venerdì 3 marzo 2017

Controcorrente: Cronache padovane

L'originale (bit)
La copia, Giordani Sergio (sic)


Lorenzoni, l'outsider
Cronache per visitatori 
foresti..
Domani il candidato 5s

Dedicato ai visitatori "foresti", che non sanno bene dove si collochi attualmente la linea della palma, che tutto conoscono dell'avatar romano della ditta Casaleggio, qualcosina hanno orecchiato degli inciuci milanesi con la microsoft, del populismo napoletano e palermitano;  a loro poco e niente  è giunto da  Torino, assolutamente nulla da Padova e dalla sua bella provincia sfregiata (metaforicamente, o.c.) dal leghismo.



In uno dei tanti paesini anonimi della padania distesi lungo una strada di grande traffico, chiusi da una parte e dall'altra da centri commerciali e rotonde, si è aperto qualche mese fa un laboratorio politico sperimentale che ha precorso le tendenze della vicina città e forse anche quelle nazionali. Una sperimentazione che contribuirà ad allontanare dalle urne non solo l'elettorato tradizionalmente di sinistra ma che forse disgusterà anche quello "generico". 
Il  "patto del caminetto", proposto al  riparo da occhi ma non da orecchie indiscrete e spacciato per realismo politico, è stato stretto, come dicono i ben informati, tra una residua pattuglia di "vecchi" del PD con un meno vecchio rampante, ambizioso e scalpitante rampollo della nuova destra, sinora acquiescente portavoce del leghismo alla guida del paesino. Naturalmente questa manovra improvvida, se dovesse veramente realizzarsi,   lascerà col cerino in mano anche chi in consiglio comunale si è speso ed ha lavorato sodo dai banchi dell'opposizione, per ritrovarsi poi come proprio candidato chi fino a poco tempo prima aveva combattuto. 
Ma se vi dico che uno schema simile, mutatis mutandis, cambiati lo spessore e la potenza economica dei protagonisti si è ripetuto qualche giorno fa anche nella Padova dei gran dottori, ci potreste credere?
Entrando un po' più nei dettagli, ma sempre sintetizzando (mi scusino i conoscitori locali, che per necessità di cose sono più addentro alle cose): il sindaco leghista, il campagnolo Bitonci (campagnolo ovviamente per i gran dottori padovani, abitando egli a Cittadella), ormai inviso anche ai suoi per l'invincibile tracotanza e per la sua sostanziale inconcludenza, viene fatto decadere per mano notarile. Nell'autunno scorso, infatti, tutti i gruppi di opposizione (pentastellati inclusi), accompagnati da alcuni transfughi della maggioranza si recano nottetempo dal notaio per dimettersi in massa. Operazione assolutamente democratica (era già stata sperimentata a Roma contro Marino, con gli esiti che sappiamo!), per arginare alla svelta l'ormai impresentabile sindaco. Ma a distanza di alcuni mesi l'operazione, capitanata dal PD locale, svela alcuni inquietanti retroscena. Per il PD c'è il problema di trovare per le prossime elezioni un candidato del centrosinistra, finalmente presentabile dopo la comparsata della Moretti in regione, e possibilmente   con buone chances di vittoria. Tutti si attendono delle primarie partecipate, infuocate, stante anche la diatriba interna al PD tra le sue diverse anime. Ebbene no! si scopre che il candidato c'è già: tale Giordani Sergio, ex patron del Padova calcio, attualmente presidente dimissionario dell'Interporto, ex presidente della società che  gestisce tra l'altro la catena NON SOLO SPORT ecc.ecc. Qui il resto del mirabolante curriculum  
Che c'è di male ad essere ricco e con le mani ben in pasta negli affari della città? casomai un ottimo viatico per agire in fretta e con competenza! oltre naturalmente ad ingraziarsi importanti settori della vita cittadina, tradizionalmente attirati dall'altra parte. Ma c'è un "però". Giordani è già dall'altra parte: per sua stessa ammissione si dichiara di destra e in più si porta dietro i transfughi dell'amministrazione Bitonci, proprio quelli che assieme al PD hanno dimissionato il "campagnolo", dopo averlo assecondato nelle sue ossessioni securitarie. Quando si viene a sapere che l'imbarazzatissimo segretario cittadino del PD rifiuta le primarie di coalizione il cerchio si chiude: la polpetta avvelenata (per gli elettori di centro sinistra, s'intende) era già stata confezionata a tavolino o nelle segrete stanze della Padova che conta (ex sindaci inclusi).
Nel frattempo la base di sinistra, dell'associazionismo e dei reduci da un precedente tentativo "civico",   inclusi molti militanti PD delusi dalla politica del proprio partito, ha aderito ad un rassemblement in grado di raccogliere in pochi giorni circa ottocento cittadini desiderosi di risollevare la città dal baratro medievalista. "Coalizione civica", questo il suo nome, aveva anche prodotto tre nomi illustri tra cui scegliere per affrontare, in eventuali primarie di coalizione indette dal PD, il candidato ufficiale del partito.  La coalizione con  primarie interne partecipatissime promuove a proprio candidato ufficiale Arturo Lorenzoni, docente universitario, ingegnere ambientalista, attivo nello sport e nel sociale, ponendo come unica clausola al PD che si discuta di programma e che  non si precostituiscano alleanze con i vecchi sostenitori del bit(onci). Ma come già detto, niente da fare. I patti sono patti e i giovani leoni locali del PD sono realisti e soprattutto uomini d'onore: aventi tutta con la destra. Gli effetti sulla base del partito sono devastanti: alcuni si trovano di qua altri di là, indipendentemente dagli schieramenti nazionali.   Così si andrà alle elezioni e i padovani dovranno scegliere tra l'originale (Bitonci), l'imitazione (Giordani) e l'outsider (Lorenzoni) più ovviamente l'immancabile candidato del  M5S  e gli altri minori che rappresenteranno se stessi o poco più, ma comunque pronti a saltare da una parte o dall'altra per il ballottaggio. 

E' la politica, si dirà. No! è la fine della politica, è il trionfo dell'inciucio, è l'ascesa della linea della palma, è un grave colpo inferto ai giovani, al rinnovamento; è come ritirare la mano a chi, astenuto ormai per assuefazione, l'aspettava, invece, per essere tirato fuori dalla palude. E' un regalo all'antipolitica militante, una strizzatina d'occhio a chi va sostenendo a parole di non essere nè di destra nè di sinistra e a chi riesce ad aggregare prospettando soluzioni semplici (cioè parole d'ordine) a problemi complessi.
In chi conosce la storia d'Italia tutto questo induce un sottile brivido di paura. 

per approfondire:
L'ultima proposta del PD a Coalizione civica, cortesemente respinta al mittente con la reiterata richiesta di primarie democratiche e di approfondimenti del programma:
L’Assemblea dei firmatari di Coalizione Civica, riunita il 28/02/17,   preso atto degli esiti della interlocuzione con il Partito Democratico instaurata sulla base del mandato assembleare del 16 febbraio indirizza tutte le proprie energie nella campagna elettorale per la diffusione del  programma di CC e a sostegno del proprio candidato sindaco Arturo Lorenzoni;
ribadisce la propria vocazione aggregante ed unitaria delle forze democratiche e progressiste, e resta disponibile a svolgere delle primarie con i soggetti di centrosinistra che condividono i valori programmatici di CC e che dovessero comunicare tale disponibilità entro domenica 5 marzo; in tal caso le primarie possono svolgersi domenica 19 marzo, previo accordo su un regolamento agile da concordarsi rapidamente con quelle medesime forze.

Fasti e nefasti dei cinque stelle locali; domani il risultato delle "comunarie": 






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