giovedì 2 gennaio 2014

Metropolitana di superficie



Quando al di là degli slogan e delle ingiurie gratuite, prevalgono gli interessi della gente: SEL, PD, M5S e CGIL  insieme a Vigonza, un contributo di Chiara Marin








La cosiddetta Metropolitana di Superficie, ideata nel lontano 1988 per collegare le tre province di Padova Venezia Treviso, e approvata nel 1999 dalla “Giunta Regionale Galan”, non è ancora entrata in funzione: uno di quei numerosi esempi nella nostra Regione di spreco di denaro pubblico... Forse per favorire interessi privati?
Ad oggi sono stati investiti in questa opera all’incirca 650 milioni di euro, di cui 350 mln spesi per le tratte Padova- Castelfranco, Mestre-Castelfranco, Mestre-Treviso, Mestre-Quarto d’Altino, e qualche lavoro ancora da finire tra Mestre-Padova; tutte le stazioni e le linee sarebbero pronte ma mancano i lavoratori (assunzioni bloccate da Trenitalia), e stazioni e parcheggi lasciati inutilizzati sono ormai nel più completo degrado.
Eppure ci sarebbe un alto bacino di utenza per questo servizio, che porterebbe a ridurre drasticamente l'uso di mezzi privati, abbassando così tutti i tipi d’inquinamento, da quello atmosferico a quello acustico, e aiutando - in un momento di crisi economica - tutti quei pendolari costretti a pagare carburante e pedaggi autostradali. Non è un mistero infatti che il tratto autostradale Padova-Mestre, già a partire dal 2014, diverrà il tratto stradale più costoso: attualmente il pedaggio costa 3,30 euro, ma è possibile con qualche “esacamotage” entrare ed uscire in alcuni tratti per risparmiare, ma le società coinvolte hanno deciso di innalzare i costi per non permettere più questa ancora di salvezza per gli automobilisti; insomma un altro bel regalo del project financing utilizzato per la costruzione del passante di Mestre.
Certo, ad essere maliziosi si potrebbe pensare che alla Regione Veneto convenga incamerare questo lauto bottino e favorire le società private che ci hanno investito... piuttosto che incrementare e avviare un servizio che tuteli sia la salute che lo stipendio dei cittadini.
Ieri a Vigonza, uno dei Comuni posti sul tracciato di questa rete ferroviaria, i circoli Sel di Cadoneghe, Vigonza e Vigodarzere hanno organizzato una manifestazione cui hanno partecipato il Partito Democratico, il Movimento Cinque Stelle, e a cui hanno aderito sigle sindacali come FiltCgil Trasporti. Abbiamo fatto un sopralluogo alla stazione di Busa di Vigonza, praticamente ultimata (mancano solo panchine e pensiline) con soldi pubblici, ma utilizzata come luogo di spaccio (bisognava stare attenti a dove si mettevano i piedi a causa dell’altissimo numero si siringhe presenti) e prostituzione. La Regione Veneto da anni continua a promettere: PROMESSE MAI MANTENUTE. L’assessore regionale ai Trasporti, Chisso aveva assicurato che la metropolitana sarebbe partita ai primi di settembre (ennesima fantomatica data di partenza) e per l’ennesima volta siamo rimasti a piedi.
Un modello di trasporto sia pubblico che privato più sostenibile, sotto ogni aspetto, è la sfida del momento e la situazione che abbiamo denunciato mostra quanto la nostra Regione sia ferma al passato a causa della cecità di chi la governa a suon di proclami anacronistici.Oggi infatti oltre il 50% delle progettualità della Smart City è dedicato al trasporto intelligentee alla mobilità sostenibile in ambito urbanoun tema centrale perché coniuga risparmio energetico, sostenibilità, innovazione e tecnologia, per un mercato che, secondo le stime più recenti, dal 2020 varrà oltre 20 miliardi di dollari l’anno.
L'iniziativa di ieri è solo l'inizio: il nostro deputato Alessandro Zan presenterà subito un’interrogazione inerente questa problematica durante il Question Time in Parlamento, ma faremo anche una raccolta firme in tutta la Regione, assieme a tutte le realtà che si renderanno disponibili a questo impegno. Vogliamo anche in Veneto un piano di mobilità urbana sostenibile, che liberi spazio stradale nel centro città e sulle vie principali; le nostre proposte non nascono dalla convenienza di pochi, ma dalla necessità di riavvicinare la gente al bene comune, auspicando che la partecipazione di tutti i cittadini a questi temi che toccano la vita quotidiana, facciano ripartire il "motore" del nostro Paese. Ne va della salute, della qualità della vita e della partecipazione al governo della cosa pubblica.


Chiara Marin
Referente dei Circoli di Sel Cadoneghe, Vigonza e Vigodarzere

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