lunedì 5 ottobre 2015

Parole di scuola: il primo giorno che vorrei



 Elogio del dubbio
"Tu, tu che sei una guida, non dimenticare che tale sei, perché hai dubitato delle guide! 
E dunque a chi è guidato 
permetti il dubbio!" 


Anche quest'anno mi sono chiesto quale primo giorno di scuola avrei voluto da studente. Magari in un ipotetico liceo, non più solo classico, col cumulo di nozioni, date e regole di grammatica, nel tempo rivelatesi inutili. Un liceo un po' più moderno, che non perda pezzi e iscritti come sta accadendo adesso, ma che sappia mettere insieme la conoscenza del passato e delle nostre origini greche e latine con quella del  metodo scientifico.  Un liceo che insegni un metodo per affrontare la vita e il lavoro: un liceo fondato sul dubbio e senza nessuna certezza. Quindi al primo giorno avrei voluto un insegnante che mi leggesse i versi che seguono e che impiegasse tutto l'anno per spiegarmeli e approfondirli. Ma è evidentemente chiedere troppo in una scuola che non solo non  fa scienza, ma guardando alla filosofia  si limita alla sua storia. 



Elogio del bubbio, di Bertold Brecht

Sia lode al dubbio! Vi consiglio, salutate 
serenamente e con rispetto chi 
come moneta infida pesa la vostra parola! 
Vorrei che foste accorti, che non deste 
con troppa fiducia la vostra parola. 

Leggete la storia e guardate 
in fuga furiosa invincibili eserciti. 
In ogni luogo fortezze indistruttibili rovinano e 
anche se innumerabile era l'armata salpando, 
le navi che tornarono le si poté contare. 

Fu così un giorno un uomo sulla inaccessibile vetta e giunse una nave alla fine 
dell'infinito mare. 

Oh bello lo scuoter del capo 
su verità incontestabili!

Sono coloro che non riflettono, a non 
dubitare mai. Splendida è la loro digestione, 
infallibile il loro giudizio. 
Non credono ai fatti, credono solo a se stessi. 
Se occorre, tanto peggio per i fatti. 
La pazienza che han con se stessi 
è sconfinata. Gli argomenti 
li odono con gli orecchi della spia. 

Con coloro che non riflettono e mai dubitano 
si incontrano coloro che riflettono e mai agiscono. 
Non dubitano per giungere alla decisione, bensì 
per schivare la decisione.
Le teste le usano solo per scuoterle. 
Con aria grave mettono in guardia dall'acqua i passeggeri dl navi che affondano. 
Sotto l'ascia dell'assassino 
si chiedono se anch'egli non sia un uomo. 

Dopo aver rilevato, mormorando, 
che la questione non è ancora sviscerata vanno a letto. 
La loro attività consiste nell'oscillare. 
Il loro motto preferito è: l'istruttoria continua. 

Certo, se il dubbio lodate 
non lodate però 
quel dubbio che è disperazione! 
Che giova poter dubitare, a colui 
che non riesce a decidersi! 
Può sbagliare ad agire 
chi di motivi troppo scarsi si contenta! 
ma inattivo rimane nel pericolo 
chi di troppi ha bisogno. 

Tu, tu che sei una guida, non dimenticare 
che tale sei, perché hai dubitato 
delle guide! E dunque a chi è guidato 
permetti il dubbio! 


e dopo il primo?

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