sabato 18 aprile 2015

Controcorrente



Il buonista.







Adesso iniziano le guerre di religione anche sui barconi in mezzo al mare e poi vengono qui a chiedere asilo - lo sapevamo che l'islam era alle porte -  gettiamoli a mare noi prima che ci invadano -  basta con la strage di cristiani... e così via commentando sul web, sui giornali, dalla parrucchiera e al bar...

L'episodio dei 12 migranti cristiani annegati volontariamente dai compagni di sventura perchè in preghiera di fronte al disastro, certamente ha colpito anche i meno avvezzi all'allarmismo e al razzismo da bar. 
Ma nessuno ha pensato al contesto in cui ciò è avvenuto? può darsi che c'entri la religione, ma fino a che punto? l'angoscia per la morte imminente, l'istinto di sopravvivenza,  gli spazi ristrettissimi possono fare perdere la testa? o no? c'erano mani musulmane nella catena umana che ha fermato la strage?
Tra gli improvvisati o interessati commentatori qualcuno ha provato ad immaginare cosa significhi avere attraversato il deserto, essere stati tenuti in ostaggio come bestie dai libici (musulmani contro musulmani, non è una novità), essere stati spinti con le armi in una barca che fa acqua già alla partenza, senza saper nuotare, essere  abbandonati in mare, dopo essere stati spogliati di tutto, scarpe comprese? questa è la realtà della migrazione dall'Africa subequatoriale, ma non é mai stato spiegato abbastanza in giro. 

Lo sanno i marinai, i carabinieri, tutti quelli che rischiano la vita per portarli in salvo, i medici, i volontari del primo soccorso, i poliziotti che raccolgono le prime testimonianze per individuare gli scafisti (una volta), i cittadini di Lampedusa, di Pozzallo e ora anche di Palermo, lo sanno tutti quelli che hanno osservato tra i migranti gesti di solidarietà oltre la religione, ma non lo sanno tutti gli altri italiani.
Ma è sempre così: gli italiani quando guardano le cose da lontano, attraverso la lente deformante del politico di turno che tenta di raccattare i voti della paura, sono razzisti, ma diventano umani (quasi tutti) quando guardano in faccia l'altro. (Sicuramente questo non è accaduto ai poliziotti della Diaz e soprattutto ai loro superiori che li hanno mandati all'assalto ebbri di rancore e di paura per i fatti della mattina). 
Tornando a noi non lo sanno sicuramente i politici che immaginano di trovare la soluzione requisendo caserme: immaginano cosa succederebbe tra 400 giovani uomini e donne, ammucchiati senza distinzione di nazionalità e di religione, imprigionati  per più di un anno nell'attesa di una commissione che dovrà decidere se farne dei rifugiati di primo, secondo o terzo tipo o dei clandestini, in tutti i casi senza alcun supporto per la sopravvivenza successiva alla "generosa" accoglienza (almeno quando non ci si mette di mezzo la cooperativa "giusta")?
Lo sanno i signori dell'Europa che dicono di non avere i mezzi? lo sanno i nostrani politici decisionisti, che non riescono a farsi ascoltare al di là del Brennero e tollerano che poliziotti austriaci e tedeschi violino apertamente Schengen presentandosi regolarmente sui treni italiani prima che passino il confine e facendo scendere chi non ha i documenti?
Lo sa quel poveretto che siede in parlamento per caso e  si lamenta di essere stato "azzittito" (sic!) dalla presidente Boldrini mentre si approvava l'istituzione della giornata della memoria e dell'accoglienza
Lo sanno a Londra quando pubblicano l'oscena vignetta dell'italico stivale che a loro parere deve dare un calcio al barcone in arrivo?
Nessuno lo sa e tutti si sentono in diritto di parlare: provino a scambiarsi le parti magari solo per un giorno.  

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