccicato addosso l’etichetta di violenti, pronti a tradire, arrivisti, odiatori seriali. Tutto il peggio del peggio, un’altra categoria verso cui rivolgere odio e disprezzo e saldare ancora di più l’unità di chi invece ha superato il filtro di qualità e rientra tra gli eletti, magari non in parlamento, ma eletti e protetti dal potentissimo staff quello sì.
Io sono partito per fare la rivoluzione culturale e a quella voglio tornare dato che tu Beppe e la srl di Milano l’avete sotterrata.
Non so che farmene di questi 4 bimbi minchia che ci avete appioppato come referenti e capetti locali che decidono tutto. Quali liste vengono certificate e quali no, chi viene espulso e chi no, in quale paese si deve portare il big e in quale non fargli avere mai risposta alle loro istanze.
Mi sono vergognato di assistere allo scempio fatto a Genova con il famoso METODO GENOVA. Invito tutti ad andare a leggere come funzionava, se non lo trovate in rete, dato che è sparito, ve lo giro io. Tu Beppe sei stato complice di un delitto della democrazia, hai messo la faccia e hai rubato la buona fede di migliaia di persone con il tuo “fidatevi di me”.
Mi sono rotto e mi fa schifo assistere in silenzio allo scempio che state compiendo e mi viene la diarrea a vedere Giggino in tv dire che “abbiamo una rete di segnalazioni” e chi cazzo siete la polizia segreta della Germania dell’est, il KGB?
Mi do del coglione per non avervi mandato affanculo prima. Dove stanno le segnalazioni che abbiamo fatto noi nelle quali denunciavamo cose peggiori di quelle che hanno fatto venire fuori le Iene? Le avete lette e buttate in un cassetto per proteggere i vostri adepti, che in molti casi, in realtà, sono solo utili idioti?
Vi scrivete gli statuti da soli, vi auto eleggete nelle varie cariche e a noi ci lasciate solo le votazioni precotte su Rousseau.
Vuoi restare in Efdd dove non condividiamo più nulla?
Vuoi andare nel gruppo dei non iscritti dove non conteremo niente?
O vuoi aderire al gruppo Alde diventando la terza forza politica al parlamento europeo che ci darà modo di realizzare cose strabilianti?
A Genova i cittadini hanno votato ma sono stupidi e non vale, ora abbiamo rifatto il voto con un solo concorrente. Ha vinto lui, sì o sì?
Chi decide nel programma, su quali temi si vota? Chi scrive le opzioni da votare e chi decide che sono votabili solo le opzioni a b e c? E la D che interessava a me, quando la posso presentare, discutere e far valutare?
Sul programma difesa abbiamo raggiunto il limite della commedia tragica. 
Il relatore/esperto dei vari temi da discutere fa il suo discorso e indica alcuni punti. Poi lo staff, il mitico staff, sotto al post ci scrive: quanto affermato dal tizio non ci appartiene e non ci rappresenta anzi ci dissociamo, ora votate. Ma votare cosa, ma stavate scherzando vero?
Mi sono salvato gli screenshot di questa cosa comica ma nello stesso tempo tragica se per caso a qualcuno venisse la voglia di cancellarlo e farlo sparire.
L’odio sociale che avete seminato, e del quale ora vi servite, presto vi si ritorcerà contro. Non si può giocare con un petardo sfregandolo in continuazione, prima o poi si accende e scoppia.
Non si possono aprire sul blog rubriche come il giornalista del giorno dove scaricare addosso al malcapitato l’odio e la frustrazione di migliaia di fan esagitati.
Non si può alimentare l’odio con post del tipo: cosa faresti se avessi in macchina con te la Boldrini?
Avete distrutto ogni singolo ideale e valore che pochi anni fa invece erano le nostre stelle polari.
La trasparenza, e dove sta? Riesco a seguire più dirette delle assemblee del PD mentre del movimento non si sa più nulla da anni. Le decisioni vengono prese non si sa da chi e come, ma vengono prese e fatte assumere come indiscutibili.
La partecipazione dove sarebbe? Quando nel 2012 eravamo pronti per partire con liquid feedback, quello sì un vero strumento di democrazia liquida, ci avete stoppati dicendo NO, non è quello il sistema che useremo ne abbiamo uno migliore, sta per uscire a breve.
A breve un corno siamo stati 4 anni per vedere arrivare Trouffeau, il portale dove puoi scegliere tra una martellata nei denti e un biscotto con la nutella. E sapete cosa succede? Mediamente il 90% sceglie il biscotto. Ma davvero?
State facendo scuola lo sapete? Se in questa campagna elettorale il centro destra rischia di vincere, è in buona parte merito vostro e della srl di Milano.
Vi siete così accaniti a massacrare Renzi e il PD, che Berlusconi, Salvini e Meloni hanno avuto tutto il tempo e tutta la tranquillità di continuare a fare il loro lavoro, indisturbati e oggi raccogliamo questi frutti della comunicazione di cui voi siete gli apri pista https://www.youtube.com/watch?v=FMXfO_pW1hM Vinci Salvini. Oddio come ci avete sprofondati in basso.
Ho tante cose che vorrei dire, ma non voglio dilungarmi oltre, tutto quello che avete fatto a noi e a questa nazione, come e perché lo diremo nelle assemblee, negli incontri tra la gente. Perchè la gente deve sapere, ne ha diritto.
Chi aveva deciso che la Russia e Putin erano i nostri riferimenti in politica estera e quando e chi ha deciso poi di farli sparire dal radar?
Esiste una posizione sull’euro e l’Europa che sia la stessa per almeno tre giorni di fila?
Pensate veramente che la gente vi starà appresso sempre su queste linea? Passata la foga della campagna elettorale arriverà la primavera e la neve inizierà a scioglierli.
Da non esistono leader alla creazione dei fan e delle star, uno gira i teatri in giacca e cravatta e siede nei salotti televisivi, compresi quello della D’Urso, e l’altro il nuovo Peppino Grillo che annuncia, “Non mi ricandido, domani esce il mio nuovo libro”, gira in camper e mangia la pizzetta fredda per strada pubblica la foto su instragram.
Continuate così, dategli tutta la fiducia, gonfiate il loro ego fino a farli esplodere e poi battete le mani. Tanto è già scritto, quello sul camper aspetta di vedere l’altro cadere dal divano di porta a porta per andare a prendere il suo posto.
Alla fine non voglio cascare nella vostra trappola, io non vi odio, mi fate solo una punta di schifo, così come mi fanno una punta di tristezza e compassione i tanti piccoli carnefici complici volontari di questo disastro.
Per tante persone invece, ho fiducia, sono brava gente che ha ancora bisogno di tempo per capire cosa sta succedendo e vivrà una nuova delusione dalla politica.
Voi vi state servendo delle debolezze delle persone e dei loro limiti e vedrete che su queste inciamperete malamente.
Ci avete ridotti di nuovo a votare il meno peggio.
Il meno peggio è l’anticamera del peggio, sapevatelo. Alla fine io non vi odio, non ve lo meritate neanche.
Partecipa, Scegli, Cambia?
Ho deciso, CAMBIO. Ricomincio da zero e buona fortuna a me"

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