Scuola materna Arcobaleno, 3
Nel dicembre del 2010 arriva la risposta, per la verità molto pilatesca, della Regione Veneto e della direzione scolastica regionale: si tratta sostanzialmente di un accordo, in base al quale la Regione autorizza l'istituzione di nuove sezioni di scuola dell'infanzia, lo Stato si impegna ad assumere a tempo determinato gli insegnanti con i necessari requisiti e i comuni si impegnano a farsi carico delle spese del personale.
Si tratta, come si può leggere con un pò di pazienza, di una parzialissima apertura: in pratica un invito ai comuni a mettere un piede dentro alla statalizzazione, a condizione di assumersene i costi con risorse proprie per un periodo di tempo non determinato. In questa prima fase l'amministrazione scolastica avrebbe posto a suo carico solo la gestione, attraverso le direzioni scolastiche già esistenti, con un aggravio di lavoro per dirigenti e segreterie, ma per lo Stato a costo zero.
Ovviamente allo scrivente non è dato sapere se dietro a questa prima apertura vi fossero promesse o impegni ad un successivo passo verso l'integrale messa a carico dello Stato.
E, inoltre, le scuole o le sezioni di nuova apertura avrebbero avuto lo status di scuola statale, con la conseguente gratuità per le famiglie, fatte salve le spese per la mensa, o avrebbero continuato ad avere lo status di scuola comunale, con la conseguente possibilità da parte dei comuni di chiedere alle famiglie una compartecipazione alle spese, con i criteri fissati dalla legge per i servizi a domanda individuale?
Ecco comunque la delibera della Giunta regionale con relativo allegato..
DELIBERAZIONE
DELLA GIUNTA REGIONALE n. 3161 del 14 dicembre 2010
Accordo tra la Regione del Veneto e l'Ufficio
Scolastico regionale per il Veneto - Direzione Generale per l'istituzione di
nuove o ulteriori sezioni di scuola dell'infanzia presso le Amministrazioni
Comunali del Veneto.
L'Assessore regionale, Elena Donazzan, riferisce quanto segue:
L'attuale attenzione per l'infanzia e la sua scuola si fonda sulla sempre
più precisa consapevolezza dei diritti del bambino così come sono presenti
nella nostra coscienza, riconosciuti dalla Costituzione nel quadro dei diritti
della persona e più volte riaffermati nei documenti degli organismi
internazionali, e si connette alle rapide trasformazioni sociali e culturali in
atto nel nostro tempo. La scuola per l'infanzia ha assunto la forma di vera e
propria istituzione educativa soltanto in periodi relativamente recenti, avendo
prevalentemente svolto, in precedenza, funzione di assistenza alle famiglie (e
in particolare alle madri lavoratrici) con la custodia dei bambini in un
ambiente possibilmente adatto alla loro crescita. Infatti sono andate da tempo
emergendo e si sono progressivamente imposte le istanze di natura
specificamente pedagogica, espresse ed affermate da una grande tradizione cui
non sono mancati contributi di centrale rilievo anche da parte di studiosi ed
educatori italiani. (da "Orientamenti dell'attività educativa nella scuola
materna" , D.M. 3 giugno1991).
Oggi la legislazione riconosce alla scuola dell'infanzia, attraverso
l'emanazione di norme generali e di specifiche indicazioni, il compito di
concorrere all'educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo,
morale, religioso e sociale delle bambine e dei bambini promuovendone le
potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, e ad
assicurare un'effettiva eguaglianza delle opportunità educative; assicura la
generalizzazione dell'offerta formativa e la possibilità di frequenza della
scuola dell'infanzia per tutte le bambine e i bambini a partire dai tre anni di
età. Tali prescrizioni sono contenute nella legge n. 53 del 28 marzo 2003,
(c.d. Riforma Moratti), che ha definito le nuove norme generali
sull'istruzione, le "Indicazioni nazionali per i Piani Personalizzati
delle Attività Educative nelle Scuole dell'infanzia" e le
"Raccomandazioni per l'attuazione delle Indicazioni nazionali per i Piani
Personalizzati delle Attività Educative nelle Scuole dell'infanzia". Ad
integrazione della legge, sono state emanate le "Indicazioni per il curricolo
della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione"
Da ultimo, il D.P.R. n. 89 del 20 marzo 2009 ha previsto che l'istituzione
di nuove scuole e di nuove sezioni di scuola per l'infanzia avvenga con la
collaborazione degli enti territoriali, "assicurando la coordinata
partecipazione delle scuole statali e paritarie al sistema scolastico nel suo
complesso".
Dal canto loro, le famiglie chiedono alle istituzioni un ampliamento
dell'offerta di servizi educativi per l'infanzia. Ma non sempre risulta
possibile accogliere tutte le richieste di istituzione di nuove o di ulteriori
sezioni dell'infanzia statali, che dipendono dall'assegnazione di insegnanti da
parte del Ministero dell'Istruzione.
La Regione del Veneto, nell'intento di dare una risposta ai bisogni della
collettività, e di contribuire alla generalizzazione di tale servizio sul
territorio, propone la stipula di un accordo con l'Ufficio Scolastico Regionale
per il Veneto che preveda che le Amministrazioni comunali del Veneto
intenzionate ad ampliare i servizi educativi per l'infanzia, previo accordo con
i Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche di riferimento, possano, a
proprie spese, attivare nuove sezioni di scuola per l'infanzia o ampliare
quelle esistenti.
In tal caso l'Amministrazione comunale interessata dovrà assumere gli oneri
finanziari che saranno quantificati dall'istituzione scolastica statale,
secondo il CCNL comparto scuola; il personale sarà nominato a tempo determinato
dall'Amministrazione scolastica statale, secondo la normativa vigente.
Le nuove o ulteriori sezioni di scuola dell'infanzia accoglieranno i
bambini dai 3 ai 6 anni come previsto dalla normativa statale, a tempo pieno
(40 ore settimanali) o ad orario antimeridiano (25 ore settimanali), e saranno
costituite con un numero di bambini compreso di norma tra 18 e 29 classe
(D.P.R. n. 81/2009, art.9, comma 2), fatte salve le sezioni che accolgono
bambini con disabilità. In queste ultime il numero non potrà essere superiore a
20 per classe (D.P.R. n. 81/2009, art.5).
Infine, le Amministrazioni comunali dovranno assicurare l'idoneità delle
strutture scolastiche secondo le norme di sicurezza.
Allo scopo, il Relatore propone
l'approvazione dello schema di Accordo il cui schema è contenuto nell'allegato A, parte integrante e sostanziale della
presente deliberazione.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della
Giunta il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
§ Udito il relatore
incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'art. 33,
2° comma dello Statuto, il quale dà atto che la Struttura competente ha
attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla
compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale;
§ Vista la Legge 28
marzo 2003 n. 53;
§ Visto l'articolo 64
del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133;
§ Visto il D.P.R. n. 89
del 20 marzo 2009, art. 2;
§ Visto il D.P.R. n. 81
del 20 marzo 2009, in particolare artt. 5 e 9;
§ Vista la C.M. n. 37
del 13 aprile 2010
delibera
1. di approvare lo schema
di Accordo, allegato A, tra la Regione del
Veneto e la Direzione Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto
teso a favorire e sviluppare la diffusione sul territorio di servizi educativi
dell'infanzia;
2. di delegare la
sottoscrizione dell'Accordo all'Assessore all'Istruzione e alla Formazione,
Elena Donazzan.
seguono allegati
Nessuna strada conduce ad un albero senza frutti
Il problema è squisitamente politico, è il paradigma della contrapposizione tra una visione della vita e del mondo, aperta, accogliente, ma anche laica e pragmatica e una concezione diametralmente opposta, chiusa all'altro, se non appartenente alla propria contrada.
Quando in tale contrapposizione si inserisce per anni chi lucra, politicamente e no.., sulle paure della gente e sulle esitazioni di esecutivi dalle grandi parole, ma operativamente imbelli, il risultato è quello che si vede su internet: lo scatenamento di opposte tifoserie, con il linguaggio adeguato appunto alle curve da stadio.
Fortunatamente in Italia esistono anche altre posizioni, altre azioni, altri modi di vedere che preparano il futuro. E così qualche giorno fa mi sono imbattuto in Severino Proserpio1 e 2, attraverso un commento su FB: