martedì 17 novembre 2015

Una storia tutta italiana

L'antica città di Timbuctù


Lorsque tu ne sais pas où tu va, n’ oublie pas d'où tu vien

(Proverbio maliano)

Com'è noto ai profughi dal Mali, il paese più povero del mondo, viene negato lo status di rifugiati, nonostante la presenza dei guerriglieri jiadisti nel nord del paese e i continui attentati nella capitale Bamako, che inducono la Farnesina a sconsigliare agli italiani qualsiasi tipo di viaggio.
Ho seguito un gruppo di loro durante i miei corsi di italiano; con qualcuno sono restato in contatto, colpito dalla bontà d'animo e dall'ingenua volontà di costruirsi un avvenire, negato loro in patria, per aiutare a sopravvivere i familiari rimasti in Africa.
Tra loro D. S. un ragazzo molto strano, antipatico e scontroso, a detta dei suoi connazionali disadattato anche per gli standard africani,  molto ammalato e bisognoso di cure mediche continue. 
Nel gruppo dei maliani però D. é stato il più fortunato:  gli è stato negato lo status di rifugiato, ma, in forza del suo stato fisico e mentale, gli è stata accordata la "protezione umanitaria". Nessuna necessità, quindi, di presentare ricorso al TAR e di restare come gli altri in un limbo indefinito ancora per mesi o anni. E' libero di andare dove vuole e di iniziare una nuova vita...
Oggi alle dieci, D. deve lasciare forzatamente la residenza presso la cooperativa che lo ha accolto e seguito per più di un anno, e, date le condizioni che hanno fatto di lui un privilegiato rispetto agli altri maliani, non è in grado di provvedere a se stesso e di curarsi. Lo attende la strada. Un enorme spreco dei fondi ricevuti dall'Europa per l'accoglienza, senza alcuna strategia per il dopo (rimpatrio forzato, accompagnato, volontario, inserimento, assistenza o altro) tutto a carico del nostro paese.

PS. D. non avrà diritto neppure all'assistenza dei  servizi sociali perchè Padova non concede la residenza neppure in presenza di un regolare permesso di soggiorno. 

     

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