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lunedì 8 marzo 2021

Il trapasso: come prepararsi serenamente

 



         
 
Ma chi era questo coglione?

 



 Ben prima della sua ora, tenendosi in equilibrio da par suo, tra il saccente e l'ironico, sosteneva Eco che per prepararsi serenamente alla morte l'unico modo fosse di "convincersi che tutti gli altri siano dei coglioni".

Lo sosteneva nel 1997, diciassette anni prima della propria  morte (2016) e quindi di tempo e di occasioni per mettere in pratica il suggerimento dato al  discepolo Critone, che egli aveva in comune con Socrate,  ne ebbe certamente in abbondanza.

Anch'io ho deciso di seguire questo saggio consiglio e di iniziare il  percorso faticoso (ma non troppo), con larghissimo anticipo. 

In realtà ho iniziato almeno otto anni fa. Il periodo era molto favorevole e non richiedeva un grande impegno: era infatti l'era della grande ascesa dei pentastellati  (grillini o grullini a seconda dei gusti), del parlamento da aprire come una scatola di sardine, del pdmenoelle, del sovranismo monetario (vedi intervista sotto), della rete idolatrata come nuova forma di democrazia, del niente inciuci con nessuno (elezioni 2013)


Praticamente era come pescare con la rete a strascico..ma non senza qualche inconveniente: q
uelli come me, che li consideravano coglioni già allora, erano passati non per le armi ma sicuramente attraverso il tritacarne dell'invettiva, dell'offesa gratuita, della superiorità etica, e nei peggiori dei casi venivano investiti da uno shitstorm mediatico ante litteram. Una certa preoccupazione ammetto di averla avuta; per aver fatto una buona scuola media sapevo cosa fosse stato il diciannovismo e, fatte le debite proporzioni, qualche analogia c'era..

Ma pazienza! proprio per aver fatto una buona scuola media  ero considerato un intellettuale con la puzza sotto il naso, servo dei padroni, del PD, adatto soltanto a passare la mattina guardando i cantieri. E invece gli "umarel" erano loro, travolti, non dalla storia che sarebbe stata una fine sin troppo degna,  ma dalla realtà, prima trombati dagli elettori e poi dai compagni di merenda più furbi a percepire l'aria che tira. Voltagabbana e facili da manipolare, al punto di passare rapidamente all'alleanza con i leghisti (da cui in buona parte provenivano) per poi giravoltare altrettanto rapidamente verso gli odiati piddini, proprio quelli di Bibbiano:


Naturalmente dopo aver abolito la povertà, fermato i "taxi del mare" (fascisti di m..), ricostruito il ponte di Genova con i ristoranti e i campi da tennis. Ah, dimenticavo, qualche anno prima, in Sicilia, era stata ripristinata la trazzera Prestanfuso..

(segue, ma per tanti anni spero..prima di giungere alla saggezza estrema di quell'Umberto Eco delle foto di copertina)

 

 


 

 


domenica 6 maggio 2018

Stile Lercio. Riprende il dialogo con Salvini

Dal  Patto del Nazzareno al Patto  dell' Uovo Sodo. 
Svelato il luogo segreto degli incontri.






A poche ore dalla conclusione della quarta tornata di incontri al Quirinale e del probabile nulla di fatto, i cavalli vincenti del neopoltronismo borbonico e padano, dopo aver preso atto che non "esistono le condizioni politiche e programmatiche" (trad. "non c'è trippa per gatti") si sono incontrati per riprendere il dialogo presso una sede sin qui segreta, di cui possiamo ora svelarvi l'esatta ubicazione: Piazza san Domenico Maggiore 19 .


Per superare quelle che all'elettorato  appaiono erroneamente come insormontabili contrapposizioni e contraddizioni è stata compiuta una scelta di campo molto netta, in grado di soddisfare entrambe le tifoserie: il pragmatismo del nord e la lotta a gli sprechi della curva pentastellata. I vertici hanno infatti deciso di concentrarsi unicamente sulla condivisione delle spese per la prossima mossa comune: la passeggiata su Roma per ottenere finalmente l'incarico di formare un governo. 

Subito convocato un team di  esperti economici, guidati da Lorenzo Fioramonti per il m5s e  da Claudio Borghi Aquilini per la lega. Gli esperti, dopo una approfondita analisi, scartata l'opzione minoritaria della requisizione delle Frecce Rosse e Bianche, hanno riconosciuto la totale impossibilità di acquisire biglietti Trenitalia a tariffa super economy per gruppi superiori a dieci e soprattutto in mancanza di una data certa e condivisa dell'evento. 

I leghisti, infatti, preferirebbero il 28 Ottobre   per l'alto valore simbolico ed evocativo: qualcosa insomma che superi il vetusto rito dell'ampolla. 
I pentastellati, contrari nel metodo, ma non nel merito di cui non afferrano a pieno le significative analogie,  obiettano che tale scadenza giungerebbe ad elezioni già celebrate e comunque loro preferirebbero  con altrettante valide motivazioni ideologiche e socio-culturali il 19 settembre.

La commissione paritetica ha quindi unanimemente ripiegato sull'uso dei pullman, scontrandosi anche qui con la pesante problematica dell'incremento dei costi autostradali e dei prezzi delle corriere. 

Ricercandone la cause, tutti, in spirito di piena e approfondita collaborazione scientifica, hanno concordato sul fatto che i primi sono fortemente lievitati a causa dell'introduzione dell'euro, mentre i secondi sono cresciuti del 50% a causa del calo verticale delle gite scolastiche conseguenza primaria della "buona scuola" renziana. Gli esperti pentastellati  hanno  sottolineato anche che una parte della responsabilità  la portano pure i parroci del nord che non organizzano più viaggi a Pietrelcina e Pompei, subito zittiti dagli esperti della lega che hanno portato ampia documentazione sulla flessione dei viaggi a sant'Antonio. 

Tutti d'accordo, comunque, sull'uso dei pullman, nonostante la fastidiosa assonanza con le manifestazioni CGIL a piazza san Giovanni, e sulla necessità di ripartire le spese, perché la Casaleggio associati, non essendo un'opera di beneficenza, nell'incertezza di accaparrarsi le prebende del nutrito manipolo di onorevoli, non sgancia un euro e lo stesso è costretta a fare la tesoreria leghista, che per i noti motivi non possiede nulla di non sequestrato.

Gli esperti di sicurezza presenti in commissione  hanno inoltre evidenziato la necessità di pagare il pullman  ai 50 uomini  della scorta del presidente Fico oltre che ai 1000 membri delle scorte ai neoparlamentari, necessarie per fronteggiare le eventuali sollevazioni popolari che potrebbero seguire al terzo stipendio percepito senza fare nulla. 

Insomma una spesa enorme in partenza, che inciderebbe molto pesantemente su entrambi i gruppi se, malauguratamente si presentassero a Roma separatamente, senza tentare di strappare condizioni più favorevoli ai padroncini dei mezzi, per altro equamente suddivisi nei due rispettivi elettorati. Concordato a margine dell'incontro riservatissimo anche l'affitto di un traino comune per le felpe di Salvini e i thigt funerari di Di Maio.

Per far digerire il patto  ai militanti, gli esperti di marketing e comunicazione di entrambi gli schieramenti hanno infine concordato di riprendere le bordate comuni contro l'euro, i pidioti mafiosi, le cooperative rosse, i clandestini, i taxi del mare,  gli euroburocrati, Giorgio Napolitano, mamma Renzi, i vaccini obbligatori, la stampa di regime e gli intellettuali, ridotti al semplice rango  di insegnanti.

Concorde il parere sul nome da assegnare al nuovo accordo, che  ha anche profonde implicazioni politiche e non solo economiche. Dopo aver scartato i troppo caratterizzati "patto della luganega",  "patto della sfogliatella" e "patto del maritozzo", sentito il parere dei rispettivi gruppi parlamentari, tutti hanno convenuto sull'uovo sodo
apprezzato anche per il modesto costo alla buvette parlamentare. I neoeletti hanno lamentato infatti i notevoli ritardi nella corresponsione degli stipendi e non avendo loro redditi da garantiti, il massimo che si possono permettere è quello.  
Gli uffici propaganda di entrambi gli schieramenti si sono dichiarati entusiasti della scelta proletaria, vedendo in essa un ulteriore mossa per sottrarre al PD anche i voti degli anziani frequentatori dei circoli ARCI.  

giovedì 18 gennaio 2018

Io non mi sento italiano



Io non mi sento italiano ma per fortuna o purtroppo lo sono..






E' difficile stabilire in questo periodo  se sia più controcorrente parlare bene dell'Italia o parlarne male.
Certo, parlarne male è da sempre un po' un nostro vezzo, in funzione apotropaica forse,  per prendere le distanze da una realtà a cui non si vorrebbe somigliare, ma dentro la quale siamo pienamente immersi e di cui siamo complici anche se con gradazioni molto diverse tra gli uni  e gli altri.
Nel dubbio seguo la mia personale e tutta italica incazzatura, che in questi tempi cupi tende ad un profonfo sconforto, purtroppo molto ampiamente condiviso.
Forse però le mie ragioni non sono esattamente uguali a quelle della maggioranza; quindi narcisisticamente mi consolo: sono ancora un po' controcorrente. 

Se fossimo un paese moderatamente acculturato, intendo con ciò moderatamente in grado di riconoscere le competenze altrui e di considerare criticamente le proprie, tante cose inverosimili non avverrebbero.

Non si assisterebbe, per esempio, alla pittoresca scalata al parlamento di personaggi che al più potrebbero fare gli amministratori di un condominio, i bravi tecnici del pc, i disk jockey o l'opposizione in un piccolo comune. I giornalacci di regime

narrano che 10.000 persone  normali, a immagine e somiglianza del popolo normale,  abbiano partecipato alla lotteria e poi dicono che in Italia le imprese private non trovano personale..  Comunque le competenze si acquisiscono, sarà la pronta replica e sul retro del 45 giri d'antan: ma gli altri, i sapientoni che hanno fatto sinora? Verissimo: al peggio non c'è mai fine. Temo comunque egoisticamente e con pulsioni piccolo borghesi per gli interessi del mio mutuo.  Purtroppo la tragica realtà è che chi si candida in un partito che raccatterà una vagonata di voti (non li qualifico perché i voti sono sempre democratici, nella forma..) ha diverse chance di riuscirvi veramente: narrano le malelingue che il leader megagalattico alle pseudo primarie del 2013 abbia raccattato qualcosa come 200 clic scarsi.  

Certo se fossimo un paese serio, intendo con ciò moderatamente consapevole e con le basilari conoscenze
non dico di storia ma almeno di cronaca, il tizio della vignetta d'apertura sarebbe ai giardinetti, non a Milano ma nelle isole Cayman, piuttosto che autodefinirsi presidente e dissertare sugli immigrati sfaccendati pronti a delinquere.

Se fossimo un paese con un minimo di dignità virile,  non resteremmo femminilmente sedotti,  mi perdonino le signore, dalle belle faccette, dalla parlantina o  dall'ostentazione della ricchezza e della furbizia.


Per esempio l'aspirante presidente megagalattico sarebbe ancora a fare il cameriere o il rappresentante, nobili mestieri che gli riuscirebbero sicuramente  bene, stante le indubbie capacità affabulatorie  e l'abilità nel cogliere, seppur superficialmente, i saperi e i modi dei clienti più colti. 

Se fossimo un paese con un minimo di letture in più, non saremmo già al secondo comico e alla seconda azienda che prendono o tentano di prendere il potere.


Se fossimo un paese dalla minima coerenza, quando a Palermo si presenta il nordista in felpa nazionale, non si applicherebbe l'antico motto della città "nutrit alienos, se ipsum devorat". No! cari concittadini, non tutti i forestieri sono uguali, un po' di dignità! se avete proprio nostalgia del fascismo, guardatevi attorno, c'è solo l'imbarazzo della scelta.

Se fossimo un paese in cui chi si vanta di possedere una solida cultura politica e altrettanto nobili, anche se datate, tradizioni, le avesse veramente usate con coraggio e senza pensare solo al posto, il fiorentino sarebbe ancora a fare il sindaco della sua città, magari con qualche ideuzza simpatica e innovativa.
   
Se fossimo, infine, un paese con una moderata memoria storica e qualche conoscenza minimale del recente passato, non esisterebbero i peripatetici delle ronde della sicurezza, fascisti a volte dichiarati, a volte sotto mentite spoglie.
Ma, si sa, "la storia insegna che la storia non insegna nulla". (A. Manzoni.) 


Nota: la monnezza romana del video è quella di Alemanno, ma non è cambiato molto...

domenica 7 maggio 2017

Prendi lo meno tristo per buono


Ballottaggi reali e immaginari. 






L’arrivée au pouvoir de Marine Le Pen ne provoquera pas de révolutions ni d’opposition au sein de l’Etat. Non ça ne passera pas. Si elle en est là aujourd’hui, c’est bien parce que beaucoup au sein des élites dirigeantes partagent déjà ses idées. 


(L'arrivo di M. Le Pen non provocherà rivoluzioni nè opposizioni all'interno  dello Stato. No, non succederà. Se lei è a questo punto oggi, è perchè in seno alla classe dirigente molti già condividono le sue idee.)


"Ni Macron, ni Le Pen", gridano in corteo e sostengono sui media i duri e puri della vicina Francia. Certo qualche ragione ce l'hanno nel sostenere che le idee della Le Pen hanno già fatto breccia nel cuore della classe dirigente e nella mente della gente. Hanno ragione pure nel sostenere che proprio sotto un governo socialista si sono aggravate le condizioni del lavoro (anche loro hanno avuto il loro Jobs act, più correttamente, almeno linguisticamente, definito Loi du Travail) e si sono aggravate le tensioni islamofobe e l'isolamento delle banlieu nordafricane. 

Esattamente il risultato di una sinistra che in Francia come in Italia ha smesso di fare la sinistra e rincorre la destra.

Ma c'è un limite a tutto. La Le Pen non è solo destra, non è solo populista, è proprio fascista: un minimo di conoscenza della storia dovrebbe convincere tutti che quando si imbocca quella strada l'unica risposta non potrà essere che l'uso della rivolta violenta. 

Oggi, in realtà non conosceremo solo il nome del capo dell'Eliseo, ma   sapremo soprattutto quale sarà il destino dell'Europa. Se, cioè, inizierà a disgregarsi tutto o se, pur in un quadro attualmente sbilanciato sulla destra e sul versante puramente economicista, sarà possibile una correzione di rotta.
Sapremo se sarà possibile portare avanti anche qui da noi idee di convergenze sovranazionali e di giustizia sociale anche con lotte durissime o se a tutti toglierà voce una destra rampante e antieuropeista o una ditta privata. 
Una ditta che contrabbanda operazioni di marketing per democrazia on line, confondendo ad arte partecipazione (sacrosanta) con rappresentatività, e soprattutto scambiando la parte (quella che vota o crede di scegliere con un SI o con un NO sulla piattaforma impropriamente intitolata a Rousseau) con il tutto.
Ma comunque beato che ci crede, o evangelicamente "beati i poveri di spirito perché di essi sarà il regno dei cieli" 

Tornando alla Francia, tutto sarà determinato dagli indecisi, da chi voterà turandosi il naso, come gli ex elettori di Mélenchon e Hamon e da chi anteporrà il destino della Republique alla partigianeria come avvenne nel 2002 tra Chirac (82,2%) e Le Pen padre (17,8%).

Della preziosa coincidenza con la situazione francese dovrebbero fare tesoro i nostri  duri e puri, sia a livello nazionale che locale; quelli che guardano al peggio con trepida aspettativa o con un imbelle senso di superiorità all'insorgere del nuovo fascismo in Europa, come se Ungheria e Polonia non bastassero.
E' la sinistra masochista, che oscilla tra la purezza e la fragilità, che procede ambigua tra l'irrilevanza e le tentazioni di palingenesi grillina. 

Non ci sto: se fossi francese prenderei "lo meno tristo per buono" seguendo il consiglio di Machiavelli, preferendo un paese ancorato alle politiche di Bruxelles, che inizierei a combattere dal giorno successivo alle elezioni, ad un paese razzista e fascista pronto, solo per questo, alle peggiori avventure economiche (uscita dall'euro, protezionismo) e sociali. 
Va bene, per oggi sono affari loro (adesso ti metti ad insegnare anche ai francesi..).
Facciamo, invece, un giochino, immaginando ipotetici scenari come se da noi ci fossero i ballottaggi a tutti i livelli.  

Caso 1.

Nessun dubbio per gli stessi motivi dei francesi. Ma dal giorno successivo, opposizione dura e pura (ma assieme a chi?)


Caso 2.

Dura eh? 







Caso 3. 

Meglio l'originale o la copia?






Caso 4.


Vedi caso 1





Caso 5.


Meglio casual..che incazzato?

venerdì 19 febbraio 2016

Quo vadis Cirinnà?


Giravolte.






Gente genuina, generosa; giovani garbati, gentili, giocherelloni, geniali (o) grulli, (o) giradischi gracidanti, gasati, generalmente guastafeste; giustificano giocose giravolte; gestiti genialmente, giacciono genuflessi Grillo, guadagnante grosso gruzzolo.
(prometto! prossimo per par-condicio per petulanti piddini pasticcioni; successivo su silenti scomparsi sellini)

Sono passati 18 giorni da quando mi sono occupato della discussione del DDL Cirinnà, che dopo le opposte manifestazioni di piazza sembrava sarebbe giunto di lì a poco a una qualche conclusione. Poi, per me, sono arrivate altre cose, più importanti da fare e da seguire. Ad oggi siamo ancora allo stesso punto, anzi un paio di passi indietro, grazie alla poco granitica compattezza del PD, alle certezze messianiche della destra, degne di miglior causa, all'entrata a gamba tesa di monsignor Bagnasco e alle contorsioni del M5S.
Certo ora PD e M5S si rimpallano la responsabilità dello stallo. Non si può fare a meno di notare che:
  1. Il PD non ha retto. Il PD che teme le votazioni a scrutinio segreto  è lo stesso che ha fatto mancare 101 voti a Prodi, ritenuto poco controllabile, dai trionfanti comitati elettorali che all'epoca già stavano subentrando alle sezioni e ai circoli.
  2. Il M5S, anche se professa mediaticamente  la propria coerenza, ha cambiato linea almeno un paio di volte. Numerosissime le dichiarazioni pubbliche di sfida: o la Cirinnà resta com'è (adozione inclusa) o non la votiamo. Poi qualcosa si è mosso, qualche sondaggio ha messo in allarme la casa madre ed ecco che il deus ex machina col socio giullare, attraverso un comunicato  in perfetto stile notarile si "assumono la responsabilità" di sciogliere dall'obbligo di coerenza i senatori in dubbio e danno il via libera al voto di coscienza. La motivazione, che vuole prevenire la facile obiezione a chi si dichiara assolutamente favorevole al vincolo di mandato e in certe occasioni ne sanziona l'inosservanza, è da azzeccagarbugli: il tema non era previsto nel programma del movimento e al mitico referendum on line del 2014 non era stata sottoposta la questione delle adozioni. Già!  perchè, visto che il DDL era approdato in commissione giustizia il 26 giugno 2013? Forse il sistema delle consultazioni in rete deve essere ancora rodato o ha qualche "veniale" falla che ne offusca la veridicità e la trasparenza.
  3. Meno rilevante, a mio parere, il presunto voltafaccia del M5S sul canguro e anche sul suo possibile spacchettamento (suddivisione in mini canguri su temi più ristretti). Non potevano appoggiare un canguro, dopo che in situazioni analoghe avevano scalato i tetti e avevano inveito contro l'esecutrice Boldrini.           Certo se si legge l'intervento scritto a caldo dal sen. Buccarella, si apprende che un canguro contro 5000 emendamenti poteva avere una "utilità parlamentare", (e qui la coerenza vacilla) mentre quello sui restanti 500 no. Può essere vero: 500 emendamenti si discutono e si votano in alcuni giorni, lavorando seriamente. Quello che si omette di dire è che tra questi ne rimangono molti che sono delle vere porcate alla Calderoli e l'insidia del voto segreto è sempre immanente. Ma qui si ritorna alle responsabilità del PD.
  4. La destra, che per l'occasione ha cooptato il prode Alfano, e la lega esultano, sia per la botta al PD sia per la conclusione retriva che si profila: ma ormai sono fuori dal tempo, anche da quello dei loro elettori. Conclusione: un problema che tutto sommato riguarda una minoranza e che non toglie niente a nessuno, nè ai "normali", nè ai regolarmente coniugati diventa un'affare di stato, da regolare nella notte dei lunghi coltelli. 



Quando stanchezza e stress abbassano le barriere, l'inconscio burlone si insinua inesorabile...
Il post su facebook:
Maurizio Buccarella
UNIONI CIVILI: RESPONSABILITA' POLITICA !
La giornata di oggi al Senato non è stata semplice.
Abbiamo dovuto, in aula, nell'immediatezza, decidere cosa fare con il DDL sulle Unioni Civili.
E' successo che che la Lega ha ritirato circa 4.500 emendamenti e l'emendamento "canguro" del PD (a prima firma del sen. Marcucci) ha perso, ai nostri occhi, ogni "utilità parlamentare" per l'approvazione della legge e rimane un orpello costrittivo del dibattito e della trasparenza delle posizioni dei vari gruppi su una legge che consideriamo (da sempre) necessaria.
In sostanza (comprenderete che non è facile spiegare questi "giochetti" regolamentari e parlamentari, quindi abbiate, cortesemente, la pazienza di leggere per comprendere) l'orientamento del M5S in Senato, fuori da ogni solita ipocrisia e tattica mediatica, è questa:
1) Abbiamo supportato da più di un anno e mezzo (in Commissione Giustizia) un disegno di legge che finalmente porti l'Italia al passo con gli altri Paesi "civili" in tema di diritti delle coppie omosessuali,
2) Siamo per la libertà di coscienza sul tema specifico della possibilità di adozione del partner del genitore biologico del minore, a tutela di quest'ultimo e non è un segreto che circa il 90% del gruppo parlamentare è a favore della cd. "stepchild adoption",
3) Non abbiamo presentato neanche un emendamento al DDL,
4) L'emendamento "canguro" poteva avere una ragion d'essere a fronte di un ostruzionismo che conosciamo bene (ed il sottoscritto, in Commissione Giustizia, ha seguito quasi tutte le 72 sedute anche di audizione di psicologi, pedagoghi, magistrati, pediatri, associazioni cattoliche "per la vita" e "per la famiglia", etc.), ma dopo il ritiro di migliaia di emendamenti fatto alle 16:30 circa oggi, è indifendibile sol che si consideri la necessità che finalmente il Parlamento, fatto in teoria dai rappresentanti dei cittadini, si misuri in trasparenza ed onestà per capire se è "arrivato il tempo", votando magari ad oltranza dal lunedì al sabato,
5) Il "canguro" è lo strumento con cui il PD, pur non ricorrendone più i presupposti dopo il ritiro degli emendamenti ostruzionistici, cerca di far fronte alle SUE divisioni interne (i cd. senatori "catto-dem"), cercando abilmente di scaricare su di noi un'eventuale responsabilità nel caso in cui il DDL non passi o sia snaturato in maniera sostanziale.
Noi diciamo: il PD ritiri domani il suo emendamento "canguro" e, sopportando la richiesta di VOTI PALESI E NON SEGRETI, lasci che il dibattito e le votazioni in aula si svolgano nella TRASPARENZA che questo Paese merita, soprattutto per la minoranza dei suoi cittadini omosessuali finora odiosamente discriminati nei loro diritti.
Il M5S garantirà i suoi voti, dando applicazione alle indicazioni svolte in Rete (SI ALLE UNIONI CIVILI) e con l'assunzione di responsabilità dei suoi fondatori sull'art. 5 col voto "libero" (adozione non legittimamente del figlio biologico del partner, saranno una manciata di voti contrari nel ns Gruppo) .
PS: So che questo post è lungo e "noioso" e probabilmente non avrà molti "mi piace" e tenete conto che è estremamente "semplificato", perché ci sarebbe tanto altro da dire per far comprendere come funzionano le cose qui in Parlamento, ma spero sia utile per chi leggerà.
...è un mondo difficile..

mercoledì 17 febbraio 2016

Consiglio comunale di Mestrino




Contento chi (ne) chiede contezza






Ormai del consiglio comunale di Mestrino, di cui immeritatamente faccio parte, non riesco più a scrivere seriamente. Nè d'altra parte avrei materiale, poichè dal 28 luglio 2015 ad oggi, cioè in sette mesi si è tenuta una sola riunione, a dicembre, per necessità di cose (della maggioranza) sdoppiata in due parti. Dunque non resta che sorriderci un po' su con qualche gioco di parole, che tuttavia, cela anche qualche verità.


Consiglio Comunale.
Crepitanti concioni crea, casualmente costruttive.
Corregge clamorose conclusioni concernenti cacca cani.
Comprende: convertite, cooptate, compulsatori computer, costruttori, contadini, cicisbei, contabili calcolatori, composti corazzieri, cittadini comuni, cattolici conservatori, cattolici critici, comunque cattolici, caratteristi cripto-leghisti, comparse condiscendenti contrarie cambiamento; 
capogruppo centrista, clerical-conciliante;
capogruppo critico-costruttivo;
capogruppo contestatore capzioso, costantemente connesso;
conduttore (ri)cercatore compulsivo consensi, compresi comuni confinanti;
capo carente carisma.
Cittadini? confusi, comunemente critici, chiedono cambiamento! 



 Per chi se lo fosse perso, un tautogramma affettuosamente dedicato ad un autorevole membro del consiglio:



"Tendi totalitarismo; togli tetrapak triturati, temendo tanfo tramite tetri topi teppisti; torbido  trami tranelli tendenti tuttavia tafazzismo; tenace travisatore testi, tendi trappole; trascorri troppo tempo toccando tasti, trepidante, timoroso. Tutti tacciono turbati? tutti  trascurano  tanta tracotanza!"



Il gioco è aperto! i cittadini lettori sono invitati a collaborare

domenica 17 agosto 2014

Biani, vignette quotidiane



Oggi in edicola col Manifesto
Le vignette di Biani, commentate dal gotha della sinistra

Una piccola sintesi artigianale:

Inutile cambiare verso, la direzione resta la stessa..

La vignetta è datata, resta meno lavoro adesso


Il sogno cattolico-leghista



Lotta dura ai mendicanti, Padova all'avanguardia




Anche a Mestrino..



Sinistra chic e basta!


Alfano: "no ai vu' cumprà", forse intendeva questo..?

Qualcuno li ricorda?



Questi si, molti li ricordano!

domenica 20 luglio 2014

Nasce la "Krusk Academy"




L'italiano è bellissimo, 

ma per troppi anni ha guardato al passato






FIRENZE – Prosegue l’inarrestabile onda riformatrice di Matteo Renzi: il dinamico premier questa settimana si è accorto con disappunto di non aver annunciato neanche una riforma, così dopo ben 5 minuti di riflessione ha deciso che la prossima rivoluzione promessa dal suo governo sarà quella della lingua italiana.

Renzi si è accorto che nei meeting internazionali a cui ha partecipato di recente nessuno conosce l’italiano e ha capito che questo è dovuto alla sua struttura arcaica, al vocabolario vetusto e alla retorica che appesantisce la nostra lingua. “L’italiano è bellissimo, ma per troppi anni ha guardato al passato. Se vogliamo finalmente vivere in un paese moderno bisogna per prima cosa cambiare il nostro modo di parlare”.

Il nuovo italiano sarà contaminato di vocaboli inglesi: premier, cool, task force, target, chat, wirelss, milf, gang-bang. “Dobbiamo essere in grado di farci capire nel mondo globalizzato e informatizzato, di parlare per slogan, di creare hashtag. I termini americani stanno diventando universali e noi dobbiamo assorbirli”. Il governo ha già iniziato a dare il buon esempio, come nel caso della riforma del lavoro, chiamata Job’s Act: “I nostri ragazzi saranno precari a vita, ma almeno ora sapranno cercare blowjob su Youporn“.

Nel nuovo linguaggio non dovranno neanche mancare le espressioni più efficaci che nascono nel nostro paese: da “scialla” (“stai sereno”) a “stai manzo” (contrazione di “stai mansueto”) a “camomillati”, contrappunti ideali al diffuso anglofono “Keep calm”; da “mindrone” (pigro, lento) a “cofanare” (abbuffarsi), da “raccare” (vomitare) a “sconigliare” (“dare buca”), da “sborone” (uno che si vanta troppo) a “elmo” (il casco per moto e scooter), da “babbiare” (scherzare) a “locu” (culo, con procedimento anagrammatico)

Il premier ha già rottamato la vetusta Accademia della Crusca, rimpiazzata dalla Krusk Academy, una task force costituita da personalità in grado di portare la lingua italiana nel futuro, composta da un ugual numero di uomini e donne in perfetto Renzi style, e che comprende tra gli altri: una make-up artist, un surfista, una fashion designer, un VJ, una blogger e un rapper con la lisca e la r moscia.

Anche l’insegnamento sarà rivoluzionato: “A partire dal prossimo anno scolastico i temi saranno di 140 caratteri, scritti direttamente su smartphone o tablet e inviati come tweet. Risparmieremo tonnellate di carta e ore di tempo degli insegnanti, che potranno seguire i nostri corsi di aggiornamento”. I migliori studenti poi saranno assunti per uno stage a Palazzo Chigi per inventare nuovi slogan: i più efficaci saranno usati per costruirci una legge attorno e campeggeranno nelle prossime slide presentate trionfalmente dal premier Renzi, che ricorda “Stay hungry, stay foolish. Uazzameriga!”

fonte: lercio.it

giovedì 19 giugno 2014

Caro amico ti scrivo..



LA BRUTTA COPIA 
di Sebastiano Messina, 17 giugno 2014
fonte La Repubblica







L'antefatto di quello che il web non dice 


«Gentile Presidente del Consiglio Renzie, figlio di Troika, desideriamo manifestarLe la nostra intenzione di aprire un confronto, anche alla luce della considerazione che il governo che Ella presiede, guidato dal Pdmenoelle e sostenuto da una coalizione di mafiosi, tangentisti e burattini dei poteri forti ha ottenuto dal voto delle europee — sia pure grazie a massicci brogli elettorali — una legittimazione popolare a fare le riforme in questo Parlamento illegittimo. Con la presente Le offriamo perciò l’opportunità di adottare il nostro modello elettorale, il Democratellum, invece del vostro, il Pregiudicatellum. Pronti a un dialogo proficuo, così come chiede anche il presidente della Repubblica, il boia Napolitano detto “La salma”, e in attesa di un gentile riscontro Le porgiamo i nostri migliori saluti, non disgiunti dal più fervido Vaffanculo».

sabato 14 giugno 2014

Crozza e il sindaco di Cittadella


Nuovo consigliere comunale a Padova
Crozza contro sindaco Cittadella Giuseppe Pan, Bitonci "Con Pan ha offeso tutti i veneti"
„


Cosi ridevano di noi

Qualche giorno fa il Consiglio regionale del Veneto ha approvato l'indizione  referendum  per l'indipendenza dopo aver dato mandato a Zaia di negoziare col Governo le forme per l'indizione di un referendum consultivo sull'"autonomia differenziata". 
Si sa la logica non regna sovrana nelle stanze della politica, soprattutto in quella casareccia. L'unica logica che si può ravvisare in tutto questo e nei ridicoli discorsi tenuti in assemblea è quella elettorale: Zaia, da bravo equilibrista e da decente amministratore, sa bene quello che si può fare e quello che non si può fare, ma non può dare contro apertamente ai suoi e boicottare le stupidaggini più pacchiane. 

Ma se ne deve accorgere solo Crozza? 

La questione dell'indipendenza è una boiata pazzesca, ma il comune sentire della maggior parte dei cittadini veneti no; non andrebbe lasciato in mano ad improvvisatori interessati, ai comici per mestiere o ai comici involontari che si mostrano nel video seguente e nelle parole di un sindaco indegno della città di Padova.

Faccio sommessamente notare che un sindaco che parla di "stato canaglia" è poco più che un venditore di panini, a cui, per il mestiere che fa, non sarebbe necessaria una gran cultura e quindi potrebbe essere simpaticamente giustificato nel suo folklore. 

  

L'attuale sindaco di Cittadella, intervistato da La/7 e preso in giro da Crozza. Il nuovo sindaco di Padova, tale Bitonci, lo difende con calore: 

“Questa notte sono stati offesi un popolo, una cultura e una bandiera con oltre un millennio di storia, in cui si riconoscono milioni di persone, come gli eventi di questi giorni hanno dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio. Una bandiera che oggi incarna le speranze di disoccupati, famiglie e lavoratori che hanno avuto il coraggio di non mollare, nonostante le continue vessazioni di uno stato predatore, che ha portato al suicidio centinaia di veneti. Questa bandiera, la nostra bandiera di San Marco, è stata vilipesa da un giullare di corte. Un guitto, già ampiamente sussidiato dallo Stato per le sue pacchiane apparizioni nella cosiddetta televisione pubblica, che rappresenta solo le lobby di potere di un Paese ormai in disfacimento. Da veneto, con tutti i veneti, io grido basta: per troppo tempo abbiamo tollerato i soprusi di uno Stato canaglia e dei suoi buffoni prezzolati. Democrazia è rispetto delle opinioni altrui. Rispetto che Crozza ha dimostrato di non possedere. Esprimo la mia personale solidarietà al sindaco di Cittadella Giuseppe Pan”.


E questo é solo l'inizio..
“








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