domenica 19 novembre 2017

Controcorrente: una follia collettiva




L'uscita da scuola






Non è necessario essere un fine giurista per comprendere che la questione posta dalla cosiddetta "sentenza" della Corte di Cassazione n. 21593 del 2017 è una fake new.

Intanto non si tratta di una sentenza, ma di un'ordinanza che non entra nel merito del fatto luttuoso (la morte di uno studente investito fuori dalla scuola)  ma si occupa di una questione banalmente patrimoniale e cioè l'inammissibilità del ricorso del Ministero  avverso la condanna al risarcimento del danno cagionato dall'evento. In sede penale, infatti, il giudizio si era concluso – come avviene spesso in Italia – con l’assoluzione dell’insegnante dell’ultima ora e del dirigente scolastico per l’estinzione del reato a seguito dell’intervenuta prescrizione, pur avendo individuato un profilo di colpevolezza degli imputati. 

Incidentalmente una delle motivazioni dell'inammissibilità  del ricorso è la correttezza delle motivazioni dei giudici di secondo grado sulle circostanze dell'incidente:  erroneamente il Ministero aveva insistito sul fatto  che l'incidente mortale fosse avvenuto fuori dalla scuola dove la scuola non ha più l'obbligo di vigilanza. I giudici di merito, invece, avevano emesso la condanna sulla base del regolamento d'Istituto che, nel caso specifico, prevedeva la sorveglianza da parte della scuola sino all'affidamento al personale in servizio negli scuolabus.
Ecco lo stralcio dal testo originale:



Dunque nulla è stato innovato dall'ordinanza della Cassazione, né potrebbe essere altrimenti, in quanto in Italia le sentenze si basano sulle leggi esistenti e non viceversa. Se  prima dell'ordinanza si poteva lasciare uscire i ragazzi da soli, si può anche adesso, viceversa se non si può adesso..non si sarebbe potuto neanche prima.. 

Ma mentre la condizione di analfabeta funzionale è tollerabile sul web dove qualsiasi cretino, stando alla definizione di U. Eco, ha la parola, è certamente  inammissibile in un dirigente scolastico e tanto meno in un ministro responsabile dell'istruzione. 
Che il ministro pensi a fare il ministro e non ad andare a prendere i nipotini a scuola..e a citare "leggi" che non ci sono o a ipotizzare soluzioni da inserire surrettiziamante nella legge Finanziaria.

Sul versante dirigenti forse non si tratta di analfabetismo, ma solo di paranoia o di mancanza di logica o di incapacità di assumersi quelle  responsabilità connesse alla funzione, guardando ad un'ottica leggermente più ampia della propria sicurezza personale (per altro tutelabile con un'accurata analisi della situazione reale e..di una buona assicurazione).
Mi sono chiesto cosa avrei fatto io, se un tale cancan fosse sorto ai miei tempi. Sicuramente avrei applicato, con la doverosa prudenza (cioè dopo un'analisi realistica della situazione concreta dei luoghi) il principio della "disobbedienza civile", lasciando tutto come prima. 

Lo stesso principio l'ho applicato ai tempi del "portfolio" di morattiana memoria; qualcuno se ne ricorda ancora? certamente no, perché era un'idea peregrina, uno spreco di tempo e di carta che si poteva ben prevedere non sarebbe servito a nulla. 

Nel caso dell'uscita da scuola dei baffuti adolescenti accompagnati, un comportamento alternativo, ma da ascrivere comunque al filone della disobbedienza civile, avrebbe potuto essere quello di far scoppiare le contraddizioni. Seguitemi. Se si ritiene che un minore di 14 anni sia abbandonato se non passato come un pacco da un sorvegliante all'altro (a tutto discapito dello sviluppo della sua autostima e della sua capacità di autoregolazione), perché accettare, all'inizio delle lezioni, minori che arrivano da soli, senza genitori, né nonne ministre, avallando la scorrettezza del comportamento parentale in odore di abbandono? Quindi sarebbe stato logico pretendere una dichiarazione di assunzione di responsabilità da parte dei genitori o, poiché i soloni della legislazione scolastica ci dicono che nessuna liberatoria ha valore effettivo, pretendere che i pargoletti giungessero a scuola di fatto accompagnati, minacciando la denuncia per abbandono di incapace (ovviamente in una comunicazione ironica).  Ci sarebbe stato da divertirsi.

Intanto mi sorge ancora un dubbio: i dirigenti delle scuole superiori verificano che gli studenti del primo anno minori di 14 anni siano prelevati? e quelli delle medie accettano che il ripetente di terza vada via da solo? e se sì, non si pongono il problema dell'evidente, diseducativa e discriminante disparità di trattamento?   

E per concludere, versante genitori: silenzio assordante e acquiescenza supina, ma se il pargoletto viene guardato storto da un insegnante, sono dolori, per quest'ultimo..


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