domenica 28 maggio 2017

Controcorrente: i blog


Perchè tenere un blog?
oltre che per soddisfare il proprio narcisismo?








Nati negli anni novanta come elenco di link, poi trasformatisi in diari personali, molto cari agli adolescenti, che li ritenevano "più sicuri" del diario cartaceo nascosto sotto il cuscino, i blog hanno conquistato un ruolo importante nella comunicazione mediatica contemporanea. 
Fig. 1 (fonte: IMAGEWARE)

Oltre a quelli personali, sono nati quelli aziendali, quelli politici (che spesso coincidono con i primi), quelli semiprofessionali, quelli professionali. Tutti adesso sono colpiti dalla frenesia della comunicazione, della condivisione, della discussione, a volte animata o aggressiva, a volte fiacca o autoreferenziale. Molti sono folgorati dalla possibilità di un guadagno, sia pur minimo, e cercano di unire l'utile al dilettevole.


Fig. 2 Il profilo dei blogger italiani (fonte: IMAGEWARE)

Ed io? certo, 10.000 visite al giorno come quelle dei blogger professionali che affiancano le testate, sia cartacee che on line, sono un bello stimolo al narcisismo e al portafoglio; ma anche le 1000 di un fenomeno locale lo sarebbero. Sui 300, come capita a me, costituiscono comunque un bel solletico al personale narcisismo, ma si devono valutare bene "costi" e "benefici".

Che ci faccio quindi sul blog? vale veramente la pena spendere qualche ora alla settimana per mettere giù qualche ideuzza condivisa dagli amici e gettare qualche amo per link più lontani? E almeno un'altra mezz'ora per monitorare il blog, per guardare l'effetto che fa in FB e altrove? Forse sì, forse no. 

Forse sì, se si ritiene presuntuosamente che "bisogna" opporre un argine, anche se fragile, all'irrazionalità e alla menzogna dilagante. 

Forse sì, se liberi da qualsivoglia condizionamento e dall'obbligo di rendere conto a chicchessia, si decide di esprimere la propria opinione e di proporla all'approvazione o alla disapprovazione di una cerchia un po' più ampia di quella dei conoscenti.

Forse sì,  se si è in grado di resistere con un'alzata di spalle all'aggressività verbale (da tastiera) di chi la pensa diversamente  e vuole prevaricare usando uno strumento "democratico", o di chi difende interessi di bottega o di chi è fedele alla mission della propria setta o si consegna alla credibilità di qualche nuovo santone (il caso novax è emblematico), o di chi è semplicemente coerente con la propria personale forma mentis e  deve avere a tutti i costi l'ultima parola. Avere l'ultima parola, una patologia?

Forse sì vale la pena, qualora lo schermo bianco non diventi un'ossessione come il foglio bianco dei famigerati temi in classe.
Ma a differenza di allora, quando si doveva scrivere in modo retorico di qualsiasi argomento, anche di quelli che meno potevano interessare (come la terza guerra d'indipendenza o i sonetti del Foscolo), adesso posso scrivere solo di quello che mi interessa veramente e possibilmente solo di ciò di cui so qualcosa o su cui riesco ad orientarmi con le mie conoscenze. 
Google analytics mi fa notare che il cerchio si è ristretto sempre di più: ormai non restano che migranti, rom e vaccini, con qualche puntata alla politica nazionale e cittadina. Bene, infatti solo di questo conosco qualcosa, a differenza dei tuttologi che spaziano a 360 gradi.
Del primo argomento della lista conosco i fatti e i misfatti, ma soprattutto le persone, quelli che stanno da una parte (i migranti) e quelli che stanno dall'altra (soccorritori e personale dell'accoglienza) e ciò mi permette di andare al di là degli slogan, degli stereotipi, ma anche della facile commozione del momento.

Del secondo argomento conosco altrettanto bene le persone: i ladri e quelli che vogliono vivere a sbafo e con prepotenza, ma anche quelli che sono uguali a me e a voi tanto che nessuno si accorgerebbe della differenza (che infatti non c'è) se qualcuno, malevolo, non andasse a scavare in un remoto passato di nomadismo necessitato per alimentare un facile razzismo fondato su secolari stereotipi.

Sull'ultimo argomento, quello politico, ebbene sì, lo confesso, sono animato da uno spirito dissacratore in tutte le direzioni, non a caso gli articoletti si intitolano controcorrente. Contro tutti, o meglio contro tutti quelli che meritano e necessitano di un "contro", per limitare i danni a se stessi e agli altri. In una parola, una piccola battaglia di retroguardia contro il "nuovo che avanza". 


A Padova
A Palermo


Di fondo, una preoccupazione "storica" per il rinascente fascismo, mimetizzato sotto spoglie inimmaginabili e apparentemente lontanissime dal marchio di fabbrica (tutto italiano non dimentichiamolo!). 


Aggiungiamo una cocente disillusione per una sinistra che ha rinunciato ad essere tale e rincorre la destra in una mimesi epocale che sembra non lasciare scampo. Il tutto condito dalla globalizzazione, dalle difficoltà delle nuove generazioni che mi toccano da vicino, per interposta persona ovviamente, dal declino della cultura che se non è rumorosa e di massa semplicemente sembra non essere. 
E allora? andando oltre alla casistica della fig. 2, mi arruolo in servizio permanente effettivo nella brigata dei lanciatori di sasso nello stagno.



Per saperne di più

Come valutare la credibilità di un blog

domenica 21 maggio 2017

Oltre i confini, le immagini

Si dipana il filo rosso che lega gli orrori delle frontiere dell'Europa

Reception

La dirigente scolastica


Il pubblico 

Maurizio, Oscar, Daria, Paolo, Hossain, Soro




Oscar e Daria

Hossain, poco prima dell'applauso che ha chiuso l'intervento
La mostra resta aperta al pubblico tutti i pomeriggi dalle 16.30 alle 18.30 sino al 26 maggio. 

giovedì 18 maggio 2017

Una scelta di speranza






Una scelta di speranza
Fonte: associazionestoriaevita
Chi fosse interessato ad una proiezione pubblica del docufilm può mettersi in contatto con l'Associazione: associazionestoriaevita2015@gmail.com


A contorno della mostra fotografica "Oltre i confini" l'associazione Storia e Vita ha promosso la proiezione del docufilm "Una scelta di speranza" del regista Alberto Still, girato all'interno di un centro di  accoglienza occupato.

Questa opera preannuncia emozioni forti per le scene uniche che lo caratterizzano, ma offre uno spaccato della realtà della nostra città che non può essere ignorato.
La storia vera, oggetto del libro “Come sono diventato vedente non vedente, vita da orfani” di Florence K. è affrontata e documentata in questo docu-film girato dal regista Padovano con esperienza internazionale Alberto Still.
Al centro del documentario, il percorso di vita di un ragazzo Eritreo che, rifiutando la beneficenza di stato, compie tutti gli sforzi di studio e di lavoro per inserirsi in Italia fino a crearsi una famiglia.
Approdato in Italia dopo essere rimasto orfano, Sahle, eritreo di vent'anni, dati i costi di alloggio scopre l'impossibilità di arrivare a fine mese con i pochi soldi guadagnati. Da qui inizia il racconto Una Scelta di Speranza, che rivela gli sforzi di integrazione necessari a integrarsi di un profugo volenteroso e onesto, che decide di andare a vivere in un centro di accoglienza senza acqua corrente e senza riscaldamento, per riuscire a far quadrare i conti.
Il docu-film è sviluppato in tecnica mista con riprese di reportage, ricostruzioni in docu-fiction e interviste.
Le interviste con opinioni e testimonianze, sono rafforzate dagli episodi testimoniati direttamente dalla macchina da presa, in prima persona. Il regista vive a contatto diretto e racconta la situazione sul campo anche con l'ausilio di telecamere nascoste per trasmettere immagini che catapultano lo spettatore direttamente nel viaggio di una realtà quotidiana forte e disillusa dove la speranza combatte e vince contro la disperazione.
Con testi originali in inglese e italiano, il documentario apre uno squarcio su una realtà scomoda che molta politica sembra avere caparbiamente rimosso. Il fotografo e l'autrice hanno seguito sistematicamente in lungo e in largo il percorso di un volonteroso immigrato determinato a integrarsi in Italia. Ne risulta una mappatura di sforzi, vissuti e luoghi abbandonati all'incuria e affidati agli sforzi volontari e di speranza, dei singoli individui.
Immagini non celebrative che offrono riflessioni e confronti tra le contraddizioni di una casa occupata, infangata in uno stato insalubre e disumano, a pochi metri da alberghi di lusso e da quartieri fieristici.
Riflessioni che vanno a insistere sugli sforzi necessari per integrarsi, al di là della ricerca di immagini di impatto giornalistico e al di là della retorica religiosa, del fondamentalismo islamico della spettacolarizzazione della guerra.
Alberto Still è entrato all'interno del centro d'accoglienza, girando immagini di un microcosmo scioccante al paragone dei proclami politici in Europa e nel mondo.
Le immagini sono esclusive, partendo dal presupposto che il regista è l'unico fotografo e professionista dei media che è riuscito a entrare, con l'approvazione degli ospiti rifugiati, e filmare all'interno della casa occupata.
Le foto testimoniano meticolosamente esterni e interni di questi edifici e le diversità degli stili di vita dei rifugiati, in violenta contraddizione col destino opposto dei colossi economici che li circondano a pochi metri.
Da un lato del marciapiede, grattaceli e immobili di pregio, perfettamente tenuti e funzionati, che ospitano alberghi di lusso, fiere, cliniche di chirurgia estetica e redazioni. Dall'altro lato del marciapiede, un edificio abbandonato e in completa rovina.
Merito di questo documento visivo è anche l'avere fermato nelle immagini, prima dell'oblio, la storia e le vite in un luogo che ha segnato l'esistenza di persone in fuga dalla disperazione.
Un documentario pertanto tragicamente prezioso, che raccoglie le uniche immagini mai girate in un centro di accoglienza occupato (per la precisione, nella città di Padova), prima dello sgombero.
Il film e' stato finanziato dalla Fondazione Studi Bressan, da sempre impegnata nella promozione sociale a Padova, con corsi di formazione per adulti. Molte scene sono state riprese a Padova, da Prato della Valle alla scuola Petrarca.
Nella colonna sonora del film, tra le arie interpretate, insieme al tema principale FOSSILS, del maestro KYLE PRESTON di Seattle - Washington, anche la canzone d'amore PRETEND AND WALK OUTSIDE, scritta e interpretata da KRACKATOA, compositore Britannico trasferitosi in Nuova Zelanda.
Al termine della proiezione, il regista incontrerà gli alunni della classe terza dell'Istituto Tartini assieme ad alcuni giovani migranti che racconteranno in modo semplice e diretto la propria esperienza.

mercoledì 17 maggio 2017

I recidivi del Calendario scolastico



    Recidivi!





No! i pittoreschi e amati bersaglieri non c'entrano. I recidivi sono i notabili membri della giunta regionale del Veneto, che per il secondo anno consecutivo inanellano due perle sul calendario scolastico: 
la chiusura delle scuole in diversi comuni in occasione di un raduno di bersaglieri e ancora peggio la ripetizione della fallimentare settimana dello sport, che tante perplessità e difficoltà ha creato nelle scuole, già nel 2017. 
Reiterata, inoltre, la promessa di finanziamenti su cui ben poche scuole quest'anno hanno  messo becco. Tutti restiamo in trepida attesa comunque delle linee guida per l'attuazione della fantasiosa iniziativa.
Ma tant'è. La scuola, come spesso ha fatto nella sua storia recente, non ha sussulti di dignità nè attua più forme legittime di disobbedienza civile e di formale e forte dissidenza. Quindi buon anno scolastico!!



In questo link i giorni di vacanza

Ecco la delibera completa della giunta (8 maggio 2017), in rosso le "perle" (a leggere bene, proprio in fondo, c'è anche una perla grammaticale, non male per una delibera ufficiale e così ben argomentata!)

Considerata la specificità del servizio educativo offerto dalle scuole dell'infanzia, resta aperta la possibilità di anticipare la data di inizio delle attività didattiche per dare risposta ad effettive e documentate esigenze delle famiglie. Resta inteso che tale eventuale modifica deve essere rispondente alle finalità del Piano dell'Offerta Formativa e alle decisioni degli Organi collegiali della scuola interessata nonché preventivamente concordata con gli Enti erogatori dei servizi connessi alle attività didattiche.
Si rammenta che, nel rispetto dell'autonomia organizzativa attribuita alle istituzioni scolastiche, ai sensi del D.P.R. 8 marzo 1999, n. 275 "Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell'art. 21 della Legge 15 marzo 1997, n. 59", le stesse hanno facoltà di organizzare in modo flessibile l'orario del curricolo e quello destinato alle singole discipline e attività, anche sulla base di una programmazione plurisettimanale, fermi restando l'articolazione delle lezioni in non meno di cinque giorni settimanali ed il rispetto del monte ore annuale, pluriennale o di ciclo, previsto per le singole discipline e attività obbligatorie. È aperta inoltre la possibilità di apportare adattamenti del calendario scolastico definito nel presente provvedimento in relazione alle esigenze derivanti dall'offerta formativa o rilevate dagli Organi collegiali della scuola.
Ai fini della validità dell'anno scolastico e del monte ore annuale previsto per le singole discipline e attività obbligatorie, nel rispetto del limite minimo di 200 giorni di lezione stabiliti dall'art. 74, comma 7-bis del D.Lgs. n. 297/1994, le istituzioni scolastiche possono disporre gli opportuni adattamenti del calendario scolastico d'istituto, debitamente motivati e deliberati dall'istituto scolastico, nei casi di seguito descritti:
  • esigenze derivanti dal Piano dell'Offerta Formativa, in attuazione delle disposizioni di cui all'art. 5, comma 2 del D.P.R. n. 275/1999 nonché all'art. 10 comma 3, lett. c) del D.Lgs. n. 297/1994. Qualora l'adattamento del calendario comporti una sospensione delle lezioni, che non può essere superiore a tre giorni annuali, è necessario un preventivo accordo con i competenti enti erogatori dei servizi di supporto volti a garantire il diritto allo studio;

• esigenze connesse a specificità dell'istituzione scolastica determinate da disposizioni normative di carattere particolare o da specifiche esigenze ambientali.

Considerato che il calendario scolastico è uno strumento di programmazione dei servizi nel territorio, eventuali modifiche allo stesso debbono tener conto delle ripercussioni sull'organizzazione della vita familiare degli alunni nonché sui servizi connessi alle attività didattiche erogati dagli Enti competenti.
Nell'apportare i suddetti adattamenti al calendario, le istituzioni scolastiche devono in ogni caso tener conto delle possibili chiusure disposte dalle autorità competenti per eventi imprevedibili sopraggiunti ovvero per utilizzo dei locali scolastici come sede di seggio elettorale.
Al fine di assicurare la più ampia conoscibilità del calendario adottato da ciascuna istituzione scolastica e di garantire agli Enti erogatori dei servizi le condizioni per il regolare svolgimento delle attività di supporto, le eventuali variazioni devono essere comunicate alla Regione del Veneto, agli stessi Enti erogatori dei servizi di supporto e alle famiglie degli alunni per consentire l'organizzazione delle rispettive funzioni e attività.
La comunicazione degli adattamenti del calendario scolastico dovrà essere presentata tramite PEC alla Giunta regionale del Veneto - Direzione Formazione e Istruzione entro il 31 agosto 2017, utilizzando obbligatoriamente il modulo di cui all'Allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento.
Qualora si verifichino eventi straordinari o eccezionali, le istituzioni scolastiche potranno apportare modifiche al calendario in corso d'anno, nel rispetto dei vincoli normativi sopra citati, comunicando la variazione alla Giunta regionale del Veneto - Direzione Formazione e Istruzione attraverso il medesimo modulo (Allegato A), assicurando il raccordo con i competenti Enti erogatori dei servizi di supporto volti a garantire il diritto allo studio.
Si informa infine che dal 7 al 13 maggio 2018 avrà luogo nel Comune di San Donà di Piave il 66° Raduno Nazionale
Bersaglieri "Piave 2018".
L'evento comporterà un forte afflusso di persone nell'area del Comune interessato e in quella dei Comuni limitrofi di Noventa di Piave, Fossalta di Piave, Musile di Piave, Jesolo, Eraclea, Torre di Mosto, Ceggia, Cessalto e Salgareda, con conseguenti difficoltà o impossibilità di raggiungere le scuole o di svolgervi la normale attività didattica, anche in relazione al possibile utilizzo di spazi scolastici per contribuire all'ospitalità, ai servizi e alla sicurezza di coloro che parteciperanno al Raduno.
Con successivo provvedimento potrà essere disposta la sospensione dell'attività didattica nelle Scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado collocate nel comune di San Donà di Piave e nei comuni limitrofi in caso di difficoltà o impossibilità di assicurare il normale servizio scolastico per ragioni di natura logistica od organizzativa legate allo svolgimento del 66° Raduno Nazionale Bersaglieri "Piave 2018".
Tutte le scuole che sospenderanno l'attività didattica o interessate dalla chiusura a causa dell'evento dovranno comunque garantire il monte giornate e/o ore minimo annuale previsto dalle disposizioni statali, nonché un margine di sicurezza, così che esse non siano costrette in urgenza ad un necessario recupero nel caso intervenga qualche fattore che determini durante l'anno un'ulteriore sospensione dell'attività stessa.

In ragione del successo dell'iniziativa sperimentata nell'A.S. 2016-2017, si propone di programmare anche per l'A.S. 2017/2018 "Le giornate dello sport", sostenendo l'iniziativa con un contributo a valere sulle risorse regionali.
L'iniziativa consiste in tre giornate, individuate nei giorni 15, 16 e 17 febbraio 2018, successivi alla chiusura delle scuole per le vacanze di carnevale, durante le quali le scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado hanno modo di programmare, nell'ambito della propria autonomia, eventi ed iniziative finalizzate ad approfondire l'importanza dell'attività sportiva in termini educativi e di salute, e a far conoscere agli studenti le discipline sportive presenti nel territorio, dando l'opportunità di praticarle anche negli ambienti scolastici.
Le modalità di attuazione dell'iniziativa "Le giornate dello sport" e di assegnazione del contributo regionale sarà (sic!) definito con successivo e specifico provvedimento della Giunta regionale.

martedì 16 maggio 2017

Calendario scolastico Veneto 2017- 2018



Riaperta ufficialmente la caccia al miglior giorno libero.
Tutti a sciare a febbraio; e se non ci avete li sordi? lo sport lo vedete in film..



RECIDIVI
La  Giunta regionale ha approvato il nuovo calendario scolastico per l’anno 2017/2018, riproponendo a tutte le scuole del territorio la seconda edizione delle “Giornate dello sport”, dal 15 al 17 febbraio 2018.


Le  altre date

Scuole del primo e del secondo ciclo d’istruzione 

Inizio attività didattica: 13 settembre 2017
Fine attività didattica: 9 giugno 2018

Festività obbligatorie (per non scrivere "nazionali.."):

■tutte le domeniche
■il 1° novembre, festa di tutti i Santi
■l’8 dicembre, Immacolata Concezione
■il 25 dicembre, Natale
■il 26 dicembre, Santo Stefano
■il 1° gennaio, Capodanno
■il 6 gennaio, Epifania
■il lunedì dopo Pasqua
■il 25 aprile, anniversario della Liberazione
■il 1° maggio, festa del Lavoro
■il 2 giugno, festa nazionale della Repubblica
■la festa del Santo Patrono

Sospensione obbligatoria delle lezioni:

■da venerdì 8 a domenica 10 dicembre (ponte dell'Immacolata)
■da sabato 23 dicembre a domenica 7 gennaio (vacanze natalizie)
■da lunedì 12 febbraio a mercoledì 14 (vacanze di carnevale
■da giovedì 29 marzo a martedì 3 aprile (vacanze pasquali)
■da domenica 29 aprile a martedì 1° maggio (ponte del Primo maggio)


Scuole dell’Infanzia

Inizio attività didattica: primi (testuale!) di settembre
Fine attività didattica: 29 giugno 2018
Festività obbligatorie: come per le Scuole del primo e del secondo ciclo
Vacanze scolastiche: come per le Scuole del primo e del secondo ciclo

lunedì 15 maggio 2017

Oltre i confini


A quegli occhi, a quelle urla non ti abitui mai.








Fonte: associazionestoriaevita.blogspot.com


La nostra associazione sarà protagonista a metà mese di un'importante iniziativa presso la scuola Tartini di Padova. 
Con la collaborazione della Cooperativa Città so.la.re. allestiremo una mostra fotografica con i lavori di Francesco Malavolta, un fotoreporter, che da anni lavora per documentare i drammi dell'emigrazione, dei salvataggi in mare, dei respingimenti ai confini orientali d'Europa. 

Come narra egli stesso in numerose interviste, il suo lavoro iniziò venti anni fa a Brindisi, quando arrivarono in massa decine di migliaia di albanesi. E' proseguito poi in molti luoghi al centro di drammi umanitari: l'ultimo, quello, dei salvataggi e delle morti quotidiane nel mediterraneo centrale. 


Un lavoro che potrebbe ormai essere routine, ma che tale per lui non è mai diventato: Francesco osserva gli occhi prima di scattare e in quegli occhi legge una storia, che va colta, valorizzata, raccontata e fatta conoscere. 

D'altra parte, sostiene: "a quegli occhi, a quelle urla, non ti abitui e non ti devi mai abituare". Forse un breve viaggetto d'istruzione insieme a lui potrebbe insegnare molto a chi straparla di ONG e  di interessi occulti su cui Malavolta per primo vorrebbe che fosse fatta chiarezza al più presto. In questo link le sue parole

Le sue foto, protagoniste di quattro mostre organizzate dai comuni padovani che aderiscono allo SPRAR,  da maggio e sino a fine anno saranno al centro di  iniziative didattiche e culturali degli istituti padovani, primo tra tutti il comprensivo Tartini.

  

domenica 14 maggio 2017

Controcorrente: L'abiura di Galileo Galilei nel 2033




Santa Inquisizione 2.0







Io Galileo, fu Vincenzo Galilei, fiorentino, di anni 70, personalmente costituito in giudizio e inginocchiato davanti a voi Eminentissimi e Reverendissimi Custodi della Rete, Inquisitori generali in tutta la Repubblica stellare contro la malvagità individualistica; 
avendo davanti agli occhi il Sacro BLOG, su cui poso le mani, giuro che ho sempre creduto, credo e con l'aiuto divino crederò per l'avvenire tutto ciò che accoglie, predica e insegna la Santa e democratica Cultura Mediatica. 

Ma poiché questo Santo Ufficio, per avere io, dopo essermi stato formalmente intimato con un precetto dello stesso di abbandonare completamente la falsa teoria che UNO non vale UNO e di non mantenere, difendere nè insegnare in qualunque modo, nè per parole dette nè per  tastiera, la suddetta falsa dottrina,
e dopo essermi stato notificato che tale dottrina è contraria al Sacro BLOG, scritto e affidato alla rete numerosi post in cui ne parlo pur essendo già stata condannata e porto argo­menti efficaci a suo favore, senza prendere netta posizione contraria, 
mi ha giudicato veramente sospetto di eresia, cioè di aver tenuto fermo e creduto che UNO non vale UNO, cioè che i gestori della rete stellare condizionano e guidano gli atti dei singoli portavoce, dei singoli cittadini e di chiunque passa per caso,  
volendo cancellare dalla mente delle Vo­stre Eminenze e da quella di ogni credente questo grave sospetto, giustamente concepito contro di me, 
con cuore sincero e autentica fede abiuro, maledico e detesto i suddetti errori ed eresie e in generale ogni qualunque altro errore, eresia o setta contraria al Sacro BLOG
e giuro che per l'avvenire non dirò mai più né asserirò, nè a parole nè per iscritto, cose tali per cui possa rinascere su di me un tale sospetto, ma se m'imbatterò in qualche eretico o sospetto d'eresia, lo denuncerò a questo Santo Ufficio, ovvero all'Inquisitore o Portavoce del luogo dove dovessi trovarmi.

Giuro altresì e prometto di adempiere e osservare interamente tutte le penitenze che mi sono state o mi saranno inflitte da questo Santo Ufficio e che se, Dio non voglia, dovessi contravvenire in qualche modo alle mie promesse o ai miei giuramenti, mi sottometterò a tutte le pene e castighi previsti dalla piattaforma e dalle altre disposizioni generali e particolari previste e promulgate contro questi reati.
 Mi possano in ciò aiutare Dio e il Sacro BLOG, su cui poso le mani.
 Io, suddetto Galileo Galilei, ho abiurato, giurato, promesso e mi sono obbligato come sopra; e in fede della verità ho firmato di mio pugno il presente documento d'abiura e l'ho recitato parola per parola, in Milano, nella sede dei Padri Generali, Via Gerolamo Morone 6, oggi, 22 giugno 2033.
Io, Galileo Galilei, ho sottoscritto la suddetta abiura, di mio pugno e con firma elettronica.




Il testo originale:

Io Galileo, fìg.lo del q. Vinc.o Galileo di Fiorenza, dell'età mia d'anni 70, constituto personalmente in giudizio, e inginocchiato avanti di voi Emin.mi e Rev.mi Cardinali, in tutta la Republica Cristiana contro l'eretica pravità generali Inquisitori; avendo davanti gl'occhi miei li sacrosanti Vangeli, quali tocco con le proprie mani, giuro che sempre ho creduto, credo adesso, e con l'aiuto di Dio crederò per l'avvenire, tutto quello che tiene, predica e insegna la S.a Cattolica e Apostolica Chiesa. Ma perché da questo S. Off.o, per aver io, dopo d'essermi stato con precetto dall'istesso giuridicamente intimato che omninamente dovessi lasciar la falsa opinione che il sole sia centro del mondo e che non si muova e che la terra non sia centro del mondo e che si muova, e che non potessi tenere, difendere ne insegnare in qualsivoglia modo, ne in voce ne in scritto, la detta falsa dottrina, e dopo d'essermi notificato che detta dottrina è contraria alla Sacra Scrittura, scritto e dato alle stampe un libro nel quale tratto l'istessa dottrina già dannata e apporto ragioni con molta efficacia a favor di essa, senza apportar alcuna soluzione, sono stato giudicato veementemente sospetto d'eresia, cioè d'aver tenuto e creduto che il sole sia centro del mondo e imobile e che la terra non sia centro e che si muova; Pertanto volendo io levar dalla mente delle Eminenze V.re e d'ogni fedel Cristiano questa veemente sospizione, giustamente di me conceputa, con cuor sincero e fede non fìnta abiuro, maledico e detesto li sudetti errori e eresie, e generalmente ogni e qualunque altro errore, eresia e setta contraria alla S.ta Chiesa; e giuro che per l'avvenire non dirò mai più ne asserirò, in voce o in scritto, cose tali per le quali si possa aver di me simil sospizione; ma se conoscerò alcun eretico o che sia sospetto d'eresia lo denonziarò a questo S. Offizio, o vero all'Inquisitore o Ordinario del luogo, dove mi trovarò.

Giuro anco e prometto d'adempire e osservare intieramente tutte le penitenze che mi sono state o mi saranno da questo S. Off.o imposte; e contravenendo ad alcuna delle dette mie promesse e giuramenti, il che Dio non voglia, mi sottometto a tutte le pene e castighi che sono da' sacri canoni e altre constituzioni generali e particolari contro simili delinquenti imposte e promulgate.

Così Dio m'aiuti e questi suoi santi Vangeli, che tocco con le proprie mani.

Io Galileo Galilei sodetto ho abiurato, giurato, promesso e mi sono obligato come sopra; e in fede del vero, di mia propria mano ho sottoscritta la presente cedola di mia abiurazione e recitatala di parola in parola, in Roma, nel convento della Minerva, questo dì 22 giugno 1633.

Io, Galileo Galilei ho abiurato come di sopra, mano propria.

sabato 13 maggio 2017

Controcorrente: Oclocrazia


La mente è come un paracadute. Se non si apre non funziona.







Ieri ho trascorso una giornata completamente diversa, lontano dal lavoro, dalle puerili polemiche a distanza, dalle sparate degli onnipresenti in rete, dalle "voci dal sen fuggite" della Serracchiani, dalla querelle sui  vaccini, dalle cifre ragionieristiche del bit, dal razzismo, quello vero,  dell'aspirante portavoce pentastellato..

Una giornata intensa avendo sotto gli occhi la scritta che è il titolo di questo articolo.
E accanto a me, l'altra Padova: volontari di tutte le età e di ogni credo politico (I suppose! ma forse mi sbaglio..) e religioso, che si fanno in quattro per aiutare gli altri, quelli vicini (anziani soli, malati, bambini in ospedale, rifugiati, senza tetto) e quelli lontani, in Africa, interpreti autentici e disinteressati del mantra "aiutiamoli a casa loro", ma che lo fanno davvero e senza felpa verde.
Ho fatto tante conoscenze nuove, ho allacciato rapporti nuovi, fecondi  per portare avanti le mie idee e quelle della mia associazione vedi qui. 

Abbiamo trattato il tema della raccolta fondi e  della sensibilizzazione alle cause umanitarie. Abbiamo constatato insieme che forse le suffragette della rete, i razzisti de noantri, quelli che si girano sempre dall'altra parte e "prima gli italiani" forse sono solo una minoranza.

Purtroppo, una minoranza  non silenziosa e relegata ai bar di periferia come una volta, ma parlante, scrivente, sorridente  o accigliata nei video elettorali,   nascosta dietro a quello che  sembra essere un anonimato, ma che resterà per sempre negli hard-disk dei computer "a futura memoria".

A sera un consolante  articolo di Saviano (ohibò sul giornale filo renzino..) che chiarisce in modo illuminante e sconsolato  il termine oclocrazia*, con numerosi esempi tratti dalle gesta salviniane, ma non solo: Minniti, tutto il PD che ha votato la licenza di uccidere alla sera, rifacendosi ad una antica fonte giuridica**, la Servacchiani ecc. Una massa di comparse della vita, schiavi dell'apparire, piuttosto che dell'essere, che inseguono spasmodicamente i like e i voti, per fare cosa?

*Oclocrazia: forma degenerata di democrazia in cui è la plebe (nel nostro caso quella frequentante i bassifondi della rete) a imporre le scelte.

** Esodo 22:
2. Se il ladro, colto nell'atto di fare uno scasso, è percosso e muore, il proprietario non è colpevole di omicidio nei suoi confronti. 
Se il sole si era già alzato quando avvenne il fatto, egli è colpevole di omicidio. Il ladro dovrà risarcire il danno; se non ha di che risarcirlo, sarà venduto per il furto da lui fatto.

venerdì 12 maggio 2017

Candidati a Padova



L'imbarazzante candidato ruspante 







Questo articoletto è destinato agli amici non padovani. La città è ridotta malissimo! Quello che potete leggere sotto non è la solita sparata leghista, non è un attacco della destra consapevole, che per altro annovera nel suo seno persone intelligenti; no! è il pensiero di un candidato al consiglio comunale cittadino, in un gruppo che si autodefinisce nè di destra nè di sinistra, per poi autosmentirsi ogni volta che apre bocca o scrive qualcosa (errori a parte..).
Ma il meglio si può leggere nei commenti, a conferma della squallida sentina in cui si vanno a pescare i voti: unica eccezione, il primo commentatore, che  rimprovera l'autore per essersi esposto troppo e gli ingiunge di limitarsi ad essere solo portavoce (ma di chi? di quella gente che commenta sotto?). 
Come può convivere con questa gente il professor Claudio Borilecandidato sindaco del M5S,  imprenditore della mediazione linguistica, un segmento della scuola e del lavoro che tenderebbe alla massima apertura e al dialogo tra culture?   







domenica 7 maggio 2017

Prendi lo meno tristo per buono


Ballottaggi reali e immaginari. 






L’arrivée au pouvoir de Marine Le Pen ne provoquera pas de révolutions ni d’opposition au sein de l’Etat. Non ça ne passera pas. Si elle en est là aujourd’hui, c’est bien parce que beaucoup au sein des élites dirigeantes partagent déjà ses idées. 


(L'arrivo di M. Le Pen non provocherà rivoluzioni nè opposizioni all'interno  dello Stato. No, non succederà. Se lei è a questo punto oggi, è perchè in seno alla classe dirigente molti già condividono le sue idee.)


"Ni Macron, ni Le Pen", gridano in corteo e sostengono sui media i duri e puri della vicina Francia. Certo qualche ragione ce l'hanno nel sostenere che le idee della Le Pen hanno già fatto breccia nel cuore della classe dirigente e nella mente della gente. Hanno ragione pure nel sostenere che proprio sotto un governo socialista si sono aggravate le condizioni del lavoro (anche loro hanno avuto il loro Jobs act, più correttamente, almeno linguisticamente, definito Loi du Travail) e si sono aggravate le tensioni islamofobe e l'isolamento delle banlieu nordafricane. 

Esattamente il risultato di una sinistra che in Francia come in Italia ha smesso di fare la sinistra e rincorre la destra.

Ma c'è un limite a tutto. La Le Pen non è solo destra, non è solo populista, è proprio fascista: un minimo di conoscenza della storia dovrebbe convincere tutti che quando si imbocca quella strada l'unica risposta non potrà essere che l'uso della rivolta violenta. 

Oggi, in realtà non conosceremo solo il nome del capo dell'Eliseo, ma   sapremo soprattutto quale sarà il destino dell'Europa. Se, cioè, inizierà a disgregarsi tutto o se, pur in un quadro attualmente sbilanciato sulla destra e sul versante puramente economicista, sarà possibile una correzione di rotta.
Sapremo se sarà possibile portare avanti anche qui da noi idee di convergenze sovranazionali e di giustizia sociale anche con lotte durissime o se a tutti toglierà voce una destra rampante e antieuropeista o una ditta privata. 
Una ditta che contrabbanda operazioni di marketing per democrazia on line, confondendo ad arte partecipazione (sacrosanta) con rappresentatività, e soprattutto scambiando la parte (quella che vota o crede di scegliere con un SI o con un NO sulla piattaforma impropriamente intitolata a Rousseau) con il tutto.
Ma comunque beato che ci crede, o evangelicamente "beati i poveri di spirito perché di essi sarà il regno dei cieli" 

Tornando alla Francia, tutto sarà determinato dagli indecisi, da chi voterà turandosi il naso, come gli ex elettori di Mélenchon e Hamon e da chi anteporrà il destino della Republique alla partigianeria come avvenne nel 2002 tra Chirac (82,2%) e Le Pen padre (17,8%).

Della preziosa coincidenza con la situazione francese dovrebbero fare tesoro i nostri  duri e puri, sia a livello nazionale che locale; quelli che guardano al peggio con trepida aspettativa o con un imbelle senso di superiorità all'insorgere del nuovo fascismo in Europa, come se Ungheria e Polonia non bastassero.
E' la sinistra masochista, che oscilla tra la purezza e la fragilità, che procede ambigua tra l'irrilevanza e le tentazioni di palingenesi grillina. 

Non ci sto: se fossi francese prenderei "lo meno tristo per buono" seguendo il consiglio di Machiavelli, preferendo un paese ancorato alle politiche di Bruxelles, che inizierei a combattere dal giorno successivo alle elezioni, ad un paese razzista e fascista pronto, solo per questo, alle peggiori avventure economiche (uscita dall'euro, protezionismo) e sociali. 
Va bene, per oggi sono affari loro (adesso ti metti ad insegnare anche ai francesi..).
Facciamo, invece, un giochino, immaginando ipotetici scenari come se da noi ci fossero i ballottaggi a tutti i livelli.  

Caso 1.

Nessun dubbio per gli stessi motivi dei francesi. Ma dal giorno successivo, opposizione dura e pura (ma assieme a chi?)


Caso 2.

Dura eh? 







Caso 3. 

Meglio l'originale o la copia?






Caso 4.


Vedi caso 1





Caso 5.


Meglio casual..che incazzato?

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