sabato 10 ottobre 2015

L'ipocrisia dell'ogm-free



“C’è un culto dell’ignoranza […], e c’è sempre stato. Lo sforzo dell’anti-intellettualismo è stato una traccia costante che si è spinta nella nostra vita politica e culturale, alimentata dalla falsa nozione che la democrazia significhi che “la mia ignoranza vale quanto la tua conoscenza”. I. Asimov



segue da: Le terribili manipolazioni che sconvolgono gli italiani
Sono molte le analogie tra il no al nucleare, senza se e senza ma, decretato in passato dall'Italia, e il no agli ogm di più recente ispirazione.
Nel primo caso tutti sanno che ci troviamo circondati da centrali nucleari straniere, in primis quelle francesi, alcune delle quali distano talmente pochi chilometri dal nostro confine di Ventimiglia che i francesi poco si accorgerebbero di un eventuale incidente, stante il regime dei venti preponderante in quella zona. Però da noi niente nucleare: grande rispetto per il popolo sovrano che lo ha ribadito con una scelta referendaria. Contraddizione, ma almeno in quel caso preoccupazione legittima e reale, visti i danni noti, certi ed eterni degli incidenti nucleari. Resta però l'ipocrisia.
Nel caso degli Ogm (organismi geneticamente migliorati?) l'ipocrisia è ancora maggiore: vietata la coltivazione in Italia, vietata di fatto la ricerca, perchè inibita quella in campo, che in agricoltura è essenziale, via libera, invece, all'importazione di mangimi geneticamente modificati per il sostegno indispensabile alla nostra filiera della produzione di carni e insaccati pregiati e protetti. Non lo affermo certo io, ma addirittura il Ministero dello sviluppo Agricolo!
Infatti ha ragione il ministero: la maggior parte dei mangimi (mais e soia) usati in ambito zootecnico sono di importazione (perchè l'Italia non potendo coltivare ogm ha perso in resa per ettaro e in competitività) e tra questi circa l'80% è geneticamente modificato. 
Ebbene non è successo niente, nessuno si è ammalato, nessuno è stato "infettato". Ma quello che fa più sorridere, o piangere, è l'importazione del cotone, anche questo per un settore di punta del made in Italy. Praticamente vestiamo ogm: qualcuno inizia a sentire uno strano prurito?
Ma c'è di "peggio": le bende e le garze con cui tutti siamo entrati in contatto almeno una volta sono di cotone...
Miliardi di persone nel mondo sono entrati in contatto attraverso il sistema circolatorio con gli ogm: tracce di proteine allergeniche? non pervenute! e dire che quello della ipotetica produzione di  proteine sconosciute e di misteriose "tossine" negli OGM è il cavallo di battaglia dei novelli proibizionisti, che si appellano al principio di precauzione.

E ancora: il 62% del mais prodotto in Italia, con coltivazioni tradizionali, non è adatto all'alimentazione umana, per un elevatissimo inquinamento di tossine da fungo, le "fumonisine".

 Per concludere: cari amici anti ogm, evitate di entrare in contatto con la carta e continuate a dilettarvi nel più asettico web. Perchè? perchè la carta viene prodotta utilizzando frammenti di pioppo e chi vi può assicurare che questo legno non venga dalla Cina? Proprio li infatti sono stati impiantati 150.000 ettari di pioppi sperimentati dal prof. Francesco Sala. Il professore, illustre genetista della Statale di Milano, non potendo sperimentare in campo i suoi meli valdostani resistenti alle larve parassitarie e il riso Carnaroli, immune dagli attacchi fungini, si dedicò allo sviluppo di pioppi resistenti agli insetti e riuscì a impiantarli, però in Cina...

  

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