venerdì 18 aprile 2014

Radio 100 passi


Una vittoria postuma per Peppino
Nata a Cinisi "Radio 100 passi"  nella casa confiscata al boss Badalamenti che lo assassinò




Quando Peppino Impastato, con un gruppo di amici fondò Radio Aut, giocava un pò con le parole: Aut stava per autonoma, ma evocava anche l'inglese out, fuori: fuori dagli schemi ne era l'artefice, ma anche un pò fuori di testa, talmente fuori da essere eliminato da quel Tano seduto che lui beffeggiava e che era un boss "ntisu" e pericoloso. 

Adesso la radio di Peppino, per l'azione instancabile di Giovanni Impastato e di Danilo Sulis ha ripreso a trasmettere assumendo il nome di Radio 100 passi, formula che evoca i famosi 100 passi che separavano la casa di Peppino da quella del boss.

La nuova radio ha sede proprio nella casa di Badalementi, dove arrivavano i 100 passi che la separavano dalla casa di Peppino ora divenuta "Casa memoria Felicia e Peppino Impastato",  un centro culturale antimafia.

La nuova avventura è iniziata con la costituzione di Rete 100 passi, una radio attiva già dal 5 gennaio 2010, grazie ad associazioni di volontari, che trasmetteva da Casa memoria

Da due giorni la nuova radio trasmette dalla casa del boss confiscata e grazie alle nuove tecnologie è divenuta una radio web: può essere ascoltata, quindi, non solo nella ristretta cerchia di Cinisi come la vecchia radio Aut in FM, ma in tutto il mondo. 

Intanto la casa del boss si sta attrezzando per diventare un centro propulsore antimafia e anti ndrangheta, grazie al sostegno della Fondazione CON IL SUD e all'approvazione del progetto “Onda d’urto” che partirà ufficialmente nel mese di giugno  e vedrà la collaborazione tra Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, Rete 100 passi e l’ Osservatorio sulla ndrangheta di Reggio Calabria dove in questi mesi si sta avviando la web radio Nessun Dorma – prima Antenna Europea contro la ndrangheta. 

Ma vediamo cosa scrive rete 100 passi:
"É fondamentale sottolineare, inoltre, come le attività del progetto “Onda d’urto” si pongano in continuità con il progetto “Un ponte per la memoria”, finanziato sempre dalla Fondazione CON IL SUD (iniziato nel marzo 2012 e che si concluderà nel maggio di quest’anno) e con il percorso dei 100 Passi in cui sono state apposte le “pietre d’inciampo” in ricordo di Peppino, di sua madre, dei suoi compagni e di molte altre vittime di mafia e ndrangheta. Il percorso avrà cosi la sua naturale conclusione all’interno dell’ex Casa Badalamenti, che verrà attrezzata per divenire la sede principale di Radio 100 Passi e la realizzazione di un centro culturale e di aggregazione per i giovani di Cinisi.

Precisano gli ideatori, che, nonostante il completamento dei cento passi raccontati dal film, nella realtà i passi da fare sono ancora tanti per arrivare dove le mafie investono i loro capitali.

Per questo la prossima sfida nella nuova sede è solo il prosieguo di un lungo cammino.

Tra i risultati più importanti già ottenuti in questi anni da Rete 100 Passi oltre ai tanti eventi in Italia ed in Europa dopo l’apertura della radio, vogliamo ricordare la partenza di 100 Passi TV e quella del quotidiano online 100 Passi Journal, che potete seguire nel portale rete 100 passi

Per Radio 100 passi si preannuncia anche un palinsesto rinnovato che vedrà la partecipazione dei volontari di Casa Memoria, dei compagni di Peppino, dei giovani di Cinisi e che vedrà la presenza ancora maggiore di trasmissioni dedicate all’informazione e alla contro-informazione oltre all’intensificazione della diffusione della cultura della legalità. Tra le ulteriori novità segnaliamo anche la messa in onda di diverse trasmissioni inedite di radio Aut ed una maggiore presenza sul territorio con le dirette realizzate dalla regia mobile, “il camper della legalità”.





giovedì 17 aprile 2014

Azione creativa in concerto



AZIONE CREATIVA
un laboratorio di musica e di idee






Il prossimo 3 maggio, prima uscita pubblica in tournée dell'orchestra giovanile, nata dal progetto musicale "AZIONE CREATIVA", ideato e attuato da Ermanno Signorelli già dal 2011 presso la scuola media di Mestrino. 




mercoledì 16 aprile 2014

Lerner, il verme ebreo


L'odierna polemica Grillo- Lerner ha origini più lontane nel tempo; risale a quando nel 2012, dal blog di Grillo partirono definizioni del tipo "il verme ebreo"


Forse Grillo non ha mai parlato con un reduce di Auschiwtz. L'anno prossimo, il 27 gennaio 
lo invitiamo noi a Mestrino.


Ed ecco l'articolo incriminato, uscito su “La Repubblica”.
Uffa ma come sono noiosi questi ebrei. Pretendono di essere intoccabili? Non sanno stare al gioco? Perché sugli altri si può scherzare e su di loro invece no?
Immagino che siano questi i pensieri che frullano per il capo di Beppe Grillo davanti alle reazioni indignate che ha suscitato il suo fotomontaggio sull’insegna del lager di Auschwitz e la sua parodia di Primo Levi tirato addosso agli avversari politici, paragonati ai nazisti.
Eppure questa non è vicenda che riguardi solo la sensibilità ebraica di fronte alla memoria della Shoah. Bisognerebbe proprio che lo capisse, Beppe Grillo, glielo vorrei dire accoratamente: quello che lui vive come meritorio, trasgressivo assalto al conformismo dei codici del linguaggio politicamente corretto, è invece uno sfregio ai valori condivisi su cui si regge la nostra democrazia. Non è il potere, non è un regime, tanto meno è una lobby che si pretende intoccabile a imporre il divieto di paragoni storici grotteschi, l’abuso di metafore evocative di un male assoluto che tuttora ci risulta indecifrabile. No, ne sia o meno consapevole, ben altro Grillo fa traballare col suo rabbioso istinto comico distorto in messaggio politico: egli mina alla radice una regola elementare di civiltà per cui non si scherza su una tragedia storica fingendo di assimilarsi a chi ne fu vittima. Mi auguro che stavolta a sentirsene offesi siano anche molti dei suoi sostenitori, e in qualche modo riescano a farglielo capire.
La rottura di quel codice non scritto per cui su Auschwitz non si scherza, aveva già trovato non a caso il suo precedente più noto negli spettacoli antisemiti del comico francese Dieudonné, che purtroppo ha riscosso notevole successo descrivendo gli ebrei come una specie protetta, trincerata dietro al privilegio occidentale. Dieudonné persegue consapevolmente la sua provocazione calamitando le simpatie degli immigrati arabi in chiave antisraeliana, infarcendole nella subcultura di una Francia profonda che non vuole fare i conti con il collaborazionismo filonazista della repubblica di Vichy.
In Beppe Grillo, viceversa, è il complottismo la paranoia dominante, come dimostra il riferimento alla P2 premesso all’insegna del lager. Napolitano e Renzi additati come gerarchi delle SS vorrebbe funzionare come l’espressione di una polemica forte, nient’altro che questo. Sicché a colpirci è l’ignoranza di chi fa ricorso a una bestialità di tal fatta. Pensa di farci ridere? Pensa che qualcuno potesse assumere il suo come un richiamo emotivo alla gravità della situazione in cui versa il nostro paese? Se così fosse, egli avrebbe contribuito a spargere intorno a sé l’ignoranza da cui si dimostra afflitto. Mi resta difatti il timore che si trovino davvero in giro persone disturbate dalle reazioni che la sua trovata sta suscitando. Quasi che noi dovessimo, in nome della libertà di satira e del ricorso alla spiritosaggine, rinunciare a dare importanza al significato delle parole. Rinunciare alla categoria umana della gravità, al senso del tragico immanente nella nostra vicenda esistenziale. In ciò egli fa seguito a una comunicazione politica che già in Italia era degenerata attraverso l’uso scomposto della barzelletta, il ricorso impunito alla metafora bellica, all’oltraggio razzista mascherato da battuta umoristica.
Se ha potuto fare questo, Beppe Grillo, è per ignoranza. Il populismo racchiude in sé questa insidia: descrive un popolo grossolano, percorso da umori e malumori semplificati, ne assume i caratteri peggiori enfatizzandoli come genuini. E’ tipico del populismo, infatti, esibire l’ignoranza come virtù politica, facendone il segnale di una presunta vicinanza al comune sentire del popolo.
Quando abitui la gente dall’alto del tuo blog o del tuo palcoscenico a chiamare nazista sterminatore quelli con cui te la prendi, non solo ti sei abbruttito: abbruttisci anche gli altri. Quando storpi Primo Levi a fini di calunnia, ti trasformi in avvelenatore contagioso.
Di certo Beppe Grillo ignorava che proprio ieri sera gli ebrei celebravano in tutto il mondo il Pesach, cioè la Pasqua che commemora la liberazione della schiavitù d’Egitto. Anche la disperata rivolta del ghetto di Varsavia scoccò la prima sera di Pesaci, quando abitualmente le famiglie si ritrovano nella cena in cui si spezza il pane azzimo e si rammemora –come se accadesse oggi- il miracolo dell’Esodo. Ieri sera, in Italia, questo momento sacro di festa ha subito uno sfregio. Ma a sentirsi sfregiata, stavolta, è la dignità di tutti.

Gli alberi fantasma


Il malandato platano mestrinese, novello Yokoi Shoichi, fotografato per l'ultima volta prima della resa definitiva al progresso.

lunedì 14 aprile 2014

L'Italia che vogliamo, 2

La sinistra che diventa destra, il parere di Civati

Ieri il premier ha attaccato chi non è d’accordo con lui: non è una novità, lo fa praticamente tutti i giorni. Poi, certo, chiede di non litigare.
L’argomento principale è sempre lo stesso: se la sinistra non fa quello che dice lui, come lo dice lui, nel momento in cui lo dice lui, diventa destra.
Si tratta di argomento immediatamente reversibile.
Perché a me pare che la sinistra diventi destra quando fa esercizio (continuo) di prepotenza (eufemismo).
Quando promette cose, durante le campagne elettorali, poi ne fa altre.
Quando approva leggi elettorali che ammazzano la rappresentanza (se ne sono accorti, con tre mesi di ritardo, anche i sostenitori di Cuperlo).
Quando parla male di chi fa cultura.
Quando è insofferente alle critiche, quando non riconosce alcuna dignità al pensiero critico, quando si concede reazioni smodate nei confronti di persone completamente prive di potere, come dice oggi Lorenza Carlassare.
Quando non ha rispetto per il pluralismo.
Quando attacca da posizioni di forza i più deboli, sfottendoli.
Quando si affida a facili manicheismi, tra acceleratori e frenatori, senza sapere di che cosa si sta parlando.
Quando affronta con leggerezza le questioni costituzionali.
Quando ha disprezzo per il dibattito parlamentare, quando fa caricature degli altri, quando usa la propria forza per banalizzare questioni e anche persone.
Quando aumenta la precarietà che dice di voler diminuire.
Quando prolunga legislature con maggioranze che nessuno ha votato.
Quando dice o così o niente, ultima spiaggia, non ci sono alternative, dopo di me il diluvio.
Quando riduce tutto ad unum, in un senso molto particolare.
Ma certo questa è una mia opinione.

Così ieri Civati su facebook, ma ancora più interessante il commento di tale Florentino Ariza:
dopo le ultime ed ennesime dimostrazioni di gestione padronale del partito da parte del signor Matteo Renzi mi rivolgo a Voi, che avete contrastato o provato sulla pelle viva i metodi del “nuovo” proclamato dal presidente di “ogni cosa e di tutti” ( vi ricorda qualcosa ? ) per pregarVi, sollecitarvi, indurvi a fare qualcosa che possa restituire a questo paese una forza politica riconducibile alle idealità della sinistra democratica. 
Scrivo dalla Toscana e ho vissuto fino a due anni fa a Firenze. Conoscevo già per averlo visto all’opera prima in provincia e poi in Comune, il metodo Renzi fatto di annunci, di slogan, di una indubbia grande capacità comunicativa in grado di parlare alla “pancia” delle persone; un dispensatore di promesse a getto continuo, un costruttore di sogni ( o di illusioni ) , una persona che a parole smonta il passato per costruire un futuro migliore. Ma i fatti ? Voi dovreste conoscerli meglio di me. La gestione economica del Comune di Firenze, occultata dietro al ferreo “o con me o contro di me” è stata disastrosa. Si parla ormai apertamente in città di un buco nelle casse comunali di dimensioni imponenti e del resto il primo assessore al bilancio della giunta Renzi si è dimesso in maniera clamorosa con una lettera pubblica nella quale accusava il primo cittadino di occuparsi solo dell’immagine e della sua scalata personale al potere. E che dire di chi adesso si lancia in crociate contro le nomine dall’alto, le burocrazie, i posti di potere di rendita e che da sindaco ha assunto cento dirigenti senza concorso, pescando a piene mani nel bacino dei suoi sostenitori ( economici e non ) ? Insomma, nessuno si è mai preso la briga di alzare il velo su affarini ed affarucci di questo signorino che sbraita ed alza la voce in pubblico per un verso ( tanto per citare una parola che a lui piace tanto ) ed in privato un tutt’altro verso. Matteo Renzi è l’eredità più mostruosa che il berlusconismo poteva lasciarci; un clone con la stessa smania per il potere, la stessa capacità di affabulazione, la stessa finta mancanza di rispetto per le regole che vanno rivoltate, ma con l’aggravante della scuola democristiana alle spalle, della capacità di gestire in proprio trame e strategie di sapore andreottiano o doroteo. Questo “uomo nuovo” non ha mai conosciuto in vita sua null’ altro che la politica, avendo esordito giovanissimo come presidente della Provincia di Firenze in virtù di logiche spartitorie tra margherita e ds secondo cui Regione e Comune spettavano all’ex pci e la provincia andava agli alleati ex dc. Niente della sua impostazione mentale e culturale ha a che vedere con un’idea di sinistra democratica. So per certo che durante la campagna per le primarie di sindaco a Firenze etichettava gli altri candidati che venivano dalle liste ex pci con il simpatico epiteto dispregiativo di “rossi” e non posso dimenticare le scene di esultanza da stadio dopo la vittoria nella fase di selezione, tanto sguaiate che più d’uno rimase perplesso…Ma era evidente che per lui l’avversario erano i candidati di sinistra e non l’eventuale candidato pdl nella corsa alla poltrona di Palazzo Vecchio. 
Le prese di posizione più autentiche di quest’uomo sono tutte stile centrodestra: prima l’appoggio a Marchionne ( poi s’è visto la giustezza e la lungimiranza di questa presa di posizione mai ridiscussa perché ora non fa più comodo) , poi le prese di posizione sui sindacati, sulle componenti della società civile da usare al più come clack per gli applausi purchè però non disturbino il manovratore, l’atteggiamento nei confronti di chiunque osi avanzare un pensiero critico. Per lui e per i suoi la critica non esiste…ci stiamo avviando di nuovo verso il rischio di una egemonia del pensiero unico. Ci aveva provato anche l’uomo di Arcore ma gli anticorpi democratici avevano reagito bene, qui vedo troppo allineamento , troppa acriticità, un entusiasmo generalizzato ed immotivato …E’ necessario reagire e ritrovare lo spirito della sinistra democratica sulla scia di Gobetti e di Rosselli, anche per tornare a dare un’indicazione ed una direzione a chi, come chi vi scrive, non riesce più ad intravedere un futuro possibile per questo paese..

domenica 13 aprile 2014

Buona domenica in musica




I tesori dell'ucraina:
Valentina Lisitsa, la star di Youtube



Valentina Lisitsa é un'affermata pianista internazionale che ha costruito la sua fortuna artistica pubblicando le sue performance su Youtube. Il suo canale offre una produzione sconfinata, che spazia da Nyman a List, Bach, Chopin, Scriabin, Rachmaninoff, senza tralasciare le esibizioni all'aperto tra i passanti.
Questa mattina una affascinante versione di un pezzo bachiano, 



Il minimalista Nyman, dall'indimenticabile Lezioni di piano:



E il più classico dei classici notturni di Chopin:


sabato 12 aprile 2014

L'Italia che vogliamo




Il parere di Bersani






Fonte: l'Unità

«Lo dico serenamente e pacatamente: così com'è la nuova legge elettorale non va». Così Pierluigi Bersani nel corso della registrazione di "Bersaglio mobile" su La7, intervistato da Enrico Mentana. «Il combinato tra legge elettorale e riforma del Senato- spiega l'ex segretario del Pd - ci consegna un prodotto che dobbiamo assolutamente correggere. C'è qualcuno che rischia di prendere tutto con il 25 per cento: governo, Camera, presidente della Repubblica e giudici della Corte costituzionale. Serve una significativa modifica se vogliamo essere comparabili con le grandi democrazie occidentali».


Secondo Bersani, insomma, il ballottaggio rischia di dare un vantaggio al M5s: «Io lo do per scontato - sottolinea - se sono la seconda forza, o di qui o di là vincono il ballottaggio. Cerchiamo di ragionare su questa cosa».

Pier Luigi Bersani è un fiume in piena.  Parla del Pd, dell'avvicendamento Letta-Renzi, dei 2101" e di Grillo, ovviamente, e scandisce: «Il Movimento 5 stelle è pura inutilità per il Paese, promettono il cambiamento ma non sono disponibili a nulla».

Ammette, Bersani, di aver ritrovato la voglia di dire la sua, ma non chiede ruoli nel Pd. Racconta di avere parlato con Matteo Renzi e di avergli assicurato di non volere incarichi. «Con Renzi ho parlato, sa di poter contare sulla mia lealtà. Il mio ruolo? gli ho detto 'quando pensi a me pensa a uno che è a posto così. Non ho niente da chiedere, spero di avere ancora qualcosa da dare se serve. ma uno non può essere ubriaco del proprio io, se fai politica ti metti in un 'noi'. Se decidi di far politica devi in premessa riconoscere che sei in una squadra e quindi attestarsi in una logica che non ti mette sempre al centro».

«Di Renzi mi piace molto il piglio, l'intenzione, la voglia e l'energia. Mi piace meno una qualche sbrigatività perché nello stesso tempo con la stessa rapidità si può fare una cosa giusta ed una sbagliata», riflette Bersani intervistato da Mentana.

«C'è un momento in cui bisogna riflettere e trovare la strada ma nell'insieme alla fine il giudizio è buono - aggiunge - Si è messo in moto un processo che deve essere aiutato, anche corretto, ma non scoraggiato o indebolito questo è fondamentale».

Insomma, Bersani ribadisce che «se c'è una qualità per cui questo Governo non brilla è l'umiltà ma comunque sia ha bisogno di una mano a prescindere dal fatto che lo chieda o no bisogna darglielo ed io mi metto in questa posizione». Al Pd è mancato negli ultimi tempi «la capacità di essere un collettivo. Il passaggio da Letta a Renzi è stato abbastanza inelegante, per usare un eufemismo. Ma c'è stata anche la vicenda dell'elezione del presidente della Repubblica. Usciamo dalla politica italiana creando dei collettivi». Lo ha detto Pierluigi Bersani in un'intervista a Bersaglio Mobile, che andrà in onda questa sera su La7.

L'ex leader democratico torna anche sulla vicenda dei "101", coloro che, nel pd, non votarono per Prodi alla presidenza della Repubblica.  «Ci fu un incrocio fra chi non voleva Prodi e chi non voleva me ed avvenne quanto avvenuto», la sua spiegazione.  «Questa cosa è una lezione che non deve più scuccedere - aggiunge - siamo venuti meno alla responsabilità che le elezioni ci avevano consegnato. Mi auguro e credo che non accada mai piu».



vedi anche: nuova legge elettorale e riforme,1
                 L'Italia che non vogliamo
                        

venerdì 11 aprile 2014

Nuova legge elettorale e riforme, 2



Non è questa l'Italia che vogliamo






segue da Nuova legge elettorale e riforme, 1



Sgrammaticata, non in senso stretto, ma dal punto di vista  politico e democratico. Proviamo a vedere perché con parole semplici e non da "parrucconi". 


Che il bicameralismo perfetto dovesse essere abolito è questione pacifica: la governabilità e la stabilità sono valori indiscutibili e nessuna legge elettorale, anche se applicata in modo identico per le due camere potrebbe garantire una uniformità di risultato in entrambe, non foss'altro per la diversa ampiezza dei collegi e per la diversa composizione dell'elettorato (al senato votano soltanto i maggiori di 25 anni).  

Ma da qui all'abolizione di ogni forma di bilanciamento di poteri e di riflessione critica oltre che di rappresentanza, ce ne corre.

Ma vediamo i punti deboli della "riforma":

  • Come per la nuova legge elettorale, il peccato originale della condivisione non con un partito avverso o con il suo gruppo dirigente, ma con un condannato per gravi reati; meglio dudù Alfano o dudù Brunetta!
  • la fretta, conseguente alla necessità di utilizzare la riforma come spot elettorale alle europee;
  • il merito: la non eleggibilità dei membri, che vengono sottratti ai loro doveri istituzionali, con i costi che ciò comporta (trasferimenti periodici a Roma, con relativo seguito e intralcio all'azione amministrativa, che è pur sempre un costo). Ma l'elezione di secondo livello prevista dal disegno di legge continua a non garantire la rappresentatività in quanto è di tutta evidenza che il risultato sarà la copia conforme degli equilibri nazionali, già testati alla Camera. La funzione di verifica prevista dall'art. 55 ne esce così svilita.
  • Per lo stesso motivo, abolizione della rappresentatività, risulta svuotato il successivo art. 70, che  prevede l'azione concorrente delle due camere riguardo alle leggi di revisione della Costituzione e alle leggi costituzionali.
  • Vaghissima la funzione di raccordo tra Stato e regioni: ma non esisteva già la conferenza dei presidenti delle regioni?
  • Completamente riscritto l'art. 117, cosa che suscita forti perplessità e resistenze da parte dei governatori.
  • Questione risparmio: un banalissimo calcolo di aritmetica elementare avrebbe consigliato un ridimensionamento di entrambe le Camere; l'affrontare definitivamente la vexata quaestio delle indennità parlamentari avrebbe risolto poi sino in fondo la questione.
  • Un ultimo rischio, incombente e non immaginario: il proposito di rinforzare i poteri del presidente del Consiglio e del Governo, chiuderebbe il cerchio, erodendo i già limitati margini di democrazia e di controllo.
  • In conclusione l'operazione Renzi, che si autoproclamava sindaco d'Italia, porta proprio a questo: il modello amministrativo locale, che può avere senso nelle piccole realtà, dove alle opposizioni viene assegnato il mero diritto di tribuna, è devastante per la democrazia e la partecipazione alla vita pubblica, quando viene trasposto al livello nazionale, in modo automatico e senza adeguati contrappesi.    
Non è questa l'Italia che vogliamo, non è questa l'Italia disegnata dalla Costituzione, i cui principi di base nessuno dice di voler cambiare, ma che si fa di tutto per offuscare di fatto.

L'entusiasmo scout non fa per noi, piace molto agli scout entusiasti, ma molto meno a chi non è uno scout entusiasta. 


giovedì 10 aprile 2014

Democrazia dal basso




Un esperimento di democrazia







Un piccolo laboratorio di democrazia dal basso, di creatività e di partecipazione ieri sera ad Arlesega. Un esperimento che fa ben sperare in un futuro anche per questa dimenticata frazione, dal passato glorioso e dal presente un pò deprimente.

Almeno 40 persone, tra cui gradito ospite il presidente del consiglio comunale,  si sono riunite per discutere assieme  a ViviMestrino la proposta dell'amministrazione sulla riqualificazione del centro di Arlesega e mettere a punto le eventuali osservazioni nei termini stabiliti. 

I presenti hanno prima ascoltato un breve excursus storico, che ha messo in evidenza come una comunità che non conosce il proprio passato, non comprende il presente e non può progettare il futuro: applauditissimo.

Poi la presentazione sintetica del progetto e con il semplice ricorso a dei post-it, letti da una graziosa ed efficiente  "valletta" sono stati messi in evidenza i punti di forza (sostanzialmente gli interventi sulle fermate bus) e gli elementi di criticità: il "bar", l' arena, i costi (740.000 euro), la riduzione del campetto e la sua recinzione e altro ancora. Già nei giorni precedenti numerosi cittadini avevano risposto al questionario on line, proposto da ViviMestrino, proponendo analoghi risultati.

Subito dopo un brain storming organizzato per gruppi ha prodotto
alcune idee di modifica o di integrazione di cui la lista ViviMestrino si farà carico e che saranno precisate in un prossimo articolo.

Ma il massimo di democrazia si è raggiunto quando è stata data la parola al presidente Agostini, che ha potuto fare alcune precisazioni e fornire alcune spiegazioni.

L'auspicio, esternato da me in conclusione di serata è che la prova di disponibilità e l'esempio di democrazia, forniti dalla riunione, siano raccolti, senza smentire l'affermazione più volte ripetuta di voler agire per il bene di tutta la comunità e non solo di una parte.

Da parte mia continuo a pensare, salvo ben accolte smentite, che senza l'impegno di ViviMestrino, con le due affollate riunioni organizzate,  l'intero progetto sarebbe restato patrimonio di conoscenza solo di pochi e sarebbe stata omessa anche la presentazione ufficiale dell'amministrazione, come ampiamente sostenuto in consiglio comunale.
  



mercoledì 9 aprile 2014

Nuova legge elettorale e riforme, 1



Iniziamo con un indovinello
Chi é? 
trova il personaggio e completa la data.



"Arriva al Governo nominato dal Quirinale, senza passare per le elezioni. E' il più giovane presidente del Consiglio della storia d'Italia (ha solo 39 anni). 
E' diretto sino alla sgradevolezza, tattico e volitivo al tempo stesso. Dice che vuole fare una rivoluzione.
E' appoggiato dai poteri forti, editori di giornali e dalla finanza che conta.
Odia vecchie e superate categorie come destra e sinistra. Vuole fare in fretta una riforma elettorale maggioritaria che lo blindi in parlamento.
E'  il 16 novembre..... Dopo 15 giorni si presenta in parlamento e tiene il suo primo discorso da presidente del Consiglio"


Le analogie sono ovviamente solo superficiali e create ad arte per provocare un sorriso. Ma quello che sta avvenendo in questi mesi nella politica italiana può legittimamente suscitare qualche interrogativo meno superficiale, per una serie di ragioni.
Senza scomodare quelli che sono stati definiti i parrucconi, qualche preoccupazione, un pò terra terra è bene manifestarla e diffonderla.
Nell'ordine:

  1. L'Italicum ha più di qualche punto "discutibile":
  • Il partito o la coalizione che vince al primo turno con il 37% dei voti, ottiene una maggioranza di 340 deputati. Poichè negli ultimi tempi in Italia vota il 60% degli aventi diritto, il conto é presto fatto: il 22,2% degli italiani può mandare in parlamento una maggioranza "bulgara", in grado per 5 anni di dettare legge e sin qui niente di pericoloso, ma anche di cambiare l'impianto costituzionale (basta andare ad una modifica per via ordinaria dell'art. 138 della Costituzione, come stava tentando Letta)
  • La legge così com'è esclude dal parlamento tutte le voci minoritarie (sotto il 4,5% non si becca nulla, anche se si partecipa alla coalizione vincente); e voila, SEL, Scelta civica, e soprattutto il nuovo centro destra scompaiono dal parlamento (per la Lega si può sempre rimediare con un emendamento territorialistico).
  • Nasce da un patto leonino tra due soggetti che dovrebbero essere antitetici e anche qui niente di scandaloso perchè le regole si devono fare con tutti, appunto con tutti non con uno solo, per di più sull'orlo della galera, riabilitandolo se non moralmente sicuramente dal punto di vista politico.  
Per maggiori dettagli sull'Italicum consultare le infografiche pubblicate dalla Camera

C'è poi la questione della riforma del Senato e del titolo V, che ieri il solito parruccone (Rodotà) ha definito sgrammaticata.

segue


martedì 8 aprile 2014

Alimentazione e salute





Elios in azione


a Mestrino.








Elios é una associazione di volontariato a tutela dell'ambiente, che si autodefinisce apartitica. Opera da numerosi anni a Mestrino, sotto la guida e l'animazione di Letizia Thiene.
Quest'anno si è già occupata di sicurezza stradale, mentre venerdì prossimo propone un interessante incontro sull'alimentazione in età evolutiva, finalizzato alla prevenzione di importanti patologie, come diabete e obesità, la cui incidenza tra i giovani sta diventando sempre più marcata.
Ma il mangiar bene é anche un modo per tutelare il proprio ambiente, come sosterrà la coldiretti.



lunedì 7 aprile 2014

Ti auguro tempo




Iniziamo la settimana lontano dalla prigione della routine, del web e della routine, lontano dalla ristrettezza dei nostri orizzonti individuali, locali e  nazionali, con i versi bellissimi segnalati in FB da  Severino Proserpio







Elli Michler


Ti auguro tempo.











Non ti auguro un dono qualsiasi, ti auguro
soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per
divertirti e per ridere; se lo impiegherai bene, potrai
ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il
tuo Pensare, non solo per te stesso, ma anche per donarlo
agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti e
correre, ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non
soltanto per trascorrerlo, ti auguro tempo perché te ne
resti: tempo per stupirti e tempo per fidarti e non
soltanto per guardarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per
toccare le stelle e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo,
tempo per la vita.
Elli Michler



Vivere una sola vita
Vivere una sola vita
in una sola città
in un solo paese
in un solo universo
vivere in un solo mondo
è prigione

Amare un solo amico
un solo padre
una sola madre
una sola famiglia
amare una sola persona
è prigione

Conoscere una sola lingua
un solo lavoro
un solo costume
una sola civiltà
conoscere una sola logica
è prigione

Avere un solo corpo
un solo pensiero
una sola conoscenza
una sola essenza
avere un solo essere
é prigione

(Ndjock Ngama, poeta camerunense)

domenica 6 aprile 2014

Zefiro torna


A destra: Zefiro rapisce la ninfa Clori

e il bel tempo rimena




La primavera si sente nell'aria, la natura si risveglia e ci libera dal grigio torpore invernale; buona domenica!


Monteverdi in un originale arrangiamento di Mauro Desideri



E per chi ha pazienza, anche l'originale di Monteverdi:


sabato 5 aprile 2014

Arlesega che cambia


ma come?







Il consiglio comunale del 4 marzo ha trattato la discussione di una variante al piano di interventi e di un progetto preliminare per la "riqualificazione" del centro storico di Arlesega.

La discussione in consiglio non si può dire che sia stata accesa, perché la maggioranza eroicamente tace, tranne un breve intervento dell'assessore all'urbanistica, che improvvidamente ha richiamato la raccolta di firme contro la giunta Zambolin, che aveva proposto una parziale edificazione nell'area attualmente oggetto di "attenzione" da parte della giunta Pedron. Nessuno gli ha probabilmente raccontato che la motivazione più forte di quella raccolta di firme era la conservazione del campo da calcio libero per i ragazzi e, aggiungono i maligni, la conservazione del parcheggio il più vicino possibile alla chiesa. 
Adesso la nuova giunta, senza consultare se non una minima parte dei cittadini di Arlesega e senza avere alcuna idea sui tesori storici e ambientali della frazione, vuole mettere mano allo stesso fazzoletto di terra, per la modica spesa di € 740.000! (Spesa prevista dall'estensore del progetto preliminare).

Qualcuno ha commentato: qualsiasi cosa é meglio del nulla.
ViviMestrino non ci sta! E per questo vuole sentire la popolazione, quella vera, anche se non ci vota, per capire, migliorare e se necessario opporsi sino in fondo e presentare una controproposta. Non l'abbiamo nel cassetto, la costruiremo con il contributo di tutti. 
Per iniziare a farlo, ci vedremo tutti, cittadini della frazione e no, mercoledì prossimo presso l'ex scuola di Arlesega.

Vedi anche: intervento in Consiglio



Berlusconi al Quirinale





Il paradosso italiano





" la presenza di Berlusconi al Quirinale inquieta e preoccupa perché suona come pressione anche alla magistratura"

Quando ho sentito che Berlusconi si era recato ancora una volta al Quirinale e si era a lungo intrattenuto col Presidente, non ci volevo credere, tanto una cosa del genere mi sembrava – e mi sembra – lontana dal mio pensiero e, spero dal pensiero di tanti cittadini e dell’intera Associazione che presiedo.
Ci sono detenuti nelle carceri che scontano pene, magari meritate;  cosa devono pensare di un condannato per gravi reati che frequenta liberamente i palazzi del potere, per il quale il Tribunale di sorveglianza non decide da mesi una sorte imposta da una sentenza definitiva e dalla legge?
E cosa può pensare il cittadino comune, incensurato e privo di problemi giudiziari, come me, che ha chiesto da parecchi giorni un incontro ad un Ministro per parlare di un problema importante (e lo ha fatto non a nome suo, ma a nome di una gloriosa  Associazione come quella dei Partigiani di Italia) ed ancora attende una risposta? Nelle istituzioni, c’è tempo per un condannato e non per una importante Associazione?
Né mi interessa l’oggetto del colloquio. La presenza al Quirinale di un personaggio che proprio sui giornali di ieri poneva un’alternativa  (“o ricevo una tutela contro gli attacchi giudiziari o faccio cadere tutto”), ha  di per sé un significato, che va contro ogni concezione civile ed etica della politica e suona come pressione anche sulla Magistratura, che dovrà sciogliere il nodo conclusivo in un’udienza ormai prossima.
Conosciamo i precedenti: un anno fa, quando si entrò in campagna elettorale, furono rinviati i processi di Berlusconi, per consentire un sereno svolgimento della campagna elettorale e la possibilità per l’imputato di parteciparvi. E non fu una cosa bella. Qualcuno sta pensando che l’esperienza possa essere ripetuta?
Noi speriamo di no: se accadrà qualcosa di simile, lo considereremo uno strappo alla giustizia, all'uguaglianza e ad altri valori consacrati nella Costituzione. L’ANPI non farà le barricate, né inscenerà manifestazioni di piazza: ma su tutte le piazze d’Italia, il 25 aprile, nel ricordare i Caduti per la libertà e nel rivolgere a loro un pensiero affettuoso e grato, diremo loro a gran voce e con immensa tristezza:  “questa non è l’Italia che avete sognato e per la quale avete combattuto ed immolato la vostra vita”.

Carlo Smuraglia - Presidente Nazionale ANPI
Roma, 3 aprile 2014

venerdì 4 aprile 2014

Genitori e scuola




Ingiuria o oltraggio
Una sentenza lo chiarisce




Fonte: la Repubblica

Il genitore che insulta un insegnante per questioni inerenti il rendimento scolastico del proprio figlio non compie una semplice ingiuria, ma rischia di dover rispondere del ben più grave reato di oltraggio a pubblico ufficiale. Lo si evince da una sentenza con cui la quinta sezione penale della Cassazione ha riaperto il processo a carico di una mamma toscana, accusata di ingiuria ai danni di una docente di scuola media, insegnante di sua figlia.

Il giudice di pace di Cecina - i fatti sono avvenuti in una scuola di Rosignano Solvay - aveva dichiarato il non luogo a procedere nei confronti della donna, ma il procuratore generale di Firenze aveva presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che l'episodio andava inquadrato non nel delitto di ingiuria, ma in quello di oltraggio a pubblico ufficiale, e dunque di competenza del tribunale e non del giudice di pace. La Suprema Corte ha ritenuto fondato il ricorso e, annullando la decisione del giudice di pace, ha trasmesso gli atti alla Procura di Livorno. "Sussistono tutti gli elementi", si legge in una sentenza depositata oggi, del reato "di oltraggio a pubblico ufficiale", caratterizzato dalla "offesa all'onore e al prestigio del pubblico ufficiale" che "deve avvenire alla presenza di più persone", "essere realizzata in luogo pubblico o aperto al pubblico" e "avvenire in un momento nel quale il pubblico ufficiale compie un atto d'ufficio ed a causa o nell'esercizio delle sue funzioni".

Il reato di oltraggio, abrogato nel 2005, è stato reinserito nell'ordinamento nel 2009: oggi a qualificare il reato non è la "mera lesione in sè dell'onore e della reputazione del pubblico ufficiale", quanto, spiega la Cassazione, "la conoscenza di tale violazione da parte di un contesto soggettivo allargato a più persone presenti al momento dell'azione, da compiersi in un ambito spaziale specificato come luogo pubblico o aperto al pubblico e in contestualità con il compimento dell'atto dell'ufficio ed a causa o nell'esercizio della funzione pubblica". Il legislatore "incrimina - si legge nella sentenza - comportamenti ritenuti pregiudizievoli del bene protetto a condizione della diffusione della percezione dell'offesa, del collegamento temporale e finalistico con l'esercizio della potestà pubblica e della possibile interferenza perturbatrice col suo espletamento". Nel caso in esame, concludono i giudici di piazza Cavour, "tali elementi sussistevano" poichè "le ingiurie furono pronunciate nei locali scolastici in modo tale da essere percepite da più persone"; inoltre "l'insegnante di scuola media è pubblico ufficiale" e "l'esercizio delle sue funzioni non è circoscritto alla tenuta delle lezioni, ma si estende alle connesse attività preparatorie, contestuali e successive, ivi compresi gli incontri dei genitori degli allievi".

Quattro aprile






Accadde il 4 aprile








1581 - Francis Drake viene nominato baronetto per essere stato il primo Inglese a completare la circumnavigazione del mondo.
1814 - Napoleone I di Francia abdica per la prima volta.
1818 - Il Congresso americano adotta la nuova bandiera degli Stati Uniti.
1850 - Nasce la città di Los Angeles, California.
1944 - A Trieste nell'unico campo di sterminio nazista in Italia, la Risiera di San Sabba, entra in funzione il forno crematorio.
1949 - Dodici nazioni firmano il North Atlantic Treaty che dà vita alla NATO.



1960 - Indipendenza del Senegal
1966 - Dakar: il presidente senegalese Sèdar Senghor dà il via al primo Festival Mondiale delle Arti Negre.




1968
Uccisione di Martin Luther King.
Programma Apollo: la NASA lancia l'Apollo 6.

1973 - New York: inaugurazione del World Trade Center (WTC), noto per le sue Torri Gemelle, primo world trade center della storia.
1983 - La navicella orbitante Space Shuttle Challenger viaggia nello spazio: esploderà meno di tre anni dopo, il 28 gennaio 1986.

1984 - In questo giorno Winston Smith, protagonista del libro 1984 di George Orwell inizia a scrivere il suo diario segreto.




Proverbi del giorno: 

Se piove il terzo aprilante, quaranta dì durante (Toscana)

Si chiova 'u quattr i 'r abbril, chiova 'ppi quaranta jiurn a 'ra fil (Calabria, ovviamente ...in ritardo di un giorno)

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