martedì 25 novembre 2014
domenica 23 novembre 2014
L'altro sport, serata conclusiva
I campioni di ieri, di oggi e di domani...
Atmosfera raccolta, quasi come una chiacchierata tra amici, ma una forte tensione etica ed emotiva nei racconti dei protagonisti della serata di ieri a Mestrino, dedicata ai cosiddetti "sport minori" e condotta con mano esperta ed affettuosa da Remo Breda.
In apertura Andrea Moretti, allenatore del Petrarca, ha illustrato la sua visione del rugby, ma soprattutto la sua visione dello sport come educazione e introduzione alla vita. Nel suo discorso, affrontato con parole semplici ma profonde, i temi dell'impegno, del sacrificio, del rispetto degli altri, del rispetto delle regole, del valore della scuola sono stati ricorrenti.
Sembrava proprio di essere su un altro pianeta: se anche solo una parte di questi atteggiamenti potesse essere diffuso e messo in pratica da tutti, la nostra bella Italia sarebbe prima tra tutti e non solo nello sport.
Magistrali le note sull'etica del rugby: chi è più forte vince sempre, non si può barare, nè contare sulla fortuna, ma l'avversario va sempre affrontato, per apprendere dagli errori!
Poche parole, dirette e semplici, che valgono quanto un intero corso di etica o di educazione civica o, come si chiama adesso, di convivenza civile.
Maurizio Milanetto, con la riservatezza e la modestia del grande campione della seconda signora dello sport, la ginnastica artistica, ha raccontato la sua durissima ma esaltante esperienza. Da ragazzo, costretto ad andare lontano dalla famiglia per raggiungere i livelli più elevati e poi la sua esperienza di formatore sportivo, che mai ha voluto servirsi dei propri allievi per dare luce ad una sua seconda vita da allenatore.
La ginnastica -ha affermato- al contrario del rugby, che a detta di Moretti, è uno sport per tutti, è invece uno sport per pochi, anzi pochissimi. Inutile sacrificare dei ragazzi ad una vita di fatica e di rinunce se non si intravedono delle qualità veramente particolari. Ma...dopo una vita in palestra, gli è capitata l'eccezione su cui vale la pena lavorare e su questo racconto, si è leggermente commosso. Sicuramente di questa promessa della ginnastica, che adesso ha solo 11 anni, sentiremo parlare a breve...
Giorgio Sbrocco ha poi presentato il suo lavoro letterario, "Il diario ovale", che altro non è altro che un atto d'amore nei confronti del rugby e dello sport genuino in generale. Un rugby raccontato come esperienza di vita e come paradigma della società: parafrasando Moretti, un libro per tutti e non solo per addetti ai lavori.
Abilissimo dissacratore, ad una domanda del pubblico sul comportamento dei genitori spettatori del rugby, Sbrocco senza mezze misure ha affermato che sono uguali a quelli del calcio...
Abilissimo dissacratore, ad una domanda del pubblico sul comportamento dei genitori spettatori del rugby, Sbrocco senza mezze misure ha affermato che sono uguali a quelli del calcio...
Paolo Moretti e Francesco Bolla, in rappresentanza di tutta la pallamano di Mestrino, hanno illustrato le difficoltà di uno sport tra i più praticati al mondo e misconosciuto in Italia. Nonostante questo, a Mestrino la squadra femminile ha raggiunto i massimi livelli nazionali, due anni fa è stato organizzato in paese un torneo internazionale. In chiusura Moretti ha annunciato che il presidente del CONI, Giovanni Malagò, per la sua prossima visita in Veneto li ha invitati ad una conferenza stampa congiunta.
La polemica, innescata da un breve intervento di Sbrocco sull'assenza dello sport dalle scuole, è stata ripresa dall'intervento di un dirigente del Petrarca che ha ulteriormente sottolineato come la scuola oltre a non accogliere lo sport al suo interno, ne scoraggia la pratica anche all'esterno, non mostrando comprensione verso gli atleti impegnati spesso in competizioni nazionali e internazionali.
Posizione confermata anche da Eloisa Passaro, la diciassettenne
campionessa di sciabola, che si è fermata anch'essa sulle difficoltà causatale dalla scuola. Ma il suo discorso, sotto le sapienti sollecitazioni di Remo Breda, non si è certo fermato a questo: i risultati raggiunti, il gusto e l'adrenalina della competizione, la ricerca del continuo progresso, valgono sicuramente le mille rinunce, il rigore dell'impegno e la fatica fisica e mentale.
Per concludere, grande successo della richiesta dei libri offerti in vendita. I ricavati del volume "i Vincenti" finanzieranno, per inciso, il proseguimento della fantastica avventura del rugby in carrozzina, introdotto in Italia da Alvise de Vidi.
La polemica, innescata da un breve intervento di Sbrocco sull'assenza dello sport dalle scuole, è stata ripresa dall'intervento di un dirigente del Petrarca che ha ulteriormente sottolineato come la scuola oltre a non accogliere lo sport al suo interno, ne scoraggia la pratica anche all'esterno, non mostrando comprensione verso gli atleti impegnati spesso in competizioni nazionali e internazionali.
Posizione confermata anche da Eloisa Passaro, la diciassettenne
campionessa di sciabola, che si è fermata anch'essa sulle difficoltà causatale dalla scuola. Ma il suo discorso, sotto le sapienti sollecitazioni di Remo Breda, non si è certo fermato a questo: i risultati raggiunti, il gusto e l'adrenalina della competizione, la ricerca del continuo progresso, valgono sicuramente le mille rinunce, il rigore dell'impegno e la fatica fisica e mentale.
Per concludere, grande successo della richiesta dei libri offerti in vendita. I ricavati del volume "i Vincenti" finanzieranno, per inciso, il proseguimento della fantastica avventura del rugby in carrozzina, introdotto in Italia da Alvise de Vidi.
venerdì 21 novembre 2014
Un buon capro espiatorio vale quasi quanto una soluzione
I rifugiati,
un problema difficilmente sostenibile a lungo.
La scelta più autolesionista e dissennata per affrontare il problema della grande massa dei rifugiati politici è sicuramente quella di convogliarli nelle grandi città e, all'interno di queste, di concentrarli in mega struttura con centinaia di ospiti.
In questa situazione è matematicamente certa la presenza di una qualche percentuale di malfattori o di violenti, come è altamente frequente l'insorgere di conflitti interetnici, religiosi, caratteriali, culturali o semplicemente l'insorgere della naturale conflittualità connessa agli spazi ristretti e al dilatamento dei tempi.
Riguardo al problema dei tempi bisogna sapere che la maggior parte dei progetti di accoglienza e di mantenimento degli aspiranti rifugiati politici sono nati per reggere a brevi periodi, al massimo di due tre mesi, connessi con il reperimento dei vestiti, l'espletamento delle visite mediche residue e delle pratiche burocratiche per l'identificazione, il rilascio del permesso di soggiorno temporaneo e la presentazione alla commissione che deve valutare il singolo caso.
Le organizzazioni che si occupano di queste pratiche (Vedi: "i veri costi dell'accoglienza") ricevono 35 euro al giorno lorde per rifugiato e, in genere, svolgono il proprio lavoro dignitosamente in ogni parte d'Italia, ma...non sono nate per reggere all'urto di più di un anno di permanenza di giovani uomini e donne, che, pur essendo liberi di muoversi, sono come degli animali in gabbia, oppressi dall'incertezza per il futuro e dall'inattività.
I tempi si sono dilatati infatti, a causa dell'arrivo di un gran numero di rifugiati, anche se è vero che dei 140.000 arrivati in un anno, fonti del Viminale ne stimano la permanenza in Italia di soli 58.903. Tutti gli altri hanno preferito in qualche modo proseguire verso altri paesi e tra quelli rimasti, perchè privi di ulteriori risorse (i libici di solito rapinano i viaggiatori in transito di tutti i beni, vestiti inclusi) per il proseguimento del viaggio, pochi sono quelli che resteranno in Italia dopo l'esame della commissione. Troppi comunque 58.000 per smaltire le loro richieste in tempi ragionevoli, da parte delle striminzite commissioni. Per inciso attualmente, per tutto il nord-est ne esiste una sola.
Ma arrivati alla commissione, questo è solo l'inizio: il riconoscimento dello status di rifugiati pone infatti i beneficiari nella condizione di tutti gli altri cittadini, cioè li espone, senza più alcuna tutela, alla disoccupazione, all'impossibilità di automantenersi, alla potente attrazione dei racket della contraffazione o della questua quando non a quelli della vera e propria malavita.
Dove l'accoglienza viene fatta in piccole strutture di piccoli centri, la presenza diluita rende possibile il controllo sociale, la reciproca conoscenza con i residenti, l'ascolto delle storie umane, una qualche forma di inserimento se non di integrazione e una qualche se pur remota possibilità di approccio al lavoro.
In caso contrario, come al quartiere di Tor Sapienza a Roma, l'immigrato rischia e di fatto si trasforma nel più facile ed immediato capro espiatorio che da sfogo alle frustrazioni e alle insoddisfazioni di chi magari vive già in condizioni simili alla sua, si sente circondato dal degrado e dall'incuria e dimenticato dallo Stato: quelli almeno mangiano, quelli prendono 30 euro al giorno, quelli ci rubano il lavoro, quelli sono tutti violenti e delinquenti, danno fastidio alle donne, violentano le donne, sono musulmani aspiranti terroristi e così via delirando.
Inevitabile che a un certo punto arrivino gli sciacalli...
Come sostiene A. Block nella sua celebre opera murphologica: "Un buon capro espiatorio vale quasi quanto una soluzione..."
giovedì 20 novembre 2014
Gli sport minori a Mestrino
I protagonisti della serata
Venerdì 21 novembre alle 20.45, presso la sala consiliare di Mestrino, seconda serata del ciclo: "L'altro sport", organizzato dall'associazione Storia e Vita.
Questa volta tocca agli sport minori, quelli cioè lontani dai riflettori, dalla televisione, dalla gloria e dal giro di denaro.
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| Eloisa Passaro |
Testimonial d'eccezione, alcuni grandi campioni, come: Maurizio Milanetto, olimpionico di ginnastica artistica, Eloisa Passaro, nazionale di scherma ai campionati del mondo giovanili e Andrea Moretti, nazionale italiana di Rugby, ora allenatore del Petrarca.
Ma vediamo in particolare Maurizio Milanetto, docente e allenatore, riservatissimo sul proprio passato di atleta, ma in possesso di un palmares invidiabile: due olimpiadi come finalista (Monaco e Montreal, 72 e 76), tre titoli italiani assoluti, sportivo dell'anno nel 1972.
Al centro della serata Giorgio Sbrocco: apprezzato giocatore di Rugby, docente di Tecnica, teoria e didattica del rugby presso le Università di Padova e di Ferrara, giornalista sportivo, già responsabile tecnico del settore giovanile del Petrarca e oggi collaboratore del Comitato Regionale Veneto.
Ma la sua presenza è dovuta ad una inedita
performance come narratore, sobrio ed efficace, del mondo del rugby. In questa nuova opera, l'intento narrativo si presta alla descrizione di un mondo fatto di sacrifici, umanità e solidarietà, senza tralasciare annotazioni, rese con mano leggera, ma profonde, sulla società e sulla vita in generale.
Quasi in parallelo, Giorgio Sbrocco si é dedicato alla raccolta delle testimonianze degli atleti del rugby in carrozzina.
Il risultato è stato un libro che si è scritto da solo, come ama dire lui, e che ripercorre storie individuali e collettive, attraverso la voce dei diretti protagonisti, intervistati uno per uno.
Quindi domani sera a Mestrino, in sala consiliare alle 20.45:
Mestrino, chiude il supermercato CADORO
Mestrino:
coincidenze di cattivo augurio per una trasformazione dall'impatto molto critico
Mestrino divisa in due, come sempre, dalla statale, e adesso anche sui pro e i contro dell'affaire INTERSPAR.
La linea di demarcazione talvolta passa attraverso la razionalità che mantiene le rispettive visioni della vita (ci sono buone ragioni da una parte e dall'altra), ma molto spesso attraverso l'emotività (tutto quello che fa la mia parte è giusto, quello che fa o dice la tua è sbagliato per definizione).
Tralasciando la seconda categoria, che è propria di soggetti irredimibili, che non si vedono mai quando servirebbe, ma imperversano nel web, fermiamoci alla prima che dà qualche possibilità di ragionare e confrontarsi.
Sull'aspetto estetico del TOTEM, ho già detto scherzosamente, ma per qualcuno è un buon biglietto di presentazione del paese: questione di gusti!
Sull'utilità delle rotatorie si potrebbe discutere per mesi, sin quando non sarà fatta una vera rilevazione quantitativa di tempi e flussi.
Intanto ci si può affidare solo al buon senso e alle proprie capacità di osservazione.
E a questo proposito ci sono alcuni elementi difficilmente. a mio parere, confutabili:
Se la risposta a queste domande è no o è indeterminata, la giunta ammetta la propria impotenza o la propria mancanza di lungimiranza. Se non di questo dovesse trattarsi, allora ogni altro pensiero, o retro-pensiero, diverrebbe lecito.
La linea di demarcazione talvolta passa attraverso la razionalità che mantiene le rispettive visioni della vita (ci sono buone ragioni da una parte e dall'altra), ma molto spesso attraverso l'emotività (tutto quello che fa la mia parte è giusto, quello che fa o dice la tua è sbagliato per definizione).
Tralasciando la seconda categoria, che è propria di soggetti irredimibili, che non si vedono mai quando servirebbe, ma imperversano nel web, fermiamoci alla prima che dà qualche possibilità di ragionare e confrontarsi.
Sull'aspetto estetico del TOTEM, ho già detto scherzosamente, ma per qualcuno è un buon biglietto di presentazione del paese: questione di gusti!
Sull'utilità delle rotatorie si potrebbe discutere per mesi, sin quando non sarà fatta una vera rilevazione quantitativa di tempi e flussi.
Intanto ci si può affidare solo al buon senso e alle proprie capacità di osservazione.
E a questo proposito ci sono alcuni elementi difficilmente. a mio parere, confutabili:
- le rotatorie non diminuiscono il traffico, lo rallentano per tutti (il classico semaforo, lo bloccava a tempi alterni e poteva dare la priorità alla strada più frequentata).
- I pedoni o i ciclisti che attraversano o percorrono una rotatoria è bene che stipulino una adeguata assicurazione sulla vita.
- Nel caso specifico di Mestrino, i marciapiedi sono talmente stretti da non essere percorribili se non da persone magre, escluse le carrozzine: c'è il pesante sospetto che le regole di larghezza e congruità invocate in altre occasioni (l'uscita dalla scuola di Lissaro) in questo caso siano state allegramente bypassate.
Venendo poi all'impatto della grande distribuzione, anche qui qualche osservazione "terra terra":
- La grande distribuzione danneggia per forza di cose la piccola e la media (non lo dico io ma l'Unioncamere); sostenere che la Cadoro abbia chiuso a causa di Interspar è ovviamente una forzatura: era in via di soffocamento da tempo, ma quanto avvenuto è un triste presagio per il futuro.
E riguardo all'ambiente:
- La sanificazione dell'area ex Maritan è cosa sacrosanta, ma chi ha permesso che per anni fossero lasciate all'erosione del clima pericolosissime strutture di amianto?
- La presenza di un'area commerciale e "artigianale" così estesa provoca o no un aumento del traffico, sia leggero che pesante? e questo cosa si porta dietro in termini di inquinamento?
- Dovendo proprio sottostare ai diktat di una potenza commerciale, non si poteva fare altrimenti? non poteva essere trovata una soluzione alternativa?
Se la risposta a queste domande è no o è indeterminata, la giunta ammetta la propria impotenza o la propria mancanza di lungimiranza. Se non di questo dovesse trattarsi, allora ogni altro pensiero, o retro-pensiero, diverrebbe lecito.
mercoledì 19 novembre 2014
Concerto a Limena
La società musicale
L'associazione di volontariato Società Musicale si è costituita nel 2005 per iniziativa di persone che condividono la passione per la musica, in particolare per la musica classica.
L'Associazione, avvalendosi in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali volontarie e gratuite dei propri aderenti, Direttore compreso, svolge attività per la diffusione e valorizzazione della musica classica, rivolte a tutte le persone, in particolare ai bambini, agli anziani o a chi è in situazioni di svantaggio, nel territorio della Regione Veneto e di altri Paesi.
I componenti dell'Associazione sono tutti musicisti professionisti che hanno suonato nelle più importanti sale in Italia e all'estero e che condividono il piacere di fare musica, contribuendo in forma gratuita alla realizzazione di progetti di beneficenza. Nel giugno 2013 la Società Musicale si è esibita anche a Mestrino, in un affollato concerto di beneficenza.
Sabato sera, concerto per la cittadinanza, nella prestigiosa sala Falcone -Borsellino.
martedì 18 novembre 2014
Il commercio a Padova
Le conseguenze sull'occupazione
Ieri ho scherzato un po' sull'estetica del totem padano, attirandomi le ire dei mestrinesi "dop". Si rassicurino: era semplicemente un'esercitazione letteraria, nel mio piccolo, s'intende.
A Mestrino in realtà voglio bene: non ci vivo, ma c'è il mio bar preferito, il mio supermercato (oggi deserto...), il mio medico, il mio dentista, le mie conoscenze più numerose. Lì, trincerato dietro un problematico scranno, ho passato più di 15 anni, adesso dietro un altro ben più difficile scranno sto cercando di mantenere l'impegno con gli elettori. Siccome è gratuito e senza secondi fini per il futuro, finchè mi diverto...
Oggi torniamo un po' più sul serio o meglio in modo meno provocatorio sull'"affare Interspar".
Che sia un affare è fuori dubbio: sicuramente per la proprietà, che si piazza in modo ben "visibile" sull'asse Padova-Vicenza, che per altro vanta il record mondiale nella concentrazione dei siti della grande distribuzione. Da Sarmeola, nell'ordine: Interspar, Lidl, Dico, Metro, ALI, Ins, Interspar, Lidl, Ca d'oro, Lando e... da Grisignano si ricomincia...
Ma l'effetto di questa concentrazione non é solo la deturpazione del paesaggio, bucolico o alpino che sia, ma piuttosto la selezione spietata dei produttori, l'orientamento e insieme il condizionamento dei consumatori.
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| L'interspar dei monti |
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| L'interspar di Padova |
Ma l'effetto di questa concentrazione non é solo la deturpazione del paesaggio, bucolico o alpino che sia, ma piuttosto la selezione spietata dei produttori, l'orientamento e insieme il condizionamento dei consumatori.
Sicuramente l'impegno economico e logistico ripagherà anche a Mestrino quest'azienda, che si vanta di essere "radicata nel territorio", anche dopo l'esaurimento dell'euforia delle offerte di lancio. Ma a quale prezzo per il commercio in generale?
Se qualcuno ha dubbi, consulti la tabella seguente, che riguarda solo la provincia di Padova, nella sezione "mercato del lavoro", alle righe "commercio, grande distribuzione, piccola e media distribuzione".
La grande distribuzione nel 2013 ha incrementato il numero degli occupati, gliene sia reso il merito, ma...la piccola e media distribuzione?
Qualche anno fa la CGIA di Mestre, noto covo di estremisti, ha calcolato che per ogni posto creato nella grande distribuzione se ne perdono sei nel piccolo commercio, incrociando i dati Istat nazionali.
In quest'ottica, certi trionfalismi propagandistici dovrebbero per dignità tacere; è un pò come la vendita della scuola Arcobaleno alla SPES: ne accontenti una cinquantina (di famiglie), attaccandoti la medaglia del risanatore, e f...i tutte le altre per tre generazioni.
Fonte: Unioncamere

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DE SPAR- L'ABETE
Da cooperativa a colosso internazionale
"Dalla cooperazione armoniosa tutti ricevono vantaggi in modo uguale",
che in olandese suona: "Door Eendrachtig Samenwerken Profiteren Allen Regelmatig",
le cui iniziali sono appunto DE SPAR, cioè l'abete, il simbolo del marchio.
Nel 1932 in Olanda nasce questa associazione su base volontaria tra commercianti, di sapore cooperativistico, per organizzare sotto uno stesso marchio un gran numero di distributori che mantengono la propria indipendenza.
Nel 1960 la DESPAR approda in Italia, con Puggina (quello del calcio Padova); da allora le forze e le sinergie con altre strutture cooperative si moltiplicano e si creano dei colossi societari, che aderiscono, almeno sino alla metà del 2014, alla Centrale italiana (alleanza tra Sigma, Coop, Despar e Il Gigante), sciolta di recente dopo un'istruttoria dell'Antitrust.
Attualmente la DESPAR, in Italia è rappresentata da diverse società che si spartiscono il territorio nazionale; nel Veneto opera l'Aspiag (Austria Spar international AG), con sede operativa a Mestrino.
L'ASPIAG (Austria SPAR International AG) oltre che in Veneto opera anche in Emilia-Romagna (Provincia di Ferrara), Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto e in Slovenia, Croazia, Ungheria e Repubblica Ceca.
Ha la sede legale in Svizzera ed è suddivisa in filiali nazionali: per l'Italia la sede legale é a Bolzano e, come già detto, la sede operativa a Mestrino.
Per la cronaca, l'Aspiag ha contribuito, un paio d'anni fa, alla realizzazione della prima rotonda mestrinese, a ridosso della propria sede, che include un grande centro di distribuzione per il nord-est: coincidenze!!
Ha la sede legale in Svizzera ed è suddivisa in filiali nazionali: per l'Italia la sede legale é a Bolzano e, come già detto, la sede operativa a Mestrino.
Per la cronaca, l'Aspiag ha contribuito, un paio d'anni fa, alla realizzazione della prima rotonda mestrinese, a ridosso della propria sede, che include un grande centro di distribuzione per il nord-est: coincidenze!!
domenica 16 novembre 2014
Matematica e musica
Bach, suite per violoncello n. 1,
il preludio
La musica, diceva Sant’Agostino, è “scientia bene modulandi”, la scienza del “movimento ben regolato”. E per Lorenz Mitzler, allievo di Johann Sebastian Bach, “la musica è il suono della matematica”. Lo strettissimo legame tra matematica, geometria e musica affascina da secoli musicisti, filosofi e scienziati. Ma a volte un video è in grado di spiegare con un’immediatezza sconosciuta alle parole la magia che lega numeri e suoni. E’ il caso di Baroque.me, l’interattivo realizzato da Alexander Chen, direttore creativo del Google Creative Lab. Disegnando quattro sfere che incrociano le loro orbite con otto corde, Chen ha creato una straordinaria rappresentazione visiva dei rapporti matematici nascosti nel famosissimo preludio della prima Suite per Violoncello di Bach. Se mostrassero questo video nelle scuole, forse matematica, geometria e musica classica sarebbero meno indigeste.
Fonte: 3nz.it
Matematica e musica
sabato 15 novembre 2014
Controcorrente
Interspar
e altro ancora
Realizzata la mission della giunta Pedron: "Mestrino chiusa tra due rotonde".
Adesso possiamo aggiungere: "soffocata tra due ipermercati", i commercianti ringraziano.
Alle scarse bellezze niente é stato aggiunto, molto é stato tolto, ma chissenefrega: questo é il progresso, questi sono gli affari!
Lasciatemelo dire: Mestrino é proprio brutta, brutta fuori e brutta dentro, talvolta.
Ma poveretta, che volete di più. Condivide tutte le caratteristiche della padania classica: le montagne su uno sfondo lontano, visibili solo qualche giorno all'anno, allungata su una statale, con una storia che ha lasciato scarse e dimenticate tracce, costellata di capannoni, simbolo apprezzabile di per sé del nuovo benessere, afflitta dalla genetica attitudine dei suoi cittadini a vivere nel modo più disteso possibile, quindi in mezzo a mono o bifamiliari, che non la fanno cittadina, ma neanche più campagna.
Ma Mestrino ha anche qualcosa in più: la vocazione ad apparire più brutta di quanto sia in realtà, attitudine che condivide con alcune donne poco dotate e un po' agé, che si ingegnano con mise esageratamente giovanilistiche o con un trucco troppo pesante.
Mestrino ci mette di suo l'incuria e l'attenzione quasi nulla al buongusto, all'arredo urbano, all'estetica.
Mestrino ci mette di suo l'incuria e l'attenzione quasi nulla al buongusto, all'arredo urbano, all'estetica.
L'esempio dell'Interspar è solo l'ultimo in ordine di tempo: il nuovo totem postmoderno sovrasta e ricopre la chiesa, le automobili come formiche impazzite, sovrastano la capacità di sopportazione dei malcapitati apparati respiratori locali.
Ma diciamola tutta: questo ultimo oltraggio si poteva evitare solo in un modo, solo se a tempo debito, con un atto di coraggio a rischio di impopolarità, in quell'area si fossero costruiti insediamenti umani, i tanto disprezzati, da tutte le parti, condomini umani: adesso avremmo più gente in giro e meno automobili in statale.
Nel 2013, se ne dia atto a Pedron, non si poteva fare che buon viso a cattivo gioco: la proprietà aveva diritto di fare quello che ha fatto, basta non spacciare una sconfitta per una vittoria. La rotonda e il risanamento dell'area sono solo un paravento: servono ad Aspiag, non alla comunità, punto.
Si attende adesso l'avvio della nuova piazza di Arlesega, questa tutta a carico del bilancio comunale, per soli 700.000 euro: un pò troppi per un posteggio nel deserto e una pensilina.
Nota: commenti liberi, ovviamente!
giovedì 13 novembre 2014
La musica a Padova e dintorni
Nova Symphonia Patavina
Interessante appuntamento musicale domenica 16 novembre, alle ore 16 presso la Villa Fogazzaro - Colbachini, con i partecipanti alla master class della Nova Symphonia Patavina.
Ingresso €8, con prenotazione obbligatoria, info: 0444-737526.
Prima del concerto alle 16 un caldo buffet.
Ma per chi vuole metterci il naso, o l'orecchio, ecco gli altri appuntamenti offerti gratuitamente:
Sabato 15 novembre ore 21.00: presentazione al pubblico della drammaturgia del concerto con esempi tratti dal repertorio eseguiti al pianoforte a 4 mani dal m. Donà e dal m. Azzolini. Ingresso gratuito.
Lunedì 17 novembre ore 21.00: replica del concerto di domenica 16 al collegio Don Mazza di Padova. Ingresso gratuito.
Mercoledì 19 novembre ore 21.00: presso Palazzo Zacco, Prato della Valle – Padova – la Nova Symphonia Patavina in concerto diretta dal m. Gabriele Donà. Andrea Azzolini al pianoforte. Ingresso gratuito.
IN PROGRAMMA NEI DUE CONCERTI:
Ludwig van Beethoven – Coriolano, ouverture in Do minore op. 62 ; Felix Mendelssohn: Concerto per violino e orchestra d’archi in Re minore;Wolfgang Amadeus Mozart - Concerto per pianoforte e orchestra n. 13 in Do maggiore K 415; Wolfgang Amadeus Mozart - Sinfonia n. 41 in Do maggiore K 551 Jupiter.
Il sistema MUVEC
martedì 11 novembre 2014
Controcorrente
Eroi italiani o mercenari?
Conoscendo le regole di ingaggio che stanno dietro alla vicenda dei due marò prigionieri in India perchè accusati dell'omicidio di due pescatori, la domanda è d'obbligo.
La vicenda è cosa ben diversa dall'impegno internazionale dell'Italia in missioni di peacekeeping, dove i nostri militari sono inquadrati all'interno di interventi internazionali, per la maggior parte approvati dall'ONU. La vicenda indiana, invece, si colloca all'interno di accordi privatistici tra gli armatori e il Ministero della difesa, a seguito di un'intesa, seguita da una convenzione, che permetteva, agli armatori che ne avessero fatto richiesta, di imbarcare dei Nuclei Militari di Protezione (Npm) formati da fucilieri di Marina, impiegati in servizio anti pirateria a difesa, quindi, di navi commerciali italiane, ma private (nel caso specifico della Lexie, di proprietà dell'armatore Fratelli D'Amico). La protezione delle attività commerciali su navi cargo italiane veniva quindi "appaltata" a personale militare pagato, secondo quanto stabilito dall'integrazione alla convenzione, 467 euro a testa per giorno di navigazione.
Praticamente l'Italia ha utilizzato i propri militari per attività private che non rientrano in operazioni internazionali, non vengono condotte su mezzi militari e ricadono in una zona grigia del diritto in cui l'India ha potuto, a rigor di legge, non applicare l'immunità funzionale garantita al personale militare all'estero poiché difendere la merce e gli interessi di privati non dovrebbe essere il lavoro dei soldati, ma quello dei contractor.
Allora non eroi militari, nè difensori della patria, nè soccorritori del rispetto del diritto internazionale o di popoli oppressi, ma semplicemente mercenari di stato.
Ciò premesso, la massima solidarietà a chi, forse anche senza colpa, perchè magari a sparare sono stati altri, si è trovato in un gioco più grande di lui, per un disperato bisogno di soldi.
'Italia è l'unico Paese ad aver legalizzato un uso così esteso delle proprie Forze Armate a bordo di mercantili privati, esponendosi a rischi e conseguenze legali che il caso Enrica Lexie esemplifica in tutta la sua gravità." Antoni De Felice da I due marò: tutto quello che non vi hanno detto
E per concludere tutti quelli che si stracciano le vesti, sbraitando contro le scorrettezze indiane, di tutta evidenza esistenti e imperscrutabili, ricordando l'impresa americana del CERMIS, e la rabbia provata da noi tutti, cerchino di mettersi nei panni di chi si è visto uccidere due persone innocenti, che stavano semplicemente lavorando.
Insipienza delle nostre autorità allora, promesse da marinaio adesso da parte di ben tre presidenti del Consiglio: Monti, Letta e Renzi.
sabato 8 novembre 2014
Mestrino incontra i campioni paralimpici
Un'occasione perduta,
ma non troppo...
Perduta per chi non c'era ovviamente! Chi c'era, invece, ha potuto assistere, e fatto assistere i propri figli, ad una potente dimostrazione dal vivo delle infinite possibilità di superare le difficoltà, ad una lezione di volontà, ottimismo, capacità di reazione, in una parola ad una lezione di vita.
I personaggi che abbiamo incontrato ieri sera rappresentano al meglio, nella loro particolarità, quegli uomini che mi piace definire "diversamente italiani", alieni dal vittimismo, dal pressappochismo, generosamente altruisti nella condivisione del poco o del molto che possono dare.
Ma appartengono anche alla categoria dei "vincenti" non solo per i risultati sportivi, ma soprattutto per l'esito della loro battaglia con se stessi e con la malattia.
Non tutti i disabili divengono atleti al massimo livello, non tutti trovano lo sport come stimolo per la rinascita, come ha sottolineato Remo Breda: la strada della disabilità è disseminata di ostacoli, di solitudine, di tragedie e spesso di sconfitte. Ma talvolta un evento casuale, un incontro, uno stimolo, un'amicizia, una famiglia che non si piange addosso, come è successo ai protagonisti di ieri sera, può fare la differenza tra l'isolamento e una vita degna di essere vissuta al di là delle difficoltà.
Proprio con questo spirito è stato pensato l'incontro: creare stimoli e occasioni, fornire suggerimenti e punti di riferimento, utili non solo a chi si trova all'improvviso in situazioni di grave disabilità, ma anche a tutti coloro che devono affrontare le difficoltà e le incognite di ogni vita umana, anche di quelle definite normali.
Privare i ragazzi di questa opportunità non è stato affatto educativo e se aggiungiamo il fatto che persone gravemente disabili hanno percorso centinaia di chilometri per comunicare del tutto gratuitamente la propria esperienza e sono state snobbate, per iniziare altri sia pur rispettabili "percorsi", il messaggio diseducativo mi sembra che abbia toccato il fondo.
Sì, sono amareggiato, perché al di là dell'indubbio successo della serata, una parte essenziale è venuta a mancare; mi è sembrato anche di leggere la delusione negli occhi vispi di Bebe Vio: quello che ha detto avrebbe potuto essere più incisivo se rivolto a una platea di coetanei, con i quali condivide tutti gli altri problemi dell'età.
Ma adesso, attraverso la prosa essenziale di Giorgio Sbrocco, veniamo alla cronaca degli interventi, che si sono svolti tutti nella massima spontaneità e semplicità, mentre sullo schermo giravano foto e filmati come quello seguente.
Londra 2012
Serata
di forti emozioni quella organizzata ieri sera alla Polivalente di Mestrino
dall'associazione Storia e Vita, primo di due appuntamenti dedicati allo sport
“altro”. Il prossimo è in programma venerdì 21 alle ore 20 presso la sala
consiliare del municipio.
Diretti
da Remo Breda nelle vesti di moderatore hanno raccontato e commentato la loro
esperienza di sportivi agonisti: Nicola Carabba, Luca Bicciato, Alvise De Vidi,
Laura Rigato, Lorenzo Major, Davide Brotto, Beatrice Vio e Marco Ferrigno,
uniti nel segno della disabilità accettata e vissuta come una risorsa.
Nicola Carabba, dirigente nazionale Fispes e anima della padovana Aspea ha illustrato le finalità e le modalità operative del sodalizio, riconosciuta eccellenza italiana nel campo dello sport per disabili.
Luca Bicciato, campione di nuoto Dsiso (Down Syndrome International Swimming Organization) originario di Viogonza, ha parlato della sua esperienza di atleta di alto livello e di soggetto Down impiegato con contratto a tempo indeterminato presso un centro commerciale,
Alvise De Vidi, trevigiano, vera star della serata dall'alto dei suoi numerosi allori paralimpici, gloria dell'Aspea, attualmente tesserato per il gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre, ha raccontato di come, su mandato del presidente Cip Luca Pancalli, fu il primo a portare in Italia il Rugby in carrozzina, diventando capitano della Nazionale italiana.
Lorenzo Major, ferrarese, ha stupito il pubblico con l'elenco delle molteplici attività sportive cui si è dedicato all'indomani dell'incidente che cinque anni fa lo costrinse su una sedia a rotelle: dalla scherma al nuoto passando per l'arrampicata sportiva, la canoa e la pallacanestro.
Il neo dottore in medicina Davide Brotto di Cittadella, giocatore e allenatore della prima squadra universitaria di basket in carrozzina (Cus Padova) ha tessuto gli elogi della pallacanestro. Lo sport che prima della malattia rappresentava tutta la sua vita e che oggi è diventato “uno strumento che mi consente di essere utile ai miei simili forse più e meglio di quando lo faccio indossando un camice”.
Marco Ferrigno, bolognese, campione di motocross, divenuto cieco all'età di 22 anni a causa di un incidente automobilistico ha svelato i segreti del baseball per non vedenti. “Una disciplina che mi ha costretto a tornare alla vita normale”
Beatrice Vio, Bebe per tutti, affermata campionessa di fioretto, ha parlato di Art4sport, l'associazione da lei fondata e diretta, che aiuta materialmente le famiglie di bambini desiderosi di fare sport nell'acquisto di protesi.
Stimolato da Remo Breda è seguito un dibattito nel corso del quale gli interventi del pubblico hanno posto l'accento sull'impatto emotivo e sulla portata educativa delle storie narrate dagli ospiti.
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