martedì 17 settembre 2013

Articolo 138







ARTICOLO 138









 Il 27 dicembre del 1947, a palazzo Giustiniani, fu promulgata la Costituzione Italiana, che porta la firma del Presidente della Repubblica, De Nicola, del Capo del Governo, De Gasperi e del presidente dell'Assemblea Costituente, Terracini.

Da allora la Costituzione è stata variata  19 volte, con la procedura prevista dall'art. 138. Una di queste modifiche,  l'infausta riforma federalista, ideata tra i fumi dell'alcool, da illustri costituzionalisti come Calderoli,  é stata sottoposta a referendum popolare, nel giugno del 2006,  e  bocciata. Le altre variazioni, votate negli anni, sono rimaste a far parte della Carta costituzionale.

In questi mesi si sta infiammando il dibattito e la lotta politica intorno al disegno di legge del governo Letta sulla modifica dell'art. 138 e conseguentemente sulle modifiche che l'attuale maggioranza vorrebbe proporre e apportare alla carta fondamentale. 
Facile ipotizzare che anche questa volta alla fine dei lavori qualcuno rovescerà nuovamente il tavolo se le conclusioni non saranno favorevoli ai suoi interessi: la bicamerale insegna!
Allora perchè tutto questo impegno adesso? i soliti maligni insinuano che sia uno strumento per assicurare la sopravvivenza ad un governo quotidianamente in bilico.

In questo post ho raccolto, sotto forma di link, alcuni degli elementi necessari per farsi un'idea della problematica. Consigliabile, per la varietà delle posizioni riportate, il dibattito su RAI 3, Tutta la città ne parla.

Articolo 138
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione [cfr. art. 72 c.4].

Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare [cfr. art. 87 c.6] quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata [cfr. artt. 73 c.1, 87 c.5 ], se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi.

Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti.



L'approvazione alla Camera in prima lettura, 10 settembre 

Il comitato di esperti (i "saggi) che preparerà i lavori della commissione dei 42

L'appello contro la riforma "presidenziale" promosso dal Fatto quotidiano

La posizione di Stefano Rodotà

La posizione di Alberto Lucarelli, costituzionalista

La posizione di Eugenio Scalfari, favorevole alla procedura adottata

La protesta estrema dei grillini

Il questionario diffuso dal Governo per i cittadini


E soprattutto il Dibattito su rai 3, Tutta la città ne parla, con interventi di Antonella Rampino della Stampa, Alfonso Celotto, costituzionalista, Alberto Lucarelli, Antonio Padellaro (il fatto quotidiano), Gianluca Sgueo, docente di diritto europeo. 









1 commento:

  1. Aggiungo una curiosità. l'Assemblea Costituente il 16 settembre 1947 si riunì in seduta segreta per fissare l'indennità parlamentare: 45.000 lire mensili più 1500 lire per ogni seduta.
    Inutile dire che nessuno allora si lamentò di tale segretezza: la paga mensile di un operaio era allora di 20.000 lire!

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