Visualizzazione post con etichetta politica scolastica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politica scolastica. Mostra tutti i post

domenica 19 novembre 2017

Controcorrente: una follia collettiva




L'uscita da scuola






Non è necessario essere un fine giurista per comprendere che la questione posta dalla cosiddetta "sentenza" della Corte di Cassazione n. 21593 del 2017 è una fake new.

Intanto non si tratta di una sentenza, ma di un'ordinanza che non entra nel merito del fatto luttuoso (la morte di uno studente investito fuori dalla scuola)  ma si occupa di una questione banalmente patrimoniale e cioè l'inammissibilità del ricorso del Ministero  avverso la condanna al risarcimento del danno cagionato dall'evento. In sede penale, infatti, il giudizio si era concluso – come avviene spesso in Italia – con l’assoluzione dell’insegnante dell’ultima ora e del dirigente scolastico per l’estinzione del reato a seguito dell’intervenuta prescrizione, pur avendo individuato un profilo di colpevolezza degli imputati. 

Incidentalmente una delle motivazioni dell'inammissibilità  del ricorso è la correttezza delle motivazioni dei giudici di secondo grado sulle circostanze dell'incidente:  erroneamente il Ministero aveva insistito sul fatto  che l'incidente mortale fosse avvenuto fuori dalla scuola dove la scuola non ha più l'obbligo di vigilanza. I giudici di merito, invece, avevano emesso la condanna sulla base del regolamento d'Istituto che, nel caso specifico, prevedeva la sorveglianza da parte della scuola sino all'affidamento al personale in servizio negli scuolabus.
Ecco lo stralcio dal testo originale:



Dunque nulla è stato innovato dall'ordinanza della Cassazione, né potrebbe essere altrimenti, in quanto in Italia le sentenze si basano sulle leggi esistenti e non viceversa. Se  prima dell'ordinanza si poteva lasciare uscire i ragazzi da soli, si può anche adesso, viceversa se non si può adesso..non si sarebbe potuto neanche prima.. 

Ma mentre la condizione di analfabeta funzionale è tollerabile sul web dove qualsiasi cretino, stando alla definizione di U. Eco, ha la parola, è certamente  inammissibile in un dirigente scolastico e tanto meno in un ministro responsabile dell'istruzione. 
Che il ministro pensi a fare il ministro e non ad andare a prendere i nipotini a scuola..e a citare "leggi" che non ci sono o a ipotizzare soluzioni da inserire surrettiziamante nella legge Finanziaria.

Sul versante dirigenti forse non si tratta di analfabetismo, ma solo di paranoia o di mancanza di logica o di incapacità di assumersi quelle  responsabilità connesse alla funzione, guardando ad un'ottica leggermente più ampia della propria sicurezza personale (per altro tutelabile con un'accurata analisi della situazione reale e..di una buona assicurazione).
Mi sono chiesto cosa avrei fatto io, se un tale cancan fosse sorto ai miei tempi. Sicuramente avrei applicato, con la doverosa prudenza (cioè dopo un'analisi realistica della situazione concreta dei luoghi) il principio della "disobbedienza civile", lasciando tutto come prima. 

Lo stesso principio l'ho applicato ai tempi del "portfolio" di morattiana memoria; qualcuno se ne ricorda ancora? certamente no, perché era un'idea peregrina, uno spreco di tempo e di carta che si poteva ben prevedere non sarebbe servito a nulla. 

Nel caso dell'uscita da scuola dei baffuti adolescenti accompagnati, un comportamento alternativo, ma da ascrivere comunque al filone della disobbedienza civile, avrebbe potuto essere quello di far scoppiare le contraddizioni. Seguitemi. Se si ritiene che un minore di 14 anni sia abbandonato se non passato come un pacco da un sorvegliante all'altro (a tutto discapito dello sviluppo della sua autostima e della sua capacità di autoregolazione), perché accettare, all'inizio delle lezioni, minori che arrivano da soli, senza genitori, né nonne ministre, avallando la scorrettezza del comportamento parentale in odore di abbandono? Quindi sarebbe stato logico pretendere una dichiarazione di assunzione di responsabilità da parte dei genitori o, poiché i soloni della legislazione scolastica ci dicono che nessuna liberatoria ha valore effettivo, pretendere che i pargoletti giungessero a scuola di fatto accompagnati, minacciando la denuncia per abbandono di incapace (ovviamente in una comunicazione ironica).  Ci sarebbe stato da divertirsi.

Intanto mi sorge ancora un dubbio: i dirigenti delle scuole superiori verificano che gli studenti del primo anno minori di 14 anni siano prelevati? e quelli delle medie accettano che il ripetente di terza vada via da solo? e se sì, non si pongono il problema dell'evidente, diseducativa e discriminante disparità di trattamento?   

E per concludere, versante genitori: silenzio assordante e acquiescenza supina, ma se il pargoletto viene guardato storto da un insegnante, sono dolori, per quest'ultimo..


martedì 16 maggio 2017

Calendario scolastico Veneto 2017- 2018



Riaperta ufficialmente la caccia al miglior giorno libero.
Tutti a sciare a febbraio; e se non ci avete li sordi? lo sport lo vedete in film..



RECIDIVI
La  Giunta regionale ha approvato il nuovo calendario scolastico per l’anno 2017/2018, riproponendo a tutte le scuole del territorio la seconda edizione delle “Giornate dello sport”, dal 15 al 17 febbraio 2018.


Le  altre date

Scuole del primo e del secondo ciclo d’istruzione 

Inizio attività didattica: 13 settembre 2017
Fine attività didattica: 9 giugno 2018

Festività obbligatorie (per non scrivere "nazionali.."):

■tutte le domeniche
■il 1° novembre, festa di tutti i Santi
■l’8 dicembre, Immacolata Concezione
■il 25 dicembre, Natale
■il 26 dicembre, Santo Stefano
■il 1° gennaio, Capodanno
■il 6 gennaio, Epifania
■il lunedì dopo Pasqua
■il 25 aprile, anniversario della Liberazione
■il 1° maggio, festa del Lavoro
■il 2 giugno, festa nazionale della Repubblica
■la festa del Santo Patrono

Sospensione obbligatoria delle lezioni:

■da venerdì 8 a domenica 10 dicembre (ponte dell'Immacolata)
■da sabato 23 dicembre a domenica 7 gennaio (vacanze natalizie)
■da lunedì 12 febbraio a mercoledì 14 (vacanze di carnevale
■da giovedì 29 marzo a martedì 3 aprile (vacanze pasquali)
■da domenica 29 aprile a martedì 1° maggio (ponte del Primo maggio)


Scuole dell’Infanzia

Inizio attività didattica: primi (testuale!) di settembre
Fine attività didattica: 29 giugno 2018
Festività obbligatorie: come per le Scuole del primo e del secondo ciclo
Vacanze scolastiche: come per le Scuole del primo e del secondo ciclo

sabato 14 gennaio 2017

Controcorrente, tutti esperti di scuola, 1






Gian Antonio Stella e la sindrome del destrorso "de core".





Quando un grande giornalista, di solito ben informato e documentato, cede alla tentazione di parlare della scuola per sentito dire, gettandola in pasto al tritacarne mediatico assai male frequentato, si perdono le residue speranze di un serio dibattito sul bene più importante del paese.  Eppure succede e non è la prima volta per Stella e per altri grandi giornalisti:   basti ricordare il prode Michele Serra che discettava l'anno scorso su un presepe e uno  spettacolo natalizio mai vietati. 
Certo deve essere triste la vita di chi è costretto a scrivere ogni giorno a tutti i costi e restare all'altezza del proprio nome..
Tornando a Stella e alla sua ultima uscita sulla meritocrazia nella scuola (leggi qui dal Corriere del 5 gennaio) è veramente deprimente che si possa ancora equivocare sul valore della trovata renziana sulla premialità (alle cifre proposte). Ma nel merito a Stella risponde assai bene la prof.ssa Galatea Vaglio (leggi qui)
Qui, nel nostro piccolo ci occupiamo solo della parte formale del peregrino articolo di Stella: c'è un malcelato e trasudante malanimo, oserei dire un facile populismo e una imperdonabile caduta di stile. Ad un certo punto Stella si lascia scappare dalla penna il termine "sinistrorso". Nulla da dire se usata da Sallusti o da Feltri, ma un grande giornalista che ha sfidato la casta a viso aperto e a rischio di concrete querele, che ha  affrontato in modo documentato grandi e controversi temi come l'emigrazione e l'immigrazione, ci si sarebbe aspettati un altro sinonimo per esprimere il medesimo concetto, piuttosto che un termine mutuato dalla meccanica, dalla chimica organica o dal webetismo. 
Sinonimi suggeriti:
  • sedicenti di sinistra?
  • un tempo orientati a sinistra?
  • populisti?
  • difensori del più vieto lassismo e di fatto contrari agli interessi dei lavoratori più seri?
  • o per sbracare, il più becero, ma sempre efficace fancazzisti?
Articolo correlato, il mio parere: Il dirigente premia i migliori

Segue

sabato 17 settembre 2016

Controcorrente: il decalogo del Fermi


I compiti per le vacanze 





Qualche giorno fa, all'inizio delle lezioni, i genitori del liceo Fermi di Bologna si sono visti recapitare una inconsueta e provocatoria lettera di saluto da parte del dirigente scolastico Maurizio Lazzarini. Il preside, per fortuna esempio non rarissimo, anche se minoritario, nel variegato panorama della dirigenza scolastica, affronta un tema caldo, quello delle relazioni scuola famiglia, e lo traduce in un ironico e provocatorio decalogo. 
Lui se lo può permettere, perchè la sua scuola è modello di inclusione, di ascolto e di dialogo, ma mettere in guardia dai rischi non è mai inutile.
Ecco il decalogo: 

1) Evitate di parlare con i docenti
2) Sostituitevi ai vostri figli: cercate di eliminare tutte le         esperienze che li possano mettere in difficoltà
3) Non controllate mai il registro elettronico (mi fido...)
4) Credete loro anche contro l’evidenza
5) Date sempre la colpa alla scuola
6) Giustificateli sempre e comunque (poverini...)
7) Non sosteneteli nel loro impegno quotidiano (quanta           fatica...)
8) Non premiate mai il loro sforzo
9) Date assoluta importanza più al voto che alle cose che         imparano ed alla loro crescita
10) Non ascoltateli quando vi parlano di se’ e dei loro               problemi extrascolastici


Su una sola cosa, tra quelle dette dal preside Lazzarini  nell'intervista a Repubblica non sono d'accordo: 
Non c'è divario tra vita e formazione, come devono pensare quei genitori che rifiutano di far fare ai figli i compiti delle vacanze argomentando che "loro" li fanno crescere mentre "noi" trasmettiamo solo nozioni. Se passa quest'idea, salta un patto di fiducia essenziale per la crescita dei ragazzi. Viene meno il senso della scuola, il suo ruolo sociale, già riconosciuto sempre meno".

E' vero che non c'è, o non dovrebbe esserci,  divario tra vita e formazione e le iniziative della sua scuola convalidano e mettono in pratica tale principio. Ma i compiti delle vacanze non c'entrano nulla. Sono spessissimo uno stanco rito di fine anno scolastico, quando docenti stremati si affidano ai mille libretti o manuali delle vacanze, a generiche sequenze di esercizi ripetitivi o a corposi elenchi di argomenti, piuttosto che costruire percorsi individuali (o almeno differenziati) di approfondimento e di lettura. L'esito più comune di questi sforzi estivi degli alunni è quello di essere completamente ignorato a settembre. Alzi la mano, visto che siamo in ambito scolastico..., chi, da alunno, li ha eseguiti tutti diligentemente o, da insegnante, si è fatto carico a settembre di controllare e riprogrammare partendo dai loro esiti. 
D'altronde gli insegnanti stessi non accetterebbero mai di interrompere o limitare le proprie vacanze, vissute spesso ancora con aspettative adolescenziali, partecipando a corsi di formazione, riunioni di progettazione ecc. I più motivati, al massimo, si aggiornano diligentemente leggendo e studiando con i propri tempi personali e familiari. 
Mi auguro però, dal piglio del preside Lazzarini, che i compiti delle vacanze del Fermi di Bologna siano sequenze intelligenti di attività propedeutiche alla ripresa dell'anno successivo. Altrimenti, almeno su questo, avrebbero ragione i genitori..

La lettera autografa del Preside

domenica 28 agosto 2016

La scuola nel caos


Avvio accidentato dell'anno scolastico, tra ritardi, contenzioso e sovrapporsi di norme. 





Alla data di oggi, in tutta onestà, non è possibile intravvedere un avvio regolare dell'anno scolastico non solo nelle zone terremotate, ma in tutta l'Italia. 
Vediamo perchè. 
Per ottenere che  tutte le classi abbiano i propri insegnanti, all'inizio delle lezioni, bisogna effettuare alcune  operazioni preliminari. Eccone alcune, necessariamente semplificando: 
  • determinazione dell'organico di diritto (cioè quanti posti possono essere assegnati di ruolo in ogni scuola);
  • trasferimenti di docenti e personale ATA;
  • determinazione dell'organico di fatto (cioè i posti effettivamente disponibili, dopo aver formato le classi, stabiliti gli afflussi reali ai vari indirizzi e determinato con certezza il numero degli studenti effettivamente frequentanti);
  • utilizzazioni e assegnazioni provvisorie (docenti che devono essere spostati per sopravvenute motivazioni familiari o per mancanza di posti nel loro ruolo);
  • nomine in ruolo dei vincitori di concorso;
  • nomina dei supplenti sui posti residui.

Tutta questa complessa sequenza, alla data odierna, è ferma alla determinazione dell'organico di diritto e alle prime fasi dei trasferimenti, cioè quelle dei "vecchi" docenti. Le fasi successive (assegnazione agli ambiti territoriali, assegnazione delle sedi ai docenti immessi in ruolo l'anno scorso) sono state realizzate solo in parte e hanno dato origine non solo a proteste di piazza, ma anche ad un contenzioso che si può immaginare senza fine e senza soddisfazione di nessuna delle parti. Penso anche agli studenti che si troveranno davanti a docenti rancorosi e insoddisfatti.
Tutti hanno potuto leggere sulla stampa dell'algoritmo impazzito che sposta da sud a nord (e qua si potrebbe anche capire) ma anche da nord a sud (e qua si capisce un po' meno..) pur in presenza di posti esistenti nelle zone di origine degli aspiranti.
Ma il bello deve ancora venire. L'ultima complicazione è quella della scelta dei docenti da parte dei dirigenti che li andranno a "pescare" dai cosiddetti ambiti territoriali dove sono stati collocati non solo i nuovi docenti ma anche i "vecchi" trasferitisi da altra provincia. Fioriscono i bandi in questi giorni, fioriscono le perle burocratiche, fioriscono gli abusi, come quello del bando che prevedeva una presentazione filmata ("non a mezzo busto") o dell'altro che chiedeva lo svolgimento di una "lezione frontale". Sorvoliamo poi sui bandi tanto dettagliati e formalmente perfetti, che disegnano, però, il profilo di un solo possibile concorrente ovviamente già individuato. 
Un'operazione dissennata, che non avrei mai affidato a certi miei ex colleghi e che non avrei desiderato neanche per me. Come per me non avrei desiderato l'assegnazione del premio ai "docenti migliori",  fonte esclusiva di malcontento e preludio al disinteresse e al disimpegno generalizzati. Incentivi economici, no grazie! 
Inutile in questi mesi il sacrificio degli uffici amministrativi e dei dirigenti scolastici che non hanno avuto ferie: il meccanismo si è inceppato a causa del prevedibile collidere tra le norme vecchie e quelle nuove non armonizzate con le prime. Ma forse qualche buontempone del ministero tutto questo l'aveva previsto e adesso sta assistendo, sornione, alla realizzazione della tempesta perfetta da lui stesso creata.
Il sistema scolastico, caro Presidente, va maneggiato con cura, proprio come la Costituzione. Ben lo sapeva il ministro Berlinguer, quando si accingeva a riformare il sistema scolastico dalle fondamenta, introducendo gradualmente l'autonomia e ristrutturando i cicli scolastici. 

Perchè i ministri passano, la scuola resta... I governi passano, la Costituzione resta...

Articoli correlati: 

Nulla di nuovo sotto il sole..

Cacciatore di teste..

lunedì 1 agosto 2016

Il cammino del nord





Por el valor de tu Enseñanza. Gracias Profe









A spasso per la Cantabria e le Asturias, nelle tappe più "oceaniche" del cammino del Nord, tra Santillana del Mar,
Santillana del mar
Còbreces, Comillas, Gijon e Oviedo, non si fanno tanti incontri internazionali, ma si attraversa una Spagna diversa dai soliti cliché andalusi o catalani. Austera architettura preromanica e gotica, detestabili zone ad architettura moderna con palazzoni dall'assai dubbio gusto estetico. Molte abitudini (ir de tapas, soffermarsi all'infinito nei bar, affollare allegramente le strade..) e ahimé anche gli orari, da quando il generalissimo Franco ha adottato l'ora di Berlino,
Capricho de Gaudì (Comillas)
sono comuni a quelli degli altri spagnoli, ma qui l'aria è diversa: la tradizionale caña di birra è sostituita dal sidro versato nel bicchiere da altezze astronomiche, si osserva, a  tratti, un attivismo quasi meneghino, le spiagge che ora ci sono, se ripassi dopo due ore sono scomparse, pochissimi italiani e tedeschi, qualche francese. Comune a tutta la Spagna l'assoluta idiosincrasia per qualsiasi idioma straniero e talvolta anche per il castigliano.
Grandi attività culturali anche nei piccoli borghi: nella chiesetta di San Pedro, in piena campagna, vicino a Còbreces, un trio classico all'interno di una rassegna estiva, a Oviedo un'interminabile fila davanti al teatro del Campoamor per assistere al concerto del quintetto Jazz di Kyle Eastwood (a soli 10 euro! pubblico dai venti ai novant'anni!!). 
Ma quello che più mi è rimasto impresso in campo culturale è la campagna, chiamiamola di "pubblicità progresso", promossa dal Governo di Cantabria: "Por el valor de tu Enseñanza. Gracias Profe”. Un concorso tra tutte le scuole per realizzare cartelloni che valorizzino il lavoro degli insegnanti. I lavori risultati vincitori, viaggiano sul retro di tutti gli autobus e le corriere della Cantabria. Sicuramente questa campagna ha preso l'avvio da un atteggiamento di disistima nei confronti della classe docente: anche qui si dice che gli insegnanti hanno tre mesi di vacanza! La risposta istituzionale, però, è molto diversa..
Poi ancora una volta arrivi a Santiago..VEDI QUI
  

lunedì 9 maggio 2016

Calendario scolastico spot: vacanze alpine a Treviso


Tre colori, una penna, un solo inno 







Un serio antidoto nazionale alle derive  localistiche.
Dopo il 1967 e il 1994, nel 2017 il raduno nazionale degli alpini ritornerà  a Treviso. L'ultima volta per il Veneto era stata nel 2008 a Bassano del Grappa. A Padova era toccato nel 1976 e nel 1998; ne ho un ricordo controverso: grandi e generose opere, innumerevoli "farmacie alpine" e grandi oscene bevute collettive. 
Ma questo è solo folklore, l'anima collettiva del corpo esprime molto altro. Basti ricordare, per Padova, la realizzazione del parco degli Alpini, a Montà, ricavato in poche settimane nel 1998 da un luogo destinato a discarica. Che l'ineffabile Donazzan si appropri di questa festa di popolo, sino a introdurla nel calendario scolastico regionale merita qualche parola.  Cosa c'entrano gli alpini con il calendario scolastico? pochi hanno notato nel comunicato stampa della regione Veneto che gli alunni di Treviso e provincia non "godranno" della settimana dello sport a cavallo tra febbraio e marzo, ma di una quasi estiva "settimana degli alpini" tra l'11 e il 15 maggio, in concomitanza con l'adunata nazionale.  
Da chi nella scuola è passato per caso e magari con scarsi risultati, ci si può aspettare questo e altro: una vacanza a ridosso della faticosa conclusione dell'anno scolastico, a ridosso degli scrutini, degli ultimi compiti in classe, della predisposizione del documento finale per la maturità, in un periodo in cui per disposizione ministeriale sono vietate gite e visite guidate. Un'ulteriore prova, se ce ne fosse bisogno, che della scuola ai responsabili politici di ogni livello (nazionale, regionale e comunale) importa proprio poco...spesso non per sola incapacità, ma soprattutto per ignoranza.

sabato 7 maggio 2016

Calendario scolastico 2016-2017, Veneto

Dilettanti allo sbaraglio





Aggiornamento del 29 maggio: la delibera di Giunta, dove si apprende che "si prevede un sostegno da parte della regione per la realizzazione delle attività durante le "giornate dello sport, le cui modalità di attuazione saranno definite con successiva deliberazione di giunta..", ma si apprende anche che "la presente deliberazione non comporta spesa a carico del bilancio regionale" e ALLORA?


Ancora non è possibile accedere agli atti ufficiali che hanno portato alla delibera sul calendario scolastico regionale per l'anno scolastico 2016-2017. Al momento è stata solo annunciata in un comunicato stampa.
Gran battage pubblicitario sulla novità più folle dell'ultimo ventennio: "La principale novità nel calendario del prossimo anno è la settimana dedicata allo sport, compresa tra il 27 febbraio e il 4 marzo. La chiusura delle scuole per le vacanze di Carnevale (dal 27 febbraio al 1° marzo nel 2017) si prolungherà, così, con altre tre giornate che saranno dedicate “in orario scolastico e alla presenza degli insegnanti”, ad attività finalizzate a far conoscere le diverse discipline sportive presenti nel territorio." (Comunicato stampa della Regione)

Avete letto bene! per tre giorni tutte le scuole del Veneto, dalla materna alla secondaria superiore, "in orario scolastico e alla presenza degli insegnanti" si dedicheranno alla conoscenza delle diverse discipline sportive. Tutto questo indipendentemente dall'andamento meteorologico e dalla possibilità per gli esperti e allenatori di ogni livello di dividersi in migliaia di scuola e in decine di migliaia di classi. Auguri, scuola!

Spero che in un sussulto di razionalità o di vergogna, la mancata pubblicazione ufficiale sia determinata dalla necessità di mettere riparo a una evidente stupidaggine, demagogica e irrealizzabile. Forse in regione si sono resi conto che la stragrande maggioranza delle famiglie non fa la settimana bianca e che a fine febbraio può fare un freddo cane anche in città o che potrebbe piovere o nevicare e  soprattutto che non esistono strutture sportive in grado di accogliere tutti contemporaneamente... e allora gli alunni sarebbero avviati allo sport, stando in classe, ma questo succede già...

Vediamo comunque le date certe. 
Inizio scuola: lunedì 12 settembre2016
Termine delle lezioni: sabato 10 giugno 2017. 
(Al 30 giugno, per le scuole dell'infanzia)

Vacanze, oltre quelle obbligatorie (tra cui rientrano ancora il 25 aprile, martedì,  e il 1 maggio (lunedì): 
  • 9 e 10 dicembre, ponte dell'Immacolata;
  • dal 24 dicembre al 7 gennaio compreso, vacanze di Natale, rientro a scuola lunedì 9 gennaio;
  • dal 27 febbraio al 4 marzo, settimana dello sport;
  • dal 13 al 18 aprile, vacanze di Pasqua.




martedì 1 dicembre 2015

Tutto quello che dovreste sapere su Rozzano



e nessuno vi dirà






segue da Rozzano, cancellato il Natale

L'anno scorso una bufala creata a tavolino , in modo provocatorio suscitò un gran rumore nei media. L'intenzione dell'inventore, il noto Ermes Maiolica, era di  dimostrare che ormai in rete non è più necessario un articolo di partenza, ma basta una frase per scatenare le suffragette. Ci riuscì in modo egregio e sottile. 
Quest'anno sul Natale si fa il bis, brandendo poco cristianamente presepi e crocefissi come spade. Il pretesto è la pseudo notizia di Rozzano. 


Ecco una ricostruzione completa dei fatti:

  • Il 27 novembre il Giorno fa uscire la notizia che all'Istituto Comprensivo Garofani di Rozzano il Dirigente Scolastico Marco Parma avrebbe annullato la festa di Natale.

A essere annullato, o meglio posticipato al 21 gennaio, si legge nell'articolo, sarebbe stato il concerto denominato gli anni precedenti “Festa di Natale”. Il concerto costituisce la conclusione di un progetto musicale che vede impegnati  gli esperti dell'"Associazione 11 note". La data del 21 gennaio è stata individuata sulla base della disponibilità del Teatro Fellini, interamente occupato nel periodo natalizio.

  • Il giorno dopo, 28 novembre, il sindaco di Rozzano Barbara Agogliati (candidata del PD) interviene chiedendo al dirigente di “ripristinare” la festa e il comportamento del dirigente viene segnalato all'Ufficio Scolastico Regionale, che si muove per verificare i fatti.
  • La vicenda intanto monta. Media e partiti si lanciano su una notizia di cronaca locale, trasformando la vicenda del concerto natalizio in uno scontro di civiltà.
  • TG e trasmissioni televisive rilanciano la notizia nella sua versione distorta.
  • Michele Serra, nella sua "amaca" parla di un “test di civiltà” che le comunità islamiche dovrebbero superare: "è un test quello della tolleranza, che spetta alla comunità superare, non al resto della società italiana facilitare. Se un musulmano è ospite in casa mia non gli offro vino e carne di maiale; ma certo non nascondo le bottiglie e i salami. Come posso rispettarlo, se non ho rispetto per me stesso".

  • Davide Faraone, sottosegretario all'Istruzione, interviene sulla sua pagina Facebook definendo "miope" la decisione della scuola: "presa da chi ancora confonde l'inclusione con il quieto vivere".

  • Il presidente del Consiglio Matteo Renzi commenta "il Natale è molto più importante di un preside in cerca di provocazioni. Se pensava di favorire integrazioni e convivenza in questo modo, mi pare abbia sbagliato di grosso".
  • Anche Matteo Salvini è intervenuto: "Cancellare le tradizioni è un favore ai terroristi" aggiungendo che "facciamo ridere l'isis". 
  • I genitori della scuola decidono di organizzare una manifestazione di solidarietà nei confronti di Marco Parma.
  • In serata Marco Parma pubblica sul sito della scuola una lettera di dimissioni in cui ricostruisce la vicenda di cui è stato protagonista e spiega che: nessuna festa di Natale è stata annullata o rinviata. Quello che è successo, spiega, è che l'unico diniego posto "riguarda la richiesta di due mamme che avrebbero voluto entrare a scuola nell'intervallo mensa per insegnare canti religiosi ai bambini cristiani: cosa che continuo a considerare inopportuna".
  •  In un'intervista al Corriere il preside racconta anche che la decisione è dettata dal fatto che la sua è una scuola multietnica e che alcuni bambini avrebbero potuto sentirsi esclusi.

Professori della scuola insieme ai genitori, durante la manifestazione di solidarietà al preside Marco Parma, confermano la versione del dirigente scolastico e specificano: "che non era stato annullato nulla, bensì aggiunto".

Intanto i bambini si sono goduti salvini e la gelmini che cantava "tu scendi dalle stelle". Ma i bambini non andrebbero protetti?

giovedì 25 giugno 2015

Controcorrente, il bonus scuola



Autorottamazione?







Lo ammetto sono partigiano, prevenuto, disgustosamente prevenuto nei confronti di una riforma, nata male, proseguita peggio e che si avvia ad una dolorosissima conclusione. Dolorosa, innanzitutto per la scuola, che subirà un'involuzione antidemocratica, attraverso l'ennesima rivisitazione dei programmi, la concentrazione dei poteri, lo svuotamento ulteriore degli organi collegiali, l'introduzione di malsane forme di competitività, che contrastano per definizione con l'essenza del procedere didattico, che esige accordo e unità d'intenti. Ma il processo innescato è doloroso anche politicamente, perchè mette a nudo una maniera di procedere antidemocratica, che se può essere in qualche modo giustificata in condizioni di emergenza e quando si deve assolutamente rompere con un passatismo fuori tempo massimo, diviene patologica quando applicata ad ogni piega del vivere civile, dove l'unica condizione di funzionalità sarebbe la condivisione. E' già successo con l'Italicum, che però adesso, non essendo più conveniente e blindato, si vorrebbe cambiare, è successo con la riforma del Senato, la cui abolizione de facto va in scena questa mattina con il voto di fiducia.
Doloroso, infine, per una certa sinistra, che al di là delle parole esibisce un tentennamento indecente. 
Oggi si vota al senato la fiducia su un maxi-emendamento, di cui sotto viene riportata una versione che ancora non si sa se sarà quella definitiva. 

Per chi non dovesse sapere cosa vuol dire maxi-emendamento, si tratta di un trucco parlamentare, per cui tutta la legge viene raccolta in un unico articolo, con lo scopo di ottenerne l'approvazione in un'unica votazione. Di norma, infatti,  le leggi vengono votate articolo per articolo e poi nella versione definitiva: un'inutile perdita di tempo e infiniti rischi per la tenuta di una maggioranza risicata. In passato numerose leggi di bilancio sono state approvate con questo metodo, per la gioia di chi poi doveva applicarle e non trovava il riferimento agli articoli... 



venerdì 19 giugno 2015

Vacanze scolastiche 2015-2016, Veneto




Promemoria per gli insegnanti che devono piazzare strategicamente il giorno libero, per i genitori che dovranno impazzire per sistemare i figli,  per i dirigenti che così sapranno quando poter lavorare in pace, senza nessuno tra i piedi, per gli assessori che dovranno programmare i lavori di manutenzione e di puntello alle scuole giusto in tempo per l'inizio delle lezioni, non prima...


La Giunta regionale del Veneto ha approvato il nuovo calendario scolastico per l’anno 2015/2016.


Il calendario prevede:
Scuole del primo e del secondo ciclo d’istruzione
chi si rivede!


Inizio delle lezioni: 
mercoledì 16 settembre 2015
Fine fine delle lezioni: 
mercoledì 8 giugno 2016




Festività obbligatorie:

Tutte le domeniche
il 1° novembre, festa di tutti i Santi
l’8 dicembre, Immacolata Concezione
il 25 dicembre, Natale
il 26 dicembre, Santo Stefano
il 1° gennaio, Capodanno
il 6 gennaio, Epifania
il lunedì dopo Pasqua
il 25 aprile, anniversario della Liberazione
il 1° maggio, festa del Lavoro
il 2 giugno, festa nazionale della Repubblica
La festa del Santo Patrono.


Vacanze: 


  • il 7 dicembre 2015 (lunedì, ponte dell'Immacolata)
  • dal 24 dicembre 2015 al 5 gennaio 2016 (vacanze natalizie)
  • dall'8 febbraio al 10 febbraio 2016 (carnevale e mercoledì delle Ceneri)
  • dal 24 marzo al 29 marzo 2016 (vacanze pasquali)

Scuole dell’Infanzia

Inizio attività didattica: 16 settembre 2015
Fine attività didattica: 30 giugno 2016
Festività obbligatorie: come per le Scuole del primo e del secondo ciclo
Vacanze scolastiche: come per le Scuole del primo e del secondo ciclo


Articoli correlati: 

I compiti per le vacanze 

sabato 13 giugno 2015

Perle di follia (scolastica)






Si sa, nel mese di giugno si sommano tutte le stanchezze, le delusioni, gli stress di un intero anno scolastico. La classe docente, notoriamente abituata a lavorare poco, debole e cagionevole di salute al punto di costituire quasi il 50% dei casi mondiali di burnout, in questo periodo soffre al massimo grado. 
Anni di lassismo e di cattive abitudini oltre che l'adolescenziale voglia di vacanze  di adulti che non sono mai usciti dalla scuola, fanno il resto.
Ma un dirigente? chi é destinato ad assumere ruoli di sempre maggiore responsabilità, al punto di dover decidere del futuro della "sua" scuola e dei "suoi" docenti, non dovrebbe poterselo permettere. Ma non è così per tutti, se si dà conto di due fatterelli appena successi nelle scuole del circondario. Non penso, però, che altre più civilizzate contrade ne siano totalmente immuni.
1. Un interminabile collegio di fine anno, all'ordine del giorno il piano di aggiornamento: la proposta della dirigenza è quella di invitare uno degli attualmente più popolari tromboni della pedagogia, per illuminare la plebe sulle problematiche dei DSA. Il corso è abbastanza oneroso per le ristrette finanze della scuola e suscita qualche larvata perplessità nel pubblico stanco e sudaticcio. La delibera, ciò nonostante, complici numerosissime astensioni (boh!) viene approvata con una decina di voti contrari. Apriti cielo, il futuro lider maximo pretende che chi ha votato contro si alzi in piedi, dichiari il proprio nome (poteva chiedere il numero di matricola che era lo stesso) e dichiari di essere contrario. Un sussulto di residua dignità docente lo mette indecorosamente a tacere. 
2. Circolare Giannini: nelle more dell'approvazione della buona scuola, si chiede ai dirigenti di approntare il piano didattico triennale con la richiesta dell'organico "potenziato". Come si sa, la cosa prevede il parere del Collegio docenti: che la legge sia ancora al senato, che soffra di qualche disturbino nella speditezza del cammino e che comunque debba tornare alla Camera non ha nessuna importanza per la ministra e neanche per qualche dirigente più realista del re, proprio come ai tempi della follia del portfolio!
Detto fatto: si porta in collegio una delibera che prevede una delega in bianco per il dirigente. Tantissime perplessità vengono espresse, ma tutte, tranne 3 si placano alla minaccia del dirigente, guida e condottiero di eroici combattenti della cultura, di riconvocare il collegio nel mese di luglio. Miracolosamente gli indomiti combattenti alzano quasi tutti la mano, ma non se ne fa niente perchè il dirigente avrebbe avuto bisogno dell'unanimità! ma dove l'ha scovata questa norma? Per inciso la circolare Giannini era già stata ritirata.
La vicenda mi ha ricordato un pò quel dirigente, conosciuto da presidente di commissione: arrivava a scuola ogni mattina con un trolley di dimensioni transatlantiche, colmo di circolari, che religiosamente portava avanti e indietro con reverente sottomissione alla dea burocrazia. Caro presidente, con questa gente, docenti, dirigenti e ministra, la scuola non va da nessuna parte! 

mercoledì 3 giugno 2015

Scheda di lettura del DDl sulla buona scuola

La buona scuola in Senato, ultima occasione per migliorare  un testo che in realtà andrebbe completamente riscritto. 





 Le notizie di stampa, necessariamente frammentarie e generiche, non hanno reso possibile la piena comprensione dei contenuti e quindi delle luci e delle ombre, dei rischi e delle contraddizioni del DDL sulla cosiddetta buona scuola. Anch'io mi sono occupato sostanzialmente solo dei due punti più caldi: le assunzioni e il potere dei dirigenti.  Ma c'è dell'altro e forse anche di peggio, come il finanziamento alle private e l'impianto culturale e pedagogico carente e superficiale.
Il Senato,  nel ricevere il testo già approvato alla camera e iniziandone a sua volta l'esame, ha prodotto un'ottima scheda di lettura,  che di seguito proponiamo, dopo il link al testo completo. Presentati anche centinaia di emendamenti dallo stesso PD, da SEL e dal M5S. La questione scuola sta assumendo sempre più un carattere di fondamentale discrimine dell'azione del governo anche alla luce dei risultati delle elezioni regionali. Si arriverà alla fiducia anche sul tema scuola? 



Il testo approvato dalla Camera


La scheda di lettura:
Ho evidenziato in rosso i punti chiave.

Articolo 1

(Oggetto e finalità)
L’articolo 1 prevede che il disegno di legge dia piena attuazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche (di cui all’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59), al fine di realizzare alcuni obiettivi specifici, fra i quali l’innalzamento delle competenze degli studenti, la prevenzione e il recupero dell’abbandono e della dispersione scolastica nonché la garanzia del diritto allo studio per tutti gli studenti e dell’educazione permanente per tutti i cittadini. In tale contesto, si prevede la programmazione triennale dell’offerta formativa e si richiamano le forme di flessibilità dell’autonomia didattica e organizzativa consentite alle scuole in base al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, riferendosi, in particolare, fra l’altro, all’articolazione modulare del monte ore annuale di ogni disciplina e al potenziamento del tempo scuola.
Nel dettaglio, il comma 1 dispone che, al fine di innalzare i livelli di istruzione e le competenze delle studentesse e degli studenti, di contrastare le diseguaglianze socio-culturali e territoriali, di prevenire e recuperare l’abbandono e la dispersione scolastica, di affermare il ruolo della scuola nella società della conoscenza, di costruire curricoli coerenti con i nuovi stili di apprendimento, in coerenza con il profilo educativo, culturale e professionale degli ordini di scuola, di realizzare una scuola aperta, quale laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica, di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva, di garantire il diritto allo studio e pari opportunità di successo formativo per gli studenti e l’educazione permanente per tutti i cittadini, la presente legge dà piena attuazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche di cui all’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, anche in relazione alla dotazione finanziaria.
Il comma 2 prevede che, per i fini enunciati in precedenza, le istituzioni scolastiche garantiscono la partecipazione alle decisioni degli organi collegiali e la loro organizzazione è orientata alla massima flessibilità, diversificazione, efficienza ed efficacia del servizio scolastico, nonché l’integrazione e il miglior utilizzo delle risorse e delle strutture, l’introduzione di tecnologie innovative e il coordinamento con il contesto territoriale. In tale ambito, l’istituzione scolastica effettua la programmazione triennale dell’offerta formativa per il potenziamento dei saperi e delle competenze delle studentesse e degli studenti e per l’apertura della comunità scolastica al territorio con il pieno coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà locali.
Secondo il comma 3, la piena realizzazione del curricolo della scuola e il raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo 2, la valorizzazione delle potenzialità e degli stili di apprendimento nonché della comunità professionale scolastica con lo sviluppo del metodo cooperativo, nel rispetto della libertà di insegnamento, la collaborazione e la progettazione, l’interazione con le famiglie e il territorio sono perseguiti mediante le forme di flessibilità dell’autonomia didattica e organizzativa previste dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, e in particolare attraverso:
a) l’articolazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina, ivi compresi attività e insegnamenti interdisciplinari;
b) il potenziamento del tempo scolastico anche oltre i modelli e i quadri orari, nei limiti della dotazione organica dell’autonomia di cui all’articolo 2, comma 1, tenuto conto delle scelte degli studenti e delle famiglie;
c) la programmazione plurisettimanale e flessibile dell’orario complessivo del curricolo e di quello destinato alle singole discipline, anche mediante l’articolazione del gruppo della classe.
In base al comma 4, alle disposizioni dell'articolo 1 si provvede nei limiti della dotazione organica dell’autonomia di cui all’articolo 25, comma 1 e delle risorse strumentali e finanziarie disponibili.
Articolo 2

(Autonomia scolastica e offerta formativa)
L’articolo 2, al fine di dare piena attuazione al processo di realizzazione dell’autonomia e di riorganizzazione dell’intero sistema di istruzione, prevede il rafforzamento delle funzioni del dirigente scolastico e l’istituzione dell’organico dell’autonomia. Prevede anche la programmazione triennale dell’offerta formativa, finalizzata a indicare il fabbisogno di infrastrutture e attrezzature materiali, nonché il fabbisogno organico, anche in considerazione delle iniziative di potenziamento dell’offerta formativa. Disposizioni transitorie sono dettate per l’anno scolastico 2015/2016. Prevede, infine, l’incremento del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche per 126 milioni di euro annui dal 2016 al 2021. Un incremento di 7 milioni di euro annui dal 2015 al 2022 è disposto altresì a favore del Fondo per il funzionamento amministrativo e didattico delle istituzioni statali dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM).
I commi 1 e 2 dispongono in merito all’autonomia delle istituzioni scolastiche. In base al comma 1, al fine di dare piena attuazione al processo di realizzazione dell’autonomia e di riorganizzazione dell’intero sistema di istruzione, il dirigente scolastico, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali, garantisce un’efficace ed efficiente gestione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche e materiali, fermi restando i livelli unitari e nazionali di fruizione del diritto allo studio nonché gli elementi comuni dell’intero sistema scolastico pubblico. È istituito per l’intera istituzione scolastica, o istituto comprensivo, e per tutti gli indirizzi degli istituti secondari di secondo grado afferenti alla medesima istituzione scolastica l’organico dell’autonomia, funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche come emergenti dal piano triennale dell’offerta formativa di cui al presente articolo. I docenti dell’organico dell’autonomia concorrono alla realizzazione del piano triennale dell’offerta formativa con attività di insegnamento, di potenziamento, di sostegno, di organizzazione, di progettazione e di coordinamento.
Secondo il comma 2, le istituzioni scolastiche effettuano le proprie scelte in merito agli insegnamenti e alle attività curricolari, extracurricolari, educative e organizzative e individuano il proprio fabbisogno di attrezzature e di infrastrutture materiali, nonché di posti dell’organico dell’autonomia di cui all’articolo 8.
In relazione al potenziamento dell’offerta formativa, il comma 3 statuisce che le istituzioni scolastiche, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, individuano il fabbisogno di posti dell’organico dell’autonomia, in relazione all’offerta formativa che intendono realizzare, nel rispetto del monte orario degli insegnamenti e tenuto conto della quota di autonomia dei curricoli e degli spazi di flessibilità, nonché in riferimento a iniziative di potenziamento dell’offerta formativa e delle attività progettuali, per il raggiungimento degli obiettivi formativi da esso individuati come prioritari tra i quali mette conto segnalare i seguenti: valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche, con particolare riferimento all’italiano, nonché alla lingua inglese e ad altre lingue dell’Unione europea, anche mediante l’utilizzo della metodologia Content language integrated learning; potenziamento delle competenze matematico-logiche e scientifiche; potenziamento delle competenze nella pratica e nella cultura musicali, nell’arte e nella storia dell’arte, nel cinema, nelle tecniche e nei media di produzione e di diffusione delle immagini e dei suoni, anche mediante il coinvolgimento dei musei e degli altri istituti pubblici e privati operanti in tali settori; alfabetizzazione all’arte, alle tecniche e ai media di produzione e diffusione delle immagini; potenziamento delle metodologie laboratoriali e delle attività di laboratorio; prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, di ogni forma di discriminazione, del bullismo e del cyberbullismo, potenziamento dell’inclusione scolastica e del diritto allo studio degli alunni con bisogni educativi speciali attraverso percorsi individualizzati e personalizzati anche con il supporto e la collaborazione dei servizi socio-sanitari ed educativi del territorio e le associazioni di settore; apertura pomeridiana delle scuole e riduzione del numero di alunni e di studenti per classe o per articolazioni di gruppi di classi, anche con potenziamento del tempo scolastico o rimodulazione del monte ore rispetto a quanto indicato dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89; incremento dell’alternanza scuola-lavoro nel secondo ciclo di istruzione; individuazione di percorsi e di sistemi funzionali alla premialità e alla valorizzazione del merito degli alunni e degli studenti.
Il comma 4 dispone che, in relazione al potenziamento delle competenze nella pratica e nella cultura musicali, nell’arte e nella storia dell’arte, nel cinema, nelle tecniche e nei media di produzione e di diffusione delle immagini e dei suoni - previsto dalla lettera c) del comma 3 - le scuole con lingua di insegnamento slovena o bilingue della regione Friuli Venezia Giulia possono sottoscrivere, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, apposite convenzioni con i centri musicali di lingua slovena di cui al comma 2 dell’articolo 15 della legge 23 febbraio 2001, n. 38.
In base al comma 5, le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche possono prevedere, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, nelle gare concernenti i relativi servizi di fornitura – nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 1, quarto periodo, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, che stabilisce le condizioni per poter derogare alle procedure di acquisto centralizzato di beni e servizi da parte della P.A. – criteri di priorità per l’inserimento di prodotti agricoli e alimentari a chilometro zero, provenienti da filiera corta agricola e ittica, di prodotti derivanti da agricoltura biologica o, comunque, a ridotto impatto ambientale e di qualità, e di prodotti della pesca sociale. I parametri per la definizione delle categorie di prodotti devono essere definiti con decreti del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con i Ministri competenti per ciascun decreto, previa intesa con la Conferenza unificata. Tra le finalità, vi è quella di promuovere l’educazione ad una alimentazione sana e sostenibile per l’ambiente, che valorizzi le tradizioni agroalimentari locali. Il comma 6 prevede che il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, con proprio decreto, provvede al finanziamento delle istituzioni scolastiche e, secondo quanto disciplinato al comma 2 dell’articolo 8, alla dotazione organica per la realizzazione degli obiettivi con riferimento ai diversi ordini e gradi di istruzione, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente. Giusta il comma 7, l’ufficio scolastico regionale individua la dotazione organica complessiva dell’autonomia e la comunica alle singole istituzioni scolastiche per la realizzazione dei piani triennali dell’offerta formativa.
Secondo il comma 8, le istituzioni scolastiche predispongono, entro il mese di ottobre dell’anno scolastico precedente al triennio di riferimento, il piano triennale dell’offerta formativa, che contiene anche la programmazione delle attività formative rivolte al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) nonché la definizione delle risorse occorrenti in base alla quantificazione disposta per le istituzioni scolastiche. Il piano può essere rivisto annualmente entro il mese di ottobre. L’ufficio scolastico regionale - in base al comma 9 - verifica la proposta di piano, nonché eventuali revisioni annuali, presentata dai dirigenti scolastici, in termini di compatibilità economico-finanziaria e di risorse disponibili e trasmette al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca gli esiti della verifica.
Il comma 10 sostituisce l’articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, che disciplina il piano dell’offerta formativa (POF), attualmente predisposto per ciascun anno scolastico. In particolare, lo stesso POF sarà sostituito dal piano triennale dell’offerta formativa, rivedibile annualmente. Il piano triennale – oltre a continuare ad esplicitare, come l’attuale POF, la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa che le singole scuole adottano – indica il fabbisogno di posti nell’organico dei docenti e di posti del personale ATA (per quest'ultima tipologia di personale nel rispetto dei limiti e dei parametri stabiliti dal decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 119), il fabbisogno di infrastrutture e di attrezzature materiali e i piani di miglioramento dell’istituzione scolastica previsti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80. Il piano è elaborato dal collegio dei docenti, sulla base degli indirizzi e delle scelte di gestione e amministrazione definiti dal dirigente scolastico, che a tal fine tiene conto, tra l’altro, delle proposte formulate dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie superiori, degli studenti. Il piano è approvato dal consiglio di circolo o di istituto ed è pubblicato sul sito della scuola.

Informazioni

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001. Parte delle immagini, loghi, contributi audio o video e testi usati in questo blog viene dalla Rete e i diritti d'autore appartengono ai rispettivi proprietari. Il blog non è responsabile dei commenti inseriti dagli utenti e lettori occasionali.