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mercoledì 30 ottobre 2013

Arcobaleno: quindici domande, la prima risposta






Quindici domande, 
la prima risposta











Dopo le quindici domande sull'affaire Arcobaleno, poste agli amministratori del comune di Mestrino del periodo 1997-2013 e agli esponenti delle opposizioni, arriva la prima risposta da Roberto Zambolin, sindaco dal 1998 al 2008 e principale artefice della realizzazione della scuola dell'infanzia Arcobaleno. In sintesi, Zambolin porta due elementi nuovi: l'iniziativa di allargare l'offerta formativa attraverso il potenziamento delle già esistenti scuole dell'infanzia parrocchiali e l'impegno alla statalizzazione, poi disatteso, da parte della direzione scolastica regionale.
Zambolin sottolinea poi il dubbio che le condizioni di vendita siano state troppo favorevoli a Spes e che la soluzione scelta poteva avere altre alternative come nella vicina Rubano per non sottrarre un bene alla collettività. 
Per una maggiore conoscenza del problema riporto di seguito le attuali tariffe della scuola Arcobaleno e della vicina scuola parrocchiale di Mestrino:

Scuola Arcobaleno: 168 mensili (residenti), 180 mensili (non residenti), sconto € 30 mensili per ogni figlio oltre il primo (sconto di € 60 per redditi inferiori ISEE inferiori a € 18.000); € 120 di tassa di iscrizione annua.  Delibera di Giunta del 10 gennaio 2013, che approva le tariffe di SPES.  

Scuola parrocchiale: € 150 mensili, € 260 mensili per coppie di fratelli, € 120 annue di iscrizione
PM

La progettazione e  la realizzazione della scuola per l’infanzia si è resa necessaria a causa della insufficiente disponibilità di posti nelle scuole materne private, quindi per dare una risposta concreta ai bisogni delle tante famiglie con bambini, che per svariati motivi, avevano scelto il nostro comune come residenza.
In una fase iniziale si è provveduto a potenziare, rivendendone le convenzioni, le strutture parrocchiali di Lissaro e Mestrino.
I rispettivi comitati di gestione hanno responsabilmente accettato la nostra richiesta di allargamento dell’offerta ricettiva e, dopo qualche giusta iniziale riflessione, le due strutture hanno così aumentato i posti offerti.
Malgrado ciò molte famiglie erano ancora  costrette ad iscrivere i propri figli a Rubano, a Villafranca e in altri comuni.
La necessità  di realizzare  una scuola pubblica, complementare all'offerta privata, era quanto mai sentita  e quindi la decisione assunta alcuni anni prima e contenuta in una Variante al Piano regolatore generale si confermava nella sua validità. 
Sin delle fasi di progettazione ci si è posti il problema della gestione e precisamente si era consci che gli oneri di funzionamento della struttura non avrebbero potuto essere  posti a carico del bilancio comunale che già in quegli anni non era molto florido. 
Ci siamo quindi rivolti alla direzione scolastica regionale, allora diretta dalla Dott.ssa Palumbo, la quale inizialmente ha prospettato difficoltà nell'inclusione della nuova struttura nella rete scolastica pubblica, ma vedendone le caratteristiche progettuali e i dati che ne avevano motivato la realizzazione,  ci ha assicurato con un buon grado di certezza, che, apportate alcune piccole sistemazioni infrastrutturali,  la gestione della scuola sarebbe diventata pubblica e quindi finanziata dal ministero dell’istruzione.
Il dispiacere di aver visto svenduta una delle realizzazioni più belle fatte negli ultimi anni, privando di fatto il territorio di un'altra importante infrastruttura, gestita con criteri pubblici, è stato enorme.
L’amministrazione Pedron ha ceduto la scuola ai privati, facendo fare loro un grande affare. Infatti la Spes  ha acquistato l'immobile appena costruito al puro costo di realizzazione, il terreno gli è stato concesso in uso gratuito e su questo forse qualche responsabilità contabile e amministrativa potrebbe emergere.
Non credo che l’amministrazione comunale si sia rivolta con determinazione agli uffici regionali per ottenere la gestione pubblica della scuola.
Pedron  & co.  vendendo la scuola hanno risolto il problema della gestione ma di fatto hanno impoverito il territorio di una importante opera pubblica.
Le alternative potevano essere molteplici:  volendo proprio vendere, sicuramente si sarebbe potuto guadagnare molto di più; non volendo spendere molta fatica si sarebbe potuto fare come nella vicina Rubano dove l’amministrazione comunale,  trovandosi nella nostra stessa situazione di quella di Mestrino, ha “affittato” la nuova scuola alla Spes (stesso soggetto che ha acquistato la scuola a Mestrino),  riservandosi la possibilità di intervenire sulle rette e sui costi di gestione.
Invece a Mestrino la Spes opera in regime di monopolio,  senza nessun problema  di concorrenza e senza alcuna verifica seria sui costi di gestione.
Roberto Zambolin

venerdì 4 ottobre 2013

Scuola Arcobaleno, 15 domande





Scuola Arcobaleno

Quindici domande 
alle amministrazioni passate e a quella attuale.










Perché rivangare una storia ormai chiusa con una pietra tombale  da 2 anni e mezzo?
Sicuramente per dare sfogo all'indignazione personale,  ma anche per un dichiarato intento "pedagogico": la vicenda descrive in modo paradigmatico come le scelte politiche e amministrative, giuste o sbagliate che siano,  incidano sulla vita quotidiana dei cittadini, nel caso specifico anche per più generazioni, con la complicità dell'indifferenza, dell'autoassolutorio "tanto sono tutti uguali", del non volersi sporcare le mani con la politica.  

Ed ecco allora le 15 domande che attendono una risposta.


  1. Perché le amministrazioni precedenti al 2008 hanno portato avanti il progetto della costruzione della nuova scuola dell'infanzia senza alcuna certezza sulla sua futura gestione?
  2. Una diversa amministrazione, ipoteticamente eletta in luogo della giunta Pedron, come avrebbe affrontato nel 2011 il problema dell'apertura della nuova scuola in assenza della prevista statalizzazione?
  3. Perché la giunta Pedron si è occupata della gestione della scuola dell'infanzia solo dopo due anni dalla sua elezione e solo a lavori quasi ultimati?
  4. La giunta Pedron si é accertata tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011 dei prevedibili tempi di attesa per l'effettiva statalizzazione della nuova scuola?
  5. Nei primi mesi dell'anno 2011 esistevano ancora timori per il superamento del patto di stabilità e se si, per quali importi e per quali voci di bilancio?
  6. Perché il rischio di sforamento del patto di stabilità era nuovamente incombente, dopo il " risanamento" effettuato negli esercizi finanziari 2009 e 2010?
  7. Se non esistevano timori reali riguardo al patto di stabilità, perché é stata "alienata" la struttura appena costruita?
  8. Perché in quel periodo non é stata coinvolta la cittadinanza in una scelta così difficile e la cui ricaduta avrebbe coinvolto nel tempo addirittura diverse generazioni?
  9. Se la Giunta temeva di non rispettare il patto di stabilità per il 2011 o per gli anni successivi, perché ha deciso di alienare la nuova scuola, senza tentare la vendita di altri beni di proprietà del Comune, come l'allora sede del nido comunale di via Trieste, la "casa del medico condotto" , la vecchia sede comunale?
  10. Risponde a verità che negli anni 2010 e 2011 la casa del medico risultava ambita da costruttori locali?
  11. Perché la scuola appena costruita é stata ceduta al suo valore commerciale, senza alcun introito aggiuntivo per il Comune e senza alcuna valutazione dei costi aggiuntivi rimasti a carico dell'amministrazione comunale per gli impegni amministrativi e tecnici connessi con la realizzazione della scuola?
  12. Perché in prima battuta la giunta Pedron ha formalmente affidato l'appalto alla SPES, consiglio comunale del 3 marzo 2011, per poi decidere di ricorrere ad una gara ad evidenza pubblica, se pure con tempi e modalità ristrettissime?
  13. Perché accettando il pagamento del solo valore commerciale dell'edificio e il completamento di alcuni lavori, per altro necessari affinché SPES trasferisse nella nuova struttura anche la redditizia attività del nido, è stato concesso per 25 anni a titolo gratuito anche l'uso della superficie esterna di circa 4000 metri quadrati, restata di proprietà del Comune?
  14. Con quali meccanismi vengono calcolati annualmente i costi di gestione della struttura sulla cui base l'amministrazione si è impegnata a  versare l'integrazione dovuta contrattualmente?
  15. L'attuale retta è di € 163 mensili; questo significa che una famiglia senza agevolazioni spende in  un anno € 1.630. Calcolando che di tale cifra, almeno 700 euro sono destinati ai pasti, che sarebbero dovuti con qualunque tipo di gestione, calcolando inoltre che le agevolazioni previste per le famiglie con 2 o più figli insistano per il 10% dei costi, si può ipotizzare che la spesa media per famiglia sia di € 850 all'anno. Poiché gli alunni iscritti sono 75 e la durata dell'appalto alla ditta SPES  di 25 anni, la cifra complessivamente sborsata dalle famiglie di Mestrino ai valori attuali sarà di € 1.593.750. A tale cifra  vanno aggiunti € 75.000 che, a valori attuali, l'amministrazione versa annualmente a SPES e che nel corso dei 25 anni di vigenza contrattuale ammonteranno a € 1.875.000, provenienti in parte dal bilancio del comune  e per il 30% circa dalla Regione Veneto, cioè dalle tasche degli stessi cittadini. Un totale, quindi, tra costi individuali e pubblici, sempre a valori attuali,  di € 3.468.750.  L'alienazione ha eliminato per 25 anni la possibilità della statalizzazione, indipendentemente dall'andamento economico nazionale e dalle scelte politiche in campo scolastico dei governi futuri. E' stato un buon affare?      

mercoledì 2 ottobre 2013

Scuola Arcobaleno, la sintesi



Scuola dell'infanzia Arcobaleno
una vicenda contestata e poco conosciuta





Nel mese di agosto sono stati pubblicati su questo blog una serie di articoli riguardanti la scuola materna Arcobaleno di Mestrino. Li raccolgo qui di seguito per permettere una lettura sequenziale, rinviando ai singoli post attraverso dei link per il reperimento della documentazione. Nei post ho raccontato solo i fatti attraverso la ricostruzione documentale, limitando al minimo gli interventi personali e accompagnandone la pubblicazione con post paralleli che introducevano alle problematiche del patto di stabilità, a livello divulgativo iniziale e ad un livello più approfondito,  1^ parte  e 2^ parte.

Non nego che la questione abbia suscitato in me, e in molti cittadini, un moto di sdegno, per motivi culturali e per i tanto vilipesi motivi di principio, al punto da costituire una delle principali motivazioni a misurarmi con la politica locale.
Ma l'intera questione, sia per la rilevanza simbolica, sia soprattutto per quella economica e politica, ha bisogno dei necessari approfondimenti. Dalla ricostruzione, a pena di smentita, emergono numerose perplessità: le esprimerò sotto forma di domande destinate ai lettori e soprattutto agli amministratori di allora e ai precedenti che hanno avviato il progetto.
Come sempre il blog sarà aperto ad ogni contributo senza alcuna censura. 

1. (10 agosto 2013)
Parlando con gli amici di Mestrino mi appare sempre più chiaro che i cittadini, neppure quelli più avvertiti, conoscono appieno la vicenda della cessione della scuola materna Arcobaleno e dell'affidamento della gestione a  SPES; di recente, a proposito di bilancio, alcuni cittadini sono rimasti sorpresi apprendendo che il Comune versa alla scuola 75.000 all'anno, nonostante la retta consistente dovuta dalle famiglie.

Con la serie di post che inizia oggi, cercherò di ricostruire la vicenda, esclusivamente attraverso documenti pubblici o facilmente reperibili in archivio. Solo alla fine esprimerò qualche mia considerazione, lasciando ovviamente la porta aperta al contraddittorio, alle smentite, alle integrazioni.  

La storia inizia oggi con quello che in realtà è stato il suo epilogo: l'inaugurazione ufficiale avvenuta alla presenza delle autorità il 28 gennaio 2012. La parola al Sindaco: I documenti

2. (13 agosto 2013)
La storia, di cui abbiamo visto in precedenza l'epilogo, inizia nell'estate del 2010, quando ho accompagnato il Sindaco e il vice-Sindaco dal dirigente scolastico provinciale di allora, la dott.ssa Giuliana Bigardi ("l'aggancio giusto", cioè il rappresentante delle istituzioni più vicino al quale presentare una legittima richiesta; intelligentibus pauca).

Eravamo li, infatti, affinchè il Sindaco e il vice-Sindaco prospettassero quella che, al tempo,  sembrava la soluzione più logica, oltre che dovuta: la statalizzazione della nuova scuola materna, la cui costruzione era ormai quasi al termine.

Per meglio inquadrare il periodo, erano i tempi della famigerata riforma Gelmini-Tremonti: tagli lineari alla pubblica istruzione e 74.000 posti in meno nella scuola in 3 anni! 

Come si è soliti dire in burocratese, la collega Bigardi ha ascoltato "con grande disponibilità e attenzione" le istanza del Sindaco, ha fatto presente di avere sul tavolo diverse richieste analoghe di altri sindaci della provincia  e alla fine si è impegnata a portare la proposta a livello regionale, pur senza dare molte speranze nell'immediato, visti i tempi, ma consigliando di istruire ugualmente la pratica, con le dovute motivazioni e, in subordine, di fare richiesta per una sezione "primavera".

Il mio contributo istituzionale, oltre ad una relazione con alcuni dati numerici e la dichiarazione di disponibilità ad accogliere la nuova scuola nell'istituto comprensivo già esistente, finiva li.

Racconto questo dettaglio, pur secondario, sia per sottolineare che l'amministrazione di allora prese in considerazione il problema dopo almeno due anni dal proprio insediamento, sia per darle atto che, fino a quel momento, la volontà primaria era di seguire la strada di chi, anni prima, in tempi completamente diversi, aveva ideato e progettato la nuova scuola materna. Una strada, come abbiamo visto, che Mestrino condivideva con molti comuni della provincia, come ad esempio Rubano. 

Da lì a poco, suppongo dopo altre richieste e contatti portati avanti autonomamente dall'amministrazione, arriverà la deludente risposta della direzione scolastica regionale.

3. (16 agosto 2013)
Nel dicembre del 2010 arriva la risposta, per la verità molto pilatesca, della Regione Veneto e della direzione scolastica regionale: si tratta sostanzialmente di un accordo, in base al quale la Regione autorizza l'istituzione di nuove sezioni di scuola dell'infanzia, lo Stato si impegna ad assumere a tempo determinato gli insegnanti con i necessari requisiti e i comuni si impegnano a farsi carico delle spese del personale.
Si tratta, come si può leggere con un pò di pazienza, di una parzialissima apertura: in pratica un invito ai comuni a mettere un piede dentro  alla statalizzazione, a condizione di assumersene i costi con risorse proprie per un periodo di tempo non determinato. In questa prima fase l'amministrazione scolastica avrebbe posto a suo carico solo la gestione, attraverso le direzioni scolastiche già esistenti, con un aggravio di lavoro per dirigenti e segreterie, ma per lo Stato a costo zero.
Ovviamente allo scrivente non è dato sapere se dietro a questa prima apertura vi fossero promesse o impegni ad un successivo passo verso l'integrale messa a carico dello Stato.   

E, inoltre, le scuole o le sezioni di nuova apertura avrebbero avuto lo status di scuola statale, con la conseguente gratuità per le famiglie, fatte salve le spese per la mensa, o avrebbero continuato ad avere lo status di scuola comunale, con la conseguente possibilità da parte dei comuni di chiedere alle famiglie una compartecipazione alle spese, con i criteri fissati dalla legge per i servizi a domanda individuale?  In questo link i documenti

4. (22 agosto 2013)
Dopo l'accordo Regione-direzione scolastica regionale urge una decisione: sicuramente il momento è difficile e convulso, sono possibili diverse strade e diverse strategie, ma la soluzione scelta dalla giunta Pedron si delinea ben presto, come attesta la delibera del 22 febbraio che apre formalmente la strada a una scelta già operata nei fatti.
Dalla delibera si ricava già la disponibilità della SPES a farsi "carico", bontà loro, del problema e, quindi, si possono desumere ampi contatti avvenuti nei mesi precedenti.

La delibera n.11 del 22 febbraio 2013 include la scuola dell'infanzia Arcobaleno tra i beni immobili suscettibili di valorizzazione o dismissione: l'accordo con la SPES è di fatto concluso, la scuola non sarà più né statale, né comunale. Vedremo nei prossimi giorni con quali vantaggi e quali conseguenze per i cittadini.  In questo link i documenti

5. (28 agosto 2013)
Chi si è sobbarcato alla fatica e alla probabile noia di leggere gli atti pubblicati nel post precedente (Scuola materna, 4) avrà sicuramente notato nelle ultime righe (considerazioni finali) un accenno importantissimo al patto di stabilità, da tenere ben presente per comprendere a fondo il clima di quel periodo e di quei giorni in particolare. 

Ma prima di affrontare a fondo questo aspetto c'è un altro elemento da approfondire, che sorge dalle conclusioni della seduta del consiglio comunale del 3 marzo 2011.

Durante questa seduta, infatti, la maggioranza propone pubblicamente l'alienazione dell'edificio della scuola  alla SPES, che in quel periodo ha già in gestione l'asilo nido, in cambio del completamento dei lavori necessari per l'accorpamento nello stesso edificio della scuola dell'infanzia e dell'asilo nido, dell'affidamento della gestione per un  periodo di 25 anni e della corresponsione a  Spes di un contributo da determinarsi annualmente. 
Le condizioni della cessione sono tutte elencate nell'allegato A, che viene intitolato " accordo di collaborazione tra "amministrazioni pubbliche".

La posizione delle opposizioni di allora è variegata: Mestrino Insieme e Mestrino che cambia convergono verso un atteggiamento di totale dissenso e votano contro unanimemente, l'opposizione di centro destra (Stefani) pur con qualche distinguo si adegua alle scelte e al modo di procedere della maggioranza. 

Appare evidente dagli atti che l'accordo in quel momento è già stretto nei termini che poi saranno resi definitivi con successiva procedura.. In questo link l'amplissima documentazione.

6. (10 settembre 2013)
Nella seduta del 3 marzo, quindi tutto sembra deciso, ma qualcosa é andato storto per la Giunta: Le opposizioni di sinistra, dopo una combattiva resistenza in aula, non si rassegnano al fatto compiuto e fanno importanti passi formali nei confronti della giustizia    amministrativa,  ponendo fortemente in dubbio la legittimità dell'affidamento di un servizio così importante, attraverso un accordo privato e senza una gara ad evidenza pubblica. 
Fatto sta che nel mese di giugno 2011 viene emesso un bando di gara e il relativo capitolato d'appalto per l'affidamento del servizio scolastico diretto all'infanzia e per la correlata alienazione dell'edificio scolastico appena costruito. I tempi assegnati sono strettissimi: dal 20 giugno al 7 luglio: com'era prevedibile si aggiudica l'appalto l'unico partecipante, la Spes.

Da sottolineare, in questi documenti, la durata dell'appalto, 25 anni, e gli obblighi dell'amministrazione in termini finanziari, su cui ritorneremo più avanti. In questo link la documentazione definitiva

martedì 10 settembre 2013

Scuola materna Arcobaleno, 6





Scuola materna Arcobaleno, 6






Nella seduta del 3 marzo, quindi tutto sembra deciso, ma qualcosa é andato storto per la Giunta: Le opposizioni di sinistra, dopo una combattiva resistenza in aula, non si rassegnano al fatto compiuto e fanno importanti passi formali nei confronti della giustizia    amministrativa,  ponendo fortemente in dubbio la leggittimità dell'affidamento di un servizio così importante, attraverso un accordo privato e senza una gara ad evidenza pubblica. 
Fatto sta che nel mese di giugno 2011 viene emesso un bando di gara e il relativo capitolato d'appalto per l'affidamento del servizio scolastico diretto all'infanzia e per la correlata alienazione dell'edificio scolastico appena costruito. I tempi assegnati sono strettissimi: dal 20 giugno al 7 luglio: com'era prevedibile si aggiudica l'appalto l'unico partecipante, la Spes.

Da sottolineare, in questi documenti, la durata dell'appalto, 25 anni, e gli obblighi dell'amministarzione in termini finanziari, su cui ritorneremo più avanti.




mercoledì 28 agosto 2013

Scuola materna Arcobaleno, 5




Scuola materna Arcobaleno, 5









Chi si è sobbarcato alla fatica e alla probabile noia di leggere gli atti pubblicati nel post precedente (Scuola materna,4) avrà sicuramente notato nelle ultime righe (considerazioni finali) un accenno importantissimo al patto di stabilità, da tenere ben presente per comprendere a fondo il clima di quel periodo e di quei giorni in particolare. 

Ma prima di affrontare a fondo questo aspetto c'è un altro elemento da approfondire, che sorge dalle conclusioni della seduta del consiglio comunale del 3 marzo 2011.

Durante questa seduta, infatti, la maggioranza propone pubblicamente l'alienazione dell'edificio della scuola  alla SPES, che in quel periodo ha già in gestione l'asilo nido, in cambio del completamento dei lavori necessari per l'accorpamento nello stesso edificio della scuola dell'infanzia e dell'asilo nido, dell'affidamento della gestione per un  periodo di 25 anni e della corresponsione a  Spes di un contributo da determinarsi annualmente. 
Le condizioni della cessione sono tutte elencate nell'allegato A, che viene intitolato " accordo di collaborazione tra "amministrazioni pubbliche".

La posizione delle opposizioni di allora è variegata: Mestrino Insieme e Mestrino che cambia convergono verso un atteggiamento di totale dissenso e votano contro unanimemente, l'opposizione di centro destra (Stefani) pur con qualche distinguo si adegua alle scelte e al modo di procedere della maggioranza. 

Appare evidente dagli atti che l'accordo in quel momento è già stretto nei termini che poi saranno resi definitivi con successiva procedura..




giovedì 22 agosto 2013

Scuola materna Arcobaleno, 4



Scuola materna Arcobaleno, 4






Dopo l'accordo Regione-direzione scolastica regionale urge una decisione: sicuramente il momento è difficile e convulso, sono possibili diverse strade e diverse strategie, ma la soluzione scelta dalla giunta Pedron si delinea ben presto, come attesta la delibera del 22 febbraio che apre formalmente la strada a una scelta già operata nei fatti.
Dalla delibera si ricava già la disponibilità della SPES a farsi "carico", bontà loro, del problema e, quindi, si possono desumere ampi contatti avvenuti nei mesi precedenti.

La delibera n.11 del 22 febbraio 2013 include la scuola dell'infanzia Arcobaleno tra i beni immobili suscettibili di valorizzazione o dismissione: l'accordo con la SPES è di fatto concluso, la scuola non sarà più né statale, né comunale. Vedremo nei prossimi giorni con quali vantaggi e quali conseguenze per i cittadini.  


lunedì 19 agosto 2013

Scuola materna Arcobaleno, 3






Scuola materna Arcobaleno, 3 






Nel dicembre del 2010 arriva la risposta, per la verità molto pilatesca, della Regione Veneto e della direzione scolastica regionale: si tratta sostanzialmente di un accordo, in base al quale la Regione autorizza l'istituzione di nuove sezioni di scuola dell'infanzia, lo Stato si impegna ad assumere a tempo determinato gli insegnanti con i necessari requisiti e i comuni si impegnano a farsi carico delle spese del personale.
Si tratta, come si può leggere con un pò di pazienza, di una parzialissima apertura: in pratica un invito ai comuni a mettere un piede dentro  alla statalizzazione, a condizione di assumersene i costi con risorse proprie per un periodo di tempo non determinato. In questa prima fase l'amministrazione scolastica avrebbe posto a suo carico solo la gestione, attraverso le direzioni scolastiche già esistenti, con un aggravio di lavoro per dirigenti e segreterie, ma per lo Stato a costo zero.
Ovviamente allo scrivente non è dato sapere se dietro a questa prima apertura vi fossero promesse o impegni ad un successivo passo verso l'integrale messa a carico dello Stato.   

E, inoltre, le scuole o le sezioni di nuova apertura avrebbero avuto lo status di scuola statale, con la conseguente gratuità per le famiglie, fatte salve le spese per la mensa, o avrebbero continuato ad avere lo status di scuola comunale, con la conseguente possibilità da parte dei comuni di chiedere alle famiglie una compartecipazione alle spese, con i criteri fissati dalla legge per i servizi a domanda individuale? 

Ecco comunque la delibera della Giunta regionale con relativo allegato..

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 3161 del 14 dicembre 2010
Accordo tra la Regione del Veneto e l'Ufficio Scolastico regionale per il Veneto - Direzione Generale per l'istituzione di nuove o ulteriori sezioni di scuola dell'infanzia presso le Amministrazioni Comunali del Veneto.
L'Assessore regionale, Elena Donazzan, riferisce quanto segue:
L'attuale attenzione per l'infanzia e la sua scuola si fonda sulla sempre più precisa consapevolezza dei diritti del bambino così come sono presenti nella nostra coscienza, riconosciuti dalla Costituzione nel quadro dei diritti della persona e più volte riaffermati nei documenti degli organismi internazionali, e si connette alle rapide trasformazioni sociali e culturali in atto nel nostro tempo. La scuola per l'infanzia ha assunto la forma di vera e propria istituzione educativa soltanto in periodi relativamente recenti, avendo prevalentemente svolto, in precedenza, funzione di assistenza alle famiglie (e in particolare alle madri lavoratrici) con la custodia dei bambini in un ambiente possibilmente adatto alla loro crescita. Infatti sono andate da tempo emergendo e si sono progressivamente imposte le istanze di natura specificamente pedagogica, espresse ed affermate da una grande tradizione cui non sono mancati contributi di centrale rilievo anche da parte di studiosi ed educatori italiani. (da "Orientamenti dell'attività educativa nella scuola materna" , D.M. 3 giugno1991).
Oggi la legislazione riconosce alla scuola dell'infanzia, attraverso l'emanazione di norme generali e di specifiche indicazioni, il compito di concorrere all'educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale delle bambine e dei bambini promuovendone le potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, e ad assicurare un'effettiva eguaglianza delle opportunità educative; assicura la generalizzazione dell'offerta formativa e la possibilità di frequenza della scuola dell'infanzia per tutte le bambine e i bambini a partire dai tre anni di età. Tali prescrizioni sono contenute nella legge n. 53 del 28 marzo 2003, (c.d. Riforma Moratti), che ha definito le nuove norme generali sull'istruzione, le "Indicazioni nazionali per i Piani Personalizzati delle Attività Educative nelle Scuole dell'infanzia" e le "Raccomandazioni per l'attuazione delle Indicazioni nazionali per i Piani Personalizzati delle Attività Educative nelle Scuole dell'infanzia". Ad integrazione della legge, sono state emanate le "Indicazioni per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione"
Da ultimo, il D.P.R. n. 89 del 20 marzo 2009 ha previsto che l'istituzione di nuove scuole e di nuove sezioni di scuola per l'infanzia avvenga con la collaborazione degli enti territoriali, "assicurando la coordinata partecipazione delle scuole statali e paritarie al sistema scolastico nel suo complesso".
Dal canto loro, le famiglie chiedono alle istituzioni un ampliamento dell'offerta di servizi educativi per l'infanzia. Ma non sempre risulta possibile accogliere tutte le richieste di istituzione di nuove o di ulteriori sezioni dell'infanzia statali, che dipendono dall'assegnazione di insegnanti da parte del Ministero dell'Istruzione.
La Regione del Veneto, nell'intento di dare una risposta ai bisogni della collettività, e di contribuire alla generalizzazione di tale servizio sul territorio, propone la stipula di un accordo con l'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto che preveda che le Amministrazioni comunali del Veneto intenzionate ad ampliare i servizi educativi per l'infanzia, previo accordo con i Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche di riferimento, possano, a proprie spese, attivare nuove sezioni di scuola per l'infanzia o ampliare quelle esistenti.
In tal caso l'Amministrazione comunale interessata dovrà assumere gli oneri finanziari che saranno quantificati dall'istituzione scolastica statale, secondo il CCNL comparto scuola; il personale sarà nominato a tempo determinato dall'Amministrazione scolastica statale, secondo la normativa vigente.
Le nuove o ulteriori sezioni di scuola dell'infanzia accoglieranno i bambini dai 3 ai 6 anni come previsto dalla normativa statale, a tempo pieno (40 ore settimanali) o ad orario antimeridiano (25 ore settimanali), e saranno costituite con un numero di bambini compreso di norma tra 18 e 29 classe (D.P.R. n. 81/2009, art.9, comma 2), fatte salve le sezioni che accolgono bambini con disabilità. In queste ultime il numero non potrà essere superiore a 20 per classe (D.P.R. n. 81/2009, art.5).
Infine, le Amministrazioni comunali dovranno assicurare l'idoneità delle strutture scolastiche secondo le norme di sicurezza.
Allo scopo, il Relatore propone l'approvazione dello schema di Accordo il cui schema è contenuto nell'allegato A, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
§  Udito il relatore incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'art. 33, 2° comma dello Statuto, il quale dà atto che la Struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale;
§  Vista la Legge 28 marzo 2003 n. 53;
§  Visto l'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
§  Visto il D.P.R. n. 89 del 20 marzo 2009, art. 2;
§  Visto il D.P.R. n. 81 del 20 marzo 2009, in particolare artt. 5 e 9;
§  Vista la C.M. n. 37 del 13 aprile 2010
delibera
1.     di approvare lo schema di Accordo, allegato A, tra la Regione del Veneto e la Direzione Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto teso a favorire e sviluppare la diffusione sul territorio di servizi educativi dell'infanzia;
2.     di delegare la sottoscrizione dell'Accordo all'Assessore all'Istruzione e alla Formazione, Elena Donazzan.

seguono allegati

martedì 13 agosto 2013

Scuola Arcobaleno, 2




Scuola materna Arcobaleno (2)

una vicenda contestata, ma poco conosciuta






La storia, di cui abbiamo visto in precedenza l'epilogo, inizia nell'estate del 2010, quando ho accompagnato il Sindaco e il vice-Sindaco dal dirigente scolastico provinciale di allora, la dott.ssa Giuliana Bigardi ("l'aggancio giusto", cioè il rappresentante delle istituzioni più vicino al quale presentare una legittima richiesta; intelligentibus pauca).

Eravamo li, infatti, affinchè il Sindaco e il vice-Sindaco prospettassero quella che, al tempo,  sembrava la soluzione più logica, oltre che dovuta: la statalizzazione della nuova scuola materna, la cui costruzione era ormai quasi al termine.

Per meglio inquadrare il periodo, erano i tempi della famigerata riforma Gelmini-Tremonti: tagli lineari alla pubblica istruzione e 74.000 posti in meno nella scuola in 3 anni! 

Come si è soliti dire in burocratese, la collega Bigardi ha ascoltato "con grande disponibilità e attenzione" le istanza del Sindaco, ha fatto presente di avere sul tavolo diverse richieste analoghe di altri sindaci della provincia  e alla fine si è impegnata a portare la proposta a livello regionale, pur senza dare molte speranze nell'immediato, visti i tempi, ma consigliando di istruire ugualmente la pratica, con le dovute motivazioni e, in subordine, di fare richiesta per una sezione "primavera".

Il mio contributo istituzionale, oltre ad una relazione con alcuni dati numerici e la dichiarazione di disponibilità ad accogliere la nuova scuola nell'istituto comprensivo già esistente, finiva li.

Racconto questo dettaglio, pur secondario, sia per sottolineare che l'amministrazione di allora prese in considerazione il problema dopo almeno due anni dal proprio insediamento, sia per darle atto che, fino a quel momento, la volontà primaria era di seguire la strada di chi, anni prima, in tempi completamente diversi, aveva ideato e progettato la nuova scuola materna. Una strada, come abbiamo visto, che Mestrino condivideva con molti comuni della provincia, come ad esempio Rubano. 

Da lì a poco, suppongo dopo altre richieste e contatti portati avanti autonomamente dall'amministrazione, arriverà la deludente risposta della direzione scolastica regionale. continua 



sabato 10 agosto 2013

Scuola Arcobaleno, 1

Scuola materna Arcobaleno (1)

una vicenda contestata, ma poco conosciuta




Parlando con gli amici di Mestrino mi appare sempre più chiaro che i cittadini, neppure quelli più avvertiti, conoscono appieno la vicenda della cessione della scuola materna Arcobaleno e dell'affidamento della gestione a  SPES; di recente, a proposito di bilancio, alcuni cittadini sono rimasti sorpresi apprendendo che il Comune versa alla scuola 75.000 all'anno, nonostante la retta consistente dovuta dalle famiglie.

Con la serie di post che inizia oggi, cercherò di ricostruire la vicenda, esclusivamente attraverso documenti pubblici o facilmente reperibili in archivio. Solo alla fine esprimerò qualche mia considerazione, lasciando ovviamente la porta aperta al contraddittorio, alle smentite, alle integrazioni.  

La storia inizia oggi con quello che in realtà è stato il suo epilogo: l'inaugurazione ufficiale avvenuta alla presenza delle autorità il 28 gennaio 2012. La parola al Sindaco. Fonte:  Comune di Mestrino, editoriali del Sindaco



Inaugurazione scuola materna

Mestrino 28 gennaio 2012

L'inaugurazione ufficiale di oggi rappresenta un grande successo per tutta la nostra comunità, un successo che nasce da una precisa determinazione e da un redditizio sinergismo che hanno moltiplicato le nostre forze consentendo anche di rispettare gli stretti tempi d'apertura che ci eravamo imposti.
Devo confessare che, essendo stata questa una scelta forte, come molti di voi già sanno, è stata vivacemente contestata e strumentalizzata. La frase ricorrente è che il sindaco svende la scuola del Comune. A rischio di veder minata la mia popolarità da critiche scorrette e demagogiche, non ho mai abbandonato per un attimo questa soluzione che ritengo tutt'ora l'unica in grado di fornire la miglior risposta alle necessità della comunità che ho l'onore e l'orgoglio di amministrare, poichè ritengo che uno dei principi fondamentali di un responsabile amministratore sia quello di fornire sempre e comunque la miglior soluzione al proprio territorio.
Ricordo che la scuola dopo essere stata stimata dall'Agenzia del Territorio, organo dello stato, è stata aggiudicata mediante gara pubblica, e fortunatamente aggiungo, a SPES, l'ente che da diversi anni opera a Mestrino con grande professionalità e alto gradimento dell'utenza. Le condizioni economiche del nostro Ente, vuoi per la devastante crisi economica globale, vuoi per la pregressa esposizione debitoria da me ereditata, non avrebbero consentito di avviare questo servizio. Abbiamo concordato con SPES l'accorpamento della scuola materna e dell'asilo nido al fine di garantire una preziosa continuità didattica che consente un miglior sviluppo psico-fisico dei nostri piccoli e delle economie di scala oggi indispensabili.
Voglio concludere complimentandomi personalmente e a nome dell'Amministrazione e della Comunità che rappresento, con SPES e quindi con il Presidente Scatamburlo, con il dott. Facco, l' anima di Spes, e tutto lo staff tecnico che ha lavorato con grande efficienza e generosità al completamento di quest'opera consentendo di iniziare il servizio con perfetta puntualità sui tempi che ci eravamo dati.

Il Sindaco
Dott. Marco Valerio Pedron

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