lunedì 13 gennaio 2014

Il giorno della Memoria, Associazione Storia e vita

Disegno di Helga Weissova

Storia e vita

Continua con questo post la serie di articoli sulla questione ebraica e in particolare sulle vicende della shoah, alla quale l'associazione Storia e vitarecentemente sorta a Mestrino,  dedicherà una importante serata, il 24 gennaio prossimi, attraverso la prima di una serie di testimonianze di vita vissuta, in questo caso di un reduce da Auschwitz. 
Questo post presenta una scheda riassuntiva utile per gli studenti, ma anche punto di partenza per ulteriori approfondimenti


Glossario e notizie storiche.


Il 27 gennaio è la data in cui, nel 1945, il più grande campo di sterminio nazista, Auschwitz -Birkenau, fu liberato dalle truppe sovietiche . 
Il 27 gennaio  in ricordo della Shoah, cioè dell'annientamento del popolo ebraico, è celebrato dagli stati membri dell'ONU, in seguito alla risoluzione 60/7 del 1 novembre 2005.
Il giorno della memoria.In Italia gli articoli 1 e 2 della legge n. 211 del 20 luglio 2000 definiscono così le finalità e le celebrazioni del Giorno della Memoria:
Art. 1.« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
Art. 2. In occasione del "Giorno della Memoria" di cui all'articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell'Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere.»

 Antisemitismo L' antisemitismo è il pregiudizio, l' odio e la discriminazione contro gli Ebrei. La persona che fa proprio questo pregiudizio e odio ed esercita questa discriminazione è detta antisemita. 
Il termine è stato coniato alla fine del XIX secolo in Germania da Wilhelm Marr e sebbene il termine semita non indichi solo il popolo ebreo, ma una più ampia famiglia di popoli, la parola fu introdotta al posto del termine tedesco Judenhass (odio per gli ebrei) e con questo significato è tuttora utilizzata.

Persecuzione degli ebrei. 
La persecuzione degli ebrei risale a tempi molto antichi ed è stata ed è un fenomeno ricorrente nella storia del mondo occidentale e dell'Europa in modo particolare.

Lo storico J.Chanes ha individuato sei stadi nell'evoluzione storica dell'antisemitismo :
1. Anti-giudaismo nell'antica Grecia e Roma che fu essenzialmente di natura etnica
2. Antisemitismo cristiano nell'antichità e nel Medioevo che fu di natura religiosa e è durato fino ai tempi moderni.
3. Antisemitismo politico, sociale ed economico dell'Europa del Settecento che preparò il terreno per l'antisemitismo razzista 
4. Tra la fine dell'Ottocento e il Novecento l'antisemitismo ha assunto i caratteri del razzismo e ha avuto la sua massima e terribile realizzazione nel nazismo immediatamente prima e nel corso della Seconda Guerra Mondiale.
5. Antisemitismo contemporaneo che è stato chiamato Nuovo Antisemitismo

 Shoah: catastrofe.  Il termine ebreo utilizzato per indicare lo sterminio nazista è Shoah, parola biblica che significa: calamità, catastrofe, sventura, disgrazia che colpisce molte persone.
Olocausto. Il termine  viene dal greco holokauston e si riferisce a un sacrificio rituale di animali offerto a un dio in cui tutto (olos) l'animale è bruciato (kaustos). Per centinaia di anni il termine è stato usato per indicare grandi massacri, dal 1960 è utilizzato per riferirsi al sistematico massacro (con il fuoco) degli Ebrei nei campi di concentramento e di sterminio. 
Alcuni studiosi ebrei rifiutano questo termine che rimanda a un sacrificio religioso piuttosto che a un assassinio di massa.
Il termine Soluzione finale della questione ebrea (Endlösung der Judenfrage) venne utilizzato dai nazisti per indicare l'uccisione di milioni di Ebrei da loro realizzata nel corso degli ultimi due anni della Seconda Guerra Mondiale. 
Adolf Eichmann  Otto Adolf Eichmann fu un luogotenente colonello delle SS e uno dei maggiori organizzatori dell'Olocausto. Per le sue capacità organizzative e la sua affidabilità ideologica Eichmann fu incaricato da Reinhard Heydrich di gestire la logistica delle deportazioni di massa degli ebrei verso i campi di sterminio nell'Europa dell'Est occupata dalla Germania.
Al termine della II Guerra Mondiale, con un lasciapassare della Croce Rossa ottenuto fraudolentemente, riuscì a fuggire in Argentina dove visse sotto falsa identità fino al 1960 quando venne catturato dall'intelligence di Israele (Mossad). Condotto in Israele, fu processato e giustiziato tramite impiccagione nel 1962.
Il processo di Eichmann in Gerusalemme davanti alla Corte Distrettuale di Gerusalemme ebbe inizio l'11 Aprile del 1961. Egli fu incriminato di 15 capi di accusa, tra cui crimini contro l'umanità e crimini di guerra, crimini contro il popolo ebreo.
Il processo sollevò in tutto il mondo un grande interesse e dibattito.
Eichmann parlando in sua difesa disse che egli non contestava le accuse che gli venivano rivolte. Per tutta la durata del processo Eichmann ripetè che egli aveva solamente « eseguito degli ordini ». Questa stessa linea difensiva era stata adottata dai nazisti processati a Norimberga.(1945-46). Egli affermò di essere un semplice trasmettitore con poco potere e di non avere mai fatto nulla senza avere ottenuto prima le istruzioni da Hitler o dai suoi superiori.
Dopo 14 settimane di testimonianze, 1.500 documenti, 100 testimoni di accusa e dozzine di deposizioni di difesa il processo terminò il 14 agosto. I giudici si ritirarono per stabilire la sentenza e l'11 dicembre Eichmann fu dichiarato colpevole e condannato a morte. Eichmann si appellò ; il 29 maggio del 1962 la Corte di Appello Criminale rigettò l'appello e stabilì che « Eichmann non ricevette nessun ordine superiore. Egli era il suo stesso superiore e diede tutti gli ordini riguardanti le questioni ebree...la cosiddetta Soluzione Finale non avrebbe mai assunto le infernali forme di pelle scuoiata e carne torturata di milioni di ebrei senza il fanatico zelo e l'inestinguibile sete di sangue dell'appellante e dei suoi associati ».
Eichmann fu impiccato poco prima della mezzanotte del 31 maggio 1962 nella prigione di Ramla in Israele. Il suo corpo fu cremato e le sue ceneri sparse sul Mediterraneo al di là delle acque territoriali ebraiche perchè non ci fosse alcuna possibilità di un suo futuro monumento funebre e nessun paese potesse servire come luogo di ultima pace per lui.

Hanna Arendt e la banalità del male. Hanna Arendt(1906-1975), ebrea tedesca è stata una teorica della politica. Spesso di lei si parla come di una filosofa, ma lei rifiutò questo termine sostenendo che la filosofia riguarda l'uomo, mentre la sua opera riguarda il fatto che « non l'uomo ma gli uomini vivono sulla terra e abitano il mondo ». 
L'opera della Arendt tratta della natura del potere, dell'autorità, dei totalitarismi , di argomenti di politica.
Nel 1941 per sfuggire alle persecuzioni naziste si rifugiò negli Stati Uniti, a New York, alla fine della guerra tornò in Germania dove lavorò per la Youth Aliyah, una organizzazione ebraica che si occupava di salvare i bambini dalle persecuzioni naziste. Nel 1950 è divenuta cittadina americana e ha insegnato in diverse università statunitensi.
Arendt ha teorizzato la libertà come lo spazio comune al quale ciascun uomo porta la sua unicità e « natalità » e crea un valore duraturo.
Tra le sue opere : Le origini del totalitarismo, in cui indaga il comunismo stalinista e il nazismo.
La Arendt,  inviata da The New Yorker a seguire il processo di Eichmann, coniò il termine banalità del male per descrivere Eichmann. In questo testo Arendt solleva la questione se il male sia radicale o una funzione della mancanza di pensiero, la tendenza della gente normale a obbedire agli ordini e conformarsi alla opinione di massa senza una valutazione critica delle conseguenze del proprio agire o del proprio non agire. 
« La manifestazione del vento del pensiero non è la conoscenza ma è la capacità di distinguere il giusto dall'ingiusto, il bello dal brutto. E in realtà questo può impedire le catastrofi, almeno per me, nei rari momenti in cui ogni posta è in gioco ».
(H.Arendt, Pensiero e considerazioni morali, in Il liberalismo, p.141, Einaudi Scuola, 2004) 

Campi di concentramento e campi di sterminio. I nazisti distinguevano tra campi di sterminio e campi di concentramento. La distinzione risultò evidente durante i processi di Norimberga, quando a Dieter Wisliceny (un sostituto di Adolf Eichmann) fu chiesto di nominare i campi di sterminio egli disse che Auschwitz e Majdanek erano campi di sterminio mentre Mauthausen, Dachau, e Buchenwald erano normali campi di concentramento secondo quanto stabilito da Eichmann.
I più importanti storici dell'Olocausto individuano sei ex campi di sterminio nazisti tutti nell'area del territorio occupato dai nazisti della Polonia :
Auschwitz II (Auschwitz-Birkenau) Chełmno Belzec Majdane Sobibor Treblinka

Soluzione finale. I nazisti decisero l'avvio della soluzione finale della questione ebrea nella prima metà del 1941.
I primi stermini della Soluzione finale vennero eseguiti dalle SS Schutzstaffel (squadre di protezione). All'inizio le vittime venivano fucilate e buttate in fosse comuni, ma questo sistema venne considerato logisticamente e psicologicamente non efficiente, così verso la fine del 1941 i nazisti costruirono campi specificatamente destinati allo sterminio di massa tramite le camere a gas. I dettagli logistici vennero definiti nella Conferenza di Wannsee del gennzio del 1942 e furono messi in pratica da Adolf Eichmann. 

Vittime nei campi di sterminio

Auschwitz–Birkenau 1,100,000 
Bełżec 600,000 
Chełmno 320,000 
Majdanek 360,000 
Maly Trostenets 65,000 
Sobibor 250,000 
Treblinka 700,000–800,000 
Totale 3,395,000–3,495,0 00 

Revisionismo e negazionismo. Il termine è utilizzato per indicare sia il riesame della conoscenza degli eventi storici da parte degli storici sia la distorsione della memoria storica così che determinati eventi appaiano migliori o peggiori. Quando il revisionismo storico consiste nella negazione di crimini storici è chiamato negazionismo.
Il negazionismo per sostenere le proprie tesi utilizza metodi storici non scientifici e illegittimi: falsificazione di documenti storici, discredito di documenti veritieri, formulazione di conclusioni incoerenti o opposte a testi e fonti note, manipolazione di serie statistiche per supportare il proprio punto di vista, estrapolazione di documenti e informazioni dal loro contesto e loro utilizzo erroneo, traduzioni erronee di testi in altre lingue, paragone tra il crimine storico che si vuole negare con altri crimini per alterare il giudizio morale delle persone sul primo crimine; in quest'ultimo caso si parla  di relativizzazione. 
Esempi di negazionismo sono quello che riguarda l'Olocausto e una parte della storiografia sovietica. Attualmente ci sono gruppi che praticano il negazionismo su Internet. 
Il negazionismo dell'Olocausto è illegale in 17 paesi: Austria, Belgio, Canada, Repubblica Ceca, Francia, Germania, Ungheria, Israele, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Svizzera.



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