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sabato 19 settembre 2020

Veneto 2020: elezioni regionali, le regole e i candidati


Le  famigerate modifiche all'art. V della Costituzione del 
1999 (Governo D'Alema) e del  2001 (Governo Berlusconi) che hanno permesso alle Regioni  di divenire delle ignobili superfetazioni della burocrazia statale, hanno regalato agli italiani un'altra piccola chicca: stravolta la legge Tatarella, che aveva introdotto il sistema maggioritario e presidenziale per tutte le regioni, adesso ognuno fa per conto suo. C'è chi come la Toscana ha di recente introdotto il ballottaggio, sulla scorta della sentenza nazionale della Consulta, chi ha una soglia di sbarramento e chi un'altra, chi ha le quote rosa e chi no, chi ha un certo premio di maggioranza e chi un altro. Insomma il vero federalismo anarchico, che ha mostrato il suo volto peggiore durante la pandemia. Qualcuno, nell'era della globalizzazione,  mi deve ancora spiegare la differenza tra federalismo e  moltiplicazione della burocrazia, del clientelismo, della corruzione, delle corti e dell'affarismo locale.


Ma fermiamoci al Veneto: 
Nel marzo 2015, durante una caotica e rissosa seduta del consiglio regionale sono state apportate importanti modifiche alla legge elettorale del 2010. 
In sintesi:
Non è previsto un ballottaggio: vince il candidato che prende più voti. Basta un solo voto in più degli avversari per essere eletti governatori del Veneto. 
Premio di maggioranza: se la coalizione raggiunge almeno il 50% dei voti avrà il 60% dei seggi; se raggiunge un numero di voti compreso tra il 50% e il 40% avrà il 57,5% dei seggi; se ottiene meno del 40% dei voti, avrà il 55% dei seggi. Sono previste le preferenze: gli elettori potranno votare sulla scheda elettorale sia per il Presidente sia per i membri del Consiglio Regionale. 
Gli elettori, prendete buona nota, potranno anche esprimere un voto disgiunto, cioè il voto a un candidato presidente e, contemporaneamente, a una lista a lui non collegata

Altre novità, introdotte dalla legge del 2015:
i consiglieri regionali passano da 60 a 49 (oltre al presidente eletto e al candidato presidente miglior perdente);
è introdotto (ma solo per il futuro) il limite di due mandati sia per il presidente che per gli assessori, nonché  per i consiglieri regionali;
le liste dovranno essere composte in misura eguale da candidati di sesso maschile e femminile, alternati tra loro (50% dei candidati di ciascuna lista dovrà essere di genere femminile);
a livello provinciale, le liste di ogni partito saranno composte da un numero di candidati pari ai consiglieri da eleggere in ogni circoscrizione; è stata però introdotto un correttivo per le Province di Belluno e Rovigo che essendo meno popolose si trovano a eleggere un minor numero di consiglieri. In queste Province il numero di candidati per ogni lista potrà arrivare fino a 5 (in modo da rendere possibili eventuali sostituzioni in caso di dimissioni o impedimenti degli eletti);
a differenza che in altre Regioni non è stata innalzata la soglia di sbarramento: sono ammesse al riparto dei seggi sia le coalizioni (insieme di partiti che appoggiano lo stesso presidente) che ottengono il 5 % dei voti di coalizione, sia le coalizioni composte da  almeno un partito (gruppo di liste presentate in più province con lo stesso simbolo) che hanno ottenuto il 3% dei voti di lista.

In queste elezioni regionali saranno ben nove i candidati che correranno alla poltrona di presidente del Veneto.

Tra questi quattro sono rappresentanti di partiti politici presenti su tutto il territorio nazionale, mentre gli altri cinque rappresentano liste civiche presenti solo in Veneto o in poche altre regioni.

In corsa abbiamo il sempre verde e impomatato presidente uscente Luca Zaia, sostenuto daLega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, e dalle due liste civiche Zaia Presidente e Lista Veneto Autonomia. 

Il centrosinistra presenta un candidato atipico come Arturo Lorenzoni, entrato in politica nel 2017 come vicesindaco di Padova e appoggiato da Partito Democratico, Europa Verde, +Veneto in Europa – Volt, Il Veneto che vogliamo (lista che include Articolo Uno, Sinistra Italiana e Possibile) e dagli autonomisti di Sanca Veneta.

Il Movimento 5 Stelle candida l’ex senatore Enrico Cappelletti, mentre la senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini correrà sostenuta dalla lista Daniela Sbrollini Presidente, che comprende al suo interno Italia Viva, Partito Socialista Italiano, Partito Repubblicano Italiano e Civica per il Veneto.

Per chiudere, troviamo gli autonomisti del Partito dei Veneti, che candidano il consigliere regionale uscente Antonio Guadagnini;  l’ex parlamentare Simonetta Rubinato, fuoriuscita dal Pd nel 2019 e candidata a presidente della regione con una lista fai da te:  Veneto – Simonetta Rubinato per le Autonomie.

L’estrema sinistra è rappresentata da Paolo Benvegnù, in corsa con la lista Solidarietà Ambiente Lavoro (SAL!) che comprende al suo interno il Partito Comunista Italiano e il Partito della Rifondazione Comunista.

Patrizia Bartelle è invece candidata con il partito Italia in Comune, che in Veneto si presenta con il nome di Territori in Comune – Veneto Ecologia Solidarietà e dulcis in fundo anche il   Movimento 3V – Libertà di Scelta troviamo con tale dott. Paolo Girotto, medico "veterinario". 

Le complicate regole del voto:

Si può votare solo per il candidato Presidente, tracciando un segno sul nome e/o sul contrassegno a fianco del nome. In tal caso, il voto si intende espresso anche a favore della coalizione collegata (composta da tutte le liste che appoggiano quel candidato Presidente). 

  1. Si può votare per un candidato Presidente, tracciando un segno sul nome e/o sul contrassegno di tale candidato, e per una delle liste provinciali ad esso collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste, con o senza preferenze.
  2. Si può votare a favore solo di una lista provinciale, tracciando un segno sul relativo contrassegno. In tal caso il voto si intende espresso anche a favore del candidato Presidente della Giunta regionale a essa collegato.
  3. Si può votare per un candidato Presidente, tracciando un segno sul nome e/o sul contrassegno di tale candidato, e per una delle liste provinciali a esso non collegate, tracciando un segno sul contrassegno di una di tali liste, con o senza preferenze (cosiddetto «voto disgiunto»). 
  4. Si può votare anche solo una preferenza, senza indicare la lista o il candidato Presidente. In tal caso il voto è assegnato al candidato, alla lista cui appartiene il candidato e al candidato Presidente collegato a tale lista.
  5. In caso di espressione di una sola preferenza in uno spazio diverso da quello della lista di appartenenza, il voto è comunque valido (es. Bianchi candidato della lista n. 1 ma erroneamente inserito negli spazi della lista n. 2). In tal caso il voto è assegnato al candidato, alla lista cui appartiene il candidato e al candidato Presidente collegato a tale lista.
  6. Si possono votare due preferenze che riguardano candidati della stessa lista ma di sesso diverso. In tal caso il voto è assegnato ad entrambi i candidati, alla lista di appartenenza ed al relativo candidato Presidente collegato a tale lista. Se si esprimono due preferenze che riguardano candidati della stessa lista ma dello stesso sesso, la seconda preferenza è annullata.

venerdì 19 giugno 2020

Didattica a distanza: dalla DAD al PIA e al PAI

Tutto diverso, tutto uguale






Agli infiniti acronimi usati quotidianamente ** nella scuola da tre mesi si è aggiunta una nuova nata, la DAD, che come l'originale DADA ha rischiato di divenire il corrispondente nonsense moderno, se non fosse stato per la caparbietà, la professionalità e il senso del dovere di molti insegnanti. 

Non so se siano la maggioranza, sicuramente molti, ma pochi hanno saputo reinterpretare al massimo le potenzialità di quello che sembrava essere un ulteriore evanescente e dimenticabilissimo acronimo e invece è divenuto l'incombente tormentone e la tragica quotidiana realtà di tutte le famiglie italiane (quelle degli insegnanti e quelle degli alunni). 

Ma niente di nuovo sotto il sole: chi ha reinterpretato in modo positivo e costruttivo la nuova necessaria realtà è stato chi lo faceva già da prima in classe, chi nella situazione normale sapeva già cogliere debolezze, stati d'animo, passioni, chi sapeva già suscitare interessi e impegno.

Quindi tutto, apparentemente, diverso ma di fatto tutto uguale a prima, solo con molta più fatica. E di questi eroi del quotidiano, oggi ve ne voglio presentare uno molto particolare. In realtà lo conoscete già se siete tra quelle migliaia di visitatori che hanno letto  questa intervista . 


E nonostante la famigerata DAD Ermanno Signorelli non si è fermato e, tutti da casa, è riuscito a rimettere insieme l'orchestra della scuola media di Mestrino che aveva dovuto fermarsi dopo solo un paio di incontri. 

Nel video che segue il risultato, che non solo è commovente per l'impegno degli "orchestrali" (impagabile le percussioni sostituite dalle pentole di casa!) ma molto dignitoso sul piano musicale, per la geniale orchestrazione e per la pulizia del suono di alcuni musicisti. 


Per chi se lo fosse perso, la settimana scorsa se ne è parlato  anche  al TGR della RAI


** Gli acronimi della scuola:
AD, ADAS, ASL, ATA, BES, CBT, CCNL , CdV, CFP, CIA, CIC, CIG, CIN, CIR, CLIL, CFU, CNP, COE, COI, CS, CTP, DB, DDAI, DOP, DOS, DS, DSA,DSGA, DURC, DUVRI, DVR, E.L.I.S.A., ESABAC, FAD, FIS, FIT, FS, GAE, GAV, GLH, GLI, GMRE, INDIRE, INVALSI, IOL, IRRE, LIM, MAD, MEPA, MOF, NAV, NAV, NIV, OSA, PAS, PDF, PDM, PDP, PNSD, PON, PDP o PEP, PEI, POR, PPST, RAV, RID, RSU, SIDI, SMIM, SPID, TAR, TFA, TFR, TFS, TU, UDA, UDP, USR, UST

sabato 1 luglio 2017

Intervista a Ermanno Maria Signorelli

Signorelli in una foto di Alberto Still


Fatti, anzi musica, contro il disagio culturale e sociale.










Abbiamo intervistato il noto jazzista padovano Ermanno Maria Signorelli, in partenza  per Felsőörs, la località ungherese sul lago Balaton, sede dello  Snétberger Talent Center, fondazione che si occupa del recupero attarverso la musica d'eccellenza di giovani con disagio sociale e culturale, prevalentemente ma non solo, Rom e Sinti. 

Qui Signorelli è stato chiamato come docente per una master class estiva di Jazz. 
Un’opportunità di sviluppo personale e soprattutto didattico per un musicista, che a fianco di una eccelsa carriera artistica come esecutore e compositore, non disdegna la didattica e la formazione dei giovani, applicando, anche se in un ambito più locale, le idee e le finalità del centro creato dal collega musicista ungherese Ferenc  Snétberger.

A Ermanno Signorelli piace moltissimo l’idea della musica anche come strumento di riscatto sociale e personale. 
Ecco cosa ci ha detto, in partenza per l'Ungheria. 

La musica è senz’altro un potente mezzo di recupero del disagio sociale, non tanto come eventuale ascensore sociale, ma come una possibile terza via. Una via  in cui la costruzione di un solido “mondo interiore”  permetta di ritrovare valori collettivi sinceri e, nel contempo, protegga da forme arcaiche di convivenza e di modelli sociali che, per loro natura, generano disagio.
            “L'espressione artistica, proprio perché esprime, richiede innanzitutto di costruire, poi di esprimere. Così, la pratica musicale, ha una forza straordinaria, che crea relazioni positive e giusta aggregazione, soprattutto giovanile.”
            “Quindi, anche questa pratica richiede che si proceda con cautela, con attenzione, che anche le acquisizioni non siano tutte uguali, che non siano finalizzate ad ottenere un prodotto commerciale, adatto solo ad emozionarci a “tempo”, come ci emoziona qualunque prodotto da consumare con avidità e che, purtroppo, non è in grado rilasciare lentamente materiale che sedimenti, che permetta quella costruzione di un “mondo  interiore”.
“La musica è un linguaggio, non un gioco o un passatempo: é la chiave di lettura della vita, e come tale la sua interpretazione è la grande opportunità.” 


Il talent Center
Chitarrista e compositore ungherese di origine rom Ferenc
Snétberger è un musicista affermato internazionalmente che vive oggi a Berlino. Nato in Ungheria  a Salgótarján nel 1957, Ferenc è il figlio più giovane di una famiglia di musicisti; si può dire che è nato e cresciuto sempre immerso nella musica. Dal padre ha imparato  le basi della chitarra, ha poi studiato musica classica a scuola  e successivamente la chitarra jazz nel Conservatorio di Musica di Budapest (la più avanzata accademia musicale del paese). 
All'inizio della sua carriera il chitarrista insegnava in Germania in una scuola di musica che sosteneva i giovani talenti musicali Sinti e Rom.  Dopo aver incontrato i giovani rom e le loro famiglie nei suoi concerti in tutta l’Europa orientale e centrale, è stato chiaro a Snétberger che anche questa regione aveva bisogno di un tipo di istituto musicale simile a quella nato in Germania.
E’ nato così nel 2011 anche in Ungheria un Centro per sostenere giovani  talenti affiancandoli a musicisti più esperti che li accompagnino nel loro sviluppo artistico. L'insegnamento si basa sulle loro conoscenze e competenze pregresse. Nel centro viene dato il supporto per ampliare i loro talenti in direzione di jazz, musica classica e world music (contaminazione tra musica popolare ed etnica).
Il Centro è stato inaugurato nel 2011 con la prima formazione di dodici settimane per 60 partecipanti a Felsőörs (villaggio nella parte occidentale dell'Ungheria). Ogni anno 60 giovani allievi partecipano al programma. Il personale del Centro visita aree svantaggiate per reclutare figli di talento. I partecipanti usufruiscono di  corsi di insegnamento e formazione (nei cosiddetti "campi"), mentoring personalizzato su misura e assistenza paritaria. Oltre ai corsi formali, il Centro assegna anche mentori personali a ciascuno dei partecipanti.
Attualmente il  Centro sta lavorando ad un servizio di mentoring post-programma e si adopera per aiutare i suoi alunni diffondendo informazioni di sviluppo della carriera (informazioni su stipendi, opportunità di performance, ecc.) e soprattutto organizzando esibizioni regolari in tutto il mondo.

I numeri del Centro:
·         500 candidati esaminati ogni anno
·         240 studenti che hanno completato il  programma
·         60 studenti  avviati a scuole di musica o università
·        Formazione di 53 ensemble di jazz e  classica
·        100 ore di  concerti  per anno
·        27 insegnanti artisti rinomati
·         4 mentori di origine Rom
·         9 animatori
·        19 volontari




martedì 20 giugno 2017

Controcorrente: zingari, delinquenza, povertà





Il regalino di Bitonci ai cittadini di Rubano





Brutti, sporchi e...cattivi forse no, almeno i bambini, ma sicuramente fastidiosi, inavvicinabili, portatori di sporcizia e degrado i nomadi che a giorni alterni stazionano per l'intero pomeriggio nel parco giochi di viale Po a Rubano.
Il parco è di solito frequentato da molte decine di bambini, quando arrivano i nomadi si crea il vuoto. Qualche giorno fa era presente anche la polizia locale; ho molto ammirato i due agenti che con molta pacatezza e civiltà interloquivano con le mamme che avevano lasciato che i bambini facessero ogni tipo di disastro e spandessero immondizie ed escrementi. Nessuna aggressività, né disprezzo nelle loro parole, ma solo la fermezza nell'indurre al rispetto delle regole che la pubblica autorità è giusto che abbia.
Ma chi sono questi "soggetti" che creano il fuggi fuggi generale? Sono i bambini di diverse famiglie sloggiate dal campo di via Bassette a Padova e ricollocate in case di emergenza in città e fuori città, nel nostro caso a Rubano, in alcune case di proprietà dello stesso comune capoluogo.
La storia non è nuova; chi ha più anni ricorda quando quegli appartamenti, al tempo di nuova costruzione, furono acquistati dagli amministratori padovani di allora per "depositarvi" fuori dalla vista i problemi sociali più grossi, per lo più casi di disagio sociale degli antichi "porteati" sfrattati dalla trasformazione della zona in campus universitario. 
Ma tornando ai giorni nostri, la convivenza ora come allora è difficilissima, con l'aggravante che i nuovi inquilini non hanno mai avuto una casa, appartengono ad una etnia perseguitata nei paesi d'origine, dedita ad abitudini che ci appaiono anacronistiche, priva, negli strati più bassi, di ogni mezzo di sussistenza propria e soprattutto della capacità sociale e culturale di saperseli guadagnare se non con mestieri troppo antichi per essere ancora validi o con i furti e l'accattonaggio.
Dignità, fierezza e antiche tradizioni in alcuni, attitudine alla delinquenza in molti. 
Un problema culturale e sociale che la "grande Padova" ha deciso di risolvere in modo muscolare e plateale (abbiamo chiuso i campi!) distinguendo tra zingari buoni e zingari cattivi. I primi sono quelli che hanno già una casa o i mezzi per costruirsela o un terreno di proprietà  e comunque di fatto già integrati nella città.
Gli altri, i poveri, i miserabili, sono quelli cattivi, sporchi, delinquenti che si ostinano a vivere nella sporcizia e nel degrado, perchè non conoscono altro, perchè in questa condizione sono nati, cresciuti e in questa condizione hanno fatto figli del tutto simili a loro, cioè senza speranza se qualcuno non li tira fuori con la forza. 
Ma ha mai pensato l'ex sindaco di Padova che il problema sta proprio nella povertà, che talvolta non è neanche materiale, ma culturale?
Hanno mai pensato lui e gli altri perbenisti che per risolvere questi problemi e prevenirne altri di più ampi in futuro, in termini di degrado e di delinquenza, non c'è altra soluzione che investire in educazione, controllo e prevenzione dei comportamenti devianti (poliziesco, ma anche sociale), sostegno all'integrazione e quando è necessario anche sostegno materiale?
Hanno mai realizzato che molti di loro oltre che la residenza hanno anche la cittadinanza italiana da secoli?

Intanto il problema deve affrontarlo un piccolo comune che ha già le sue problematiche, le sue sacche di povertà, le sue devianze, i suoi disadattati, i suoi soggetti difficili. Mi auguro che la comunità tenga.
Non registro buoni segnali, quando ascolto l'ingiuria di "terrona" affibbiato durante una discussione ad una "indigena" (da sette generazioni) che  ha la cattiva abitudine di parlare in italiano..


Rom a Rubano, neppure una telefonata..


Le reazioni dei cittadini di Rubano





domenica 21 maggio 2017

Oltre i confini, le immagini

Si dipana il filo rosso che lega gli orrori delle frontiere dell'Europa

Reception

La dirigente scolastica


Il pubblico 

Maurizio, Oscar, Daria, Paolo, Hossain, Soro




Oscar e Daria

Hossain, poco prima dell'applauso che ha chiuso l'intervento
La mostra resta aperta al pubblico tutti i pomeriggi dalle 16.30 alle 18.30 sino al 26 maggio. 

domenica 5 febbraio 2017

Parco colli e altro ancora...



“CAMBIARE E PROTEGGERE L'ITALIA SI PUÒ
E STA A CIASCUNO DI NOI ATTIVARSI OGNI GIORNO”

Seminario di LegAmbiente a Selvazzano

Il progetto di legge Berlato (vedi qui),  promette la riduzione dei confini del Parco dei Colli e la sua limitazione alle sole zone "selvagge". Per saperne di più partecipa alle iniziative di LegAmbiente: 


Venerdì 10 febbraio alle ore 18:30
presso la sala conferenze del Centro Servizi Volontariato di Padova, in via Gradenigo 10, Legambiente Selvazzano organizza il Seminario:


  • I colli Euganei: il nostro ambiente, le nostre tradizioni, il nostro futuro.  
  • L'Abruzzo forte e gentile che sconfisse le trivelle.

     Storia di una inaspettata resistenza collettiva del              ventunesimo secolo.

Partecipa Mario Cestaro, presidente LegAmbiente di Selvazzano e  Maria Rita D'Orsogna fisico, docente universitario, attivista ambientale, un’italiana nata e vissuta negli Stati Uniti ma che ama la sua terra di origine e che ha saputo creare una mobilitazione senza precedenti contro le trivellazioni petrolifere in Adriatico.  




Maria Rita D'Orsogna sostiene e diffonde le sue idee dal  suo blog: Leggi qui

mercoledì 25 gennaio 2017

Controcorrente: Giornata della Memoria a Mestrino




Un modo eccentrico per ricordare l'olocausto








"Se avete un figlio omosessuale, affrettatevi a rieducarlo": potrebbe sempre ritornare il nazismo.



Può un'amministrazione di destra occuparsi del tema della difesa della famiglia "tradizionale"'?  sicuramente! è nel suo DNA, pur con tutte le contraddizioni personali degli esponenti di destra a tutti i livelli della scala politica.
Può un'amministrazione di destra perseguire pubblicamente le sue finalità? certamente! meglio in pubblico che con veline passate sottobanco o con sedute notturne del consiglio comunale. Vedi: Il gender in salsa mestrinese
Può un'amministrazione di destra organizzare incontri di formazione per i docenti in una scuola pubblica? sì, se li concorda e magari offre un adeguato contraddittorio.
Può un'amministrazione di destra essere così superficiale da proporre nella giornata della memoria la presenza di un oratore dichiaratamente oscurantista, pur dall'alto della sua scienza e coscienza, sul tema dell'omosessualità? può farlo, ma rivela la sua ignoranza della storia e non solo: prima di Gandolfini, il sommo  e pacato affabulatore, ci aveva pensato Hitler!


Per saperne di più: 
L'omosessualità secondo Gandolfini


La deportazione degli omosessuali

Omosessuali, Rom e disabili: le vittime senza nome dell'olocausto

domenica 30 ottobre 2016

Concerti d'Ottobre a Rubano

Dal Dixieland al jazz raffinato e colto di Ermanno M. Signorelli
E, come intermezzo, il salotto dell'800 italiano.


Fonte: associazionestoriaevita.blogspot.com



Quando si organizzano attività culturali o musicali di un certo livello il successo quantitativo tra gli spettatori è una conquista  sempre aleatoria. Così è successo che le prime due manifestazioni della rassegna dei Concerti d'Ottobre, abbiano avuto un successo enorme nel gradimento del pubblico, che però ha partecipato in misura minore del previsto. Un motivo in più non per desistere, ma per insistere: organizzare eventi culturali e in particolare concerti di musica "colta" non è infatti come organizzare feste della birra, sagre, mercatini o improbabili rievocazioni in costume. L'andamento è sempre altalenante, poiché la cultura e ancor di più la musica non sono una priorità per il grande pubblico. Così accanto a serate con le sale stracolme abbiamo avuto anche serate con poche decine di spettatori. Intanto vale la pena di andare avanti per chi viene e ritorna a casa divertito ed arricchito. Ma vale la pena anche perché... qualcuno deve pur farlo, se non si vuole perdere quel barlume di civiltà e di cultura che ancora ci rimane. Per altro chi è venuto, la maggior parte delle volte, ha potuto testimoniare a chi non ha fatto il piccolo sforzo di uscire da casa l'entità della perdita subita.
Un ringraziamento particolare, infine, va al pubblico sin qui intervenuto, caloroso, attento e competente. Ritengo un successo, quindi, anche una telefonata di una spettatrice, che ha espresso una garbata critica riguardo all'amplificazione e ai conseguenti problemi sonori del primo concerto.
  

Il ciclo dei concerti d'Ottobre si concluderà venerdì 4 novembre, con il jazz raffinato, intimistico e colto del trio Signorelli, Barbieri, Lion.

Rubano, Auditorium dell'Assunta - Via Palù 2

La Mestrino Dixieland Jass Band

Il basso Maurizio Franceschetti, che riempie i cuori e la scena


Il maestro Rossetto, impeccabile accompagnatore e interprete



Marco Martinello, tutt'uno con il suo inseparabile violino


In primo piano Omar Francescato, con la fisarmonica che ha i ruoli di un'intera orchestra

La formazione al completo: da sx Rossetto, Franceschetti,  Martinello, Francescato 

lunedì 9 maggio 2016

Calendario scolastico spot: vacanze alpine a Treviso


Tre colori, una penna, un solo inno 







Un serio antidoto nazionale alle derive  localistiche.
Dopo il 1967 e il 1994, nel 2017 il raduno nazionale degli alpini ritornerà  a Treviso. L'ultima volta per il Veneto era stata nel 2008 a Bassano del Grappa. A Padova era toccato nel 1976 e nel 1998; ne ho un ricordo controverso: grandi e generose opere, innumerevoli "farmacie alpine" e grandi oscene bevute collettive. 
Ma questo è solo folklore, l'anima collettiva del corpo esprime molto altro. Basti ricordare, per Padova, la realizzazione del parco degli Alpini, a Montà, ricavato in poche settimane nel 1998 da un luogo destinato a discarica. Che l'ineffabile Donazzan si appropri di questa festa di popolo, sino a introdurla nel calendario scolastico regionale merita qualche parola.  Cosa c'entrano gli alpini con il calendario scolastico? pochi hanno notato nel comunicato stampa della regione Veneto che gli alunni di Treviso e provincia non "godranno" della settimana dello sport a cavallo tra febbraio e marzo, ma di una quasi estiva "settimana degli alpini" tra l'11 e il 15 maggio, in concomitanza con l'adunata nazionale.  
Da chi nella scuola è passato per caso e magari con scarsi risultati, ci si può aspettare questo e altro: una vacanza a ridosso della faticosa conclusione dell'anno scolastico, a ridosso degli scrutini, degli ultimi compiti in classe, della predisposizione del documento finale per la maturità, in un periodo in cui per disposizione ministeriale sono vietate gite e visite guidate. Un'ulteriore prova, se ce ne fosse bisogno, che della scuola ai responsabili politici di ogni livello (nazionale, regionale e comunale) importa proprio poco...spesso non per sola incapacità, ma soprattutto per ignoranza.

domenica 8 maggio 2016

Convocazione consiglio comunale, 10 barra 11 maggio




La lotteria











La riunione del Consiglio comunale viene viene indetta per la terza volta attraverso una doppia chiamata: in prima o in seconda convocazione. La scelta della seduta a cui presentarsi, per i consiglieri di minoranza e soprattutto per il coraggioso pubblico, è demandata semplicemente al lancio della moneta. Chi sbaglia è comunque... un paracarro .
 Non è infatti prassi consolidata, in questo comune, andare sempre in seconda convocazione, nonostante quanto ha affermato il sindaco in una sua recente  dichiarazione alla stampa, che mi auguro, per il residuo di normale dialettica politica e rispetto dei cittadini, sia stata stravolta dalla "giornalista" convocata allo scopo. 
Sempre nella stessa intervista si affermava che atti ispettivi della polizia locale vengono avviati anche a seguito di segnalazioni sul web: una buona notizia, da un lato, il riscoperto interesse per il web da parte di una amministrazione per altri versi trogloditica, ma siamo sicuri che sia una prassi corretta? Lo sa il Sindaco che nella rete girano tanti  imbecilli? che nella rete sguazzano calunniatori seriali, parenti in incognito, mitomani dall'identità travisata, nostalgici dell'ancien  régime (per essere espliciti, fascisti dichiarati)? terreno infido per avviare procedimenti amministrativi...
Ma torniamo al consiglio comunale di maggio (il secondo dell'anno, per la cronaca..): si accettano scommesse, ma alcuni fortunati potrebbero essere aiutati dalla concomitanza con una parallela convocazione, che farebbe propendere per l'10 (martedi e non mercoledì..).
I cittadini ringraziano! 





venerdì 18 marzo 2016

La paura del confronto



Compiti e funzioni del consiglio comunale.

Si legge nello statuto di un comunello sperduto tra gli ipermercati della direttrice Padova-Vicenza:
"Il Consiglio comunale rappresenta la Comunità da cui è stato eletto, determina l’indirizzo politico, sociale ed economico del Comune e ne controlla l’attuazione.
2. Spetta al Consiglio individuare ed interpretare gli interessi generali della Comunità e stabilire, in relazione ad essi, gli indirizzi che guidano l’attività dell’Amministrazione, esercitando su di essa l’indirizzo e il controllo politico amministrativo per assicurare che l’azione complessiva dell’ente consegua gli
obiettivi stabiliti con gli atti fondamentali.
3. Il Consiglio Comunale esercita le potestà e le competenze previste dalla Legge, dallo Statuto e dai regolamenti di attuazione.
4. Impronta l’azione complessiva dell’Ente ai principi di pubblicità, trasparenza e legalità al fine di assicurare il buon andamento e l’imparzialità.
.....
7. Il Consiglio può adottare risoluzioni per promuovere, indirizzare, sollecitare l’attività degli altri organi e l’operato dell’organizzazione, per l’attuazione degli
indirizzi generali di governo.
8. Il Consiglio può adottare risoluzioni, mozioni, ordini del giorno per esprimere, nel rispetto del principio della pluralità di opinione, gli orientamenti presenti nello
stesso su temi e avvenimenti di carattere politico, sociale, economico, culturale, ed interpretare con tali atti la partecipazione dei cittadini agli eventi che interessano
la comunità nazionale e internazionale." (ES. mozione sulla famiglia tradizionale approvata alle due di notte del 15, anzi del 16 dicembre, per riparare ad un danno peggiore..)

Sin qui le belle parole, ma quando si va a vedere la sostanza, nel caso del medesimo comunello, si apprende che non esistono commissioni consiliari, eccetto quelle strettamente obbligatorie per legge (regolamenti ed elettorale) e che il numero delle riunioni effettuate è ridicolo (vedi tabella sotto) anche in relazione ad altri comuni della zona, indipendentemente dal colore politico. Ma soprattutto si apprende che, a differenza di quanto avviene intorno, le interrogazioni possono aspettare anche per più di 9 mesi, per poi ottenere magre rispostine scritte dagli assessori. Quasi sempre i nove o più mesi di attesa che avrebbero meritato un parto eutocico, danno luogo mestamente ad aborti. Ma talvolta l'attesa viene prolungata con stratagemmi procedurali e slalom di date di bassa lega. Non quella lega che pensate voi, ma una lega un pò più perbenista, amicona, proiettata in tutte le direzioni, con un velo di spolveratina cultural-commerciale. E sì, perchè qua la Lega non c'entra proprio: basta guardare cosa succede nei comuni vicini amministrati proprio dalla lega per notare le differenze. Non c'entra il colore politico, c'entra la mancanza di idee, il terrore del confronto, della dialettica, della trasparenza. Si preferisce in una parola affidarsi alle veline passate alla gazzetta locale.

Ma basta chiacchiere, adesso parlino i dati:
La tabella mostra il numero delle riunioni di consiglio comunale svolte nell'ultimo triennio.

Note: 
1. I 6 consigli di Mestrino si riferiscono alle convocazioni; in realtà uno è stato aggiornato a causa di una irregolarità nella documentazione fornita ai consiglieri e l'altro è stato aggiornato perchè prevedeva 17 punti all'odg, inseriti tutti insieme per non dare spazio alle interrogazioni.
2. Dati aggiornati al 18 marzo: tutti i comuni, tranne uno, hanno già svolto due consigli nel 2016. 



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