lunedì 23 novembre 2015

ETRA a Mestrino



I nuovi bidoni. Mozione di ViviMestrino







Ogni gruppo umano costretto a dei cambiamenti, grandi o piccoli, delle proprie abitudini,  oppone resistenza. E' una costante a cui nessuno sfugge, nel bene e nel male. Ma sull'asporto rifiuti diciamola tutta: i mestrinesi  sono un po' abituati male. Riciclano, ma non troppo, come si vede dalla tabella che segue. Abituati al comodo porta a porta e non tutti dotati di spazi abitativi che permettono l'accumulo, vedono le novità di queste settimane con profonda irritazione, con qualche viscosità abitudinaria ma anche con molte ragioni concrete. 
Sicuramente le seguenti sono tutte ragioni concrete e plausibili, che vanno accolte:
  1. L’impossibilità per i condomini di reperire spazi adeguati alla collocazione dei nuovi bidoni.
  2. L’impossibilità per gli abitanti di piccoli appartamenti di accumulare rifiuti umidi per il tempo richiesto.
  3. Il probabile aggravio dei costi, a fronte di una riduzione del servizio, per coloro che avessero necessità di più frequenti svuotamenti.
Il nuovo meccanismo escogitato non premia i più virtuosi, ma penalizza i tanti che per svariati motivi producono più residuo secco o sono costretti a smaltirlo più frequentemente (famiglie con bimbi piccoli, anziani, residenti in abitazioni piccole che non possono accumulare, residenti in condominio). Ciliegina sulla torta: la riduzione dei turni di ritiro dell’umido.
Di queste ragioni il gruppo di ViviMestrino si è fatto interprete, presentando una mozione, che pubblicheremo  domani e che impegna l'amministrazione a ricontrattare con ETRA le nuove modalità, mostrando, questa volta si per una buona causa, la fermezza sprecata quest'estate nell'aderire alla fronda del sindaco padovano contro gli immigrati
Ma se qualcuno vuole capire quello che sta succedendo a Mestrino sull'asporto rifiuti, e il perchè gli amministratori non sono intervenuti attivamente nelle assemblee pubbliche, deve riflettere su una sequenza di date e di fatti.
 31 luglio 2014: la giunta, col voto contrario delle opposizioni, approva l’affidamento della raccolta dei rifiuti sino al 2033 a ETRA in house providing (cioè senza gara). 26 giugno 2015: rinvio dell’approvazione della convenzione per la costituzione del Bacino “Brenta per i rifiuti” previsto da una legge regionale.  Novembre 2015: assemblee per i rifiuti (tranne che ad Arlesega!): tecnici ETRA lasciati in pasto ai cittadini infuriati dagli amministratori locali, presenti ma silenziosi. Cosa è successo tra la prima e l’ultima data? Il cambio di guardia al vertice ETRA: da Svegliado, area centro-destra a Levorato, area centro-sinistra. A pensar male si fa peccato...ma spesso ci si azzecca... 


I comuni ricicloni (fonte Legambiente)

COMUNE DI MESTRINO (PD)


AnnoCategoriaPosizioneAbitantiIndice% RDPC RU
2015
Assoluta
Comuni sopra i 10.000 abitanti Veneto
762
50
11.44357.1872.321.01
2014
Assoluta
Comuni sopra i 10.000 abitanti Veneto
676
52
11.37556.6672.290.96
2013
Assoluta
Comuni sopra 10.000 abitanti Area Nord
655
88
11.30357.1873.020.97
2012
Assoluta
Comuni sopra 10.000 abitanti Area Nord
923
129
11.17248.3869.710.96
2011
Assoluta
Comuni sopra 10.000 abitanti Area Nord
446
76
10.98665.9371.001.01
2010
Assoluta
Comuni sopra 10.000 abitanti Area Nord
624
98
10.80467.6269.391.03

domenica 22 novembre 2015

Controcorrente: l'unico antidoto è il laicismo.





Esiste un Islam moderato? 










Le sacre scritture, di qualsiasi genere, sono notoriamente riferite all'epoca in cui qualcuno si è preso l'onere di scriverle. Di certo vanno contestualizzate. Chi è venuto dopo le ha spesso interpretate come la diretta emanazione della parola di una qualche divinità, diversamente nominata, adattandole alla propria epoca e soprattutto alle proprie esigenze.
 Al loro interno si può trovare di tutto; in genere si tratta di concetti (o verità) espressi in modo ambiguo e altisonante e gli "interpreti"  possono ampiamente spaziare per trovarvi tutto quello che vogliono, tutto e il contrario di tutto.
Prendiamo i due esempi seguenti, il primo tratto dalla Bibbia e il secondo dal Corano, una Sura che tanto viene citata in questi giorni dai musulmani moderati. In entrambi i casi si tratta di  parole che, se date in mano a degli esaltati, guidati da qualcuno che ambisce al potere, al dominio e alla ricchezza, piuttosto che alla benevolenza  di Dio, Allah o Jahvè, possono alimentare e giustificare qualsiasi tipo di violenza. 
Ma senza giungere al parossismo degli integralismi, restando a casa nostra, terra di cristiani per definizione "moderati", ma sede di un ingombrante stato straniero che parla a tutto il mondo, c'è ancora qualcuno che vorrebbe vietare agli altri quello che la sua religione (o talvolta la sua interpretazione della religione) vieta a lui stesso e vorrebbe prescrivere come bene assoluto per tutti quello che la sua religione considera bene assoluto. 
L'unico antidoto all'integralismo, di ogni genere, di ogni livello e di ogni pericolosità, non è la moderazione: è la laicità, che assegna la religione alla sfera privata.
Certamente vedere migliaia di musulmani di tutte le nazionalità scendere in piazza per gridare "not in my name" è confortante; un'iniziativa doverosa, che apre sicuramente a una più serena convivenza e attenua il clamore del fascio-leghismo strisciante.

Ma non basta, così come non basta un papa buono, benevolo, aperto, comprensivo e sorridente per sperare in un futuro dell'umanità affrancato finalmente dai dogmi di ogni tipo e in un futuro dell'Italia, senza i condizionamenti d'oltre Tevere.

La sacra Bibbia: Salmi 20
9 La tua mano raggiungerà ogni tuo nemico, la tua destra raggiungerà chiunque ti odia.
10 Ne farai una fornace ardente, nel giorno in cui ti mostrerai: il Signore li consumerà nella sua ira, li divorerà il fuoco.
11 Sterminerai dalla terra la loro prole, la loro stirpe di mezzo agli uomini.
12 Perché hanno ordito contro di te il male, hanno tramato insidie, non avranno successo.
13 Hai fatto loro voltare le spalle, contro di essi punterai il tuo arco.


Il sacro Corano. 5:32,33
32 Per questo abbiamo prescritto ai Figli di Israele che chiunque uccida un uomo che non abbia ucciso a sua volta o che non abbia sparso la corruzione sulla terra, sarà come se avesse ucciso l'umanità intera. E chi ne abbia salvato uno, sarà come se avesse salvato tutta l'umanità.
I Nostri messaggeri sono venuti a loro con le prove! Eppure molti di loro commisero eccessi sulla terra.
33 La ricompensa di coloro che fanno la guerra ad Allah e al Suo Messaggero e che seminano la corruzione sulla terra è che siano uccisi o crocifissi, che siano loro tagliate la mano e la gamba da lati opposti o che siano esiliati sulla terra: ecco l'ignominia che li toccherà in questa vita; nell'altra vita avranno castigo immenso.

martedì 17 novembre 2015

Una storia tutta italiana

L'antica città di Timbuctù


Lorsque tu ne sais pas où tu va, n’ oublie pas d'où tu vien

(Proverbio maliano)

Com'è noto ai profughi dal Mali, il paese più povero del mondo, viene negato lo status di rifugiati, nonostante la presenza dei guerriglieri jiadisti nel nord del paese e i continui attentati nella capitale Bamako, che inducono la Farnesina a sconsigliare agli italiani qualsiasi tipo di viaggio.
Ho seguito un gruppo di loro durante i miei corsi di italiano; con qualcuno sono restato in contatto, colpito dalla bontà d'animo e dall'ingenua volontà di costruirsi un avvenire, negato loro in patria, per aiutare a sopravvivere i familiari rimasti in Africa.
Tra loro D. S. un ragazzo molto strano, antipatico e scontroso, a detta dei suoi connazionali disadattato anche per gli standard africani,  molto ammalato e bisognoso di cure mediche continue. 
Nel gruppo dei maliani però D. é stato il più fortunato:  gli è stato negato lo status di rifugiato, ma, in forza del suo stato fisico e mentale, gli è stata accordata la "protezione umanitaria". Nessuna necessità, quindi, di presentare ricorso al TAR e di restare come gli altri in un limbo indefinito ancora per mesi o anni. E' libero di andare dove vuole e di iniziare una nuova vita...
Oggi alle dieci, D. deve lasciare forzatamente la residenza presso la cooperativa che lo ha accolto e seguito per più di un anno, e, date le condizioni che hanno fatto di lui un privilegiato rispetto agli altri maliani, non è in grado di provvedere a se stesso e di curarsi. Lo attende la strada. Un enorme spreco dei fondi ricevuti dall'Europa per l'accoglienza, senza alcuna strategia per il dopo (rimpatrio forzato, accompagnato, volontario, inserimento, assistenza o altro) tutto a carico del nostro paese.

PS. D. non avrà diritto neppure all'assistenza dei  servizi sociali perchè Padova non concede la residenza neppure in presenza di un regolare permesso di soggiorno. 

     

domenica 15 novembre 2015

Terrorismo, non guerra

Iscrizione funebre, in arabo, latino, greco ed ebraico
conservata al Castello della Zisa di Palermo



Le risposte sane alla paura








Scorrendo quella sentina delle emozioni collettive e delle pulsioni indicibili che è FB, ho trovato una decine di righe che esprimono sinteticamente e semplicemente quello che dovrebbe essere il sentimento comune, la reazione sana ai fatti di Parigi. Eccole: 

Andrea Canton. 13 novembre ore 23.05

 Un'altra vagonata di morti.
Guai a chi si azzarda a usare questo sangue per alimentare gli odi. E' esattamente ciò che vogliono quelle bestie. Cercano la complicità di chi odia.
Domani, per protesta, vado a visitare una Moschea, dialogo in pace con un Imam e mi mangio un kebab gigantesco alla faccia di questi schifosi bastardi.
No, non mi farete odiare.

Scritto a caldo, pochi minuti dopo l'arrivo delle prime notizie da Parigi,  questo post coglie immediatamente gli obiettivi del terrorismo e si arma, metaforicamente, degli opportuni anticorpi, distruggendo in anticipo e con poche parole tutti i luoghi comuni che di li a poco si scateneranno sulla rete e sulla carta stampata.


Ben altri sentimenti rispetto a quelli espressi dagli sciacalli che collegano subito terrorismo con rifugiati e che titolano "Bastardi islamici"  o "islam assassino", facendosi strumento inconsapevole (?) degli stessi terroristi, che qualche giorno prima avevano ucciso centinaia di musulmani in preghiera. 


Neppure la Le Pen arriva a tanto, cosa  nota già dai giorni successivi alla strage di Charlie Ebdo. Ma, si sa, i pagliacci imitatori non hanno senso della misura, né dello Stato.

Inutile nascondere che lo sgomento provocato dall'attentato ha generato  molti  sentimenti contrastanti: "la guerra alimenta gli odi", "siamo in guerra e dobbiamo difenderci", "dobbiamo bombardare l'Isis", "teniamoci fuori il più possibile", "non possiamo essere vigliacchi", "l'Isis è stata armata dall'occidente", "sono i nuovi nazisti" ecc

Con le relative contraddizioni e approssimazioni, tutto per il momento è legittimo, perchè lo shock, la consapevolezza di non potersi tirare fuori, la concretezza e immanenza del pericolo giustifica ogni reazione emotiva.


Tutto accettabile e da accogliere, poi arriverà il momento delle scelte e degli schieramenti. Anch'io sono disorientato, non ho vergogna ad ammetterlo. So soltanto che dieci pazzi che sparano alla cieca sui civili, non sono una guerra, ma "semplicemente" terrorismo, che come tutti i terrorismi colpisce i simboli, a gennaio la libertà di stampa, ieri il modo di vivere e di divertirsi dell'occidente. Domani i simboli religiosi? Pensaci papa Francesco.. 

Per un approccio razionale all'intera questione  leggi qui

giovedì 12 novembre 2015

Lim in tutte le aule a Mestrino


Un consistente spreco di denaro pubblico?


Si e anche no. Non affronterò, in questo articolo, i nodi politici della questione (la ricaduta pubblicitaria su un'amministrazione in crisi di credibilità democratica, la provenienza delle somme stanziate, l'assenza di progettualità, le errate valutazioni sulle reali priorità della scuola ecc), ma mi limiterò agli aspetti didattici, organizzativi e innovativi dell'operazione.

Gli aspetti discutibili dell'operazione, fatte sempre salve le possibili critiche a cui accennavo sopra, si possono così riassumere:

  • In quale contesto, didattico, culturale e professionale, si vanno a collocare le nuove istallazioni? 
  • E' stato previsto dalla scuola (con quali risorse?) o dal comune un percorso di formazione che vada al di là delle istruzioni tecniche altrimenti reperibili su un manuale d'uso?
  • La disseminazione a pioggia della "novità" in tutte le aule, dove presumibilmente per lunghi periodi di tempo non saranno utilizzate, giustifica la consistenza dei fondi destinati?
Per quanto riguarda gli aspetti positivi, ce n'è moltissimi, ma purtroppo sempre sub condicione. Vediamo quali.
Personalmente sono stato sempre fautore dell'innovazione tecnologica  e in particolare di quella informatica sin dalla sua nascita. Ma qualche ricordo da quelli molto datati a quelli più recenti può servire a fare luce sulla realtà della scuola.
Del lontanissimo 1987, in una scuola per altro aperta a moderne metodologie didattiche, ricordo un estenuante Collegio docenti per decidere se acquistare o meno il primo computer: l'Apple 2C, un gioiellino, per allora, portatile e capace di collegarsi a un qualsiasi schermo televisivo, con dentro la suite Apple-works, videoscrittura, data base e foglio di calcolo integrati! L'ebbi vinta solo a tarda sera!
Le resistenze, nel tempo non sono mutate, ripresentandosi ad ogni minima innovazione: difficilissimo eliminare la comunicazione cartacea e ricorrere solo a quella elettronica (legioni di mariti e fidanzati sono stati mobilitati all'inizio per "decrittare" le misteriose volontà della dirigenza..) E per ultima la battaglia campale sul registro elettronico. Sempre battaglie di retroguardia, mentre il mondo andava avanti alla velocità della luce.
Quindi, in quale terreno cade la lim? Escludiamo prima di tutto la tara costituita dagli ipertecnologici, che ritengono che il progresso stia nel "mezzo" e non in come lo si usa,  e la tara dei tradizionalisti ad oltranza che ritengono superflui i mezzi, soffermandosi su "fini" che, in questi tempi così velocemente in cambiamento, non raggiungeranno mai...
Restano gli altri, i volenterosi, quelli che si aggiornano, quelli che le tentano tutte, pur avendo presente che la tecnologia e quindi anche la LIM è un mezzo e non un fine e che gli alunni, anzi, devono essere difesi da un eccesso di tecnologia, senza che questa venga demonizzata.
Bene, se non si vuole che i soldi siano veramente buttati, è su questi che bisogna agire, per evitare che la LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) perda la "I" dell'interattività e si trasformi semplicemente in lavagna multimediale, perchè altrimenti si poteva fare lo stesso con PC e video proiettore, se non addirittura con lavagna a fogli mobili o episcopio (qualcuno lo ricorda?).
Il senso di quello che voglio sostenere lo semplifica benissimo l'ingenua scritta, trovata su una LIM di una scuola primaria: Lavagna Inventa Magie.
Si proprio così, il mezzo più tecnologico per il momento in circolazione, si può trasformare in magia, in uno stimolo continuo della creatività, in una scoperta continua di sempre nuove connessioni logiche ed emotive e soprattutto in un potente veicolo del Cooperative Learning, a suo volta lo strumento didattico più innovativo per l'integrazione di tutti i bisogni educativi. Non lo trascurino gli amanti del bel tempo antico nè gli iperconnessi privi di senso critico e del ridicolo.. 

lunedì 9 novembre 2015

Controcorrente. Il nuovo centro destra





Un nuovo centro 
(destra), civile e moderno








Ho sempre pensato che all'Italia mancasse una destra civile come esiste in altri paesi europei: conservatrice in economia, ma nello stesso tempo moderna nel campo dei diritti civili e delle libertà.  Non c'era durante il quarantennio democristiano, con un partito, la DC, nato da ideologie sociali aperte e progressiste,  presto diluite in un coacervo di equilibri di poteri e di interessi, che hanno portato l'intero sistema alla disastrosa estinzione. Nè, il quel periodo "aureo", si poteva parlare di destra moderna, se non per le minoritarie presenze di un Malagodi e di un La Malfa, fagocitati facilmente dall'onnivora balena bianca.
Fu poi la volta della "discesa in campo" dell'allora "non ancora puttaniere". Anche cervelli raffinati, molti "socialisti", si fecero sedurre dalla novità, rivelatasi ben presto solo finzione televisiva, e soprattutto dai posti di sottopotere all'ombra del leader, che a tutto pensava tranne che al bene pubblico.
La grande sinistra, che allora esisteva ancora, iniziò a perdere proprio in quel momento, cedendo ai compromessi e alle viltà, iniziando  a parlare lo stesso linguaggio di bassa lega. Ah, dimenticavo, ci fu anche quella, la liga, la padania, la lega, la canottiera, il fora el terùn, l'indipendenza, le ampolle celtiche, l'ignoranza e la volgarità, sdoganata e diventata presto sistema di potere, col contorno di intrallazzi, cerchi magici, furti, posti in consigli di amministrazione e nelle banche. La logica evoluzione è adesso il fascista Salvini, che sgomita per contendere il primato all'odiato gemello Matteo, nella corsa a chi la spara mediaticamente più grossa. 
Ma Matteo 2 è senza speranza: la destra vera adesso c'è, capace di interpretare i residui aneliti  di libertà sociali, ma anche i valori di pancia degli italiani, capace di liquidare, definitivamente, o almeno così crede, la sinistra ideologica e "retrograda" e di interpretare  il cambiamento, la modernità, "l'Europa", la mutazione dei costumi, la capacità imprenditoriale, il merito e la semplificazione (per adesso solo a parole). Ebbene sì, la nuova destra che aspettavo adesso c'è e si chiama P.D. prossimamente partito della nazione.
Sullo sfondo l'unica vera alternativa, per adesso, in un miserabile bipolarismo all'italiana: il movimento, nè di destra, nè di sinistra, pragmatico, populista in senso buono, una vera e propria macchina da guerra elettorale (ma si sa come andò a finire la prima gioiosa macchina da guerra..), che intercetta tutto e il contrario di tutto.
Così è sin troppo facile, in un momento di sfascio generale, di insoddisfazione e di stanchezza diffusa, di corruzione, di scandali un tanto al chilo. Ma quando si dovrà decidere, se malauguratamente si dovesse arrivare a decidere? Sorrido amaramente dentro di me al pensiero della palingenetica rivoluzione della rete. Quando la maggioranza si accorgerà dell'evidenza delle opzioni telecomandate, delle contraddizioni ideologiche acchiappa tutto e dell'insufficienza della sola buona volontà e onestà, è facile prevedere l'epilogo:  un ulteriore incremento dell'astensionismo, purtroppo, e una non più rimarginabile disillusione collettiva. 
Intanto "godiamoci" la nuova destra e osserviamo con interesse i gufi della SINISTRA del 7 novembre. Velleitari parolai? reduci rimbambiti e superati dalla modernità?  schegge impazzite alla ricerca di una ricollocazione? vecchietti astiosi verso il nuovo che avanza e li esclude? 
O sinceri democratici, ultimi resistenti, eredi di una tradizione che va rinnovata e non semplicemente trasferita ai libri di storia? 
Vedremo.  Si sa, per altro,  come ci ricorda Goethe, che "ogni cosa intelligente sta nella minoranza", tranne poi scoprire con Malraux che "in ogni minoranza intelligente si nasconde una maggioranza di imbecilli"... 

domenica 8 novembre 2015

Buona domenica con Telemann





La musica tra regole e deroghe







Invidio chi ha certezze, religiose, politiche, ideologiche. Io non ne ho, ma quando ascolto Bach, Telemann o Vivaldi entro in un mondo che si astrae dalle mille difficoltà e ambiguità quotidiane. Trovo pace nel susseguirsi atteso, ma non sempre prevedibile, delle note e dei ritmi, nella costruzione geometrica, nell'equilibrio tra regole e deroghe... 
Il video che segue è stato prodotto a Padova nella suggestiva cornice di Santa Caterina, protagonisti il maestro Carlos Gubert, l'orchestra Società Musicale e il coro Caterina Ensemble diretto da Dino Zambello. Il concerto si svolge praticamente sopra la tomba di Giuseppe Tartini, il compositore piranese, morto a Padova nel 1770.

Si ascolta il primo movimento della cantata: Das ist je gewißlich Wahr (Questa è la verità). Si tratta di un'opera sacra attribuita erroneamente a Bach e quindi catalogata inizialmente con il numero BWV 141. In realtà era stata composta intorno al 1720 da Georg Philipp Telemann per la terza domenica d'avvento.
L'organico previsto è di due oboi, due violini, viola e basso continuo più tre cantanti solisti (contralto, tenore e basso) e un coro a quattro voci. 






giovedì 5 novembre 2015

Padova accoglie




Una settimana di iniziative per abbattere i muri.




Mentre il sindaco tenta di diventare sempre più un uomo solo al comando, licenziando gli assessori che mostrano un minimo di apertura, di intelligenza e di autonomia, i cittadini si interrogano sulla fine che faranno i servizi, a partire dalla viabilità e dal trasporto pubblico. 
Contemporaneamente la Padova aperta e proiettata verso il mondo si organizza per abbattere i muri medievali creati dal neo signorotto di campagna e  si interroga, su diversi tavoli, sul tema dell'immigrazione. Si apre così una settimana di importanti iniziative. 
Articolo correlato: Il riscatto di Padova


SABATO 7

¬ ore 9-13. Convengo in Aula Magna dell’università: Le migrazioni oggi. Soggetti e scenari. Fra i relatori  Curi e Mosconi .

¬ ore 15 nella Sala degli Anziani in municipio: assemblea regionale con  presentazione  di varie esperienze locali di accoglienza.  

A seguire, dalle 16.30 alle 19.30 sfilata  degli Artisti di  Strada a favore dei rifugiati, dal Prato della Valle al Liston (vedi allegato). 




LUNEDI 9 

¬ ore 9.30-16.30.  Al Centro Congressi Papa Luciani in via  Forcellini  170/a - Convegno FIOM su Il ruolo del sindacato nei processi di integrazione degli immigrati. Intervento del Presidente della Camera Laura Boldrini.




MERCOLEDI 11

¬ ore 20.30. Sala Grande del Centro Universitario, via Zabarella 82:  Presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2015.  Si propone un programma  diverso  rispetto alla precedente edizione, con interventi brevi di persone che presenteranno esperienze concrete sull’immigrazione, lasciando spazio a interventi del pubblico.  Sono state invitate le autorità locali per un saluto (il vescovo,  impegnato fuori Padova, ha già comunicato il nome del suo delegato).

Il Dossier e altro materiale saranno in distribuzione gratuita fino a esaurimento delle  copie disponibili.



domenica 1 novembre 2015

Controcorrente. Io sto con Marino


Firma qui...

Marino dimissionato per via notarile
Fascisti e pentastellati in festa.









Grazie alla pervicace abitudine di schierarmi con i perdenti, con gli ingenui che credono ancora di poter cambiare il potere dall'interno, io sto con Marino.
Mi attraggono la sua aria costantemente fuori posto, il suo passato da scienziato, la creazione dell'ISMET, isola "americana" tra i cumuli di immondizia palermitana, il suo essere fuori e nello stesso tempo dentro alla cerchia che conta. Almeno sino a qualche giorno fa, quando ha detto fuori dai denti la verità su Renzi e sul "nuovo" PD. Questo nessuno glielo perdonerà mai, nè i destinatari della sua invettiva nè i dissidenti interni che non hanno ancora avuto uguale coraggio. 
Ma soprattutto sto con Marino perchè con la sua "ingenuità" deve aver toccato poteri forti e consociativismi tanto consolidati da far scomodare la blasonata "repubblica", scesa in campo contro di lui, attraverso la penna al vetriolo di Francesco Merlo.  Una tale violenza denigratoria è degna solo di Sallusti e del suo giornaletto. Non leggerò Repubblica per un bel pezzo. Peccato perchè al suo interno si trovano ancora cose interessanti e un certo pluralismo di idee. 
La vicenda Marino sulla stampa dimostra quanto forte sia ancora il quinto potere: con lievi distorsioni, neanche tante falsità, puoi fare apparire un uomo intelligente come un pirla da quattro soldi o quanto meno come un incapace di fronte ai grandi compiti di un sindaco di una grande città e bla bla bla. 
Un solo esempio: la domanda della giornalista sull'aereo del Papa.  "Marino dice di essere stato invitato da Sua Santità". Ovvia la risposta, anche se condita con una stizza inaudita: "Non l'ho mai invitato". Nessuno ha fatto notare che Marino non aveva sostenuto di essere stato invitato dal Papa... Ma l'invettiva di Francesco, ripetuta, mostrata milioni volte segna l'inizio della fine. 
Di contro, quasi nessuno, sulla stampa, si sta chiedendo, adesso, perchè a tutti i costi è stato evitato il dibattito pubblico in Consiglio? Già, perchè? Già fatto l'accordo con Marchini?

Sto con Marino, infine, perchè, come ci ricorda Goethe, "ogni cosa intelligente sta nella minoranza", tranne poi scoprire con Malraux che "in ogni minoranza intelligente si nasconde una maggioranza di imbecilli"... 



Tra gli illustri accoltellatori la moglie del ministro Franceschini:  in questo link tutti i volti

mercoledì 28 ottobre 2015

Controcorrente. Legittima difesa


Pistola o tapparelle blindate?







Dopo aver subito, qualche tempo fa,  un furto in casa, non sono corso a comprare un'arma: ho installato le tapparelle blindate. La spesa non è stata di molto superiore. Lo stesso hanno fatto altri amici, nelle vicinanze, che, in seguito ad un periodo di furti seriali, hanno fatto ricorso a sistemi di allarme più o meno sofisticati. 

Leggendo della notizia del pensionato che ha ucciso un ladro che si è trovato in casa (o che ha visto dalla finestra, vedremo le indagini) dopo essere stato vittima di altri furti precedenti, ho temuto ancora una volta di andare proprio dalla parte sbagliata. Timore che si è rafforzato, leggendo i commenti alla notizia sulla rete. Ma, si sa, la rete è la fogna della società, il gabinetto della scuola, lo sfogatoio di paure e violenze represse.
Tutti puri e duri, in rete, anche gli assenteisti di Sanremo, gli elettori degli intrallazzisti delle mazzette, i difensori della famiglia tradizionale con moglie, figli e amante, i tecnici calcistici della domenica che incitano i figli alla vendetta nei tornei amatoriali, i genitori che derubricano a "ragazzate" veri e propri reati dei loro figli a scuola. Provare per credere: basta visitare i profili facebook di certi personaggi e soprattutto i commenti. Sorge il dubbio che questi ultimi siano prodotti in serie da perfide macchine automatiche che vogliono produrre l'uomo nuovo italicus. 
E chi non si lascia andare all'emotiva volgarità e violenza dei commenti, spesso strizza l'occhio alle più clamorose bufale della rete (vaccini, autismo, scie chimiche, gomplotti ecc.ecc...). 
Quando si ferma il computer per una settimana, e tace la rete con le sue perfidie, i suoi trabocchetti, le sue bufale, le sue esagerazioni strillate, i suoi guru, le sue novità incalzanti e fuori dalla sostenibilità biologica, allora si può leggere un libro. Provare per credere: in una settimana è possibile, pur continuando a fare tutto il resto... 

Articolo correlato: Io sto con Stacchio   

lunedì 26 ottobre 2015

Buona settimana


Ermanno Signorelli e Ornella Serafini in concerto a Rubano






"Dove tutti urlano non c'è voce che basti per farsi sentire; nella valle silenziosa un usignolo è concerto." (E. M. Signorelli)

Venerdì 30 ottobre Ermanno Signorelli sarà in  concerto a Rubano. Conosciutissimo e apprezzato dal pubblico specialistico e dalla critica nazionale e  internazionale, Signorelli si presenta questa volta ad un pubblico nuovo, variegato, fatto di amanti del jazz e non solo. La sua musica, semplice, ma profonda e originale saprà sicuramente conquistare anche un pubblico diverso.
Per avere un'idea di cosa si andrà ad ascoltare venerdì ecco due esempi il primo tratto da un lavoro discografico del 2003, il secondo da una performance dal vivo al festival internazionale del jazz "Trieste love jazz" 2013.
E proprio a Trieste, durante l'edizione 2015 del festival, lo scorso luglio ha presentato, con Ornella Serafini, il progetto che venerdì andrà in scena a Rubano.
Con le poche note che seguono, semplici e profonde, un augurio di una settimana serena.






"3" dal Festival internazionale Trieste love jazz 2013

"Grande gioco di accenti e spostamenti ritmici poche note, andrebbe fatto ascoltare nei programmi didattici delle scuole di musica" (da un commento su youtube)

martedì 20 ottobre 2015

Parole di scuola: V come viaggio d'istruzione


     


Ovvero...la gita






B come
 bidelli 
C come complessi: Edipo e Narciso Telemaco



 O  come orario;  P come professore

come  presideP,  come primo giorno




"Viandante il sentiero si apre camminando"


Il viaggio come conquista, come premio, come impegno verso gli altri, come vittoria su se stessi, come reale apertura mentale, come ponte verso il futuro lavorativo e l'impegno sociale: solo se una proposta possedesse almeno tre o quattro di questi presupposti varrebbe ancora la pena per gli insegnanti di affrontare i carichi di lavoro pesanti e i rischi connessi.
Che la tradizione del viaggio d'istruzione, più comunemente denominato gita scolastica, sia andato incontro ad un crescente degrado negli ultimi anni, è sotto gli occhi di tutti.
I luttuosi e recenti fatti di cronaca  non sono che la punta di un iceberg, che ha reso drammaticamente evidente quello che molti già sapevano.
Il viaggio, o la gita, si è ridotto ad una mera occasione di "evasione", graduata alle caratteristiche dell'età dei partecipanti. E intendiamoci, non la sana allegria, la piccola trasgressione, la maggiore libertà e autonomia, l'extra goduto in assenza degli occhiuti genitori, la musica, il far tardi in giro per le città, il sano cameratismo con i compagni e con gli insegnanti vissuti, per l'occasione,  in modo diverso e più libero. No, proprio occasione di adolescenziale trasgressione e basta. Quindi si va dalle urla e dall'indisciplina nei musei delle elementari, ai pigiama party delle notti insonni delle medie, all'alcool e alla discoteca per le superiori.
Perchè questo degrado? di chi le colpe? in primo luogo degli insegnanti che si sono ostinati a riprodurre destinazioni e schemi  validi in passato e non più adesso; gli insegnanti che hanno abdicato alla sorveglianza notturna (ma se non sei in grado di stare 3 giorni sveglio, perchè organizzi?). I dirigenti che temono di escludere i personaggi più scalmanati per paura delle reazioni dei genitori. Questi ultimi, pronti a minimizzare le eventuali colpe dei figli, derubricandole d'ufficio ad innocue bravate.
E allora non si salva nulla? tutto da buttare via arrendendosi a questo apparentemente inesorabile declino? privare i ragazzi di un'esperienza che può restare unica e comunque da ricordare per tutta la vita?
Sicuramente no. Personalmente, ricomincerei dagli scambi di classi, dove l'onere della sorveglianza e della responsabilità è almeno un po' attenuato perché condiviso con le famiglie ospitanti. 
Altri rimedi forti, per elevare lo stato di sicurezza e la valenza culturale delle iniziative non possono che essere la selezione dei partecipanti e la scelta attenta delle mete. I ragazzi ormai girano quasi tutti (ma non dimentichiamoci di quel quasi che manca all'appello!) con le famiglie e da soli. Bisogna allora individuare mete e modalità diverse da quelle praticabili in famiglia o  individualmente. Qualche anno fa io ne ho individuato alcune: la visita alle comunità italiane dell'Istria, la visita ai campi di sterminio nazisti, la visita al centro Paternostro di Brancaccio, creato da don Pino Puglisi, la visita alle scuole straniere, il trekking nei parchi naturali.
Adesso tocca a chi è ancora sul campo di battaglia individuare nuove mete, nuove strategie, nuove modalità: ma, per favore, non si può tornare indietro e basta. Tutto sta tornando indietro nel nostro paese: se lo fa anche la scuola ci avviamo ad un nuovo medioevo.  


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