sabato 10 giugno 2017

Controcorrente: l'inciucellum


I fatti separati dalle opinioni







Le opinioni sono riportate in rosso: si sconsiglia la lettura alle persone affette da  eritofobia e catagelofobia. Come estrema forma di precauzione si sconsiglia la lettura anche agli affetti da eleuterofobia, vacunofobia, papirofobia, melanofobia, decidofobia ed  elenologofobia.    

A distanza di sei mesi dalla bocciatura referendaria dell'Italicum e dopo l'ennesima sollecitazione del presidente della Repubblica i quattro maggiori partiti attualmente rappresentati in parlamento si accordano per  scrivere insieme una nuova legge elettorale.

Quattro rais extraparlamentari decidono finalmente di convergere su una legge elettorale: non li anima nessuna idealità nè lealtà alla democrazia, ma un banale calcolo di potere, se non una pericolosa tendenza all'azzardo sulle rovine del sistema Italia.

Dopo mesi di giri a vuoto in commissione Affari Costituzionali, i quattro partiti approdano ad un accordo che riprende alcuni elementi della legge elettorale tedesca: in sintesi si tratta di un proporzionale con soglia di sbarramento al 5%. Al maxi emendamento Fiano in commissione vengono apportate alcune modifiche, come la riduzione dei collegi uninominali. Restano aperte alcune questioni marginali, come l'estensione del sistema anche all'alto Adige, ma soprattutto la questione del listini bloccati, delle preferenze e del voto disgiunto. Questi due ultimi elementi caratterizzano il vero sistema tedesco, oltre al fatto che in Germania la parte uninominale è veramente maggioritaria. Qui l'interpretazione del Fatto Quotidiano e qui quella di Repubblica 

Nel frattempo il M5S sottopone al voto degli iscritti l'accordo sottoscritto in commissione. 
Il quesito finale del quesito sottoposto agli iscritti M5S sulla "piattaforma" Rousseau (qui un'interpretazione molto "di parte" che svela un sottobosco di interessi difficili da digerire da parte dei fedeli) 
"Siete favorevoli all'approvazione di un sistema elettorale di impianto tedesco che sia rispettoso della Costituzione, eventualmente con l'introduzione di correttivi di governabilità costituzionalmente legittimi?"

Il non dichiarato è che dietro a questo frettoloso accordo al ribasso, che dimentica contemporaneamente la questione della governabilità e quella della rappresentanza (con
l'asticella al 5%) si nasconde la concorde volontà di andare subito al voto. Ognuno dei quattro rais ha le sue motivazioni: chi per consolidare la vittoria interna alle primarie e togliere spazio al residuo dissenso interno e ai fuorusciti, che con tutta evidenza non riuscirebbero nell'immediato a saldarsi con altri spezzoni di sinistra,   chi per dimostrare di esistere ancora, chi per farsi strada a destra, chi per assistere cinicamente all'inevitabile accordo Renzi-Berlusconi e lucrare dall'esterno sul triste spettacolo.  

Il sette giugno il testo concordato in commissione a stragrande maggioranza giunge in aula e viene sottoposto ai primi voti di costituzionalità. Si palesano immediatamente i primi franchi tiratori, che al riparo del voto segreto si oppongono al testo concordato ufficialmente. 
Il giorno successivo scoppia la bomba in aula: su un emendamento Biancofiore (FI)/Fraccaro (M5S) tendente ad estendere  la nuova legge elettorale anche al Trentino-Alto Adige, quella che avrebbe dovuto essere una maggioranza amplissima e blindata si sfalda.  L'emendamento, con parere negativo del relatore, viene approvato.
Ma si aggiunge un altro dettaglio inquietante: l'esito della votazione che avrebbe dovuto essere a scrutinio segreto, per errore  viene invece mostrato dal tabellone per qualche minuto. Nella foto di apertura, scattata da Fiano, si vedono in verde i voti favorevoli e in rosso i contrari.
E' evidente che hanno votato a favore i settori di sinistra, contro il settore del PD con qualche puntino verde ma soprattutto con molti banchi vuoti.  Qualche voto a favore nell'area Forza Italia Lega, con molti posti vuoti,  molti voti a favore nell'area cinque stelle, ma non proprio tutti.  Si scatena la bagarre in aula con reciproche accuse di infedeltà, incoerenza, volontà di far cadere tutto, doppiogiochismo.

Come i ragazzini, uno spettacolo veramente penoso. Ero in auto e ascoltavo radio radicale in diretta: nessun tratto di verità, di sincerità, solo recite studiate e preparate a tavolino da ogni parte. Quasi quasi Brunetta faceva la parte del grande statista...
Così tutti contenti alla fine. Chi correttamente perchè la legge che si profilava sarebbe stato un porcellum al cubo, chi invece per  non dichiarati interessi di bottega. Ecco quali.
  •  Innanzitutto quelli che al 5% non ci sarebbero arrivati neppure stando in carica tutta la notte..
  •  Renzi che nel frattempo ha visto i sondaggi di Ilvo Diamanti e ha capito che non ce l'avrebbe fatta neanche con Berlusconi. L'incidente, prevedibile anche da un ragazzino di prima elementare, inoltre gli permette di strillare contro i grillini sui nuovi media del PD. 
  • I pentastellati che così vedono sanata una loro intrinseca contraddizione: portare avanti una legge per votare subito ma con almeno due riserve mentali, sulle preferenze e sul voto disgiunto, riserve forse furbescamente non dichiarate agli altri contraenti del patto scellerato. L'incidente, inoltre, dà anche a loro la possibilità di assegnare la responsabilità ai piddini strappandosi le vesti. Resta da spiegare perchè, nonostante le urla di Toninelli che dichiara che tutti sapevano che il mo' vi mento avrebbe votato le proprie irrinunciabili questioni di principio, tra i banchi pentastellati il tabellone mostra molti punti rossi. Sorvolo sulle beghe interne al mo' vi mento, allo scontro tra falchi e colombe, tra Di Maio e Di Battista, tanto ormai chi non soffre di nessuna delle fobie elencate in premessa, ha capito come funziona la ditta.
  • Bersani che avrebbe dovuto raccogliere al mare le firme per presentarsi alle elezioni previste a settembre. 
  • Soddisfatto infine il gruppo trasversale di chi vuole prolungare il proprio mandato non avendo alcuna certezza di essere ricandidato dai capi o dalla rete. 








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