giovedì 22 agosto 2013

Scuola materna Arcobaleno, 4



Scuola materna Arcobaleno, 4






Dopo l'accordo Regione-direzione scolastica regionale urge una decisione: sicuramente il momento è difficile e convulso, sono possibili diverse strade e diverse strategie, ma la soluzione scelta dalla giunta Pedron si delinea ben presto, come attesta la delibera del 22 febbraio che apre formalmente la strada a una scelta già operata nei fatti.
Dalla delibera si ricava già la disponibilità della SPES a farsi "carico", bontà loro, del problema e, quindi, si possono desumere ampi contatti avvenuti nei mesi precedenti.

La delibera n.11 del 22 febbraio 2013 include la scuola dell'infanzia Arcobaleno tra i beni immobili suscettibili di valorizzazione o dismissione: l'accordo con la SPES è di fatto concluso, la scuola non sarà più né statale, né comunale. Vedremo nei prossimi giorni con quali vantaggi e quali conseguenze per i cittadini.  


mercoledì 21 agosto 2013

Il contributo finanziario degli immigrati



Il contributo finanziario 
degli immigrati.

Un tentativo di bilancio


di Andrea Stuppini, Regione Emilia Romagna
Valeria Benvenuti, Fondazione Leone Moressa



Negli ultimi giorni, dopo il riacutizzarsi del fenomeno degli sbarchi sulle coste siciliane,  il dibattito sull'immigrazione si è fatto sempre più aspro: pochi però hanno dato spazio al materiale che pubblico di seguito, nell'ottica di fornire a tutti una documentazione adeguata e spunti di ulteriori approfondimenti. Tanto si potrebbe aggiungere e mettere sul tappeto: a ciascuno il proprio compito per cercare la verità e il punto di equilibrio. PM

Nel dibattito pubblico italiano vengono spesso evocati i “costi dell’immigrazione” soprattutto in termini di accesso ai servizi scolastici ed abitativi, ma del contributo degli immigrati alle finanze pubbliche, sia sul versante previdenziale che su quello delle imposte dirette ed indirette, esiste ancora scarsa consapevolezza.
Come negli altri Paesi dell’Europa mediterranea il tasso di attività degli stranieri risulta elevato: pari al 72,7% nel 2009, 11 punti percentuali in più rispetto a quello riferito alla popolazione italiana, anche se lo scarto è minore per il tasso di attività femminile.
È noto come il lavoro degli stranieri si concentri nei segmenti più dequalificati del mercato del lavoro con mansioni di carattere manuale e scarse prospettive di carriera. Essi hanno occupato negli ultimi anni quei settori del mercato del lavoro che gli italiani hanno parzialmente e progressivamente abbandonato, nella maggior parte dei casi regolarmente, attraverso il sistema delle quote annuali di ingresso per lavoro, in parte nelle fila dell’economia sommersa.
I settori prevalenti sono quelli dei servizi alla persona e, quanto all'industria  in particolare il settore delle costruzioni e quello metallurgico; notevole anche la presenza nel settore agricolo. Ma non si tratta solo di un apporto produttivo, negli ultimi anni il gettito
dei lavoratori stranieri è diventato sempre più importante anche sul versante contributivo,
fiscale e dei consumi.
Nella fase attuale, su questo piano, è possibile lavorare soltanto su delle stime poiché sia i dati di riferimento (Agenzia delle Entrate, INPS) sono fortemente condizionati dalla presenza di italiani nati all'estero, essendo gli immigrati individuati sulla base del codice fiscale, ovvero del Paese di nascita. Anche l’utilizzo del campione Eu-Silc appare assai parziale, poiché al suo interno la componente straniera si riduce al 4,7% del totale (circa 1.000 individui e 2.500 famiglie di nati all'estero compresi quindi italiani rientrati in Italia), il che spiegherebbe una più ridotta distanza tra i redditi degli stranieri e quelli degli italiani.
Sono tuttavia possibili stime realistiche, che possono dare un’idea dell’ordine di grandezza del fenomeno 

(continua a leggere a pag.174 del rapporto integrale INPS Caritas)
.
Per approfondire: dalla parte dei migranti e  un'opinione difforme, sempre dall'interno della Caritas.

martedì 20 agosto 2013

Nessuna strada

Severino Proserpio




Nessuna strada conduce ad un albero senza frutti











Vagando per i bassifondi di FB, ogni tanto si possono fare scoperte illuminanti, che ti fanno capire come e quanto l'approccio al problema della povertà, del terzo e quarto mondo e dell'emigrazione, possa essere diverso dagli stereotipi. Allora tocchi con mano la sterilità della  contrapposizione tra buonisti ad ogni costo e sedicenti padani che irridono al presidente Napolitano, tra nordisti cattivi, preoccupati della propria partita IVA e meridionali buoni che accolgono sempre e comunque a braccia aperte. A quest'ultimo proposito basti pensare ai fatti di Rosarno di qualche anno fa.

Il problema è squisitamente politico, è il paradigma della contrapposizione tra una visione della vita e del mondo, aperta, accogliente, ma anche laica e pragmatica e una concezione diametralmente opposta, chiusa all'altro, se non appartenente alla propria contrada.
Quando in tale contrapposizione si inserisce per anni chi lucra, politicamente e no.., sulle paure della gente e sulle esitazioni di esecutivi dalle grandi parole, ma operativamente imbelli, il risultato è quello che si vede su internet: lo scatenamento di opposte tifoserie, con il linguaggio adeguato appunto alle curve da stadio.

Fortunatamente in Italia esistono anche altre posizioni, altre azioni, altri modi di vedere che preparano il futuro. E così qualche giorno fa mi sono imbattuto in Severino Proserpio1  e 2, attraverso un commento su FB:  

Severino Proserpio scrive:
Io vivo da quasi 11 anni in un villaggio di pescatori di un Paese africano per il 95% mussulmano, dove non ci sono conflitti religiosi, oggi è giorno di festa ma non conoscono il termine “ferragosto”, per i senegalesi, oggi si celebra l’Assunzione della Vergine Maria, ci sono molti matrimoni misti (per ciò che concerne le culture religiose e cimiteri misti. Però qui sussiste una economia di sopravvivenza con un tasso di mortalità neonatale ed infantile ancora altissima. Nel nostro villaggio non vi è denutrizione; c’è il pesce e con un po’ di riso, sopravvivi. Se non ne hai proprio puoi contare sulla solidarietà del villaggio. Però si sviluppano molte patologie legate alla malnutrizione, molte volte anche letali e un bambino (e non solo) si ammala, te lo ricoverano solo se fornisci alla struttura sanitaria: medicinali, flebo con accessori, garze, cerotti, guanti chirurgici, fiale, siringhe,ecc. Vale a dire: se hai risorse vieni curato oppure ci lasci le penne. In questi casi, è importante avere un padre, un fratello, un parente, in Europa, regolare o meno, in grado di inviarti tramite Western Union o similari, i 50 euro che salvano una vita. Tutto ciò per dirvi, che lo sviluppo della società multiculturale (certamente problematica) può piacere o non piacere, non sta più nelle nostre scelte. Si possono promettere nuove e più rigorose iniziative di contrasto che si riveleranno del tutto inutili e chi le promette fa semplicemente demagogia. Occorre affrontare nel merito, il problema dell’immigrazione smettendo di utilizzarla nel mercato politico. Ciò che si rende indispensabile è iniziare ad elaborare, con le opportune mediazioni, un possibile impianto di convivenza armonica (se volete chiamatela, integrazione). L’alternativa a questo sarà un progressivo sviluppo dei conflitti ed un crescente abbassamento dei livelli di sicurezza.

lunedì 19 agosto 2013

Scuola materna Arcobaleno, 3






Scuola materna Arcobaleno, 3 






Nel dicembre del 2010 arriva la risposta, per la verità molto pilatesca, della Regione Veneto e della direzione scolastica regionale: si tratta sostanzialmente di un accordo, in base al quale la Regione autorizza l'istituzione di nuove sezioni di scuola dell'infanzia, lo Stato si impegna ad assumere a tempo determinato gli insegnanti con i necessari requisiti e i comuni si impegnano a farsi carico delle spese del personale.
Si tratta, come si può leggere con un pò di pazienza, di una parzialissima apertura: in pratica un invito ai comuni a mettere un piede dentro  alla statalizzazione, a condizione di assumersene i costi con risorse proprie per un periodo di tempo non determinato. In questa prima fase l'amministrazione scolastica avrebbe posto a suo carico solo la gestione, attraverso le direzioni scolastiche già esistenti, con un aggravio di lavoro per dirigenti e segreterie, ma per lo Stato a costo zero.
Ovviamente allo scrivente non è dato sapere se dietro a questa prima apertura vi fossero promesse o impegni ad un successivo passo verso l'integrale messa a carico dello Stato.   

E, inoltre, le scuole o le sezioni di nuova apertura avrebbero avuto lo status di scuola statale, con la conseguente gratuità per le famiglie, fatte salve le spese per la mensa, o avrebbero continuato ad avere lo status di scuola comunale, con la conseguente possibilità da parte dei comuni di chiedere alle famiglie una compartecipazione alle spese, con i criteri fissati dalla legge per i servizi a domanda individuale? 

Ecco comunque la delibera della Giunta regionale con relativo allegato..

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 3161 del 14 dicembre 2010
Accordo tra la Regione del Veneto e l'Ufficio Scolastico regionale per il Veneto - Direzione Generale per l'istituzione di nuove o ulteriori sezioni di scuola dell'infanzia presso le Amministrazioni Comunali del Veneto.
L'Assessore regionale, Elena Donazzan, riferisce quanto segue:
L'attuale attenzione per l'infanzia e la sua scuola si fonda sulla sempre più precisa consapevolezza dei diritti del bambino così come sono presenti nella nostra coscienza, riconosciuti dalla Costituzione nel quadro dei diritti della persona e più volte riaffermati nei documenti degli organismi internazionali, e si connette alle rapide trasformazioni sociali e culturali in atto nel nostro tempo. La scuola per l'infanzia ha assunto la forma di vera e propria istituzione educativa soltanto in periodi relativamente recenti, avendo prevalentemente svolto, in precedenza, funzione di assistenza alle famiglie (e in particolare alle madri lavoratrici) con la custodia dei bambini in un ambiente possibilmente adatto alla loro crescita. Infatti sono andate da tempo emergendo e si sono progressivamente imposte le istanze di natura specificamente pedagogica, espresse ed affermate da una grande tradizione cui non sono mancati contributi di centrale rilievo anche da parte di studiosi ed educatori italiani. (da "Orientamenti dell'attività educativa nella scuola materna" , D.M. 3 giugno1991).
Oggi la legislazione riconosce alla scuola dell'infanzia, attraverso l'emanazione di norme generali e di specifiche indicazioni, il compito di concorrere all'educazione e allo sviluppo affettivo, psicomotorio, cognitivo, morale, religioso e sociale delle bambine e dei bambini promuovendone le potenzialità di relazione, autonomia, creatività, apprendimento, e ad assicurare un'effettiva eguaglianza delle opportunità educative; assicura la generalizzazione dell'offerta formativa e la possibilità di frequenza della scuola dell'infanzia per tutte le bambine e i bambini a partire dai tre anni di età. Tali prescrizioni sono contenute nella legge n. 53 del 28 marzo 2003, (c.d. Riforma Moratti), che ha definito le nuove norme generali sull'istruzione, le "Indicazioni nazionali per i Piani Personalizzati delle Attività Educative nelle Scuole dell'infanzia" e le "Raccomandazioni per l'attuazione delle Indicazioni nazionali per i Piani Personalizzati delle Attività Educative nelle Scuole dell'infanzia". Ad integrazione della legge, sono state emanate le "Indicazioni per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione"
Da ultimo, il D.P.R. n. 89 del 20 marzo 2009 ha previsto che l'istituzione di nuove scuole e di nuove sezioni di scuola per l'infanzia avvenga con la collaborazione degli enti territoriali, "assicurando la coordinata partecipazione delle scuole statali e paritarie al sistema scolastico nel suo complesso".
Dal canto loro, le famiglie chiedono alle istituzioni un ampliamento dell'offerta di servizi educativi per l'infanzia. Ma non sempre risulta possibile accogliere tutte le richieste di istituzione di nuove o di ulteriori sezioni dell'infanzia statali, che dipendono dall'assegnazione di insegnanti da parte del Ministero dell'Istruzione.
La Regione del Veneto, nell'intento di dare una risposta ai bisogni della collettività, e di contribuire alla generalizzazione di tale servizio sul territorio, propone la stipula di un accordo con l'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto che preveda che le Amministrazioni comunali del Veneto intenzionate ad ampliare i servizi educativi per l'infanzia, previo accordo con i Dirigenti scolastici delle Istituzioni scolastiche di riferimento, possano, a proprie spese, attivare nuove sezioni di scuola per l'infanzia o ampliare quelle esistenti.
In tal caso l'Amministrazione comunale interessata dovrà assumere gli oneri finanziari che saranno quantificati dall'istituzione scolastica statale, secondo il CCNL comparto scuola; il personale sarà nominato a tempo determinato dall'Amministrazione scolastica statale, secondo la normativa vigente.
Le nuove o ulteriori sezioni di scuola dell'infanzia accoglieranno i bambini dai 3 ai 6 anni come previsto dalla normativa statale, a tempo pieno (40 ore settimanali) o ad orario antimeridiano (25 ore settimanali), e saranno costituite con un numero di bambini compreso di norma tra 18 e 29 classe (D.P.R. n. 81/2009, art.9, comma 2), fatte salve le sezioni che accolgono bambini con disabilità. In queste ultime il numero non potrà essere superiore a 20 per classe (D.P.R. n. 81/2009, art.5).
Infine, le Amministrazioni comunali dovranno assicurare l'idoneità delle strutture scolastiche secondo le norme di sicurezza.
Allo scopo, il Relatore propone l'approvazione dello schema di Accordo il cui schema è contenuto nell'allegato A, parte integrante e sostanziale della presente deliberazione.
Il relatore conclude la propria relazione e propone all'approvazione della Giunta il seguente provvedimento.
LA GIUNTA REGIONALE
§  Udito il relatore incaricato dell'istruzione dell'argomento in questione ai sensi dell'art. 33, 2° comma dello Statuto, il quale dà atto che la Struttura competente ha attestato l'avvenuta regolare istruttoria della pratica, anche in ordine alla compatibilità con la vigente legislazione statale e regionale;
§  Vista la Legge 28 marzo 2003 n. 53;
§  Visto l'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
§  Visto il D.P.R. n. 89 del 20 marzo 2009, art. 2;
§  Visto il D.P.R. n. 81 del 20 marzo 2009, in particolare artt. 5 e 9;
§  Vista la C.M. n. 37 del 13 aprile 2010
delibera
1.     di approvare lo schema di Accordo, allegato A, tra la Regione del Veneto e la Direzione Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto teso a favorire e sviluppare la diffusione sul territorio di servizi educativi dell'infanzia;
2.     di delegare la sottoscrizione dell'Accordo all'Assessore all'Istruzione e alla Formazione, Elena Donazzan.

seguono allegati

domenica 18 agosto 2013

Buona domenica

crifiu band



Buona domenica

dedicata agli amici del Salento
e di tutto il mediterraneo







Il Salento, terra di emigrazione e di accoglienza: negli anni 90 Brindisi è stata la porta d'Europa per chi fuggiva dalla guerra del Kosovo e dalla povertà dell'Albania. La migliore Italia si mostrava in quei momenti drammatici.

Dopo, negli anni bui che sono seguiti, qualcuno ha pensato che i fuggiaschi potessero arrivare in giacca e cravatta a Palese, a Malpensa o a Fiumicino e se non lo avessero fatto, avrebbero commesso il reato di clandestinità, che tutto il mondo ci invidia, sarebbero divenuti numeri, problemi da evitare, da respingere, senza alcun filtro;  anzi anche i regolari, se avessero perduto il lavoro, avrebbero  potuto accedere, gratuitamente, ai C.I.E. oppure scegliere liberamente di ritornare clandestini.
Venti anni di follia, senza per altro risolvere e neppure mitigare il problema che innegabilmente esiste.
Ed ecco i Crifiu che con   rock and rai ci riportano alle comuni origini, al mare tra le terre, alle relazioni sempre esistite tra i popoli del mondo e  portatrici di novità e di energie.






sabato 17 agosto 2013

Chi scrive sui blog?





Chi scrive sui blog? 







Ecco le prime categorie che ho trovato, da neofita, con alcuni esempi:

i grandi, medi e piccoli giornalisti, i giornalisti mancati, 

i grandi, medi piccoli scrittori, gli scrittori mancati, gli scrittori che non sanno di esserlo,

i fossili, i prezzolati  della disinformazione, i volontari della disinformazione, 

gli innamorati e le innamorate, 

le casalinghe disperate, i genitori di figli disabili,

i pensionati.., 

i perditempo, i propagatori di bufale, gli smascheratori di bufale,

i maniaci di tutte le sfumature, i cuori solitari, 

i cultori della spazzatura, i duplicatori di spazzatura, 

i politici, gli anti politici, gli aspiranti politici, i politici trombati, i fanatici, i nostalgici,

i razzisti, gli avversari del razzismo, i "vi dico io la verità", 

i liberisti a oltranza,

chi non si accontenta di Fb, chi non si accontenta di Twitter perché non sa sintetizzare, 

i santoni di ogni credo, i religiosi, gli atei, i missionari di mille fedi, 

i poeti, i mancati poeti, le poetesse, gli artisti e gli artisti mancati, 

chi non ha niente da dire e lo dice lo stesso perché tanto è gratis ecc.


Chi vuole aggiungere altre categorie o esempi significativi da condividere, può farlo nei commenti. Naturalmente il riferimento a questo blog da classificare nell'ultima categoria è scontato! mi sono già messo tra i pensionati!

Per lasciare un commento, cliccare su lascia un commento o su nessun commento in fondo ad ogni post. Potete usare l'account di Google o inviare tramite G-mail o, cosa più semplice, scrivere come anonimo e poi firmarvi all'interno del commento stesso.
Non limitatevi a scrivere commenti su FB, come è avvenuto sinora, perchè circa il 40% dei frequentatori abituali del blog non proviene da li e quindi non leggerà mai quello che scrivete.

Ultimo appello: visitate visitate visitate! aiutatemi: sotto quota 300/die, che è la media dell'ultimo mese,  sono soggetto a pericolose crisi di astinenza!

Si, dimenticavo, blog è anche una cosa da drogati!


giovedì 15 agosto 2013

buon ferragosto

prato della valle


Buon ferragosto!






il Cairo, prima...

il Cairo, dopo..

ferragosto in crociera

a chi tocca oggi?

accade a ferragosto..

speranze vane

Italia-Argentina

da goletta verde

dal Cairo

Rifondare il centro destra?




Rifondare il centro-destra? Ė una questione di ascisse e ordinate

Pubblicato: Mar, 13/08/2013 - 18:15  •  da: Alessandro De Nicola


Rifondare il centro-destra? Un argomento interessante, certo, ma forse è meglio prima capire di cosa si sta parlando.Dal mio punto di vista si deve ricorrere a quei quadranti che ogni tanto appaiono sui social network e che, a seguito delle risposte ad un questionario ti pongono in alto a destra se sei liberale sia in economia che in temi sociali (libertarian: non vuoi nessuna interferenza dello stato, mercati liberi e droga libera, per estremizzare), in basso a destra se sei liberale in economia e "conservatore" sui temi sociali (mercati liberi ma la droga no e nemmeno le unioni gay), in basso a sinistra se sei socialista e moralista (lo stato interviene su tutto) e in alto a sinistra se sei "liberal", tollerante nei costumi ma interventista in economia.
La parte Liberal è ben presidiata in Italia: tutta la sinistra, con diverse gradazioni (Vendola non la pensa proprio come D'Alema) è in quella casella li.

mercoledì 14 agosto 2013

Le prime reazioni



Marco Travaglio




Dichiarazione di Napolitano

Le prime reazioni







In attesa che i luminari a ciò preposti, con lenti di ingrandimento e occhiali a raggi infrarossi,
ci diano l’interpretazione autentica del  Supermonito serale del presidente della Repubblica
e dell’incunabolo che lo contiene, una cosa è chiara fin da subito: il fatto stesso che sia stato
emesso già dimostra che Silvio Berlusconi non è un cittadino uguale agli altri. 

Dichiarazione di Napolitano




La dichiarazione del Presidente Napolitano

Il testo integrale




"La preoccupazione fondamentale, comune alla stragrande maggioranza degli italiani, è lo sviluppo di un'azione di governo che, con l'attivo e qualificato sostegno del Parlamento, guidi il paese sulla via di un deciso rilancio dell'economia e dell'occupazione. In questo senso hanno operato le Camere fino ai giorni scorsi, definendo importanti provvedimenti; ed essenziale è procedere con decisione lungo la strada intrapresa, anche sul terreno delle riforme istituzionali e della rapida ( nei suoi aspetti più urgenti ) revisione della legge elettorale. Solo così si può accrescere la fiducia nell'Italia e nella sua capacità di progresso. Fatale sarebbe invece una crisi del governo faticosamente formatosi da poco più di 100 giorni; il ricadere del paese nell'instabilità e nell'incertezza ci impedirebbe di cogliere e consolidare le possibilità di ripresa economica finalmente delineatesi, peraltro in un contesto nazionale ed europeo tuttora critico e complesso.
Ho perciò apprezzato vivamente la riaffermazione - da parte di tutte le forze di maggioranza - del sostegno al governo Letta e al suo programma, al di là di polemiche politiche a volte sterili e dannose, e di divergenze specifiche peraltro superabili.
Non mi nascondo, naturalmente, i rischi che possono nascere dalle tensioni politiche insorte a seguito della sentenza definitiva di condanna pronunciata dalla Corte di Cassazione nei confronti di Silvio Berlusconi. Mi riferisco, in particolare, alla tendenza ad agitare, in contrapposizione a quella sentenza, ipotesi arbitrarie e impraticabili di scioglimento delle Camere.
Di qualsiasi sentenza definitiva, e del conseguente obbligo di applicarla, non può che prendersi atto. Ciò vale dunque nel caso oggi al centro dell'attenzione pubblica come in ogni altro.
In questo momento è legittimo che si manifestino riserve e dissensi rispetto alle conclusioni cui è giunta la Corte di Cassazione nella scia delle valutazioni già prevalse nei due precedenti gradi di giudizio; ed è comprensibile che emergano - soprattutto nell'area del PdL - turbamento e preoccupazione per la condanna a una pena detentiva di personalità che ha guidato il governo ( fatto peraltro già accaduto in un non lontano passato ) e che è per di più rimasto leader incontrastato di una formazione politica di innegabile importanza. Ma nell'esercizio della libertà di opinione e del diritto di critica, non deve mai violarsi il limite del riconoscimento del principio della divisione dei poteri e della funzione essenziale di controllo della legalità che spetta alla magistratura nella sua indipendenza. Né è accettabile che vengano ventilate forme di ritorsione ai danni del funzionamento delle istituzioni democratiche.
Intervengo oggi --- benché ancora manchino alcuni adempimenti conseguenti alla decisione della Cassazione --- in quanto sono stato, da parecchi giorni, chiamato in causa, come Presidente della Repubblica, e in modo spesso pressante e animoso, per risposte o "soluzioni" che dovrei e potrei dare a garanzia di un normale svolgimento, nel prossimo futuro, della dialettica democratica e della competizione politica.
A proposito della sentenza passata in giudicato, va innanzi tutto ribadito che la normativa vigente esclude che Silvio Berlusconi debba espiare in carcere la pena detentiva irrogatagli e sancisce precise alternative, che possono essere modulate tenendo conto delle esigenze del caso concreto.
In quanto ad attese alimentate nei miei confronti, va chiarito che nessuna domanda mi è stata indirizzata cui dovessi dare risposta.
L'articolo 681 del Codice di Procedura Penale, volto a regolare i provvedimenti di clemenza che ai sensi della Costituzione il Presidente della Repubblica può concedere, indica le modalità di presentazione della relativa domanda. La grazia o la commutazione della pena può essere concessa dal Presidente della Repubblica anche in assenza di domanda. Ma nell'esercizio di quel potere, di cui la Corte costituzionale con sentenza del 2006 gli ha confermato l'esclusiva titolarità, il Capo dello Stato non può prescindere da specifiche norme di legge, né dalla giurisprudenza e dalle consuetudini costituzionali nonché dalla prassi seguita in precedenza. E negli ultimi anni, nel considerare, accogliere o lasciar cadere sollecitazioni per provvedimenti di grazia, si è sempre ritenuta essenziale la presentazione di una domanda quale prevista dal già citato articolo del C.p.p.. Ad ogni domanda in tal senso, tocca al Presidente della Repubblica far corrispondere un esame obbiettivo e rigoroso --- sulla base dell'istruttoria condotta dal Ministro della Giustizia --- per verificare se emergano valutazioni e sussistano condizioni che senza toccare la sostanza e la legittimità della sentenza passata in giudicato, possono motivare un eventuale atto di clemenza individuale che incida sull'esecuzione della pena principale.
Essenziale è che si possa procedere in un clima di comune consapevolezza degli imperativi della giustizia e delle esigenze complessive del Paese.
E mentre toccherà a Silvio Berlusconi e al suo partito decidere circa l'ulteriore svolgimento - nei modi che risulteranno legittimamente possibili - della funzione di guida finora a lui attribuita, preminente per tutti dovrà essere la considerazione della prospettiva di cui l'Italia ha bisogno. Una prospettiva di serenità e di coesione, per poter affrontare problemi di fondo dello Stato e della società, compresi quelli di riforma della giustizia da tempo all'ordine del giorno. Tutte le forze politiche dovrebbero concorrere allo sviluppo di una competizione per l'alternanza nella guida del paese che superi le distorsioni da tempo riconosciute di uno scontro distruttivo, e faciliti quell'ascolto reciproco e quelle possibilità di convergenza che l'interesse generale del paese richiede.
Ogni gesto di rispetto dei doveri da osservare in uno Stato di diritto, ogni realistica presa d'atto di esigenze più che mature di distensione e di rinnovamento nei rapporti politici, sarà importante per superare l'attuale difficile momento".


Roma, 13 agosto 2013


referendum?




Perchè no un referendum, Presidente?








Alla Regione Veneto: mantenete gli otto treni interregionali della tratta Milano-Venezia che volete sopprimere




Al Presidente della Regione Veneto
Luca Zaia
  
La Regione Veneto in data 9 Luglio ha comunicato in via ufficiale e senza un preventivo confronto con l'utenza la soppressione, a partire dall’entrata in vigore del prossimo orario invernale (15 Dicembre 2013), di quattro coppie di treni interregionali che oggi collegano Venezia con Milano. 

I treni soppresi sono questi:
Partenza Da Venezia il 2090; 2098; 2106; 2110
Partenza Da Milano il 2089; 2095; 2107; 2113 

In pratica gli unici treni di collegamento diretto interregionali rimasti sulla linea verranno soppressi. Quanti di noi utilizzano questi treni, ogni giorno, per andare a scuola o a lavorare? 

Lo si può benissimo notare dalle carrozze stipate nelle quali siamo costretti ad entrare a spintoni per poi farci l'intero viaggio in piedi; reputiamo invivibili questi viaggi oggi, immaginiamoceli senza questi treni!!

Da dicembre saremo costretti a sborsare quasi il doppio del costo del nostro biglietto per una Freccia, o accontentarci di un ancora più sovraffollato regionale, affidandoci alle care e amate coincidenze. Purtroppo, chiunque abbia mai preso un treno sa, ed é proprio il caso di dirlo, che le coincidenze non esistono.

Aspettare un'ora in più il treno successivo, forse, é scomodo ma accettabile per una persona che decide di farsi un weekend fuori città, ma di certo non per un pendolare, non per un lavoratore che deve rendere conto di un'ora di ritardo al proprio datore, non per uno studente che perde una lezione, un giorno sì e l'altro pure.

Trovo inaccettabile che la regione Veneto abbia preso questa decisione con un atto di forza sul presupposto cinico che un lavoratore, oggi, non ha alternative: o rinuncia al lavoro, o paga di più, perché uno stipendio, anche se decurtato del costo spropositato di un abbonamento mensile di una Freccia, in una famiglia, è meglio di niente.

Chiediamo quindi agli uffici della Regione Veneto competente di riconsiderare la decisione per la gravità delle conseguenze che si verrebbero a produrre in capo a migliaia di cittadini delle fasce più deboli (lavoratori e studenti) e al presidente della Regione Veneto Luca Zaia di intercedere in favore dei cittadini perchè la Regione Veneto desista dal suo intento e vengano mantenuti gli otto treni interregionali che si intende sopprimere.

Ringraziamo dell'attenzione confidando in una positiva conclusione della vicenda.


martedì 13 agosto 2013

L'IMU





Ancora IMU e poi basta...








Grazie alle segnalazioni di A. D.P. un ulteriore approfondimento sull'IMU

Il parere del Sole 24 ore

Il parere di Luca Ricolfi, La Stampa del 5 maggio 2013

Il parere di Franco Bruni - La Stampa

Scuola Arcobaleno, 2




Scuola materna Arcobaleno (2)

una vicenda contestata, ma poco conosciuta






La storia, di cui abbiamo visto in precedenza l'epilogo, inizia nell'estate del 2010, quando ho accompagnato il Sindaco e il vice-Sindaco dal dirigente scolastico provinciale di allora, la dott.ssa Giuliana Bigardi ("l'aggancio giusto", cioè il rappresentante delle istituzioni più vicino al quale presentare una legittima richiesta; intelligentibus pauca).

Eravamo li, infatti, affinchè il Sindaco e il vice-Sindaco prospettassero quella che, al tempo,  sembrava la soluzione più logica, oltre che dovuta: la statalizzazione della nuova scuola materna, la cui costruzione era ormai quasi al termine.

Per meglio inquadrare il periodo, erano i tempi della famigerata riforma Gelmini-Tremonti: tagli lineari alla pubblica istruzione e 74.000 posti in meno nella scuola in 3 anni! 

Come si è soliti dire in burocratese, la collega Bigardi ha ascoltato "con grande disponibilità e attenzione" le istanza del Sindaco, ha fatto presente di avere sul tavolo diverse richieste analoghe di altri sindaci della provincia  e alla fine si è impegnata a portare la proposta a livello regionale, pur senza dare molte speranze nell'immediato, visti i tempi, ma consigliando di istruire ugualmente la pratica, con le dovute motivazioni e, in subordine, di fare richiesta per una sezione "primavera".

Il mio contributo istituzionale, oltre ad una relazione con alcuni dati numerici e la dichiarazione di disponibilità ad accogliere la nuova scuola nell'istituto comprensivo già esistente, finiva li.

Racconto questo dettaglio, pur secondario, sia per sottolineare che l'amministrazione di allora prese in considerazione il problema dopo almeno due anni dal proprio insediamento, sia per darle atto che, fino a quel momento, la volontà primaria era di seguire la strada di chi, anni prima, in tempi completamente diversi, aveva ideato e progettato la nuova scuola materna. Una strada, come abbiamo visto, che Mestrino condivideva con molti comuni della provincia, come ad esempio Rubano. 

Da lì a poco, suppongo dopo altre richieste e contatti portati avanti autonomamente dall'amministrazione, arriverà la deludente risposta della direzione scolastica regionale. continua 



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