martedì 17 giugno 2014

Concerto mozartiano a Padova associazione storia e vita





Concerto presso la chiesa di Santa Caterina d'Alessandria















La chiesa di santa Caterina d'Alessandria é nota per ospitare la tomba di Tartini, il violinista e compositore piranese morto a Padova nel 1770.
L'Associazione Storia e Vita l'ha scelta per concludere definitivamente la stagione 2013-2014 e congedarsi dagli amici padovani e non, approfittando della particolare atmosfera che essa offre e della disponibilità di diversi amici musicisti.



In programma i due quartetti per pianoforte di Mozart (la purezza e la semplicità che danno pace..) e alcuni lieder dello stesso autore.

INGRESSO LIBERO SINO AD ESAURIMENTO DEI POSTI



Concerto a Mestrino



CONCERTO DI SOLIDARIETA' 


Il 7 giugno si é svolto a Mestrino il concerto di solidarietà proposto dall' Associazione Storia e Vita e dedicato alla raccolta di fondi per il 
centro di ascolto Caritas di Mestrino.



La partecipazione del pubblico, non eccezionale, ma significativa (circa 120 persone) ha reso possibile un'importante raccolta di fondi che aiuterà la Caritas, almeno per un periodo, a far fronte alle incessanti richieste di aiuto.





Il repertorio presentato sicuramente non era dei più popolari, ma il calore del direttore, la grande concentrazione dei musicisti, che si sono prodotti in un'interpretazione impeccabile hanno finito col trascinare il pubblico, talvolta in qualche applauso di troppo..




Eccezionale l'intervento da solista del maestro Gubert, che con il suo clavicembalo ha sfidato l'intera orchestra e un'acustica non proprio amichevole.


Il coro, preparato dal maestro Dino Zambello ha ulteriormente riscaldato l'ambiente con un'esecuzione altrettanto impeccabile. 







lunedì 16 giugno 2014

Amori malati



Amore malato:
riconoscerlo per superarlo





Quando un uomo si attacca testardamente ad una donna che lo tradisce sotto i suoi occhi, o quando una donna si attacca ad un uomo che la picchia sino ad arrivare ad ucciderla, siamo in presenza di un amore malato.

Da quasi cento anni gli italiani soffrono collettivamente della stessa malattia. 

Dell'infatuazione antica per il fascismo ha detto abbondantemente la storia, ma in alcuni casi si tratta di un innamoramento ancora non completamente dimenticato: il primo amore non si scorda mai!

Venne poi l'infatuazione per Stalin, breve per la verità, ma protrattasi nell'infatuazione per la Russia. Questo era più che altro un amore dei dirigenti, accolti a Mosca come satrapi, meno dei militanti di base che si occupavano di temi più terra terra, come il lavoro, il sindacato, la democrazia e quando andavano in Russia in viaggio premio tornavano disgustati e lo raccontavano..

Della più recente infatuazione ventennale per il primo partito azienda ne portiamo ancora le conseguenze, in termini di crisi economica e morale, tutti, non solo quelli che fremevano alla sola visione della carica erotica (per loro) che sprizzava dalle adunate organizzate dai professionisti di mediaset, quando potevano ancora confidare su un grande attore, capace di sedurre il popolo istigando tutte le sue pulsioni più basse (no tasse, pilu per tutti, semplificando con Cetto Laqualunque).

Recentemente sono nelle cronache politiche di tutti i giorni due vistosi casi di innamoramento malato, quello per il bravo ragazzo e quello per il nuovo partito azienda.

Il 41% degli italiani, singol un pò per scelta un pò per necessità, ha definitivamente rinunciato ad ogni tipo di amore sia temporaneo che a lunga scadenza.

Vedremo nei prossimi giorni i sintomi e  le possibili conseguenze, che ancora una volta ricadrebbero anche sugli estranei a queste forme di autolesionismo e di masochismo collettivo.



     

Padova, festa della musica europea



domenica 15 giugno 2014

Buona domenica





Jacqueline du Pré








L'Elegie di Gabriel Fauré è un brano ispirato a un lirismo profondo, seppure controllato dal consueto pudore. La forma è semplice, ma accuratamente strutturata. Un lamento espressivo del violoncello, dal grande potere di fascinazione, è sostenuto da accordi funebremente ribattuti dal pianoforte; poi una parte centrale, più dolce, esprime un tema effusivo presentato dal pianoforte e avvolto da un tessuto di arpeggi, che culmina in una sorte di veemente cadenza prima che si faccia ritorno al funereo lamento iniziale. Il tema della parte centrale viene riutilizzato nella coda conclusiva, che porta il brano a spegnersi nel nulla. (Claudio Toscani)

Nel primo video presentato il concerto é interpretato da Jacqueline du Pré,  una delle più grandi violoncelliste che si ricordino, stroncata a soli 42 anni da una malattia degenerativa che la afflisse sin dai 28 anni. Fu resa famosa dalla storica interpretazione del concerto per violoncello di  Elgar

Jacqueline du Pré - Gerald Moore




Della stessa opera esiste anche la trascrizione per violoncello ed orchestra. Di seguito se ne può ascoltare un'interpretazione di Mischa Maisky e una meno famosa ma che ho voluto proporre perchè interpretata da una giovanissima violoncellista e da un'orchestra di studenti dell'ottavo anno.

Mischa Maisky



Anna Grondalska

sabato 14 giugno 2014

Crozza e il sindaco di Cittadella


Nuovo consigliere comunale a Padova
Crozza contro sindaco Cittadella Giuseppe Pan, Bitonci "Con Pan ha offeso tutti i veneti"


Cosi ridevano di noi

Qualche giorno fa il Consiglio regionale del Veneto ha approvato l'indizione  referendum  per l'indipendenza dopo aver dato mandato a Zaia di negoziare col Governo le forme per l'indizione di un referendum consultivo sull'"autonomia differenziata". 
Si sa la logica non regna sovrana nelle stanze della politica, soprattutto in quella casareccia. L'unica logica che si può ravvisare in tutto questo e nei ridicoli discorsi tenuti in assemblea è quella elettorale: Zaia, da bravo equilibrista e da decente amministratore, sa bene quello che si può fare e quello che non si può fare, ma non può dare contro apertamente ai suoi e boicottare le stupidaggini più pacchiane. 

Ma se ne deve accorgere solo Crozza? 

La questione dell'indipendenza è una boiata pazzesca, ma il comune sentire della maggior parte dei cittadini veneti no; non andrebbe lasciato in mano ad improvvisatori interessati, ai comici per mestiere o ai comici involontari che si mostrano nel video seguente e nelle parole di un sindaco indegno della città di Padova.

Faccio sommessamente notare che un sindaco che parla di "stato canaglia" è poco più che un venditore di panini, a cui, per il mestiere che fa, non sarebbe necessaria una gran cultura e quindi potrebbe essere simpaticamente giustificato nel suo folklore. 

  

L'attuale sindaco di Cittadella, intervistato da La/7 e preso in giro da Crozza. Il nuovo sindaco di Padova, tale Bitonci, lo difende con calore: 

“Questa notte sono stati offesi un popolo, una cultura e una bandiera con oltre un millennio di storia, in cui si riconoscono milioni di persone, come gli eventi di questi giorni hanno dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio. Una bandiera che oggi incarna le speranze di disoccupati, famiglie e lavoratori che hanno avuto il coraggio di non mollare, nonostante le continue vessazioni di uno stato predatore, che ha portato al suicidio centinaia di veneti. Questa bandiera, la nostra bandiera di San Marco, è stata vilipesa da un giullare di corte. Un guitto, già ampiamente sussidiato dallo Stato per le sue pacchiane apparizioni nella cosiddetta televisione pubblica, che rappresenta solo le lobby di potere di un Paese ormai in disfacimento. Da veneto, con tutti i veneti, io grido basta: per troppo tempo abbiamo tollerato i soprusi di uno Stato canaglia e dei suoi buffoni prezzolati. Democrazia è rispetto delle opinioni altrui. Rispetto che Crozza ha dimostrato di non possedere. Esprimo la mia personale solidarietà al sindaco di Cittadella Giuseppe Pan”.


E questo é solo l'inizio..








venerdì 13 giugno 2014

Il nuovo consiglio comunale di Rubano




Parole di scuola; P come Professore



A come analfabeta; B come banco; C come collegio docenti, consiglio d'istituto, continuità; D come dirigente; E come etica, empatia, esami; F come finanziamenti; G come genitori; H come handicap; I come insegnante, le tre I; L come LIM; M come media; N come numero; O come opportunità;
P come professore, preside; Q come qualità; R come ripetente; S come semi; T come terremoto; U come unico; V come valigia; Z come zaino, zerbino.


Il prof Franco Salvo


P come professore










Il liceo Umberto di Palermo, da sempre in competizione con il più blasonato Garibaldi e ora con l'avveniristico Meli, ha formato personaggi illustri in svariati campi.  Basti ricordare Giovanni Falcone, Guido Lo Forte (PM al processo Andreotti), Renato Guttuso, Giorgio La Pira,  Gigi Burruano (il padre nel film "I cento passi"), e anche Gianni Nanfa..

Ma il tesoro nascosto era nei suoi insegnanti, non tutti, per carità come accade in tutte le scuole del "regno", ma qualcuno veramente fuori dall'ordinario, amato dai propri studenti, guardati a loro volta con invidia dai compagni delle altre sezioni. Io ero tra chi sbirciava dalla porta accanto: mi è mancata una solida formazione storica e filosofica come quella che spargeva il prof. Franco Salvo. Dopo innumerevoli disordinate letture ancora oggi ne risento. 
Ecco un profilo del "professore" Salvo, scritto da un suo studente; meglio di ogni altro discorso descrive come deve essere un vero professore: un maestro di vita.

Quando Franco Salvo insegnava al Liceo “Umberto I” di Palermo
di Rosario Ales (estratto)

A tanti anni di distanza dagli esami di maturità del 1979 al liceo classico statale “Umberto I”, il ricordo della serena calma riflessiva del professore Salvo mi ha accompagnato per tutta la vita, per essere stato un modello come insegnante e un esempio di coerenza nella vita pratica degli ideali in cui credeva.
Spesso, durante le spiegazioni di storia, diceva che le idee camminano sulle gambe degli uomini.
Franco Salvo è stato, anzitutto, un maestro di laicità, e per maestro intendo colui che sa andare oltre la professionalità dell’ insegnamento specifico, che è capace di affrontare i problemi infondendo una visione della vita basata su valori etici.

Mai come oggi è mancata la laicità nell’insegnamento, “[…] un metodo di studio che educhi a pensare criticamente, nel rispetto di tutte le convinzioni: solo nel confronto dialettico i vari orizzonti culturali possono svelare i propri limiti e giustificare la propria validità”, affermava Franco Salvo, nel suo testo di educazione civica per i licei.

Essere laici non vuol dire contrapporsi ai credenti (o ai cattolici), e neppure essere atei o agnostici. Laicità è un habitus mentale, come ci insegnava il nostro professore, la capacità di differenziare gli ambiti di ciò che è oggetto della ragione e ciò che è oggetto di fede. Ci insegnava quando ancora eravamo ragazzi il gusto per il ragionamento, la capacità di distinguere, il mettere in discussione le proprie certezze, argomentare senza essere condizionati da alcuna fede né ideologia.

“La logica della vita morale”, così si intitolava un suo libro all'inizio del suo insegnamento, era espressione di un modo di configurare la dinamica della soggettività, a partire da Aristotele per approfondirsi nel solco d’una tradizione spirituale da Agostino a Pascal, fino a Newman e Blondel; il tema rilevante dell’azione nel mondo storico (famiglia, società civile, stato, istituzioni), trovò esplicita concretezza, nell'adesione di Franco Salvo al marxismo in modo sempre critico, mai dogmatico, esaltando il valore della praxis umana e della processualità della storia, nella circolarità dinamica del rapporto tra concreto-astratto-concreto.

Il ricordo personale di ciò di cui ho potuto fare esperienza negli anni di liceo, è legato alla sua straordinaria capacità maieutica di insegnare, di interloquire con gli alunni con tono pacato.

Le lezioni come si suol dire erano esposizioni “a braccio”, espressione di una ricca interiorità che si estrinsecava in un linguaggio ordinato e fluido, senza concedere spazi alla retorica o a discorsi edificanti.

Si andava a scuola con il desiderio di apprendere la nuova lezione del giorno ed il professore argomentava, trasmettendo al contempo la “passione fredda” per le materie che insegnava.

Rispondeva sempre alle nostre domande o provocazioni, nel tacito presupposto che la domanda dovesse essere motivata nel discorso; rispettando il punto di vista altrui, nella risposta allargava l’orizzonte di comprensione dell’interlocutore.

Alcune sue frasi sono diventate quasi proverbiali nella memoria di noi alunni, come quella: “ è facile dirsi galileiani oggi, difficile era dirlo ai tempi di Galilei”, oppure “qual’è la differenza tra l’ignoto e il mistero?” o anche l’ incisiva espressione di Lessing: “se Dio tenesse chiusa nella sua destra tutta la verità, e nella sinistra l’impulso sempre vivo alla verità, la ricerca , e mi dicesse scegli! Io gli cadrei con umiltà alla sinistra, e direi: Padre, la pura verità è riservata a te solo!”.

La sua maniera di fumare, mai in aula, accompagnava l’elaborazione del suo pensiero, apparendomi quasi come un maestro Zen, per il gusto del paradosso e l’esercizio di parlare in modo misurato, sintetico e conciso, mai irato.

Non solo come docente, ma soprattutto come educatore, negli anni travagliati della nostra adolescenza formava le coscienze alla riflessione, alla responsabilità della propria libertà, all'impegno sociale e politico (ma anche nei riguardi di altri insegnanti della mia classe sono rimasto riconoscente, per le lezioni di umanità e di cultura che ci hanno comunicato, in particolare il Professore Ettore Tennerello, la Prof.ssa Sacco e Padre Neri).

Di lui il giudice Falcone, che fu suo alunno, in una intervista rilasciata nel 1986 disse: “più che professore fu per tanti della mia generazione maestro di formazione e di vita”.

Anche Filippo Basile, il dirigente dell’Assessorato Regionale all'Agricoltura assassinato nel 1999, di cui sono stato compagno di classe ed amico negli anni di liceo, riconosceva il contributo quasi ”paterno” del professore Salvo, alla sua formazione culturale e spirituale.

giovedì 12 giugno 2014

Vittoria del M5S a Livorno e Civitavecchia

M5S, né fascisti né nuova sinistra







Ho trovato questa lucida e impietosa analisi, che offro ai lettori di passaggio, grillini e no, piddini e no, vittimisti e no, spiritosi e no, apocalittici o integrati. Detto questo restano tutte le mie perplessità sul fatto che si possa militare in una ditta eterodiretta, senza neanche dubitare di esserlo. Vedi anche  ballottaggi 

Fonte Micromega, di Matteo Pucciarelli e Giacomo Russo Spena

"Livorno la rossa" è caduta, ma da quanto tempo non era più rossa? "Livorno la rossa", certo, facile slogan per chi non sa bene che Livorno, prima che rossa, è anarchica. Nello spirito, nel carattere, nel gusto dell'ironia e del paradosso. «Se vuoi fare come ti pare vai a Livorno», è il detto toscano. E così "Livorno la rossa" ma ribelle ha voltato le spalle al "Partito".
Cinque anni fa gli Amici di Beppe Grillo (si chiamavano così) ottennero un grande risultato per quei tempi, con Marco Cannito candidato sindaco: 9 per cento, una coalizione con i verdi e i trozkisti di Sinistra Critica. È lì, in un retroterra culturale ecologista e di sinistra, un po' garibaldino e un po' settario, che il nucleo originario del M5S ha preso forma. E poi si è aggiunto di tutto: giovanissimi, disoccupati, extracomunitari, laureati: come appunto l'ingegnere aerospaziale Filippo Nogarin, livornese di Castiglioncello e ambientalista, un passato nei Verdi e autodefinitosi "culturalmente di sinistra".

Democrazia diretta, battaglia contro il progetto del rigassificatore a pochi chilometri dalla riva, stop alle nomine politiche e allo strapotere del "Partito", il partito che come una mamma ingombrante tutto sa, tutto dispone, tutto amministra. È solo che la crisi a Livorno in questi anni ha picchiato duro, quella del porto è ormai trentennale. La tradizione rossa fatta di passione viscerale si era trasformata in tradizione e basta, in quieto vivere, in accordi e accordicchi, spesso nell'arroganza e nella prepotenza di chi si sente invincibile.

La domanda è: che correlazione c'è tra Livorno e l'Italia, sempre che ci sia? Più indizi forse fanno una prova. Dalla Grecia potremmo prendere in prestito le parole dei dirigenti di Syriza (il partito di sinistra radicale giunto primo alle ultime elezioni europee): «La politica è spesso la fortuna di trovarsi al posto giusto nel momento giusto. In Italia la sinistra non è stata capace di canalizzare una protesta contro l’austerità, che le sarebbe stato naturale interpretare, perché ha peccato di coerenza. È stata considerata responsabile del problema, non alternativa al problema. Il M5s raccoglie i frutti del malcontento politico e beneficia degli effetti della crisi rappresentando una forza antisistema e antibipolarismo». In effetti lo storico duopolio italiano, prima Dc-Pci poi centrosinistra-centrodestra, è stato scardinato. Non dal Terzo Polo montiano e casiniano, rivelatosi essere un bluff della politica, ma da quel M5s che - dati alla mano - sta stabilmente sopra Forza Italia ma ben lontano dal Pd renziano.

I proprietari del marchio, i diarchi Casaleggio & Grillo, non hanno peccato di coerenza: dalle prime comparizioni elettorali hanno equiparato – in era di fervore anti berlusconismo – Pd e Pdl, denunciando gli elementi comuni tra i due soggetti.

Io, partigiana




una splendida novantenne. 






Giovane staffetta partigiana nella repubblica dell'Ossola, militante politica nel movimento cattolico, nella Sinistra, nel movimento femminista; studiosa, giornalista, donna di grande carattere, di viva intelligenza, di profonda umanità; più volte proposta per la nomina a senatrice a vitaLidia Menapace sarà a Padova per presentare il suo ultimo libro " Io, partigiana": un testo vivo, semplice, sincero, adatto ad ogni lettore, di qualsiasi età e cultura.




mercoledì 11 giugno 2014

Vittoria del M5S a Bagheria

Bagheria villa dei "Mostri"

Bagheria ha generato altri mostri?







Vittoria schiacciante del M5S a Bagheria, comune in dissesto, e di fatto commissariato, alle porte di Palermo, un tempo nota per la settecentesca "villa dei mostri", la Villa Palagonia, cara a Goethe, attualmente stretta tra un mucchio indistinto di abitazioni abusive.  






Il malaffare, la mafia, l'incapacità delle forze politiche tradizionali, la rassegnazione della gente, la stanchezza delle persone oneste: tutto ha contribuito alla vittoria del M5S. 





Sin qui una scossa salutare e forse necessaria; un'affermazione omeopatica, come sostiene Roberto Fico, ma fuori di dubbio importante, che si aggiunge alle altre 4 ottenute in campo nazionale (su 4098 comuni); tutto bene.. se.. non ci fosse un piccolo dettaglio, che getta una luce sinistra sul cerchio magico della Casaleggio e Associati che così sembra richiudersi, ritornando alla casa madre. 

Con una nota sulla propria pagina facebook, infatti, Patrizio Cinque, il nuovo sindaco di Bagheria del movimento 5 stelle, ha presentato uno dei 3 assessori da lui designati, il cavaliere Marco Troiano, come uomo indicato dal noto politologo  Edward Luttwak, consulente di Bush.

I soliti siciliani, maligni e resi disincantati dalle millenarie delusioni, iniziano già a sostenere che le 5 stelle di Bagheria diventeranno presto sinonimo di grandi alberghi, mentre il problema del bilancio e dei necessari licenziamenti di dipendenti pubblici (uno ogni 147 abitanti!) passerà in secondo piano. 
Come é noto, sin dai tempi dell' Unione siciliana Cristiano socialela Sicilia é terra di ardite e inedite sperimentazioni. Il mondo non sarà deluso. Dal Milazzismo al Luttwakkismo?  


Questo il testo delle nota:

"Vi presento uno dei 3 assessori che abbiamo designato.

Nelle scorse settimane abbiamo avuto dei contatti con il noto economista e politologo, Edward Luttwak, il quale, innamorato di Bagheria ha mostrato interesse per la volontà di scegliere gli assessori con avviso pubblico.

Mi ha detto che vorrebbe partecipare alla "pulcherizzazione" di Bagheria, con investimenti sulla CULTURA e sul TURISMO, perchè sulla cultura e sul turismo Bagheria deve costruire il suo futuro.

Non potevamo perdere questo treno.

Siamo in fibrillazione da giorni ormai per questa opportunità. Non so se riuscite a comprendere cosa significa. (Sic!!)

Luttwak è un nome di primo livello nel campo internazionale. Lavora a stretto contatto con la Casa Bianca, ha ricevuto il Premio America dalla Fondazione Italia USA, la moglie è un nome di eccellenza nella Cultura internazionale.

Si è messo subito a disposizione perchè oltre alle sue idee vuole mettere in campo tutte le sue conoscenze e influenze per portare investimenti a Bagheria, perchè lui ne è innamorato.

Ha indicato una persona a lui vicina come assessore che lavorerà per lui su questo progetto di sviluppo per Bagheria, il suo nome è Marco Troiano, anche lui esperto nel campo degli investimenti.


Vi ricorderete di Luttwak per il suo intervento a Virus dove definì il caso di Bagheria, come paradigmatico di un'economia, quella del mezzogiorno d'Italia, quasi del tutto basata sulla pubblica amministrazione e sull'assistenzialismo.

P.S. Il nostro metodo di scelta degli assessori sta funzionando, non è funzionale a logiche di partito, con segreterie da accontentare o giochi di potere, e ci ha consentito di fare 3 nomi di spessore".
                                                                                                                       Patrizio Cinque

Chi é Luttwak?
"L’economista statunitense Paul Krugman fa notare che l’approccio geoeconomico di Luttwak è imperialista, in quanto giustifica l’imposizione delle regole americane al resto del mondo e costringe i Paesi in via di sviluppo, che chiedono la cooperazione degli Stati Uniti e la partecipazione al commercio mondiale, ad adottare standard sociali ed ecologici di tipo occidentale. Krugman sostiene, infatti, che le ricchezze degli Stati e gli standard di vita delle popolazioni sono determinati da fattori interni. L’importanza centrale data alla competitività, inoltre, è considerata strumentale e pericolosa. Strumentale perché è stata utilizzata per l’accaparramento del consenso interno individuando un nemico esterno al cui sleale e scorretto comportamento si potessero imputare le difficoltà americane dell’epoca. Pericoloso in quanto farebbero sorgere tensioni e contrapposizioni che innescherebbero conflitti armati che potrebbero perfino originare nuove guerre mondiali." [Fonte Wikipedia]

martedì 10 giugno 2014

la morte di Berlinguer

Domani ricorre il trentesimo anniversario della morte di Berlinguer a Padova. 

Tra le diverse iniziative previste segnalo il convegno di Palazzo del Bo: quando l'austerità aveva un altro senso..


Eventi culturali a Padova


15° Padova Tango Festival 2014

Todo es tango

Giunge quest’anno alla quindicesima edizione la rassegna Padova Tango Festival 2014 di tango argentino, in programma a Padova dall’8 giugno al 6 luglio 2014. Il festival, uno dei primi creati in Italia, è organizzato dal Cochabamba 444 Tango Club, associazione e scuola stabile di tango argentino e dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Padova.
La manifestazione itinerante, che propone un ricco calendario di iniziative nell’arco di un mese, sarà ospitata nei luoghi più suggestivi e caratteristici della città, con serate di ballo, esibizioni e un ciclo di lezioni gratuite per principianti per chi volesse avvicinarsi al tango argentino. Tra le tante iniziative in programma, si segnala lo spettacolo con il concerto di Paolo Zanarella "Il pianista fuori posto" e l’esibizione dei ballerini Silvio Grand Rosalia Delfina, accompagnati dagli insegnanti di alcune scuole padovane (Giovedì 12 giugno - Cortile di Palazzo Moroni, a partire dalle 21.00).
Lo spettacolo contribuirà a sostenere la raccolta fondi per il restauro della Madonna in Trono con Gesù Bambino di Antonio Vivarini, che si trova nella chiesa di San Tomaso Becket a Padova. Un piccolo gesto per un’opera d’arte della nostra città, che potrà in parte rivivere anche grazie a questa iniziativa.



Per tutta la durata del festival esposizione di foto e spartiti d’epoca nei negozi della contrada del Castello.  


Programma
dall’8 giugno al 6 luglio - Contrada del Castello
Tango in vetrina

I negozi della contrada diventano uno spazio espositivo per foto e spartiti d'epoca

Domenica 8 giugno - Capolinea Sud del Tram - Zona Guizza
Tangoaperitivo

ore 18.00: Lezione gratuita di tango per debuttanti. 
A seguire presentazione del festival con la partecipazione delle associazioni di tango padovane. Evento conclusivo della rassegna La Città Invisibile.
Informazioni:  ingresso libero

Giovedì 12 giugno - Cortile di Palazzo Moroni
PD Tango Show 

ore 21.00Spettacolo con esibizione dei ballerini Silvio Grand e Rosalia Delfina e la musica di Paolo Zanarella ”Il pianista fuori posto”.
A seguire ballo in cortile.
Serata a sostegno della raccolta fondi per il restauro della Madonna in Trono con Gesu' Bambino di Antonio Vivarini.
Informazioni: Ingresso 7.00 euro

Martedì 17 giugno - Sherwood Festival - Park Nord stadio Euganeo
Sherwood tango 

ore 20.30: lezione gratuita di tango per debuttanti.
A seguire serata di ballo.
Informazioni: Ingresso 1.00 euro

Mercoledì 25 giugno - Loggiato della Gran Guardia – Piazza dei Signori
Signori il tango...e non solo! 

ore 20.00: lezione gratuita di tango per debuttanti.
A seguire ballo nel loggiato.
Informazioni: Ingresso libero

Lunedì 30 giugno - Piazza dei Frutti
Tutti i colori del tango

ore 20.00: lezione gratuita di tango per debuttanti.
A seguire gran ballo in piazza con degustazioni a cura del Consorzio "Sotto il Salone".
Serata organizzata in favore di "L'Isola che c'è".
Informazioni:Ingresso libero

Martedì 1 luglio - Boulevard della Stazione - Viale Codalunga
Greenline Milonga

ore 20.00: lezione gratuita di tango per debuttanti. 
A seguire ballo per tutti.
Evento organizzato in collaborazione con Greenline Padova Social Urban Project.
Informazioni: Ingresso libero

Domenica 6 luglio - Piazza di Turri (Montegrotto T.)
Milonga dei saluti

ore 20.00: lezione gratuita di tango per debuttanti.
A seguire ballo per tutti.
Informazioni: ingresso libero

lunedì 9 giugno 2014

Razzismo a Padova, no grazie



Padova non lo merita 



Le parole nobili di Veronica Catana, candidata al comune di Padova:

"Oggi per me è una giornata triste.. E il risultato delle elezioni c'entra solo relativamente.. per mesi ho letto tanti di quei commenti razzisti sotto ogni post che tirava in ballo la parola "sicurezza", ma cercavo di convincermi che si trattasse di una fetta di utenti non rappresentativa della popolazione padovana. Da oggi invece non ho più neanche quella misera consolazione, è davvero così..
Sono 10 anni che mi sento dire "sei rumena? Ma dai? Ma sei nata qui, vero?", "eh vabbè, ma tu non sembri rumena".. Ecco, chissà quante delle persone che incontriamo ogni giorno sono straniere e non sembrano, fanno il loro e passano inosservate.. Ma non suscita interesse chi fa il suo dovere, si tiene conto solo di quelli che delinquono, per loro si spendono fiumi di parole e inchiostro e si ha la presunzione di conoscere così tutti gli stranieri, ci si sente autorizzati a provare repulsione verso di loro perché "non per essere razzista, ma sono tutti uguali, basta leggere i giornali", "sono tutti delinquenti per natura, ce l'avranno nel DNA", "un altro straniero che delinque, chissà come mai". 

Mi si dice anche "eh ma ormai tu sei qui da tanto tempo" quasi come se il mio essere una persona per bene non fosse merito mio e dell'educazione dei miei genitori, ma dell'Italia che mi ha accolto e "plasmato"..
C'è chi ha tutto ciò che serve per una vita dignitosa e si lamenta, si sta con lo smartphone in mano a criticare chi spende 3000$ per morire in mezzo al mare su un barcone, a poche miglia da quella che sembrava la salvezza e di fronte a questi disastri ci si lava le mani e si ha il coraggio di dire "bastava che stessero a casa propria, lo sapevano che rischiavano di morire"..
La mancanza di empatia di chi mi sta intorno mi atterrisce.. mi sento impotente nel sapere che il mio piccolo esempio non è bastato a sradicare il pregiudizio in tante persone che conosco. Certo, una rondine non fa primavera, ma è proprio questo il punto: è pieno di rondini, ma non le si vuole vedere, né sentire.. Diamo a tutti la possibilità di rivelarsi rondini, non chiudiamoci."

Ballottaggi


Cartoline dall'Italia minore









Dei risultati delle grandi città oggi sono pieni tutti i giornali, inutile ripetere qui notizie risapute e commenti triti e ritriti.
Più interessanti alcune chicche assai minori colte qua e là per l'Italia elettorale e che probabilmente non avranno risalto sulla stampa.
Sulle grandi città solo qualche pensiero a caldo su Livorno e Padova.
Sulla prima è eclatante il successo del M5S in una roccaforte "rossa". Sorge inevitabile il sospetto che per riuscire nell'impresa, tra i pentastellati locali si annidino parecchi "sinistroidi" come li definirebbero i loro sodali veneti. Se il sospetto non è propriamente campato in aria lo vedremo presto, perchè il sindaco Nogarin potrebbe fare la fine di mastro-Pizza.

Su Padova, impossibile non assegnare la medaglia d'oro dell'insipienza e della cecità politica al PD, che riesce a imporre un candidato da anni in lista d'attesa nonostante sia sgradito ai più.
Notevole l'attitudine del PD veneto, sempre oscillante tra apparato e sacrestia, capace sempre di proporre personaggi inverosimili come Calearo (qualcuno lo ricorda?) o indipendenti ingombranti come Orsoni.
Il secondo premio va ovviamente a Fiore, che, dopo aver partecipato alle primarie a cui nessuno l'aveva obbligato, dopo la sconfitta ha deciso di correre in proprio. Premio di consolazione all'onorevole Zan "sceso" da Roma solo per fare danno.

Ma veniamo all'Italia minore.




A Gubbio  una lista di sinistra si afferma col 73% sulla lista del PD: bello vivere a Gubbio!







Sfida tutta a sinistra anche a san Giovanni Val d'Arno, ma con risultato opposto: qui vince il PD col 57%


A Copertino (Puglia), famosa per il suo castello angioino perfettamente intatto,  le liste civiche di sinistra si affermano col 63% su quelle del Pd, ma niente di notevole sin quando non si scopre che qui il PD correva assieme al NCD e all'unione di Centro!!





Ad Alghero (Sardegna) le liste civiche di sinistra che comprendono anche l'Unione di centro si affermano sul centro destra che vede alleati Forza Italia e Nuovo centro destra (l'Italia é bella perchè é varia!!)






Casal di Principe (Campania) si distingue invece per la fantasia dei loghi delle liste civiche, che sono ben 16; solo un esperto politologo o un esperto in camorra potrebbe districarsi tra tanta immaginazione grafica! ma se non dovesse bastare i due candidati al ballottaggio si chiamano: Natale Renato Franco e Natale Enrico Maria!!

Record italiano del numero di liste per abitante, a Pompei: 24 liste incluse quelle tradizionali.

Colleretto Castelnuovo (Piemonte), comune con soli 269 elettori ha avuto ugualmente il suo ballottaggio perchè il 25 maggio i due candidati avevano ottenuto esattamente 97 voti entrambi!!



A Fossano (Piemonte), nota per la storica scuola Carbinieri, di recente chiusa,  trionfo del PD (64%) alleato con la "lista civica 100 lampadine"!







A Proserpio (Lombardia) stessa situazione di Colleretto: ballottaggio forzato, perché anche qui al primo turno entrambi i candidati avevano ottenuto 294 voti a testa!


A Trezzano sul Naviglio (Lombardia) percentuale bulgara per il PD: 72%!








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