Gli implacabili dati numerici dell'istituto Cattaneo
venerdì 12 giugno 2015
Il re é nudo
Gli implacabili dati numerici dell'istituto Cattaneo
mercoledì 10 giugno 2015
Controcorrente: quando i musi neri eravamo noi
lunedì 8 giugno 2015
Controcorrente
giovedì 4 giugno 2015
Controcorrente, compiti a casa
La scuola di classe
Non vorrei essere nei panni di un alunno d'oggi della scuola elementare o media. Avrei perso la capacità di lettura sequenziale, anzi perso, tout court, il gusto della lettura e della scoperta. Sarei sottoposto a mille stimoli, raramente sistematizzati per fornire effettive chiavi di lettura della realtà, ma sarei addestrato dai sovradimensionati strumentini multimediali nelle mie mani a saltabeccare di qua e di là senza alcun costrutto. Dovrei fare sport, pagando cifre modeste ma significative, accompagnato sempre in auto dai miei, senza giocare più a pallone nel campetto. Per assecondare la nuova folle moda che avanza, dovrei restare a scuola dalle otto alle due, cercando strategie individuali di sopravvivenza.
E per finire, in questo periodo, sarei già alla ricerca dei libri per le vacanze. Ma che vacanze sono se ci sono ancora di mezzo i libri, cioè lo strumento di lavoro che ho utilizzato, o avrei dovuto utilizzare, durante tutto l'anno?
Qualcuno, più diligente degli altri, parlo degli insegnanti, si segnerà nel registro "fatti" o "non fatti", puntando alla quantità piuttosto che alla qualità e ai problemi che ho incontrato. Poi, ritemprato dalle sue vere vacanze, partirà con i suoi mille progetti, maturati nel meritato riposo assoluto dell'estate, recriminando sui genitori che non hanno seguito i figli durante le "vacanze", prechè, in realtà, costretti a parcheggiarli da un grest e da un centro estivo all'altro.
mercoledì 3 giugno 2015
Scheda di lettura del DDl sulla buona scuola
Le notizie di stampa, necessariamente frammentarie e generiche, non hanno reso possibile la piena comprensione dei contenuti e quindi delle luci e delle ombre, dei rischi e delle contraddizioni del DDL sulla cosiddetta buona scuola. Anch'io mi sono occupato sostanzialmente solo dei due punti più caldi: le assunzioni e il potere dei dirigenti. Ma c'è dell'altro e forse anche di peggio, come il finanziamento alle private e l'impianto culturale e pedagogico carente e superficiale.
Il testo approvato dalla Camera
La scheda di lettura:
Ho evidenziato in rosso i punti chiave.
Articolo 1
(Oggetto e finalità)
L’articolo 1 prevede che il disegno di legge dia piena attuazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche (di cui all’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59), al fine di realizzare alcuni obiettivi specifici, fra i quali l’innalzamento delle competenze degli studenti, la prevenzione e il recupero dell’abbandono e della dispersione scolastica nonché la garanzia del diritto allo studio per tutti gli studenti e dell’educazione permanente per tutti i cittadini. In tale contesto, si prevede la programmazione triennale dell’offerta formativa e si richiamano le forme di flessibilità dell’autonomia didattica e organizzativa consentite alle scuole in base al regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, riferendosi, in particolare, fra l’altro, all’articolazione modulare del monte ore annuale di ogni disciplina e al potenziamento del tempo scuola.
Nel dettaglio, il comma 1 dispone che, al fine di innalzare i livelli di istruzione e le competenze delle studentesse e degli studenti, di contrastare le diseguaglianze socio-culturali e territoriali, di prevenire e recuperare l’abbandono e la dispersione scolastica, di affermare il ruolo della scuola nella società della conoscenza, di costruire curricoli coerenti con i nuovi stili di apprendimento, in coerenza con il profilo educativo, culturale e professionale degli ordini di scuola, di realizzare una scuola aperta, quale laboratorio permanente di ricerca, sperimentazione e innovazione didattica, di partecipazione e di educazione alla cittadinanza attiva, di garantire il diritto allo studio e pari opportunità di successo formativo per gli studenti e l’educazione permanente per tutti i cittadini, la presente legge dà piena attuazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche di cui all’articolo 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, anche in relazione alla dotazione finanziaria.
Il comma 2 prevede che, per i fini enunciati in precedenza, le istituzioni scolastiche garantiscono la partecipazione alle decisioni degli organi collegiali e la loro organizzazione è orientata alla massima flessibilità, diversificazione, efficienza ed efficacia del servizio scolastico, nonché l’integrazione e il miglior utilizzo delle risorse e delle strutture, l’introduzione di tecnologie innovative e il coordinamento con il contesto territoriale. In tale ambito, l’istituzione scolastica effettua la programmazione triennale dell’offerta formativa per il potenziamento dei saperi e delle competenze delle studentesse e degli studenti e per l’apertura della comunità scolastica al territorio con il pieno coinvolgimento delle istituzioni e delle realtà locali.
Secondo il comma 3, la piena realizzazione del curricolo della scuola e il raggiungimento degli obiettivi di cui all’articolo 2, la valorizzazione delle potenzialità e degli stili di apprendimento nonché della comunità professionale scolastica con lo sviluppo del metodo cooperativo, nel rispetto della libertà di insegnamento, la collaborazione e la progettazione, l’interazione con le famiglie e il territorio sono perseguiti mediante le forme di flessibilità dell’autonomia didattica e organizzativa previste dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, e in particolare attraverso:
a) l’articolazione modulare del monte ore annuale di ciascuna disciplina, ivi compresi attività e insegnamenti interdisciplinari;
b) il potenziamento del tempo scolastico anche oltre i modelli e i quadri orari, nei limiti della dotazione organica dell’autonomia di cui all’articolo 2, comma 1, tenuto conto delle scelte degli studenti e delle famiglie;
c) la programmazione plurisettimanale e flessibile dell’orario complessivo del curricolo e di quello destinato alle singole discipline, anche mediante l’articolazione del gruppo della classe.
In base al comma 4, alle disposizioni dell'articolo 1 si provvede nei limiti della dotazione organica dell’autonomia di cui all’articolo 25, comma 1 e delle risorse strumentali e finanziarie disponibili.
Articolo 2
(Autonomia scolastica e offerta formativa)
L’articolo 2, al fine di dare piena attuazione al processo di realizzazione dell’autonomia e di riorganizzazione dell’intero sistema di istruzione, prevede il rafforzamento delle funzioni del dirigente scolastico e l’istituzione dell’organico dell’autonomia. Prevede anche la programmazione triennale dell’offerta formativa, finalizzata a indicare il fabbisogno di infrastrutture e attrezzature materiali, nonché il fabbisogno organico, anche in considerazione delle iniziative di potenziamento dell’offerta formativa. Disposizioni transitorie sono dettate per l’anno scolastico 2015/2016. Prevede, infine, l’incremento del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche per 126 milioni di euro annui dal 2016 al 2021. Un incremento di 7 milioni di euro annui dal 2015 al 2022 è disposto altresì a favore del Fondo per il funzionamento amministrativo e didattico delle istituzioni statali dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM).
I commi 1 e 2 dispongono in merito all’autonomia delle istituzioni scolastiche. In base al comma 1, al fine di dare piena attuazione al processo di realizzazione dell’autonomia e di riorganizzazione dell’intero sistema di istruzione, il dirigente scolastico, nel rispetto delle competenze degli organi collegiali, garantisce un’efficace ed efficiente gestione delle risorse umane, finanziarie, tecnologiche e materiali, fermi restando i livelli unitari e nazionali di fruizione del diritto allo studio nonché gli elementi comuni dell’intero sistema scolastico pubblico. È istituito per l’intera istituzione scolastica, o istituto comprensivo, e per tutti gli indirizzi degli istituti secondari di secondo grado afferenti alla medesima istituzione scolastica l’organico dell’autonomia, funzionale alle esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche come emergenti dal piano triennale dell’offerta formativa di cui al presente articolo. I docenti dell’organico dell’autonomia concorrono alla realizzazione del piano triennale dell’offerta formativa con attività di insegnamento, di potenziamento, di sostegno, di organizzazione, di progettazione e di coordinamento.
Secondo il comma 2, le istituzioni scolastiche effettuano le proprie scelte in merito agli insegnamenti e alle attività curricolari, extracurricolari, educative e organizzative e individuano il proprio fabbisogno di attrezzature e di infrastrutture materiali, nonché di posti dell’organico dell’autonomia di cui all’articolo 8.
In relazione al potenziamento dell’offerta formativa, il comma 3 statuisce che le istituzioni scolastiche, nei limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, individuano il fabbisogno di posti dell’organico dell’autonomia, in relazione all’offerta formativa che intendono realizzare, nel rispetto del monte orario degli insegnamenti e tenuto conto della quota di autonomia dei curricoli e degli spazi di flessibilità, nonché in riferimento a iniziative di potenziamento dell’offerta formativa e delle attività progettuali, per il raggiungimento degli obiettivi formativi da esso individuati come prioritari tra i quali mette conto segnalare i seguenti: valorizzazione e potenziamento delle competenze linguistiche, con particolare riferimento all’italiano, nonché alla lingua inglese e ad altre lingue dell’Unione europea, anche mediante l’utilizzo della metodologia Content language integrated learning; potenziamento delle competenze matematico-logiche e scientifiche; potenziamento delle competenze nella pratica e nella cultura musicali, nell’arte e nella storia dell’arte, nel cinema, nelle tecniche e nei media di produzione e di diffusione delle immagini e dei suoni, anche mediante il coinvolgimento dei musei e degli altri istituti pubblici e privati operanti in tali settori; alfabetizzazione all’arte, alle tecniche e ai media di produzione e diffusione delle immagini; potenziamento delle metodologie laboratoriali e delle attività di laboratorio; prevenzione e contrasto della dispersione scolastica, di ogni forma di discriminazione, del bullismo e del cyberbullismo, potenziamento dell’inclusione scolastica e del diritto allo studio degli alunni con bisogni educativi speciali attraverso percorsi individualizzati e personalizzati anche con il supporto e la collaborazione dei servizi socio-sanitari ed educativi del territorio e le associazioni di settore; apertura pomeridiana delle scuole e riduzione del numero di alunni e di studenti per classe o per articolazioni di gruppi di classi, anche con potenziamento del tempo scolastico o rimodulazione del monte ore rispetto a quanto indicato dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 marzo 2009, n. 89; incremento dell’alternanza scuola-lavoro nel secondo ciclo di istruzione; individuazione di percorsi e di sistemi funzionali alla premialità e alla valorizzazione del merito degli alunni e degli studenti.
Il comma 4 dispone che, in relazione al potenziamento delle competenze nella pratica e nella cultura musicali, nell’arte e nella storia dell’arte, nel cinema, nelle tecniche e nei media di produzione e di diffusione delle immagini e dei suoni - previsto dalla lettera c) del comma 3 - le scuole con lingua di insegnamento slovena o bilingue della regione Friuli Venezia Giulia possono sottoscrivere, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, apposite convenzioni con i centri musicali di lingua slovena di cui al comma 2 dell’articolo 15 della legge 23 febbraio 2001, n. 38.
In base al comma 5, le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche possono prevedere, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, nelle gare concernenti i relativi servizi di fornitura – nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 1, quarto periodo, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, che stabilisce le condizioni per poter derogare alle procedure di acquisto centralizzato di beni e servizi da parte della P.A. – criteri di priorità per l’inserimento di prodotti agricoli e alimentari a chilometro zero, provenienti da filiera corta agricola e ittica, di prodotti derivanti da agricoltura biologica o, comunque, a ridotto impatto ambientale e di qualità, e di prodotti della pesca sociale. I parametri per la definizione delle categorie di prodotti devono essere definiti con decreti del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con i Ministri competenti per ciascun decreto, previa intesa con la Conferenza unificata. Tra le finalità, vi è quella di promuovere l’educazione ad una alimentazione sana e sostenibile per l’ambiente, che valorizzi le tradizioni agroalimentari locali. Il comma 6 prevede che il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, con proprio decreto, provvede al finanziamento delle istituzioni scolastiche e, secondo quanto disciplinato al comma 2 dell’articolo 8, alla dotazione organica per la realizzazione degli obiettivi con riferimento ai diversi ordini e gradi di istruzione, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente. Giusta il comma 7, l’ufficio scolastico regionale individua la dotazione organica complessiva dell’autonomia e la comunica alle singole istituzioni scolastiche per la realizzazione dei piani triennali dell’offerta formativa.
Secondo il comma 8, le istituzioni scolastiche predispongono, entro il mese di ottobre dell’anno scolastico precedente al triennio di riferimento, il piano triennale dell’offerta formativa, che contiene anche la programmazione delle attività formative rivolte al personale docente e amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA) nonché la definizione delle risorse occorrenti in base alla quantificazione disposta per le istituzioni scolastiche. Il piano può essere rivisto annualmente entro il mese di ottobre. L’ufficio scolastico regionale - in base al comma 9 - verifica la proposta di piano, nonché eventuali revisioni annuali, presentata dai dirigenti scolastici, in termini di compatibilità economico-finanziaria e di risorse disponibili e trasmette al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca gli esiti della verifica.
Il comma 10 sostituisce l’articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, che disciplina il piano dell’offerta formativa (POF), attualmente predisposto per ciascun anno scolastico. In particolare, lo stesso POF sarà sostituito dal piano triennale dell’offerta formativa, rivedibile annualmente. Il piano triennale – oltre a continuare ad esplicitare, come l’attuale POF, la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa che le singole scuole adottano – indica il fabbisogno di posti nell’organico dei docenti e di posti del personale ATA (per quest'ultima tipologia di personale nel rispetto dei limiti e dei parametri stabiliti dal decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 119), il fabbisogno di infrastrutture e di attrezzature materiali e i piani di miglioramento dell’istituzione scolastica previsti dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 marzo 2013, n. 80. Il piano è elaborato dal collegio dei docenti, sulla base degli indirizzi e delle scelte di gestione e amministrazione definiti dal dirigente scolastico, che a tal fine tiene conto, tra l’altro, delle proposte formulate dalle associazioni dei genitori e, per le scuole secondarie superiori, degli studenti. Il piano è approvato dal consiglio di circolo o di istituto ed è pubblicato sul sito della scuola.
martedì 2 giugno 2015
Controcorrente
sabato 30 maggio 2015
Che fare?
Votare humanum est
- Chi non vota è come se votasse per il vincitore. Nel caso del Veneto il vincitore predestinato, quello che ritiene di vincere senza alcun programma é Zaia e dietro Zaia c'é Salvini, il lepenista che sta superando se stesso la maestra, quello che vuole portarci fuori dall'euro, in buona compagnia in questo con altri populisti nostrani ed stranieri.
- Non c'é nessuno che mi rappresenti: é l'obiezione più comune e vicina alla realtà. Ma siccome non siamo in un regime di democrazia diretta ma rappresentativa, bisogna per forza procedere per approssimazione. Tanto qualcuno, che io vada o non vada, vincerà sempre, magari anche a causa della mia assenza e deciderà per me anche sulle cose della vita di ogni giorno. "Prendi lo meno tristo per buono", scriveva Machiavelli.
- Escluso di votare a destra per ragioni culturali e antropologiche, che cosa mi offre l'altra parte? beh, se fossi in Campania non avrei dubbi, Saviano lo ha detto chiaramente: il peggio del peggio si è concentrato alla corte di De Luca, il primo vero impresentabile, come ha confermato la Bindi, con un grande atto di coraggio. Ma lì c'é "la sinistra al lavoro" che da De Luca si è dissociata ampiamente e presenta una sua lista. Nessun dubbio nemmeno in Liguria: lì, checché ne dica Flores d'Arcais, si gioca una partita importante per il futuro della sinistra. Finalmente il "mite" e indeciso Civati si é risolto a dire e a fare qualcosa. Velleitario, fuori tempo massimo? tutto quello che volete, ma un segnale in Liguria sarebbe molto importante per Renzi, per il suo cerchio magico, per la sinistra in generale e quindi per l'Italia. Ma siamo nel Veneto: qua l'alternativa é tra Zaia e Zaia. Non si vince neanche con l'intervento della madonna di monte Berico. Però...
- Ma se non si vince, perchè si è aggregata una certa sinistra, quella che non è demagogica e votata al solo bel gesto? per una lontana speranza, per non fare mancare qualche decimale che le sarebbe stato rinfacciato per sempre e avrebbe fatto mordere le mani a tutti nei secoli leghisti a venire? forse c'è una motivazione più concreta. Sia che si vinca o che si perda é essenziale fare arrivare la voce del lavoro, del sindacato, dove altrimenti non avrebbe diritto di cittadinanza, né diritto di parola. A livello locale, poi, quello che conta sono gli uomini (e le donne) più che gli schieramenti. E il candidato l'ho trovato, anche se qui non posso rivelarlo, perché questo blog, da quando ha cambiato nome, adesso é L'isola, non è più un blog pro, ma contro, controcorrente, libero e indipendente, dove ogni giorno posso dire francamente quello che penso, come uno sfogo personale e per chi viene a leggere, peggio per lui.
- Il convitato di pietra, infine, cioè il M5S, ha delle caratteristiche populiste e autoritarie, nonostante le infinite discussioni tra i militanti, i video, l'impegno nel produrre istanze, documenti, mozioni, interrogazioni proposte. Per me sarebbe come votare per i testimoni di Geova: per carità, brava gente, ma un po', diciamo così, "settaria". Avete notato la facilità con cui danno del fascista a destra e a manca, loro che sono oltre? la facilità con cui irridono, del tutto in buona fede e non per calcolo, a chi non si adagia sul loro pensiero unico (con cui invece etichettano gli altri) e a chi non si piega alla loro fede messianica e palingenetica?
venerdì 29 maggio 2015
Elezioni regionali del Veneto, candidati e programmi, 3
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| Campagna a 360 gradi |
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| Fratellanza leghista |
"Il potere va dato a chi non ne nutre alcuna bramosia".
I programmi:
Flavio Tosi
Jacopo Berti
giovedì 28 maggio 2015
Elezioni regionali nel Veneto. Candidati e programmi, 2
Lady perfettina
La carriera politica dell'avvocato Moretti parte con le elezioni comunali di Vicenza nel 2008. Si candida in una lista civica di centro sinistra che appoggia Variati, ottiene 195 voti, come in un paesino di campagna, ma entra in giunta e diviene vicesindaco, con la delega all'istruzione, campo nel quale giunge a qualche concreta e innovativa realizzazione. Si tratta del piano territoriale scolastico per favorire l'integrazione degli alunni stranieri e il centro per la documentazione pedagogica e la didattica, con la creazione di laboratori e sportelli di consulenza per genitori, alunni e insegnanti.
In realtà non é nuova alla politica: già 2003 si era candidata alle elezioni comunali di Vicenza con i Democratici di Sinistra a sostegno della candidatura di Riboni.
in una lista di centro destra, a sostegno di Giorgio Carollo, ex berlusconiano, fondatore di "Veneto per il PPE". Voti raccolti 66!! La Moretti dice adesso che questo la fa sorridere: sempre stata di sinistra, afferma, ma in quel caso era contro il candidato di centro di sinistra. Piccole debolezze femminili!
Dopo essere entrata nella direzione nazionale del PD nel 2009, occupandosi principalmente di scuola, nel 2012, durante la campagna per le primarie PD a sostegno di Bersani, viene nominata portavoce del Comitato nazionale insieme a Roberto Speranza.
mercoledì 27 maggio 2015
Elezioni regionali nel Veneto. Candidati e programmi, 1
Non dire quattro se non l'hai nel sacco
martedì 26 maggio 2015
Elezioni regionali Veneto 2020. La legge elettorale
In sintesi:
Non è previsto un ballottaggio: vince il candidato che prende più voti. Basta un solo voto in più degli avversari per essere eletti governatori del Veneto.
In queste elezioni regionali saranno ben nove i candidati che correranno alla poltrona di presidente del Veneto.
Tra questi quattro sono rappresentanti di partiti politici presenti su tutto il territorio nazionale, mentre gli altri cinque rappresentano liste civiche presenti solo in Veneto o in poche altre regioni.
In corsa abbiamo il sempre verde e impomatato presidente uscente Luca Zaia, sostenuto daLega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, e dalle due liste civiche Zaia Presidente e Lista Veneto Autonomia.
Il centrosinistra presenta un candidato atipico come Arturo Lorenzoni, entrato in politica nel 2017 come vicesindaco di Padova e appoggiato da Partito Democratico, Europa Verde, +Veneto in Europa – Volt, Il Veneto che vogliamo (lista che include Articolo Uno, Sinistra Italiana e Possibile) e dagli autonomisti di Sanca Veneta.
Il Movimento 5 Stelle candida l’ex senatore Enrico Cappelletti, mentre la senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini correrà sostenuta dalla lista Daniela Sbrollini Presidente, che comprende al suo interno Italia Viva, Partito Socialista Italiano, Partito Repubblicano Italiano e Civica per il Veneto.
Per chiudere, troviamo gli autonomisti del Partito dei Veneti, che candidano il consigliere regionale uscente Antonio Guadagnini; l’ex parlamentare Simonetta Rubinato, fuoriuscita dal Pd nel 2019 e candidata a presidente della regione con una lista fai da te: Veneto – Simonetta Rubinato per le Autonomie.
L’estrema sinistra è rappresentata da Paolo Benvegnù, in corsa con la lista Solidarietà Ambiente Lavoro (SAL!) che comprende al suo interno il Partito Comunista Italiano e il Partito della Rifondazione Comunista.
Patrizia Bartelle è invece candidata con il partito Italia in Comune, che in Veneto si presenta con il nome di Territori in Comune – Veneto Ecologia Solidarietà e dulcis in fundo anche il Movimento 3V – Libertà di Scelta troviamo con tale dott. Paolo Girotto, medico "veterinario".
Informazioni
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